LANCIANO CALCIO

lanciano1.jpgSTORIA 

Nel 1919 nasce la Polisportiva Virtus Lanciano. L’attuale società è da considerarsi erede della Associazione Calcio Lanciano 1920, la prima storica squadra calcistica cittadina, che nella stagione 1930-31 cambiò nome diventando Virtus Lanciano. La società fallì nel 1959. Il calcio rinacque grazie alla Pro Lanciano (ex Borgo), nome che i frentani portarono fino al 1975-76. Durante i campionati di fine anni Quaranta, per mancanza di soldi, la squadra fu costretta a rivolgersi alla mensa gestita dai frati di Sant’Antonio per avere un pasto sicuro. L’AC Lanciano, al termine del campionato 1991-92 (concluso con la retrocessione), scompare dal panorama calcistico nazionale. Questo perché gli eredi del presidente dell’epoca, il tourist operator Oliviero Mazziotti (scomparso quell’anno), oberati dai debiti preferirono rinunciare al titolo non iscrivendo il club ad alcuna categoria, e costringendo di fatto l’ingegner Stefano Mercadante a rilevare, col suo Lanciano ’90 la pesante eredità lasciategli dalla prima squadra cittadina. Numerosi sono anche i ricordi belli, a cominciare da quelli, ormai leggendari, della Virtus, che nella stagione 1929-30 (Prima Divisione Sud, l’equivalente della Lega Pro) fece parlare di sè le cronache dell’epoca, andando addirittura ad espugnare il campo del Palermo, poi promosso nella serie cadetta. In tempi più recenti, invece, il periodo migliore ha un nome e un cognome, quello del compianto presidente Ezio Angelucci che, con la sua famiglia, ha gestito in due distinte epoche la società. Approdato al timone del club nel giugno del 1983, Angelucci Senior riuscì a centrare l’auspicato ritorno tra i professionisti due anni e mezzo dopo, al termine cioè della stagione 1985-86. Una promozione ottenuta al termine di un entusiasmante duello con il Chieti, sconfitto nello storico spareggio di Latina. Una situazione che si riproporrà, pari pari, nella stagione 2000-01 quando, sempre sotto l’egida della famiglia Angelucci, il Lanciano conquisterà una storica promozione in Serie C1, superando sul filo di lana proprio il Chieti. Nell’estate del 1997, con il ritorno a capo della società del presidente Ezio Angelucci (già al timone ai tempi dello spareggio di Latina, vinto ai rigori, contro i rivali storici del Chieti), la denominazione cambiò in Società Sportiva Lanciano, e dal 2001-02, ha militato con buoni risultati nel campionato di Serie C1, Girone B. L’8 aprile 2008 il Tribunale collegiale civile (presidente Giuseppe Carabba, giudici Paola De Nisco e Massimo Canosa) ha dichiarato il fallimento del Lanciano. Fortunatamente, è stato subito concesso l’esercizio provvisorio dell’impresa che ha consentito al Lanciano di evitare il pericolo della radiazione immediata e continuare il campionato. Nominati giudice delegato Paola De Nisco e curatore fallimentare Giovanni Trinetti, commercialista di Pescara. Per mantenere tra i professionisti il calcio lancianese serviva un piccolo miracolo sportivo: una cordata pronta a rilevare i brandelli del Lanciano. Entra in scena Franco Maio, noto imprenditore locale che opera nel campo dello smaltimento dei rifiuti, che, dopo aver studiato a lungo la situazione del club rossonero, decide di intervenire in prima persona. C’era da fondare immediatamente una società di capitali. Ma questo era solo il primo dei passi necessari per conservare la squadra cittadina nei campionati professionistici. Costituita la nuova società, è stato necessario affiliarsi alla FIGC per poi chiedere al curatore fallimentare, il dottor Carlo Giovanni Trinetti di Pescara, la gestione del ramo sportivo d’azienda, impegnandosi con la Lega a pagare tutti i debiti sportivi, che ammontavano a 1.600.000 euro, quasi tutti accumulati durante la gestione Di Stanislao. Il Lanciano era stato già dichiarato fallito nel corso della stagione 1996-97, due anni prima del suo trionfale ritorno in C2. Il 22 aprile 2008 il Lanciano è stato condannato a una penalizazione di 8 punti che lo ha, di fatto, condannato ai play out. Il 16 maggio 2008 la famiglia Maio ha ufficialmente acquistato il complesso sportivo del Lanciano, all’asta fallimentare, per la cifra di 300.000 euro. La nuova società costituita dalla famiglia Maio si chiama Virtus Lanciano 1924. Il precedente nome, Football Club Lanciano, non ha trovato l’accettazione della FIGC e così si è tornati alle origini, alla vecchia, gloriosa Virtus Lanciano. La data 1924 fa riferimento all’anno in cui per la prima volta fu redatto lo statuto calcistico. La famiglia Maio si è accollato anche il debito di 450.000 euro accumulato dalla vecchia gestione. Il 26 giugno 2008 la FIGC ha emanato il comunicato che ha riconosciuto la nuova società trasferendole i diritti sportivi della vecchia. Il Lanciano così ha contenuto i danni, limitati alla sola retrocessione sul campo in Serie C2. Anche questa retrocessione, il 31 luglio 2008, viene cancellata da un ripescaggio insperato fino a soli due mesi prima. Il sodalizio rossonero resta quindi in terza serie (oggi Lega Pro Prima Divisione) dove attualmente milita, nel Girone B.

Stagione 2008-09 

Per il campionato di Lega Pro Prima Divisione 2008-09, la squadra ha come obiettivo una tranquilla salvezza, con il raggiungimento del 7-8 posto in classifica. La squadra però non disputa un buon campionato, viaggiando sempre su mari poco tranquilli, e chiude la stagione al 14°posto in zona play out, che dovrà disputare per peggior differenza reti con la Paganese, che ha chiuso a pari punti con la formazione abruzzese. Andrà quindi a giocarsi con successo, contro la Juve Stabia, che aveva terminato il campionato regolare in penultima posizione, la salvezza ai play-out ribaltando la sconfitta per 2-1 incassata fuori casa con un memorabile 1-0 fra le mura amiche, firmato dal discussissimo Daniele Morante. Da ricordare inoltre che la Lanciano ha la peggior difesa (46 gol subiti), e il suo bomber è Daniele Morante (6 gol fatti).


Stagione 2009-10

Per la Virtus Lanciano la stagione 2009-2010 comincia molto bene sotto la luce di una campagna acquisti molto ricca. Arrivano infatti alla corte di Dino Pagliari giocatori di caratura importante tra i quali spunta il nome del lancianese Di Cecco ed acquisti di spessore ed esperienza dal neopromosso Gallipoli come Vastola e Antonioli. Esordisce in Coppa Italia con un buon 3-0 sul campo del Celano. Accadrà poi uno spiacevole fatto durante la terza partita di Coppa Italia contro la Cisco Roma, dove la Virtus perderà a tavolino per eccesso di espulsioni fra le file rossonere (Cinque per l’esattezza: Mammarella, Vastola, Di Cecco, Colombaretti ed Oshadogan, senza contare l’espulsione di Mister Pagliari). Il Lanciano si riprenderà comunque e con l’arrivo di un altro paio di innesti si presenterà alGiglio di Reggio Emilia per la prima giornata del Campionato 2009/10, esordendo proprio contro la Reggiana e riuscendo ad imporsi per una rete a zero, merito di uno spunto di Dayo Oshadogan. La stagione è una alternanza di alti e bassi, con una inspiegabile tendenza a perdere proprio le gare al Guido Biondi: a metà del girone di ritorno ci sarebbe potuta essere l’opportunità di agganciare la zona play-off, ma la sconfitta contro l’Andria BAT, oltre a togliere lo 0 alla voce sconfitte esterne, elimina le chance di ingresso nelle zone nobili della classifica. Con la vittoria esterna ottenuta a Ravenna, nella penultima gara della stagione, la Virtus ottiene la matematica salvezza e permanenza in Prima Divisione. L’anno che verrà infatti sarà la decima consecutiva presenza in C1, rappresentando la più lunga militanza consecutiva in terza serie tra le squadre di LegaPro.

Stagione 2010-2011 

Dopo un campionato (2009-2010) deludente rispetto alle attese ed agli investimenti fatti dalla proprietà (obbiettivo dei rossoneri era infatti raggiungere un piazzamento nei Play-off), la nuova stagione nasce tra mille incertezze: la famiglia Maio nei giorni seguenti alla salvezza, palesa la possibilità di lasciare la Virtus in seguito a due stagioni in cui la squadra non si è dimostrata all’altezza degli investimenti fatti dalla presidentessa Valentina Maio. Al termine di un tira e molla tra i Maio, la famiglia decide di restare a capo della società. La nuova avventura inizia con la decisione di rescindere il contratto con mister Dino Pagliari: dopo una estenuante ed inutile trattativa, l’allenatore viene esonerato insieme a parte dello staff tecnico . Nelle ore successive viene annunciato il nuovo allenatore: nuovo mister dei rossoneri è una vecchia conoscenza del calcio abruzzese, Andrea Camplone  ,già allenatore della Virtus nel 2006.

LANCIANO CALCIOultima modifica: 2010-11-20T09:05:00+01:00da lucchese1905
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