CAVESE CALCIO

140px-Cavese_stemma.pngSTORIA 

L’Unione Sportiva Cavese è fondata nel 1919.

Il club milita inizialmente in Seconda Categoria (Serie B) per alcune stagioni.

Nel 1921 gioca degli spareggi per la promozione in Prima Divisione (Serie A), perdendoli contro la Nocerina (che però non è ammessa in massima serie).

L’anno dopo il club si fonde con il Libertas Sporting Club, altra squadra locale, in modo da diventare più competitivo. Sempre nel 1922 gioca ancora una volta degli spareggi con la Nocerina. Gli avversari, però, non si presentano in campo alla “bella” e la Cavese viene promossa in Prima Divisione grazie anche alle mancate iscrizioni alla massima serie di Puteolana e Salernitana.

La prima stagione in Prima Divisione non inizia, però, bene per la Cavese che alla prima giornata perde in casa contro lo Stabia per 4-2. Gli aquilotti, però, si riprendono e sconfiggono in trasferta Internaples (che poi nel 1926 cambierà nome in Napoli) e Bagnolese. In seguito alla morte del suo allenatore, la squadra attraversa un periodo di crisi perdendo tutte le restanti partite, tranne quella contro la Bagnolese vinta a tavolino. Alla fine arriva quarta nel girone campano dietro a Savoia, Internaples e Stabia.

Nella stagione 1923-24 la Cavese migliora ancora, ma manca di un punto la qualificazione alle semifinali di Lega Sud a causa di una decisione della FIGC che trasforma il risultato di Stabia-Cavese, finita 1-1, in un 2-0 a tavolino a favore dello Stabia privando alla Cavese di un punto preziosissimo.

Nella stagione 1924-25 la Cavese riesce finalmente a qualificarsi alle semifinali di Lega Sud, giungendo seconda nel girone campano. È inserita nel girone B insieme a Liberty Bari, Alba Roma e Messinese; gioca bene e arriva seconda dietro l’Alba Roma che si qualifica alla Finale Lega Sud.

Nell’estate del 1925, la squadra non riesce ad iscriversi al successivo campionato di Prima Divisione per problemi economici, militando, nel successivo decennio sempre nelle serie minori.

Gli anni ‘30 e ‘40

La Cavese, dopo una crisi durata circa un decennio, si riprende e nel 1936-37 viene promossa in Prima Divisione (la quarta serie). Nel frattempo è inaugurato un nuovo stadio, che viene intitolato a Francesco Palmentieri, un cittadino cavese morto nella guerra civile spagnola.

Nel 1939-40 la Cavese, rinforzata dall’arrivo del giocatore Virgilio Felice Levratto – che aveva militato in passato in squadre di Serie A come Hellas Verona, Genoa, Inter e Lazio – riesce a vincere il campionato di Prima Divisione ed è promossa in Serie C.

Nella stagione successiva la Cavese inizia male il campionato e alla fine del girone d’andata è ultima in classifica. Ma si riprende nel girone di ritorno e alla fine si salva senza fatica arrivando settima in classifica.

Nella stagione 1941-42 gli aquilotti disputano un ottimo campionato arrivando terzi dietro Salernitana e Ternana.

Nel 1942-43 la Cavese arriva ottava.

Nel 1944 e nel 1945 non si disputa nessun campionato per via della guerra.

Quando i campionati riprendono, nel 1945-46, la Cavese dovrebbe partecipare al campionato di Serie C ma non riesce ad iscriversi per mancanza di fondi.

La squadra metelliana torna a disputare un campionato ufficiale soltanto nel 1948/49, quando si iscrive in Seconda Divisione. In quella stagione vince il campionato e viene promossa in Prima Divisione.

Anche la stagione successiva in Prima Divisione la Cavese disputa un ottimo campionato, vincendo il proprio girone e qualificandosi agli spareggi; la squadra campana vince anche gli spareggi ed è promossa in Promozione. In quella squadra milita lo slavo Petar Manola che in passato ha militato nella Lazio e nel Napoli.

Gli anni ‘50

La Cavese, in vista della stagione 1950-51, si rinforza ma non riesce ad andare oltre un ottavo posto.

La stagione successiva è invece trionfale: la Cavese vince, infatti, il campionato, staccando di ben sei punti la Nocerina. A causa di una riforma dei campionati però, non è promossa in Serie C ma nella neocostituita IV Serie, dove resta fino alla stagione 1954-55.

In quella stagione, la Cavese, indebolita dalle partenze di Biondo e Willicich, disputa un campionato disastroso. Arriva ultima con soli 13 punti e viene retrocessa in Promozione dove gioca dal 1955-56 al 1968-69.

Dopo un campionato anonimo chiuso al sesto posto, nel 1956-57 la Cavese sfiora la promozione in IV Serie, arrivando seconda a pari merito con la Nocerina, ad una sola lunghezza dal capolista Nola.

A questo ottimo piazzamento seguono, però, campionati anonimi sfiorando addirittura la retrocessione nella categoria inferiore nei campionati 1958-59 e 1959-60.

Gli anni ‘60

Dopo un’altra salvezza stentata nel 1960-61, nel 1961-62 la Cavese disputa un ottimo campionato chiudendo al terzo posto dietro a Battipagliese e Nocerina.

Nella stagione 1962-63, poi, sfiora di nuovo la promozione, arrivando seconda dietro la Battipagliese.

Nel 1963-64, la Cavese, nonostante una penalizzazione di tre punti, vince il proprio girone e si qualifica alle finali regionali per la Serie D, perdendole.

Dopo alcuni campionati anonimi, nella stagione 1967-68 la Cavese arriva terza con 3 punti in meno del capolista Sorrento. Il capocannoniere aquilotto è Cuomo, che segna 14 reti.

Nel 1968-69 la Cavese arriva seconda dietro il Portici ma la Lega decide di ripescarla in Serie D per meriti sportivi. Bomber della squadra Valerio Franchini, che segna ben 29 reti.

Nella stessa stagione è inoltre inaugurato un nuovo stadio, il “Comunale”, uno degli stadi più capienti e moderni della Campania.

Gli anni ‘70

Tornata in IV Serie, la Cavese si rinforza in modo da raggiungere una tranquilla salvezza, acquistando Varljen, Brivio, Spolaore e Scarano. Grazie a questi nuovi arrivi riesce nello scopo, terminando la stagione al decimo posto.

Nel 1970-71 il club, allenato da Antonio Pasinato, nonostante le partenze di Franchini, Raccuglia, Lasaponara e Ferraro e gli innesti di alcuni calciatori del settore giovanile, tra cui il promettente Aiello, arriva ottavo.

Nella stagione 1973-74, invece, arriva ultimo in Serie D ma non retrocede grazie alla fusione con la Pro Salerno, in seguito alla quale assume la denominazione di Pro Cavese.

Con un rinnovato gruppo societario, la squadra inizia un nuovo e piuttosto duraturo periodo di gloria. Al sesto e nono posto delle stagioni, rispettivamente, 1974-75 e 1975-76, fa seguito, infatti, nel 1976-77, allenata da Francisco Lojacono, la promozione in Serie C.

Partito Lojacono e messo sotto contratto Corrado Viciani, il “profeta del gioco corto”, la Pro Cavese disputa tre campionati da centro classifica (uno in Serie C, due nella neonata Serie C1), partecipando anche al Torneo Interleghe 1980 Anglo-Italiano Semiprofessionisti[1][2].

Sono anni interlocutori all’exploit della stagione 1980-81, quando la Cavese, tornata l’anno precedente alla sua vecchia denominazione, vince il campionato ed è promossa per la prima volta nella sua storia in Serie B. A guidare i metelliani dalla panchina è il tecnico Rino Santin, mentre sul campo si mette in luce soprattutto l’attaccante Claudio De Tommasi[3], capocannoniere del torneo con 17 reti. Nella stessa stagione, inoltre, la Cavese giunge in semifinale di Coppa Italia di Serie C, perdendola con la Ternana.

Gli anni ‘80

La prima stagione in Serie B per la Cavese si conclude con un quindicesimo posto che permette alla squadra di salvarsi.

Quella successiva, invece, è indubbiamente la migliore della storia degli aquilotti; la Cavese di Rino Santin, infatti, sfiora un’incredibile promozione in Serie A. Nella prima parte della stagione disputa un ottimo campionato terminando il girone d’andata in zona promozione (terzo posto) ma, a causa di un calo nel girone di ritorno, chiude al sesto posto. Quel campionato è ricordato soprattutto per la prestigiosa vittoria a “San Siro” per 2-1 contro il Milan (marcatori Jordan per il Milan e Tivelli e Di Michele per la Cavese) [4], tanto da meritarle il soprannome di “Real Cavese”[5][6]. Anche nella sfida di ritorno il Milan non ha vita facile, venendo fermato sul pareggio, cosa che rende la Cavese l’unica squadra, insieme alla Sambenedettese, imbattuta in campionato contro i rossoneri.

I fasti dell’82-83 non si ripetono nella stagione successiva, quando la Cavese è retrocessa in Serie C1 dopo una sconfitta con la già retrocessa Pistoiese. Da allora non riesce più a tornare in Serie B.

Nel 1986, anzi, il club subisce l’onta della retrocessione per illecito sportivo.

Al termine della stagione 1989-90, la Cavese è posta in liquidazione e comincia la nuova stagione con il nome di Pro Cavese.

Fallita definitivamente nel 1991, riparte dall’Eccellenza con il nome di Intrepida Cavese, dopo l’unione con la Intrepida di Lanzara presieduta da Pasquale Sorrentino.

Dagli anni ‘90 ai giorni nostri

La Cavese, ripartita dall’Eccellenza dopo il fallimento, riesce in poche stagioni a risalire la china.

Nel 1993-94 vince il campionato d’Eccellenza[7] e ritorna in Serie D.

Pochi anni dopo, nella stagione 1996-97, allenata da “Eziolino” Capuano, riesce a tornare tra i professionisti (Serie C2), vincendo il campionato.

Dopo alcune stagioni in C2, però, nella stagione 2001-02 la Cavese retrocede per illecito sportivo, ritornando tra i dilettanti[8].

Il purgatorio dura soltanto una stagione, in quanto l’anno successivo la compagine biancoblu, allenata dal tecnico emergente Mario Somma[9], vince il campionato ritornando in C2.

Nella stagione 2003-04 conquista la salvezza senza passare per la lotteria dei play-out, vincendo all’ultima giornata per 1 a 0 a Rutigliano[10].

Nel 2004-05 il presidente Della Monica cede la società, per la prima volta, ad un imprenditore non cavese, Ottavio Cutillo[11]; come direttore sportivo viene scelto Nicola Dionisio e allenatore uno sconosciuto Salvatore Campilongo. La Cavese, con una squadra fatta con pochi soldi e tanti giovani[12], disputa un ottimo campionato ma crolla nel finale scivolando dal primo al quinto posto; piazzamento tuttavia utile per disputare i play-off promozione dove, dopo aver vinto la semifinale con la Juve Stabia, perde la finale col Gela (sbagliando, tra l’altro, un rigore nella gara d’andata) e dà così addio alla promozione in C1.

Nell’estate 2005 la Cavese rischia di sparire nuovamente dopo che il presidente Ottavio Cutillo rassegna le proprie dimissioni ma, grazie all’intervento di Antonio Della Monica, che presenta proprio nell’ultimo giorno utile la fideiussione bancaria, la Cavese riesce ad iscriversi in extremis alla Serie C2. Il sogno promozione, interrotto per un soffio l’anno precedente, si realizza nella stagione 2005-06. La Cavese vince agevolmente il campionato di Serie C2 e ritorna, dopo 15 anni, in C1.

Tuttavia, la sera stessa dei festeggiamenti per la storica promozione, un tragico evento gela la Cava sportiva mentre ancora si gioisce per il traguardo appena raggiunto. Difatti Catello Mari, difensore della Cavese da due stagioni, perde la vita in un incidente stradale all’uscita del casello autostradale di Castellammare di Stabia[13]. Tutta la città è in lutto, passando dalla gioia al dolore immenso. Le città di Cava de’ Tirreni e Castellammare di Stabia (paese natale di Catello), rivali calcisticamente da sempre, con la morte di Catello dicono stop alla violenza tra le due città. A Cava, successivamente, è dedicato anche un graffito al calciatore scomparso[14], oltre che il lungometraggio Ciao Catello calciatore, amico e fratello, premio speciale della giuria al “26th Milano International Ficts Festival 2008”[15].

La Cavese, per la stagione 2006-07, viene inserita nel girone B della C1 in cui spicca soprattutto il derby con la Salernitana, storica rivale dei metelliani, assente da 21 anni durante i quali le due società hanno avuto sorti totalmente diverse. La rivalità tra le due tifoserie, molto accesa negli anni passati, si smussa proprio per la scomparsa di Catello Mari; infatti, all’indomani della tragedia, lo stadio “Arechi” di Salerno aveva omaggiato lo sfortunato calciatore con cori e striscioni di commiato, rendendo partecipe anche il popolo sportivo di Salerno del dramma che aveva colpito gli sportivi cavesi e non solo. La Cavese, in questa stagione, sfiora la promozione in Serie B, perdendo la semifinale play-off contro il Foggia al 95° minuto dopo aver recuperato tre gol di svantaggio alla squadra pugliese[16][17] (l’andata era finita 5 a 2 per i dauni[18]).

Nella stagione 2007-08 Campilongo lascia la Cavese dopo tre stagioni ad alti livelli, firmando proprio con il Foggia. Alla guida della squadra è chiamato Renato Cioffi, reduce da due campionati vinti consecutivamente (C.N.D. e C2) a Sorrento; la squadra, però, non riesce a ripetere la strepitosa stagione dell’anno precedente, anzi comincia male il campionato, racimolando pochissimi punti. Dopo l’esonero di Cioffi a settembre e l’assunzione del nuovo allenatore Aldo Ammazzalorso, la situazione, pur senza grossi salti di qualità, sembra essere migliorata ma a metà gennaio l’argentino rassegna le dimissioni, snervato da una politica-mercato cervellotica da parte della società. L’ultima fase del campionato vede la Cavese affidata ad Aldo Papagni, che la conduce alla salvezza dopo un torneo, tirando le complessive somme, del tutto anonimo[19].

La stagione 2008-09

La stagione 2008-09 parte sotto la guida tecnica di Andrea Camplone ed un’ossatura – almeno inizialmente – quasi intatta rispetto alla stagione precedente.

I principali nuovi innesti, al ritiro pre-campionato, sono: dal Messina, il portiere Petrocco e gli esterni Bernardo e Schetter (quest’ultimo di ritorno da un prestito annuale); dalla Battipagliese (Eccellenza regionale), l’attaccante Mallardo (che poi rescinde in dicembre).

In chiusura di calciomercato, poi, giungono anche le firme del mediano Anaclerio dall’Ancona, del difensore centrale Ischia in prestito dal Frosinone, del terzino Lacrimini dal Napoli e del portiere Marruocco, svincolatosi dal Cagliari.

Dopo il buon esordio in Tim Cup con la vittoria casalinga per 3 a 1 contro la Biellese, il cammino biancoblu si ferma a Grosseto, dove la Cavese è sconfitta 4 a 2. Inserita nella fase finale della Coppa Italia Lega Pro[24], dopo essersi imposta per 3 ad 1 a Benevento, termina la sua avventura con la sconfitta casalinga, 4 a 3 ai rigori, col Sorrento.

In campionato, invece, alla diciottesima giornata, la squadra si trova al quinto posto in classifica.

Nel 2009-10 la Cavese disputa il suo tredicesimo campionato di Lega Pro Prima Divisione della sua storia, classificandosi decima e mantenendo, dunque, la categoria. In estate non viene rinnovata la fiducia ad Andrea Camplone, sostituito in panchina da Agenore Maurizi, proveniente dalla Scafatese, dopo la firma un contratto annuale. Si concretizzano anche un avvicendamento a livello dirigenziale, con Giuseppe Pavone che prende il posto di Nicola Dionisio, dimessosi dopo un mandato di cinque ann], come direttore sportivo, e l’arrivo di due nuovi soci: Giovanni Lombardi, già presidente della Scafatese, e Pasquale Casillo, imprenditore che con il ds Pavone, va a ricomporre un duo che fu la “mente” del cosiddetto Foggia dei miracoli. Gli stessi nuovi soci, però, lasciano dopo pochi mesi, probabilmente per divergenze in merito ad alcun scelte tecniche. La stessa società, inoltre, in risposta ad alcuni comportamenti lesivi della tifoseria, comunica la decisione, a fine campionato, di rimettere il titolo sportivo nelle mani del Sindaco Sul piano tecnico, pur senza una vera e propria rivoluzione, la società punta a ringiovanire la rosa lasciando partire alcuni membri della “vecchia guardia”. L’inizio di campionato non è propriamente esaltante ed a farne le spese è l’allenatore Maurizi, sostituito da Paolo Stringara. Questi riesce a ottenere la salvezza solo all’ultima giornata: il decimo posto finale è il frutto di un girone di ritorno molto positivo, dopo l’ultimo posto di quello d’andata. Da menzionare, inoltre, l’eliminazione al primo turno di Coppa Italia per mano delVaresee quella al secondo turno di Coppa Italia di Lega Pro contro il Potenza.

CAVESE CALCIOultima modifica: 2010-10-18T15:35:00+02:00da lucchese1905
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