SAN MARINO CALCIO

images.jpgSTORIA

San Marino, da sempre l’unica rappresentante del calcio sammarinese autorizzata dalla Federazione Giuoco Calcio a svolgere l’attività agonistica ‘solo’ in Italia. Al termine dell’unico campionato disputato dalla Libertas-Tre Penne nella stagione 1959/1960, l’incarico di allestire una formazione sammarinese da presentare nel campionato italiano venne assunto dalla Federcalcio del Titano, allora presieduta da Carlo Casali che nell’estate del 1960 presentò la Società Sportiva Serenissima. Della Libertas-Tre Penne la nuova società eredita i colori sociali, bianco e azzurro, e il campo di gioco, Fiorentino.


Si parte dalla Seconda Categoria (la Terza Categoria non esisteva ancora). Nel 1962 arrivò, dopo aver vinto per 2 a 0 lo spareggio contro il Chiavicone di Forlì, la prima promozione.


Il 1965 è un anno particolare. Fino a quel momento la Serenissima non era altro che la rappresentativa in Italia del calcio sammarinese, una sorta di società creata a scopo promozionale e per questo appoggiata in tutto e per tutto dalla Federazione. Nell’estate del 1965 invece la Federcalcio del Titano passò la gestione della Serenissima ad un gruppo di privati e l’industriale Carlo Tonolli venne eletto Presidente dai soci. E cambiò anche il campo di gioco, da Fiorentino ci si spostò nello Stadio di Serravalle, ultimato nell’agosto 1969 (e denominato “Olimpico” dal 1985, anno in cui si svolsero i primi “Giochi dei Piccoli Stati” patrocinati dal CIO). Intanto Tonolli lasciaò la presidenza al dottor Giancarlo Ghironzi, già calciatore della Libertas. La retrocessione del 1973 nel neonato campionato di Promozione creò un vero e proprio caso politico. La Serenissima e la Juvenes, due fiere antagoniste che per la ‘ragion di Stato’ accettarono di unire le loro forze, con il beneplacito della Federazione, dando così vita all’Associazione Calcio San Marino che nella stagione 1973-74 partecipò al campionato italiano di Promozione al posto della Serenissima.
L’operazione si rivelò ben presto fallimentare. Ma con il 1985 iniziò un periodo indimenticabile per il calcio sammarinese in Italia. Con un altro ex calciatore della Serenissima in panchina, il cesenate Gabriele Lucchi, noto come “Lele”, l’AC San Marino infilò tre promozioni in quattro anni che lo catapultarono dalla Prima Categoria alla serie C2. Il presidente in quell’anno era l’imprenditore Germano De Biagi. La squadra era più forte anche della malasorte che nel 1987 le negò la promozione in C2 dopo una lunga disputa disciplinare che premiò il Riccione che scavalcò in classifica i biancazzurri a campionato concluso.
La C2 arrivò comunque nel 1988. Diventato società anonima, cambiò anche la denominazione sociale. Da AC San Marino a Calcio San Marino. Al termine della stagione 1988-89 il sogno svanì. Penultimo retrocesse. Il sogno però si realizzò finalmente 12 anni dopo.


L’approdo tra i professionisti giunse al termine di un braccio di ferro entusiasmante con il Renato Curi (Pescara) che si risolse solamente all’ultima giornata. Così nell’arco di quattro stagioni la società biancazzurra centrò due promozioni. Nel campionato 1996/97, infatti il San Marino militò in Eccellenza. Alla guida c’era Giampaolo Mazza, attuale Commissario Tecnico della Nazionale Sammarinese e nello stesso tempo allenatore del Cattolica nel campionato Promozione. La formazione del Titano chiuse la stagione al primo posto con 60 punti, due in più della Santarcangiolese e tre sulla Cocif Longiano. In panchina, intanto, sedeva Giordano Cinquetti. Nell’anno del ritorno in serie D, la formazione biancazzurra si classificò al quarto posto con 52 punti. Un campionato iniziato senza proclami dalla società sammarinese che puntò invece alla promozione nella stagione successiva. Con Cinquetti in panchina, il San Marino partì bene. L’undici sammarinese lottò con Imolese, Forlì, Sambenedettese e Vigor Senigallia per il primo posto. Ma la sconfitta patita in trasferta contro la Monturanese alla 13° giornata costò la panchina a Cinquetti. La società affidò così la guida della squadra al bellariese Wilmer Ferri. Ma il cambio di allenatore non portò i risultati sperati. Il San Marino infatti perse terreno domenica dopo domenica. A poche giornate dalla fine della stagione Ferri lasciò l’incarico. Al suo posto ritornò Cinquetti. Il San Marino chiuse la stagione però solamente al sesto posto con 49 punti a pari merito con la Monturanese. Dopo due tentativi, al terzo arrivò la tanto attesa promozione. La società rinforzò l’organico ed affidò la squadra a Sauro Trillini ex allenatore del Sansepolcro. L’avvio di campionato fu più che positivo. Quando il San Marino riescì ad andare in testa alla classifica, qualcosa si inceppò. Le due sconfitte consecutive casalinghe per 1 a 0 nei derby Bellaria Igea Marina e Santarcangiolese, fecero scivolare il San Marino al quarto posto con 25 punti, tre in meno della capolista Renato Curi. La penultima giornata del girone d’andata fu fatale. Il San Marino perse 2 a 1 a Fano e la società decise di esonerarlo.
Ad una giornata dal giro di boa, i biancazzurri avevano un ritardo di sei punti dalla capolista. La società affidò così la squadra ad una vecchia conoscenza. Si tratta di Franco Bonavita. Quel Bonavita che in passato aveva già allenato il San Marino vincendo anche un campionato d’Eccellenza. L’esordio fu dei migliori con una bella vittoria per 2 a 0 sulla Nuova Jesi. Nel girone di ritorno il San Marino raccolse 12 vittorie e 5 pareggi. 28 i gol segnati e appena 9 quelli subiti. L’undici del Titano quindi non conobbe sconfitte nelle 17 partite di ritorno vincendo il campionato con 67 punti contro i 65 del Renato Curi.


Nella prima stagione tra i professionisti con Franco Bonavita in panchina, poi sostituito da Mirko Fabbri alla 21a giornata, i biancazzurri concludono il campionato con 44 punti (11 vittorie, 11 pareggi e 12 sconfitte). Miglior marcatore dei biancazzurri è Andrea Tedeschi con 9 reti. Nuovo cambio nella stagione 2001/2002: con l’emiliano Romeo Azzali il San Marino, arrivato ad un soffio dai play off, si deve accontentare di un sesto posto a quota 54 punti. A guidare la classifica cannonieri biancazzurra è sempre Tedeschi con 11 reti. La scorsa stagione, partitta con chiari obiettivi di primato, è stata contraddistinta da un andamento altalenante, sotto la guida di Gabriele Morganti, poi di Carlo Regno e per finire, di Massimo Morgia. E proprio con il tecnico romano i Titani sognano il salto nella categoria superiore, grazie ad un girone di andata esaltante. Alla fine arriva un quarto posto che significa play off per la prima volta. A Gualdo (la partita di andata allo Stadio Olimpico è stata vinta dai biancazzurri grazie ad uno splendido gol di Michele Pietranera) svanisce un sogno e si chiude un ciclo.
La Società ed il nuovo tecnico Francesco Buglio saranno i protagonisti della nuova avventura biancazzurra. La stagione 2004/2005 si apre in maniera stentata, con un solo pareggio nelle prime tre gare di campionato. Sotto la guida del tecnico Buglio, i Titani reagiscono con orgoglio e si riportano nelle prime posizioni. La conquista dei play-off è quindi un meritato traguardo al termine di un campionato durissimo e lunghissimo (20 le squadre ammesse a partecipare). Negli spareggi per la C1 il San Marino incontra la Cisco Lodigiani Roma. I biancazzurri si impongono nettamente allo Stadio Olimpico (2-1, Specchia e Pietranera), ma escono sconfitti dal Flaminio (2-0), recriminando non poco per la condotta dei padroni di casa, tollerata dal direttore di gara. L’estate riserva comunque il sogno del ripescaggio in C1. Un sogno che finalmente si concretizza il 16 di agosto, dopo settimane intense quando c’era il rischio addirittura di non essere ammessi nemmeno alla serie C2 a causa di un ritardo, secondo le disposizioni italiane (diversi invece i termini nella Repubblica) nella presentazione della chiusura del bilancio 2004. Il ricorso della società biancazzurra riammette il San Marino in C2. Un sospiro di sollievo per i biancazzurri che di lì a poco potranno festeggiare la promozione. Un palcoscenico prezioso con la presenza di società di grande prestigio, dal Genoa al Padova, dalla Salernitana alla Sambenedettese. Il girone di andata si chiude con i titani al penultimo posto in classifica e con tanta voglia di riscatto.


Un riscatto che arriverà subito nella prima giornata del 2006 con la vittoria sulla Fermana per 2-1 (doppietta di Alberto Villa su rigore). Poi è la volta del Lumezzane all’Olimpico di Serravalle. Finisce 1 a 1: vantaggio di Matri al 35′ del primo tempo e pareggio di Villa al 10′ della ripresa. Dopo la sconfitta esterna contro il Padova, i biancazzurri si riscattano in casa grazie alla vittoria sul Ravenna per 1 a 0 (in gol Piovaccari) e al successivo pareggio per 0-0 con la Sambenedettese. Cadono nuovamente di misura a La Spezia dopo una grande prestazione, ma si rialzano subito mettendo in cassaforte tre punti all’Olimpico contro la Pro Sesto (rete di Procopio, e doppietta di Villa), un punto a Pizzighettone (0-0) e ancora tre punti in casa contro il Giulianova (sigillo vincente di Piovaccari). Una striscia positiva che, però, viene interrotta dalla sconfitta esterna contro la Pro Patria. I titani poi cadono anche al Marassi difronte a oltre 20mila spettatori in una partita davvero maledetta caratterizzata dai tanti, troppi, errori arbitrali. Il Genoa va in vantaggio al 43′ del primo tempo con Grabbi su rigore, ma il San Marino risponde con Piovaccari al 17′ della ripresa. Poi ancora un rigore per i grifoni, inesistente, realizzato da Grabbi. I titani crollano con la rete di Moretti al 42′ e a nulla serve il sigillo di Procopio in pieno recupero. Da segnalare che l’arbitro Rubino ha annullato un gol a Noviello sullo 0-0. La striscia negativa prosegue in casa contro il Monza (0-1) e a Teramo (3-1). E’ la goccia che provocherà l’esonero del tecnico Francesco Buglio. Al suo posto Roberto Alberti. L’esordio del nuovo allenatore è subito positivo con la vittoria all’Olimpico per 3-1 sul Cittadella con doppietta di Villa e Florindo (per il Cittadella a segno Giacobbo). Purtroppo la gioia dura poco. Il 23 aprile il San Marino deve incassare una pesante sconfitta contro il Pavia per 4 a 0 che segna un po’ il destino di fine campionato. La squadra rialza la testa pareggiando con la Salernitana (1-1) e con il Novara (3-3), ma i risultati non bastano per evitare gli spareggi play out che i biancazzurri affronteranno contro la Pro Sesto e non più con la Sambenedettese, come previsto inizialmente, in quanto penalizzata di 4 punti dalla Commissione Disciplinare per illecito inerente all’articolo 7 comma 3 del codice di giustizia sportiva. Nell’andata all’Olimpico il San Marino di Alberti passa con l’incornata vincente di Piovaccari dopo una partita non bella, sofferta, caratterizzata dall’espulsione di Berardi per fallo da ultimo uomo, da un rigore parato da Colombo e dall’espulsione di Beccegato per fallo di reazione. Il ritorno al Breda si chiude su uno 0-0 che significa ancora C1 per il club biancazzurro. “Sono contentissimo perchè per il San Marino è stato fantastico -ha commentato il tecnico Roberto Alberti-. Lo scorso agosto la promozione in C1 e ora questa salvezza strameritata in cui pochi veramente credevano alla vigilia. E invece ce l’abbiamo fatta grazie al sacrificio di tutti, compresa la società che è sempre stata molto vicina ai ragazzi e all’allenatore. Siamo tutti davvero molto soddisfatti”. La favola in C1 prosegue, così, anche nella stagione 2006/2007. La società si mette subito a lavoro per allestire una squadra competitiva e l’arrivo di elementi quali Luca D’Angelo, Emiliano Dei, Luca Ceccarelli, Davide Faieta, Devis Nossa, Davide Tedoldi e tanti altri ne sono il chiaro esempio. Un cocktail di giocatori di esperienza e giovani di grandi promesse. L’unica nota dolente è l’inserimento nel girone sud. Il San Marino si trova così a dover affrontare squadre come Ternana, Gallipoli, Teramo, Avellino che hanno a loro favore anni di storia e un pubblico caldo e numeroso. La nuova stagione si apre subito con una sconfitta contro il Lanciano in trasferta, ma il San Marino riesce a recuperare subito cancellando ogni ricordo grazie alla netta vittoria sulla Salernitana per 4-0 (in gol Villa, Ceccarelli, Tedoldi e Di Maio). Poi arriva il pareggio con la Ternana e subito dopo le sconfitte con Manfredonia, Ravenna e Sambenedettese. I titani si rialzano all’Olimpico con il Teramo (1-0), ma cadono nuovamente con il Perugia. Tra l’altro sarà una giornata che vale come una doppia sconfitta. All’infortunio di Tiziano Mottola si aggiunge quello del centrocampista Luca Ceccarelli sempre ai legamenti. Perdite pesanti che porteranno i due giocatori a stare lontani dai campi fino a quasi la fine della stagione. C’è poi tempo per qualche pareggio che risolleva gli animi. Il San Marino, però, non è abbastanza costante e all’Olimpico, davanti al suo pubblico, perde troppi punti per strada. Il mese di novembre è poi caratterizzato dall’esonero di mister Roberto Alberti e l’arrivo di Walter Nicoletti sulla panchina biancazzurra. Intanto il girone di andata si chiude con 18 punti e così a gennaio la società interviene sul mercato con l’arrivo di Alessandro Turchetta in prestito dal Vicenza e di Nicola Napolitano dalla Cremonese. Nonostante i rinforzi i risultati sono altanelanti e la salvezza appare sempre più lontana soprattutto dopo la sconfitta pre-pasquale con l’ultima in classifica Giulianova. Ci si prepara ormai ai play out, l’ultima occasione per gridare ancora C1. Il San Marino, penultimo, affronta il Martina. Contro i pugliesi i biancazzurri hanno sempre vinto in campionato, ma gli spareggi-salvezza come ben si sa sono ben altra cosa. La partita di andata all’Olimpico vede il Martina imporsi per 2-0 e nel ritorno il miracolo non c’è. Finisce 1 a 1 e il San Marino dopo due stagioni ritorna in C2. C’è tanto rammarico, ma anche tanta voglia di risalire al più presto per poter ancora sognare.

Così si riparte per una nuova avventura. C’è voglia di riscatto. C’è voglia di dimenticare una retrocessione che ha lasciato il segno. La Società si affida al tecnico toscano Fabrizio Tazzioli. In campo molti volti nuovi e anche qualche ritorno. Un esempio è il capitano Mirko Taccola rientrato alla base dopo un anno in C1 alla Ternana. La difesa viene rinforzata anche con Federico Tafani in arrivo dal Gubbio, mentre negli altri reparti il club si affida ad Andrea Chiopris Gori (dal Portogruaro), Federico Capece (Gallipoli e Val di Sangro), Alessandro Evangelisti (Boca San Lazzaro, Spal, Prato), Luigi Grassi (Castelnuovo Garfagnana) e in attacco all’esperto Eupremio ‘Toni’ Carruezzo (Lucchese la sua ultima squadra) e a Christian Longobardi (Boca San Lazzaro). Si parte. L’esordio in campionato a fine agosto si apre con un pareggio sul campo del Rovigo per 2 a 2. Una partita tutt’altro che in discesa per i titani che al 14’ del primo tempo si trovano addirittura sotto di due reti (vantaggio di Cortesi e raddoppio grazie ad uno sfortunato autogol di Taccola). Poi, però, arriva la reazione cinica e decisa con Tafani e ad inizio ripresa con Grassi che chiude ogni possibilità di appello. Si va avanti. C’è il Portogruaro. La sfida contro i veneti non va bene per i titani che escono sconfitti dall’Olimpico per 2 a 1. Non basta il gol, splendido, di Evangelisti dopo sedici minuti su punizione. Ci pensa Giardina a cancellare in sette minuti le speranze dei titani con una doppietta che non lascia scampo. Dopo il pareggio con la Viterbese (1-1), il San Marino centra la sua prima vittoria in campionato contro il Teramo. Una vittoria in rimonta per i titani che al vantaggio di Andreulli nella ripresa (9’) rispondono con Meloni e Di Maio nel finale per il definitivo 2-1. E’ un buon momento per il San Marino che vince ancora, sette giorni più tardi, sul campo della Carrarese sempre con lo stesso risultato e sempre in rimonta. Questa volta, però, ad andare in gol sono Longobardi e Carruezzo. La squadra di Tazzioli sembra aver trovato la strada giusta. Vince, infatti, anche contro la Sansovino (2-1 con reti di Carruezzo e Longobardi) e pure contro il Gubbio (a segno Longobardi, Florindo e Turchetta). Contro il Bassano, invece, non basta la rete di Longobardi dopo appena quattordici minuti. Berrettoni e Zattarin, sempre nel primo tempo, realizzano il 2-1 fatale. C’è il Cuoiopelli Cappiano. Il San Marino mette in cassa i tre punti. Ad aprire le marcature ci pensa Grassi, poi Caciagli fa l’1-1. Ma in pieno recupero è Mottola a chiudere i conti. La marcia dei biancazzurri non conosce soste: 1-1 con il Castelnuovo, 2-0 contro il Giulianova e 1-1 con la Reggiana (a segno Longobardi). Il ko rimediato all’Olimpico una settimana più tardi con il Prato sembra solo una parentesi. I titani, infatti, si riprendono subito vincendo sul Viareggio, ma poi cadono nel derby maledetto con il Bellaria Igea Marina. Contro i romagnoli le statistiche parlano chiaro: nove vittorie, dieci sconfitte e undici pareggi considerando sia gli anni della Serenissima che quelli con la nuova denominazione di San Marino Calcio. E anche questa volta la sorte è avversa. Longobardi dopo due minuti illude i tifosi sammarinesi. Poi Gomez su rigore e Chiavarini piegano definitivamente i titani. Il San Marino riesce, però, a rialzare la testa. Vince con il Poggibonsi (2-0 con doppietta di Longobardi) e vince anche contro la Spal dell’ex Buglio (2-1 in trasferta con reti di Grassi e Chiopris Gori). Sei punti d’oro che diventano sette con il pareggio all’Olimpico contro il Rovigo nella prima gara di ritorno (Evangelisti e Carruezzo è la risposta al 2-0 momentaneo degli ospiti con Sciani e Di Giulio). L’unica nota negativa è la seconda sconfitta in campionato contro il Portogruaro. Per il resto la squadra c’è. E’ evidente contro la Viterbese. Un secco 2-0 con un gol per tempo: prima Grassi apre le marcature su rigore e poi Meloni chiude definitivamente i conti. Contro il Teramo, però, i titani cadono per 1-0. E’ solo un momento perché il San Marino contro la Carrarese vince 1-0 (Corradi al 4’ della ripresa) e anche contro la Sansovino (3-0 con doppietta di Grassi e sigillo finale di Carruezzo). Poi arriva una sconfitta con il Gubbio, il pareggio contro l’allora capolista Bassano (in gol Di Maio), il ko a CuoioCappiano, i tre punti sul Castelnuovo (Carruezzo nella ripresa) e i quattro pareggi consecutivi con Giulianova (1-1), Reggiana in casa (1-1 con rete di Longobardi), Prato (2-2, a segno Longobardi e ‘Toni’ Carruezzo) e Viareggio (1-1). Sono le ultime partite. Il San Marino attraversa un momento di appannamento e puntare ad ottenere qualcosina di più in classifica sembra ormai impossibile. Il segnale è il derby dell’Olimpico contro il Bellaria, la bestia nera per i titani. Vincono i romagnoli con un rotondo 2 a 0. Le partite successive contro il Poggibonsi e poi con la Spal servono solo per le statistiche. Il San Marino chiude al quinto posto in classifica (50 punti, 13 vittorie e 11 pareggi) dietro a Spal, Bassano e Portogruaro. Sono comunque play off e va bene così. I titani si preparano così per la doppia sfida contro un Bassano reduce da quattro sconfitte consecutive in campionato e soprattutto dalla cocente delusione per un primato perso malamente quando pareva ormai a portata di mano. All’Olimpico per la gara di andata c’è il pubblico delle grandi occasioni. Lo stadio diventa di un solo colore: biancazzurro. E i tifosi saranno ripagati. Il San Marino gioca bene, vince e convince. La gara si decide ad inizio ripresa. Prima ci pensa Longobardi (1’) a far infiammare l’Olimpico e poi è Gigi Grassi a realizzare la doppietta dodici minuti più tardi. E’ festa vera. Il San Marino ha un piede in finale. Ci spera. Del resto sembra ormai fatta. E, invece, a Bassano del Grappa capita ciò che non ti aspetti. I veneti vanno in vantaggio con Lorenzini nel primo tempo, ma nella ripresa è Chiopris Gori a ristabilire la parità. Ormai la partita è finita, ma non sarà così. La sceneggiatura è ancora tutta da scrivere. I cinque minuti di recupero concessi dall’arbitro sono, infatti, fatali per i titani che cadono sotto i colpi di un Bassano in inferiorità numerica che prima va a segno con Pavesi e poi spegne ogni speranza con Cesca. E’ finita davvero. In sogno di andare in finale (sarebbe stata la prima volta per il club biancazzurro) svanisce in un colpo solo. L’amarezza è immensa, ma bisogna guardare avanti e pensare al prossimo campionato. C’è una nuova squadra da costruire, nuovi progetti, nuovi programmi. Il sogno di tornare in C1 è solo rinviato…
CAMPIONATO 2009-2010 PARTECIPANO ALLA SECONDA DIVISIONE GIRONE B
PARTITA DI ANDATA 2009 – I CORI DEI TIFOSI DELLA LUCCHESE

SAN MARINO CALCIOultima modifica: 2010-04-26T16:05:00+02:00da lucchese1905
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento