CITTA’ – GRADISCA D’ISONZO

300px-I-GO-Gradisca.jpgGradisca d’Isonzo (Gardiscje in friulano, Gardiscja nel dialetto locale, Gradišče ob Soči in sloveno), è un comune italiano di 6.603 abitanti della provincia di Gorizia in Friuli Venezia Giulia.

Il toponimo di Gradisca, comune nella regione, ha origini slovene: gradišče (“luogo fortificato”) e per estensione, poi, mutato col significato di paese, forte o castello.

Dalle origini al ‘700

Blasone della Contea di Gradisca

Il primo documento, ancora oggi conservato, che parla dell’abitato risale al 1176 e descrive Gradisca come un villaggio agricolo di sette famiglie, alcune di origine slava altre di matrice latina, sottoposte alla giurisdizione del Patriarca di Aquileia.

La storia tace per i successivi trecento anni, giungendo sino al 1420 quando la Repubblica di Venezia annette il Patriarcato di Aquileia e di conseguenza anche Gradisca nel 1473.

La città è parte dello stato veneziano dal 1479 al 1511, periodo in cui viene consolidata attraverso una rifondazione della stessa, ora infatti veniva concepita come un baluardo di difesa della Serenissima (e della cristianità) contro i turchi. La Repubblica di Venezia, infatti, aveva da poco occupato il Friuli e si apprestava a organizzare il territorio in difesa dei propri domini. Così facendo, nel giro di poco tempo, il borgo agricolo si fortifica ed acquisisce importanza a tal punto che sembra che, nel 1500, Leonardo da Vinci si porti proprio a Gradisca (per incarico del Senato Veneto), per mettere a punto nuove armi e sistemi di difesa dell’avamposto.

Nel 1511, i lanzichenecchi di Massimiliano I prendono possesso della fortezza: da questo momento Gradisca diventa imperiale. Dal 1615 al 1617 Venezia tentò di riprendere il controllo del territorio, dando inizio alla Guerra di Gradisca: gli austriaci riuscirono a resistere agli attacchi veneziani e al termine della guerra Gradisca diventò capitale della nuova Contea di Gradisca, che in seguito sarà venduta da Ferdinando III, per far fronte alle spese della Guerra dei Trent’anni, al principe Giovanni Antonio di Eggenberg.

Tra il 1647 ed il 1717, sotto i Principi di Eggenberg, Gradisca vive il suo periodo d’oro: l’abitato si arricchisce di palazzi e di istituzioni pubbliche. Il piccolo Stato, amministrato da uomini di valore come Francesco Ulderico della Torre (discendente dalla famiglia dei Torriani, signori di Milano), ha una propria autonomia anche in materia legislativa, monetaria e di mensura. Nel 1717, con l’estinzione della linea maschile del casato degli Eggenberg, la contea tornò ad essere asburgica.

Nel 1754, sotto il governo di Maria Teresa d’Austria, la città e il suo territorio vengono fusi alla Contea di Gorizia, venendo a formare una nuova entità statale: la Principesca Contea di Gorizia e Gradisca.

Dall’800 ad oggi

Nel 1855, il feldmaresciallo Radetzky, governatore del Lombardo-Veneto, consente l’abbattimento di parte delle mura della fortezza, accogliendo una richiesta dei cittadini per dare alla città maggior respiro: nel 1863 viene così creata la “Spianata”, un pregevole luogo di ritrovo che dall’inizio del XX secolo si arricchirà di splendidi caffè e locali alla moda.

Nel 1914 scoppia la Prima guerra mondiale: i gradiscani vi partecipano sotto l’uniforme austro-ungarica, principalmente sul fronte orientale, molti disertano e fuggono verso l’Italia per sfuggire l’arruolamento o per motivi ideologici e nazionali. Durante la ritirata di Caporetto la città viene data alle fiamme subendo gravi danni. Al termine della guerra, il 6 gennaio 1921, la città viene annessa all’Italia.

Nel maggio del 1945, al termine del secondo conflitto mondiale, la comunità gradiscana teme l’annessione alla Jugoslavia di Tito, ma il 12 giugno dello stesso anno un nuovo compromesso tra lo stato socialista e quello italiano mantengono la sovranità italiana sul territorio.

La comunità ebraica

Dal XVI secolo Gradisca fu sede di una piccola ma fiorente comunità ebraica. Scomparse le due sinagoghe, a testimonianza della presenza ebraica rimangono alcuni edifici del ghetto settecentesco sull’attuale via Petrarca e il cimitero ottocentesco di via del Campi.[1]

Monumenti e luoghi d’interesse

  • Castello di Gradisca d’Isonzo, poderoso complesso di fortificazioni, edificato dai Veneziani nell’ultimo decennio del Quattrocento su progetto di tre architetti, Giovanni Contrin, Giacomo di Francia e Giovanni Borella. In epoca austriaca subì notevoli ampliamenti (XVI-XVII secolo) e successivamente venne adibito a penitenziario (prima metà dell’Ottocento). Vi fu tenuto prigioniero, fra gli altri, Federico Confalonieri.
  • Duomo dei Ss. Pietro e Paolo
  • Parti della cinta muraria
  • Chiesa di Santo Spirito, in cui è notevole la Pala d’altare della Vergine, opera di Pompeo Randi
  • Leone alato, simbolo della Repubblica di Venezia, al centro di piazza Unità.
CITTA’ – GRADISCA D’ISONZOultima modifica: 2010-01-25T19:50:00+01:00da lucchese1905
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