FORTIS JUVENTUS

250px-Centenariofortisjuventus.jpgLa Associazione Sportiva Dilettantistica Fortis Juventus 1909 è una società calcistica di Borgo San Lorenzo (Provincia di Firenze). Gioca le sue partite casalinghe allo stadio “G. Romanelli” di Borgo San Lorenzo. I colori sociali sono il bianco e il verde.

Dalla Fondazione agli Anni ’70

Il 7 Marzo 1909 un gruppo di amici borghigiani decisero di fondare una nuova Associazione Sportiva, la Palestra Ginnastica Fortis Juventus. Gli otto soci fondatori erano borghesi benestanti, possidenti, di cultura e con cariche di alto prestigio; si riunirono per la prima volta, nel salotto di casa Dallai in via San Francesco, dove decisero di fondare la nuova Società Sportiva. Essi furono l’Ing. Enrico Foà,Guido Cavini,il Prof. Luigi Cipriani,Edoardo Storai,Attilio Calosci,Luigi Dallai,Augusto Piattoli e Italo Conti. L’attività della Palestra Ginnastica Fortis Juventus iniziò subito con l’atletica e il podismo. Nel 1910 la Società si trasferì nella nuova sede in Via Lapi dove si svolsero le elezioni per la formazione del nuovo Consiglio direttivo il quale decise anche i colori sociali: il bian­co e il verde. Nel febbraio dello stesso anno, nell’attuale Piazza Dante, scese in campo la prima formazione ufficiale. In questi primi 10 anni, prima dell’avvento della Grande Guerra, la Società organizzò diverse partite amichevoli di calcio, con cittadine e paesi limitrofi oltre a gare ciclistiche, di atletica, di pugilato e di gin­nastica. Dopo gli anni di inattività a causa della guerra la società riprese vigore agli inizi degli anni 20 durante i quali, in mancanza di tornei veri e propri, furono disputate moltissime partite amichevoli, tornei locali e rionali. Il 28 ottobre del 1928 fu inaugurato il Campo Sportivo Comunale “Romanelli”, disputando una partita amichevole contro il Dopolavoro Provinciale di Firenze, gara che terminò per tre a tre. Negli anni del Fascismo la societa si era fusa con altre due realtà sportive del territorio, la Velox e il Ciclo Club Appeninico. Negli anni 30, sotto il regime fascista, ebbe un notevole vigore l’atletica privile­giata rispetto ad altre branche sportive. Durante quegli anni, al Campo Sportivo Littorio “Romanelli”,la squadra di calcio si fece grande onore prima nei Campionati ULIC e successivamente nei campionati FIGC, vincendo addirittura tre campionati nel 1932 nel 1934 e nel 1937. Durante gli anni 40 la seconda guerra mondiale limitò notevolmente l’attività sportiva in generale e anche la Fortis Juventus dovette ridimensionare i suoi impegni agonistici. Quando finalmente la guerra terminò un gruppo di amici, che non avevano mai rinunciato ai colori biancoverdi, ricostitui­rono la Fortis Juventus 1909. Gli anni 50 furono caratterizzati da continui cambiamenti al vertice della Società.Durante questi anni i campionati si susseguirono senza infamia e senza lode con piazzamenti decorosi. Da ricordare la bella vittoria nella stagione 1953/54 nel campionato di l° Divisione. Nella stagione 1955/56 la Fortis Juventus retrocesse in seconda divisione andando incontro ad una crisi dirigenziale quasi insanabile.Fortunatamente però, grazie a Gino Scappini detto il “Divo”, che non si perse mai d’animo nonostante le moltissime difficoltà, e grazie anche all’aiuto di un gruppetto di sportivi e fedeli amici, si riuscì a salvare la società. Gli anni più gloriosi della sua prima parte di attività sono quelli a cavallo degli Anni ’60-’70, con presidente prima Antonio Berretti e poi Giuseppe Maggi, le vittorie in serie nei campionati regionali si susseguono fino ad arrivare a conquistare la Serie D. Da ricordare il campionato del 1966-67 che vide la Fortis Juventus 1909 terminare al primo posto appaiata all’Aquila Montevarchi, ci volle lo spareggio per decretare la vincente. Questo si svolse in campo neutro allo Stadio Comunale di Firenze, al cospetto di 10.000 spettatori, ironia della sorte anche questo terminò in parità (1-1), e soltanto il lancio di una monetina (non esisteva all’epoca la lotteria dei calci di rigore) decretò il passaggio alla categoria superiore dell’Aquila Montevarchi. La compagine biancoverde di Borgo San Lorenzo si rifarà l’anno seguente, vincendo il campionato di competenza e salendo di categoria, conquistando così la meritata Serie D. Ecco una formazione del campionato di Serie D 1968-69 (9° classificata): Perisotti, Fiorini, Dei, Baron, Bertolotti, Tognoni (allenatore-giocatore), Lepri, Baldi; Davanzati, Puccinelli, Lazzerini. In quei gloriosi anni a Borgo San Lorenzo si vedono squadre del calibro della Lucchese, Pistoiese, Siena e Grosseto, molte delle quali trovano la sconfitta sul campo del “Romanelli”.

Gli Anni ’80 e ’90

Nei primi anni ottanta la Fortis Juventus, guidata dal presidente Giovanni Cipriani e successivamente da Roberto Roselli, non vive stagioni particolarmente brillanti; la squadra milita infatti per molti anni nel campionato di seconda categoria, disputando numerosi derby con Barberino, San Piero, Vicchio, Audax Borgo, Firenzuola, Scarperia e Dicomano. La svolta avviene nei campionati 87/88 e 88/89, anni che vedono la Fortis vincere prima il campionato di seconda categoria battendo la Rignanese nello storico spareggio a Dicomano e successivamente, sotto la sapiente guida dall’allenatore Miro Morandi, il campionato di prima Categoria. Nei primi anni 90 la squadra disputa decorosamente vari campionati di Eccellenza, riuscendo, come risultato di maggior prestigio, a centrare le semifinali di Coppa Italia Dilettanti dopo aver battuto formazioni come l’Asti e la gloriosa Pro Vercelli. Nel susseguirsi delle stagioni, la Fortis affronta squadre blasonate quali, il Livorno, il Castelnuovo, il Grosseto e la Sangiovannese, oltre a contendersi numerosi ed accesi derby con Barberino,, Sestese, Firenze Ovest e Rondinella. La stagione 94/95 segna il ritorno in panchina dell’allenatore Piero Donatini, in grado di guidare la compagine bianco verde alla vittoria del Campionato. Tuttavia una sentenza scandalosa segna ed amareggia la Borgo San Lorenzo sportiva. La C.A.F. infatti decreta a tavolino la vittoria della corazzata Chianciano. Una pagina davvero “nera” per lo sport e per il calcio in particolare. Tra le vittorie della Fortis sicuramente la più importante è quella ottenuta nella Coppa Italia Dilettanti nel 1996. L’ affermazione in Coppa permette alla Fortis Juventus 1909 di accedere di diritto al Campionato Nazionale dilettanti, cui la squadra prende parte sino alla stagione 1997/98, che segna la retrocessione nel Campionato Eccellenza. Nel marzo del 1999 la Fortis Juventus celebra i novanta anni dalla fondazione. La giornata dei festeggiamenti si apre con la funzione religiosa e culmina il pomeriggio allo stadio dove è in programma il derby con il Barberino vinto per due a zero.

La Coppa Italia del 1996

Merita senza dubbio un paragrafo a parte la vittoria della Coppa Italia Dilettanti nel 1996. La squadra biancoverde dopo aver battuto alcune squadre della provincia (Antella e Barberino del Mugello), vinse anche con squadre della regione (Sansovino, Terranova Bracciolini e Volterra), battendo nella finalissima della Toscana il Grassina. Una volta superato l’ostacolo delle squadre toscane, la Fortis Juventus eliminò il Boca Bologna, campione dell’Emilia-Romagna, quindi il San Sisto di Perugia, campione dell’Umbria e successivamente l’Alpignano di Torino, campione del Piemonte. Nella finalissima nazionale la squadra biancoverde incontrò il Locri, campione della Calabria, che a sua volta aveva eliminato i campioni della Sicilia, della Campania e della Puglia, vincendo allo Stadio Romanelli per 1-0 con il gol del giovane attaccante Luzi. Pareggiando 0-0 la Fortis Juventus vinse la Coppa Italia Dilettanti laureandosi Campione d’Italia.

Il Nuovo Millennio

Il nuovo millennio porta fortuna alla Fortis Juventus; infatti dopo un campionato durissimo e combattuto vinto con un solo punto di vantaggio sulle dirette rivali, riconquista la tanto ambita Serie D. I campionati che si susseguono vedono la Fortis soffrire per rimanere in categoria, addirittura nel campionato 2004-2005 la squadra perde i play out contro la Rondinella. Tuttavia, grazie ai meriti sportivi, la compagine bianco verde viene ripescata. Sicuramente un’altra stagione da ricordare e da incorniciare per la gloriosa società biancoverde è quella del 2005-06, che ha visto la squadra sfiorare la Serie C2, il campionato infatti si è concluso con la Fortis ad un solo punto di distanza dalla Fortis Spoleto. La squadra ha poi ben figurato nei Play-off, vincendo quelli del proprio girone. Agli spareggi nazionali la Fortis si è fermata in semifinale con il Celano. La Fortis ha avuto poi possibilità di accedere in C2 per la squalifica della Fortis Spoleto, ma problemi societari hanno negato l’accesso al calcio professionistico. La stagione 2006-07 ha visto la squadra biancoverde concludere al quintultimo posto, giocandosi la permanenza in Serie D ai Play-out contro l’Aglianese. Sia ad Agliana che a Borgo San Lorenzo il risultato è stato di 1 a 1, permettendo così alla Fortis Juventus di rimanere in Serie D visto il miglior piazzamento nella stagione regolare. La stagione 2007-08 vede la squadra biancoverde allenata dal’esordiente, per la categoria, Marco Brachi. Le partenze di due bandiere come Pagliai e Nardoni, e un budget ridotto fanno subito pensare al peggio, ma il lavoro eccezionale della dirigenza, capitanata dal presidente Marcello Banchi, con i tre vicepresidenti Nencioli, Margheri e Giachi (la Triade) coadiuvati dal DS Andreini e dall’allenatore Brachi, e un gruppo di calciatori fortemente unito permettono di ottenere la salvezza addirittura con due turni di anticipo. Per il nono anno consecutivo la Fortis rimane in Serie D. La stagione 2008-09 sarà quella del centenario.

ULTIMA PARTITA

 

RietiFORTIS JUVENTUS  4-1

04 aprile 2009

 

RIETI: La Fortis Juventus interrompe la propria striscia positiva uscendo sconfitta dalla trasferta sul campo del Rieti. Troppo pesante il 4-1 finale per i biancoverdi, che a 5′ dal termine stavano ancora pareggiando. Dopo il vantaggio dei laziali con Panico (6′) ed il pareggio di Pieroni su punizione (30′), la squadra di Donatini al 37′ rimane in dieci per l’espulsione del portiere Cionini (fallo di mano fuori area). Nella ripresa i mugellani resistono, ma cedono nel finale, con tre reti subite in 5′ (La Cava all’85’, Miani su rigore all’87’ ed il nuovo entrato Piccolo all’89’). All’88’ era stato espulso anche Moriconi

RIETI: Trinchera, Mvuemba, Pezzotti, Pizzorni, Scardala, Cattani (55′ Piccolo), Petrongari (75′ De Simone), Mancini (69′ Gianfelice), Panico, La Cava, Miani. A disp.: D’Urso, Gerace, Nucci, Virli. All.: Pietro Infantino.


FORTIS JUVENTUS: Cionini, Vannucci (21′ Vigiani), Zuffanelli, Ferri, Moriconi, Ezzarouali, Galli, Alunno Corbucci, Gucci (78′ Guidotti), Giannelli, Pieroni (37′ Saladini). A disp.: Corsi, Ballini, Calonaci, Giannoni. All.: Piero Donatini.

ARBITRO: Vaccher di Pordenone (Cordeschi e Tomo di Isernia).
RETI: 6′ Panico, 30′ Pieroni, 85′ La Cava, 87′ Miani (Rig.), 89′ Piccolo.
NOTE: espulsi al 37′ Cionini ed all’88’ Moriconi

   

IL SITO DELLA SOCIETA’

LA CITTA’

Borgo San Lorenzo è un comune di 17.748 abitanti della provincia di Firenze.

Certamente antichissimi sono i primi insediamenti nella zona centrale del Mugello, quella occupata successivamente da Borgo San Lorenzo. Numerose sono le testimonianze dell’esistenza di nuclei abitativi anche anteriori agli Etruschi, dei quali possiamo trovare traccia nei pressi di Ronta. Dal 300px-Borgo-San-Lorenzo-biblioteca-1192.jpgII°secolo AC furono i Romani ad insediarsi in questi luoghi, creando la borgata di Anneianum, sulla via che da Firenze portava a Faenza. Nel Medio Evo la località appartenne agli Ubaldini, fino al X secolo, per passare poi sotto il potere civile del Vescovo Fiorentino, come è dimostrato dall’esistenza di un contratto enfiteutico datato 941, in cui è descritta la chiesa di San Lorenzo in Mugello, come appartenente al capitolo fiorentino Data la sua felice posizione di nodo stradale, a controllo di un attraversamento sulla Sieve, Borgo San Lorenzo acquisì una certa importanza che gli permise di prevalere su tutta la zona circostante e di divenirne il mercatale. Il controllo del Vescovo fiorentino si esplicava attraverso il Vicario vescovile, che esercitava il potere economico e civile con il titolo di Podestà. Tale potere andò mam mano indebolendosi, in rapporto anche alla crescita economica di Borgo che, ai primi del XIII°secolo, interessava tutto il Mugello; ciò è dimostrato anche dall’uso di misure proprie nelle transazioni, come lo staio e la mina burgensi. Già nel 1222 il vescovo di Firenze dovette rinunciare al controllo totale sulla nomina del giusdicente, riservandosela solo una volta ogni quattro anni e lasciando al popolo la libera scelta per gli altri tre anni. In seguito vi furono ancora tentativi di rivolta nei contronti dell’autorità vescovile che costrinsero, nel 1239, l’allora Podestà, Ubaldino della Pila ad emettere un’ordinanza che vietava l’edificazione di case e torri con altezza superiore alte 15 braccia. Lo spirito di ribellione faceva capo ai nobili di parte guelfa i quali, nel 1251, dovettero subire l’assalto dei ghibellini fuorusciti da Firenze, alleati con i signori di Romagna. Nel 1290 intervenne, infine, il comune di Firenze, il quale, con il pagamento di 3000 fiorini, acquisiva tutti i diritti sul Mugello. Negli anni seguenti Borgo San Lorenzo pagò il suo legame con la Repubblica Fiorentina Guelfa, subendo gli attacchi dei ghibellini, come nel 1303 quando il paese fu conquistato da Scarpetta degli Ordelaffi, ghibellino forlivese; o come, nel 1312, alla venuta di Arrigo VII, quando gli Ubaldini rientrarono in Borgo. Per premunirsi da questi attacchi, e dalla minaccia creata dai Visconti di Milano, Firenze intervenne, nel 1351, cingendo di mura l’abitato di Borgo San Lorenzo e dopo aver creato le terre nuove di Scarperia e Firenzuola. L’aspetto del paese veniva così regolarizzato attraverso una struttura muraria a forma rettangolare, con quattro porte munite di torri ed un asse viario che tagliava longitudinalmente tutto l’abitato. L’odierna Piazza Cavour rappresentava il punto d’incontro delle due vie principali. Il paese era il centro principale di una lega che raccoglieva tutti gli abitanti della zona; vi aveva infatti sede il potere politico, rappresentato da un Podestà inviato ogni sei mesi da Firenze; fiorentini erano anche gli uomini che ricoprivano tutte le cariche pubbliche. Singolare era il fatto che per ogni porta esistevano due chiavi, una tenuta dal Podestà, l’altra da un incaricato ogni tre mesi. Nel 1440 Borgo fu assediato da Niccolò Piccinino, alleato degli Albizi contro i Medici, ma non fu conquistato. Tra il 1529 e il 1530, durante l’assedio di Firenze, si impadronì del paese un capitano di ventura, il quale lo trasformò in arsenale e cantiere per la costruzione di ordigni da usare contro Firenze. Con la caduta della Repubblica a Firenze, Borgo San Lorenzo entrò a far parte del principato mediceo. Sotto i Lorena, Borgo San Lorenzo divenne il centro principale di tutto il Mugello, grazie alla centralità della sua posizione in questa zona e all’incremento edilizio ed agrigolo operato dalla politica granducale. Nell’800 il ruolo del paese si confermò con la nascita di una buona organizzazione industriale e, sul finire del secolo, con la creazione di una rete ferroviaria di collegamento con Firenze, Marradi e Pontassieve Nel 1861 Borgo San Lorenzo venne annesso al Regno d’Italia ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Monumenti e luoghi d’interesse

  • La Pieve di San Lorenzo è ricordata nel 934 , ma l’attuale chiesa è il risultato di una ricostruzione delXII – XIII secolo , con pianta a tre navate divise da colonne e pilastri quadrangolari e una sola, grande abside semicircolare.
  • Ex Badia di San Paolo di Razzuolo: la chiesa attuale era parte di un’antica Badia dell’Ordine Vallombrosano .
  • Il Monastero di San Bartolomeo (Badia del Buonsollazzo), passato nel 1320 dai Benedettini ai Cistercensi, venne affidato nel 1706 ai frati trappisti per volere del granduca Cosimo III, e fu completamente ristrutturato.
  • Ex convento di San Pietro a Luco: nel 1500 fu costruito il campanile che fu danneggiato nel 1542 e poi restaurato nel 1612; le campane risalgono al periodo di fondazione della chiesa. Nel 1630 fu costruito l’altare maggiore in pietra e nel 1661 vi furono poste le spoglie di Santa Clarice Vergine e Martire , provenienti dalle catacombe di Santa Priscilla a Roma. La chiesa fu restaurata nel 1883 e ristrutturata a più riprese fino al 1932. Nel 1928 l’architetto Ezio Cerpi fece stonacare la facciata, ripristinare le mura della costruzione del 1086, che mostrarono un filaretto fino a nove metri di altezza, al di sopra del quale c’era il muro normale, che indicava l’esistenza di un rialzamento e della costruzione del portale in stile del Rinascimento. Alla chiesa fu dato allora uno stile rinascimentale (e non romanico) per aderire a quello del portale. Nella canonica si trovano i dipinti Crocifissione di Donato Mascagni, risalente al XVI secolo e il Redentore di Lorenzo Lippi (secolo XVII) ; si trovano anche un tabernacolo ligneo del Quattrocento e un calice d’argento di Cosimo Merlini il Vecchio (1637).
  • Il Santuario del Santissimo Crocifisso dei Miracoli risale al Settecento, infatti fu costruito dal 1714 al 1743 dall’architetto fiorentino Girolamo Ticciati. Fu ricostruito nel 1919 in seguito ad un terremoto. La sua facciata esterna e la loggia furono disegnate dall’architetto Roggeri. L’interno si presenta con una struttura a croce greca; vi sono quattro pilastri di ordine composito che reggono la cupola e quattro archi a tutto sesto, dipinti da Fortini e Terreni nel 1783.
  • La Chiesa di Santa Maria a Pulicciano all’interno presenta cinque altari del Seicento, un pulpito di noce intagliato, opera di Giuseppe Romagnoli, un affresco sull’altare maggiore dell’Oratorio della Compagnia, rappresentante la Santissima Annunziata, una Lamentazione sul Cristo morto, composta da statue in terracotta, chiamate Le Verginelle, del XVI secolo, l’Assunzione della Vergine, opera della seconda metà del XVI secolo, di cui non si conosce l’autore.
  • La Chiesa di San Giovanni Maggiore (Borgo San Lorenzo) fu riedificata nel 1520-1530 dall’arcivescovo Francesco Minerbetti, restaurata nel 1930. Di essa non si può precisare l’origine, anche se molto probabilmente essa risale al V secolo-VI secolo. Di ciò si ha conferma nei documenti del secolo XI che citano un castellare novum o castellarium novum, che indica l’esistenza di un castello più antico, costruito sui resti del primo. Nel Monastero di San Pietro in Luco si fa menzione di una compravendita di beni di questa chiesa, risalenti al 1016. L’interno si presenta con tre navate, un ambone romanico con decori in marmo verde del XII secolo, un crocifisso di legno della prima metà del Cinquecento, copie in gesso di due busti rappresentanti la madre e il padre di Francesco Minerbetti, (gli originali in terracotta del XVI secolo sono conservati nel Museo Beato Angelico di Vicchio ), un altro busto che raffigura il pievano Fratini.
  • Nel luogo dove si trova la Pieve di San Cresci in Valcava, molto probabilmente c’era un tempio pagano , perché gli scavi ne fecero trovare le fondamenta, insieme a monete romane (fra le quali alcune dell’Imperatore Decio ) , pietre scolpite con serpi, ossa di animali sacrificati e altri oggetti . Si ritiene che in questo luogo sia avvenuto il martirio di San Cresci del quale la chiesa conservava il cranio , custodito in un busto-reliquiario in argento ( XVIII secolo ) , voluto da Cosimo III su disegno di Foggini (adesso nella chiesa di Sagginale) . Anche la Madonna col Bambino e Angeli del Maestro della Madonna Strauss, della chiesa di San Cresci, si trova oggi a Sagginale. Nella pieve di San Cresci in Valcava si trovano le ossa e le ceneri dei martiri Enzo, Omnione e Panfila, riconosciute nel 1613 e situate in urne di marmo negli altari laterali e sotto la gradinata dell’altar maggiore. Questa chiesa fu consacrata nel 1703. Nel 1700-1702 essa subì dei restauri e nel 1704 fu costruito il portico. Anticamente era costruita con bozze di pietra, aveva tre navate, tre piccole finestre sulla navata laterale ed altre tre nell’abside. I restauri furono commissionati da Cosimo III: la chiesa, con la bolla di Innocenzo III, fu annessa al convento dei padri Gesuiti di Firenze.
  • Il Santuario della Madonna dei Tre Fiumi fu edificato nel 1578 e restaurato nel 1705, presenta tre navate ed ha un loggiato esterno. Fu eretto in onore della Madonna e contiene un dipinto di Jacopo Chimenti (1554-1640) detto l’Empoli. Questo Santuario negli anni passati è stato meta di molti pellegrinaggi.
  • La Chiesa di San Michele (Ronta) fu ricostruita sull’antica Badia vallombrosana nel 1715-1721 da Cosimo III. La chiesa è dedicata a San Michele perché, come sostiene la tradizione, sul luogo dove essa si trova, c’era un tempio dedicato a Marte, al quale era contrapposto San Michele, santo-guerriero.
  • La Chiesa di San Michele a Figliano risale al XVIII secolo, ma è una ricostruzione di un’altra molto antica che era situata vicino al Camposanto.
  • La Chiesa di San Carlo ai Cappuccini risale, assieme al convento cui è annessa, al 1613.
  • L’Ex Chiesa e Convento di San Francesco risale all’inizio del XIII secolo.
  • La Chiesa di Santo Stefano a Grezzano all’interno conserva un tabernacolo in terracotta invetriata della bottega di Giovanni della Robbia.
  • Pieve di Santa Felicita a Faltona e posta lungo la strada che anche nel Medioevo collegava Firenze al Mugello, la pieve è nota fin dal 1016 con il toponimo Larciano.
  • Nell’elegante edificio accanto ala Chiesa di Santa Maria a Olmi nel 1585 furono ospiti il granduca Francesco I e Bianca Cappello, la quale fu ritratta ad affresco da Alessandro Allori; nel 1871 il ritratto fu staccato e ceduto alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
  • La Chiesa di Santa Maria a Montefloscoli risale all’ XI secolo – XII secolo ed è stata più volte manomessa. L’ultimo restauro ne ha riportato alla luce le strutture originarie, quali l’abside e il paramento murario a filaretto in pietra.

Architetture civili

Palazzi

  • Il Palazzo Podestà risale al ‘300 tuttavia l’aspetto attuale è frutto anche di un consistente restauro del 1934 che ne ha modificato l’aspetto con una riprogettazione in chiave neotrecentesca. La struttura fu costruita per ospitare il governo della città, gli stemmi posti sulla facciata appartenevano alle più importanti famiglie fiorentine e testimoniano il passaggio nel 1290 della città sotto il controllo di Firenze. Oltre agli stemmi è possibile ammirare internamente anche l’affresco Madonna col Bambino fra San Giovanni Battista e San Lorenzo datato 1547. Oggi il palazzo è sede della biblioteca comunale.

Ville

  • Villa Gerini
  • Villa di Striano appartenne al pittore Michele Gordigiani, che la fece decorare con pitture dall’ingegnere Del Moro e al barone berlinese Robert von Mendelssohn (discendente dalla famiglia del celebre musicista Felix Mendelssohn ), che vi impiantò il parco e la sorgente.

Teatri

  • Teatro Giotto
  • Teatro Don Bosco

Altro

  • Museo della Manifattura Chini a Villa Pecori-Giraldi
  • Monumento al cane fido

Luoghi naturali

  • Il Passo della Colla di Casaglia si estende tra le valli della Sieve e del Lamone. La strada principale prosegue per Marradi, mentre la Statale 477 si dirige a Palazzuolo sul Senio, dove si giunge attraversando il Passo della Sambuca, (metri 1061), dopo di che si scende nella valle del fiume Senio. La Statale scende verso il fiume Lamone, fino a Casaglia e a Crespino del Lamone.
FORTIS JUVENTUSultima modifica: 2009-04-14T19:20:00+02:00da lucchese1905
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