SANGIMIGNANO

SANGIMIGNANO CALCIO

I due colori societari visibili sulla divisa da gioco del Sangimignano calcio sono il verde ed il nero.
Sono non un gran numero i fans del Sangimignano calcio presenti a tifare la compagine in ogni gara, e non hanno un gruppo organizzato.
Il Sangimignano calcio disputa le sue gare in casa allo stadio Santa Lucia il quale ha la capacità di 1150 tifosi considerando tutti i settori.
La presidenza della squadra è di Bruno Ceccarini.
La passata stagione il Sangimignano calcio è arrivata terza nel suo girone della competizione di Eccellenza.

ULTIMO TURNO

Rieti-Sangimignano 0-1

Vittoria inaspettata nell’ultimo turno nel difficile campo del Rieti.

RIETI (4-3-2-1): Trinchera 5,5, Mvuemba 6, Pezzotti 6,5, Pizzorni 6, Scardala 6, Piccolo 5,5 (35’st De Simone sv), Petrongari 5,5 (18’st Tealdi 5), Mancini 5,5, Panico 6, Miani 5, La Cava 6. A disposizione D’Urso, Gerace, Virli, Gianfelice, Antonacci. All. Infantino.

SANGIMIGNANO (4-5-1): Mollo 6, Ulivi 6, Conti 6,5, Rigoli 6,5 Bianconi 7, Tagliatatela 7, Campana 6,5 (2’st Montagnani 6), Rosso 6,6, Schiraldi 6, Mariotti 6,5, Capozzi 5 (9’st Nencini 5,5). A disposizione Kuzmanovic, Illiano, Pasquariello, Tamberi, Kapedani. All. Maraia.

Arbitro: Liguori di Napoli.

Marcatore: 39’st Bianconi.

Ammoniti: De Simone, Rosso, Conti.

NOTE – Al 20’ st Sangimignano ha fallito un calcio di rigore, tirato sul palo da Nencini. Spettatori 150. Angoli 3-1 per il Rieti. Recupero pt 2’, st 4’.

 

di Paolo Rotilio

 

RIETI – Il Rieti spreca la più ghiotta delle occasioni per guadagnare punti sulle dirette rivali all’accesso ai playoff (tutte sconfitte), facendosi battere in casa da un Sangimignano ordinato nel difendersi e pronto a non lasciarsi sfuggire l’occasione per vincere una gara apparentemente proibitiva. Sicuramente una buona mano alla riuscita dell’impresa dei toscani è stata data dagli amarantocImageelesti che, dopo un primo quarto d’ora incoraggiante, hanno ripetutamente sbattuto sul muro neroverde, senza mai riuscire a costruire quelle geometrie in passato risultate vincenti per la squadra di Infantino. Non casualmente le prime due occasioni del primo tempo sono giunte su azioni di contropiede del Sangimignano con altrettanti tiri, entrambi fuori dallo specchio della porta, di Mariotti (16’) e di Capozzi (33’). Ed altrettanto non casualmente, a risultare più pericolosa per la porta difesa da Mollo è stata l’unica azione corale imbastita dal Rieti (scambio Panico-Miani-La Cava al 37’), con il diagonale di La Cava a sfiorare di pochi millimetri il palo più lontano. Nel secondo tempo gli amarantocelesti hanno dato l’impressione di aver cambiato marcia con Panico che colpiva il palo (4’) direttamente da calcio d’angolo e con Petrongari che un minuto dopo era sfortunato nella sua deviazione di testa, dopo aver anticipato il portiere toscano. Quindi (7’) il colpo di testa di Miani, bloccato a terra da Mollo. Al 20’ il Sangimignano aveva la prima occasione per portarsi in vantaggio su calcio di rigore, causato da una trattenuta, peraltro non evidentisisima, di Piccolo su Mariotti. Nencini, sbagliava però dal discetto centrando il palo. Lo scampato pericolo non contribuiva a scuotere la formazione di casa, che capitolava al 39’ su un tocco sottomisura di Bianconi, dopo una respinta non impeccabile di Trinchera sul calcio di punizione di Tagliatatela. Reazione solo di volontà del Rieti, con il Sangimignano che, escluso un tiro di De Simone (48’) finito abbondantemente alto, non concedeva più nulla. 

LA CITTA’

300px-Piazza_cisterna_01.jpgSan Gimignano è un comune toscano di 7.105 abitanti situato in provincia di Siena.

Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell’aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell’età comunale[1].

San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici (soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante 324 m s.l.m.) dell’alta Val d’Elsa.

La prima menzione risale al 929.

Nel Medioevo la città si trovava su una delle direttrici della via Francigena, che Sigerico, arcivescovo di Canterbury, percorse tra il 990 e il 994 e che per lui rappresentò la XIX tappa (Mansio) del suo itinerario di ritorno da Roma verso l’Inghilterra. Sigerico la nominò Sce Gemiane, segnalando il borgo anche come punto di intersezione con la strada fra Pisa e Siena.

Secondo la tradizione il nome derivò dal santo vescovo di Modena, che avrebbe difeso il villaggio dall’occupazione di Attila.

La prima cinta muraria risale al 998 e comprendeva il poggio di Montestaffoli, dove già esisteva una rocca sede di mercato di proprietà del vescovo di Volterra, e il poggio della Torre con il castello vescovile.

Il Duecento

Taddeo di Bartolo, San Gimignano da Modena che tiene la città di San Gimignano, Museo civico (San Gimignano)

Verso il 1150, nonostante l’apertura di un nuovo tracciato della Francigena, San Gimignano continuò ad essere un centro emergente, con una politica di espansione territoriale e una significativa crescita delle attività commerciale. Fu in questo periodo che si formarono due “borghi” al di fuori delle mura: quello di San Matteo, verso Pisa, e quello di San Giovanni, verso Siena, entrambi lungo una nuova “via maestra”, che vennero inglobati nelle mura con il nuovo tracciato completato nel 1214.

Nel 1199, nel pieno del suo splendore economico, il paese guadagnò la propria indipendenza comunale rispetto ai vescovi di Volterra. Non mancarono le lotte intestine tra guelfi e ghibellini (rispettivamente capeggiati dagli irriducibili Ardinghelli e Salvucci), ma al XII secolo, sotto i ghibellini, risale il periodo di maggior splendore economico, che si basava sul commercio dei pregiati prodotti agricoli locali, tra i quali il più ricercato era lo zafferano, venduto in Italia (Pisa, Lucca, Genova) ed all’estero (Francia e Paesi Bassi, fino anche alla Siria e all’Egitto[2]). Inoltre, al pari di altri centri toscani, si diffuse la speculazione finanziaria e l’usura. La solida economia permise la creazione di un ceto aristocratico urbano, che espresse la propria supremazia politica e sociale nella costruzione delle torri: nel Trecento si arrivò a contare 72 torri (oggi ne rimangono 14).

Gli ingenti capitali accumulati vennero investiti nel corso del Duecento in importanti opere pubbliche, che diedero alla cittadina l’articolazione degli spazi urbani visibile ancora oggi.

Nel 1251 le mura inglobarono Montestaffoli, ma pochi anni dopo, nel 1255, la città venne presa dai guelfi di Firenze che ordinarono la distruzione delle mura. Riacquistata l’indipendenza nel 1261 e tornata la supremazia ghibellina dopo la battaglia di Montaperti, i sangimignanesi ricostruirono le mura comprendendo anche il poggio della Torre. Da allora la conformazione cittadina venne suddivisa in quattro contrade, ciascuna corrispondente ad una porta principale: quella di Piazza, di Castello, di San Matteo e di San Giovanni.

Gli ordini religiosi, appoggiati dal comune, si insediarono in città a apartire dalla metà del Duecento: i francescani fuori porta San Giovanni (1247), gli agostiniani alla porta San Matteo (1280), i domenicani a Montestaffoli (1335) e le benedettine di San Girolamo presso la Porta San Jacopo (1337).

Dall’8 maggio del 1300 il Comune ebbe l’onore di ospitare Dante Alighieri come ambasciatore della Lega Guelfa in Toscana.

Il declino, l’epoca medicea e contemporanea

Il Trecento fu un secolo di crisi che non risparmiò San Gimignano: travagliata dalle lotte interne, essa fu pesantemente colpita dalla peste nera e dalla carestia del 1348, che decimò la popolazione. Nel 1351 la città stremata si consegnò spontaneamente a Firenze, rinunciando alla propria autonomia ed a un ruolo politico nello scacchiere toscano. Risale a quell’anno la Rocca di Montestaffoli, mentre nel 1358 vennero rinforzate le mura.

Nonostante il declino economico e politico, il XIV e XV secolo furono importanti dal punto di vista artistico, grazie alla presenza in città di numerosi maestri, senesi o più spesso fiorentini, chiamati soprattutto dagli ordini religiosi ad abbellire i propri possedimenti. Lavorarono a San Gimignano Memmo di Filippuccio, Lippo e Federico Memmi, Taddeo di Bartolo, Benozzo Gozzoli, Domenico Ghirlandaio, Sebastiano Mainardi (nativo di San Gimignano), Piero del Pollaiolo, ecc.

Il declino e la marginalità della città nei secoli successivi furono le condizioni che permisero la straordinaria cristallizzazione del suo aspetto medievale.

Alla fine del XIX secolo si cominciò a riscoprire la particolarità e la bellezza della cittadina, che venne sottoposta integralmente vincolo monumentale nel 1929. Nel 1990 è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio culturale dell’Umanità.

Il borgo è quasi interamente contenuto nelle mura duecentesche. Gli assi principali dell’insediamento sono due:

  • uno est-ovest, più antico (X secolo), che collegava il poggio della Torre, dove si trovava un castello vescovile, e la collina di Montestaffoli, luogo di Mercato (oggi occupato dalla rocca).
  • Uno nord-sud, più ampio, dalla Porta San Giovanni alla Porta San Matteo, sul quale passava la via Francigena.

Nell’interezione delle due direttrici principali, nel punto altimetricamente più elevato, si trovano le piazze cittadine: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Piazza Pecori è un pittoresco slargo sul fianco della collegiata che assomiglia più a un cortile interno privato.

Affacciate sulle piazze e sulle vie principali si trovano le torri e case-torri dell’antica aristocrazia mercantile e finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di conservazione.

Oggi tutti gli edifici appaiono attaccati l’uno all’altro ma osservando attentamente si può notare che in passato tra una casa e l’altra vi fosse uno spazio molto stretto (ora riempito con mattoni). Questi interstizi sono troppo stretti per permettere il passaggio di una persona (sono infatti larghi quanto un mattone), e venivano chiamati vicoli del malvicini poiché si erano dovuti agli attriti sociali tra compaesani e quando qualcuno non permetteva al futuro vicino di costruire l’abitazione a ridosso della propria si creavano inevitabilmente questi interstizi. Il vantaggio di costruire a ridosso di un edificio esistente sta nel fatto che è sufficiente costruire solo tre pareti esterne, risparmiando così materiale e manodopera.

Bene protetto dall’UNESCO
Patrimonio dell’umanità
Centro storico di San Gimignano
Historic Centre of San Gimignano
Tipologia Architettonico
Criterio C (i) (iii) (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Anno 1990
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell’umanità in Italia

Il centro cittadino si articola sulle direttrici principali di via San Giovanni, via San Matteo, che convergono nelle due piazze attigue di piazza della Cisterna e piazza del Duomo. La zona nord è attraversata da via Folgore da San Gimignano ed ha come punto focale piazza Sant’Agostino.

Le torri

San Gimignano è soprattutto famosa per le circa quindici torri medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d’oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne restano circa quattordici maggiori, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la Torre del Podestà, detta la Rognosa, che è alta 51 metri, mentre la più alta è la Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255 vietò ai privati di erigere torri più alte della Rognosa, anche se le due famiglie più importanti, Ardinghelli e Salvucci, non lo rispettarono.

  • Torre dei Becci
  • Torre dei Cugnanesi
  • Torre del Diavolo
  • Torri degli Ardinghelli
  • Torre Rognosa
  • Torre Grossa
  • Torre Chigi
  • Torri dei Salvucci
  • Torre di palazzo Pellari
  • Casa-torre Pesciolini
  • Torre Pettini
  • Torre duecentesca di via San Giovanni

La quindicesima torre è il campanile della Collegiata.

SANGIMIGNANOultima modifica: 2009-03-15T19:05:00+01:00da lucchese1905
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