CITTA’ MONOPOLI

Monopoli (Mnàpl in dialetto monopolitano) è una città di 49.607 abitanti[1] in provincia di Bari. Si trova 43 km a sud-est del capoluogo ed è il centro non capoluogo più popoloso della Puglia a sud di Bari.

Tra le città pugliesi sull’Adriatico, Monopoli rappresenta uno dei porti più attivi e popolosi della regione. Si affaccia sul mare con il caratteristico centro storico che abbellisce il panorama costiero con antiche e alte mura di cinta, baluardo medioevale ancora oggi vanto della storia cittadina.

Monopoli è anche detta la città delle cento contrade: l’agro infatti è diviso in varie località, denominate contrade, ciascuna con un nome che rievoca o la presenza di un’antica masseria (per esempio Chianchizza), oppure la presenza di una chiesa (San Gerardo, San Vincenzo); infine, in alcuni casi le contrade sono addirittura un retaggio dell’antica divisione in feudi delle campagne.

Etimologia

La scaletta, insenatura nei pressi di Monopoli


Il termine Monopoli, che spesso in tutta Italia diviene oggetto di facili battute riguardanti l’omonimia con il gioco da tavolo che rappresenta anch’esso una città, ha quattro possibili etimologie:

  • Dal greco Μόνη Πόλις, (Città Sola): alcuni marinai siracusani giunti in questa zona si meravigliarono della presenza di un solo porto (appunto Monopoli) tra Siponto e Brindisi.
  • Dal greco Μόνη Πόλις, nell’accezione (Città Importante): gli egnatini giunti in questa zona in seguito alla distruzione della loro città da parte di Totila, rilevarono che l’unica città di una qualche importanza nella zona fosse proprio quel villaggio chiamato Dyria.
  • Da un suggestivo termine Manopoli, con riferimento alla forma di mano che hanno i promontori e le rientranze del litorale urbano.
  • Dal greco Μίνωος Πόλις, (Città di Minosse) che vede come mitico fondatore della città il re di Creta Minosse.




Geografia

La città di Monopoli sorge a 9 metri s.l.m. lungo il litorale adriatico a 43 Km a sud di Bari, nella zona geografica della Terra di Bari. Si estende su una superficie di 156 km quadrati e il suo territorio è costituito da una fascia costiera pianeggiante, denominata marina, che sale velocemente verso le colline murgiane fino a raggiungere un’altitudine massima di 402 metri, sulla zona dei monti Carbonara.

La costa, lunga circa 13 km, è bassa e frastagliata: con oltre 25 stupende cale ed ampie distese sabbiose è particolarmente adatta alla balneazione e all’esplorazione della vita sottomarina.

Le contrade della città, molte delle quali oramai incluse all’interno del centro abitato, sono caratterizzate dalla presenza di antiche masserie fortificate (centri di conduzione di attività agricole), chiese e insediamenti rupestri, trulli, ville patrizie neoclassiche e case coloniche.

La coltivazione predominante è costituita da ulivi e mandorli, ma non mancano alberi da frutta (agrumi, ciliegi, fichi) e soprattutto ampie coltivazioni di ortaggi. La macchia mediterranea, ancora presente in diverse zone dell’agro, è protetta; di particolare pregio naturalistico è l’oasi faunistica del Monte di San Nicola, con la presenza di preziose specie botaniche.

La piana costiera costituisce un paesaggio di estrema suggestione per le antiche masserie che la punteggiano e per la presenza dei nodosi e monumentali alberi secolari di ulivo, piante modellate dal tempo e dal vento, testimonianza vivente della storia di questo territorio. Diverse sono le iniziative, sviluppatesi nel corso degli ultimi anni a tutela di questo eccezionale patrimonio, unico per valore paesaggistico, botanico-vegetazionale, storico-culturale.

La città di Monopoli ha le sue antiche origini nel villaggio peuceta chiamato Dyria: in seguito esso, grazie all’arrivo degli egnatini profughi della loro città (distrutta da Totila re dei Goti), diventerà un centro di prima importanza fin dai primi secoli della sua esistenza. Durante l’età antica Monopoli è un importante porto (nonché l’unico di una certa importanza) tra Bari e Brindisi; punto di incontro tra entroterra e mare, divenne crocevia di viaggi e contatti con l’oriente durante le Crociate. È proprio durante il Medioevo che la città di Monopoli conosce la sua massima espansione, tanto da inglobare le attuali città di Locorotondo e Cisternino.

In seguito alle dominazioni straniere Monopoli conosce un inesorabile declino che raggiungerà il suo apice dopo la distruzione della città da parte dei Bretoni e successivamente dopo la vendita del comune dai D’Angiò agli Orsini. Durante la dominazione aragonese Monopoli conosce un periodo di ripresa che continua anche sotto la dominazione Veneziana nel 1484. La città conosce un’età di terrore (come del resto tutto l’Adriatico) quando i Turchi si affacciano sulle sue coste: la città venne salvata grazie al coraggio e alla capacità di sopportazione dei monopolitani che resistettero per mesi all’interno delle mura. Dal 1528 la città passa in mano al marchese di Vasto Alfonso d’Avalos e si susseguono gli assedi imperiali per cercare di riconquistarla. Dopo la pace con Venezia, la città passa in mano a Carlo V. Dal Seicento in poi Monopoli segue le sorti del resto del Mezzogiorno, con le dominazioni dei Borboni, e quindi l’annessione al Regno d’Italia nel 1860. Dopo le guerre mondiali e la dittatura fascista, Monopoli diventa enclave democristiana. Dagli anni novanta si susseguono con alternanza governi di centrodestra e governi di centrosinistra.

Turismo

Abbazia di Santo Stefano e Porto Ghiacciolo

Facciata della cattedrale

La costa, lunga circa 13 km, è bassa e frastagliata: con oltre 25 calette e ampie distese sabbiose, si rende particolarmente adatta alla balneazione e all’esplorazione della vita sottomarina.

Vi sono numerose strutture ricettive, spesso dotate del servizio di animazione e molti stabilimenti balneari tra cui si ricordano: S.Stefano (contrada S. Stefano, adiacente all’Abbazia di S. Stefano), Lido Pantano, Lido Sabbia d’Oro, Torre Cintola, Porto Giardino, Porto Ghiacciolo, Torre Egnazia, Le Macchie, Baia del Sol. Molti di questi stabilimenti si trovano nell’ormai rinomata località balneare Capitolo, famosa per la sua frizzante vita notturna, a circa 6 Km dal centro della città.[5]

Monumenti

Castello di Carlo V

Il castello di Carlo V è un fortilizio edificato durante la dominazione spagnola (secolo XVI).

Palazzo Palmieri (sec. XVIII) [modifica]

Palazzo Palmieri nell’omonima piazza

Il palazzo sorge nella più antica piazza della città: isolato sul lato est, presenta un piano nobile e l’avancorpo centrale (due colonne a sostenere il balcone e lo stemma della famiglia). La piazza, che sembra servire il palazzo del Marchese Palmieri, appartiene storicamente all’antica chiesa romanica di San Pietro (secolo IV).

Nel 1585 alcuni fedeli acquistarono alcune case nel vecchio abitato e trasformarono il tutto in una istituzione denominata “Conservatorio della Casa Santa” e fu imposta sotto il vescovado di Antonio Porzio, nel secolo XVII, una completa clausura con concessione dell’uso dell’abito regolare della Beata Vergine della Presentazione a tutte le povere fanciulle orfane che avessero manifestato la volontà di farsi religiose.

L’Ex Palazzo Civico

Il Palazzo Civico Prospero Rendella

Ex caserma spagnola trasformata poi in palazzo civico e successivamente in teatro comunale è sede della Biblioteca Comunale per opera del compianto Sen. Prof. Luigi Russo. È intitolata al famoso ed illustre giurista monopolitano Prospero Rendella (1553 – 1630) “Amico delle Muse”, esemplare e nobile figura del rinascimento meridionale. La facciata, a due logge sovrapposte (quella superiore è però frutto di un recente rifacimento), è la scena maggiore della Piazza Garibaldi dal colore veneziano. La biblioteca è chiusa per restauro fino al dicembre 2009.

Castello di Santo Stefano

Piazza Vittorio Emanuele (XIX secolo)

Tra le più grandi di Puglia e d’Italia[6], nata nel 1796 grazie all’approvazione del Re di Napoli, fu costruita seguendo il progetto del regio architetto De Simone: il disegno, a maglie ortogonali, strade rettilinee e traverse perpendicolari è funzionale e trascura alquanto la bella regola classica, in voga in quel periodo. Nel 1872 la piazza fu risistemata dall’architetto Losavio che, abbandonata l’idea della piazza rinascimentale, optò per quella più abbordabile ma anche più moderna della Piazza Giardino. La divise in due rettangoli alberati e l’arricchì di nuovi valori urbanistici. Se per gli alberi si dovette aspettare il 1893, fu invece possibile aprire subito, nel mezzo dei due rettangoli, lo stradone, che da est sbocca in Largo Plebiscito, mentre dal lato opposto si allunga a formare una sorta di decumano dell’intero impianto a scacchiera della città. Il monumento ai caduti sorge nel rettangolo sud, opera dello scultore Edoardo Simone di Brindisi, che lo eresse nel 1828, fedele alla statuaria ottocentesca e allo stile oratorio del Bistolfi, del Sartorio o degli altri artisti di moda all’epoca. Il monumento è l’unico in Italia ad essere innalzato non per gli eroi, ma per il dolore straziante dei parenti, rappresentato con rara efficacia sul monumento. Nel 1848 la Piazza divenne centro di una cospirazione antiborbonica:i liberali di Monopoli si fecero promotori di un convegno di amici della libertà. La mattina del 18 maggio il borgo accolse i congressisti cospiratori: poiché le due correnti attendiste e reazionarie non si misero d’accordo, la cospirazione fallì e i cospiratori furono condannati a durissimi anni di carcere. Una lapide ricorda il luogo in cui si riunirono, posta all’angolo di via Giuseppe Polignani.

Piazza XX Settembre

Scorcio di Piazza XX Settembre

È la sede del quotidiano mercato ittico ed ortofrutticolo; come ogni piazza o via italiana intitolata al 20 settembre 1870, data della breccia di Porta Pia, conduce al Duomo cittadino. Ma la sua particolarità, che la contraddistingue in tutta la Puglia, è la presenza, in tutta la sua superficie, di sole mattonelle di colore rosso. È sede dello storico mercato giornaliero di frutta, verdura e pesce.

Chiesa di Santa Maria Amalfitana

L’abside della Chiesa di Santa Maria Amalfitana

Nel 1059, secondo tradizione, alcuni marinai di Amalfi, scampati ad una tempesta, scesero a pregare in una grotta di monaci basiliani presso la scogliera dove erano approdati. Ai monaci manifestarono il proposito di fare nella grotta un santuario e compiere così il voto fatto alla Madonna. Cento anni dopo, quando la presenza di questa colonia ebbe peso maggiore nella città cresciuta, gli amalfitani eressero sul tempietto sotterraneo la basilica romanica, che i restauri in questo secolo hanno riportato alla luce. La facciata rimane quella del settecento, ma l’interno è stato restituito agli archi e alle colonne dell’antica armonia.

Torre Civica

L’antica torre civica con l’orologio

Esempio di arredo urbano d’altri tempi e di assemblage barocco, che utilizza la colonna infame dell’antica gogna insieme ad altri materiali vitalizzanti in sovrapposizione: un’agile statuetta di San Gennaro[7], lo stemma cittadino, e l’orologio.

Scavi archeologici

  • Insediamento Bizantino, di datazione incerta, ma di sicuro interesse storico-artistico sito in contrada l’Assunta.
  • Resti di una villa utilizzata come per i soggiorni estivi sino al XVIII secolo in Contrada Baione.
CITTA’ MONOPOLIultima modifica: 2009-01-26T14:54:57+01:00da lucchese1905
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