CITTA’ ASCOLI PICENO

Storia

Piazza Arringo

Le origini della città sono avvolte nel mistero ma è abbastanza sicuro che la zona fosse popolata già nell’epoca neo-eneolitica da popolazioni italiche. Secondo una tradizione italica citata nella letteratura antica (Strabone, Plinio, Festo) la città venne fondata da un gruppo di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro a Marte durante una delle loro migrazioni detta ver sacrum. I Sabini si sarebbero fusi con altre popolazioni autoctone dando origine ai Piceni, di cui Ascoli divenne il centro principale anche grazie alla sua posizione sulla Via Salaria, che collegava il Lazio con le saline della costa adriatica.

Nel 299 a.C. si alleò con i Romani contro gli Etruschi, Galli e Sanniti e nel 269 a.C. divenne Civitas Foederata a Roma.

Nel 91 a.C. si ribellò a Roma insieme ad altre genti italiche (i Marsi in particolare ed altre popolazioni del sud Italia) e dette vita alla Guerra Sociale. Nell’89 a.C., dopo un lungo assedio, il generale romano Gneo Pompeo Strabone conquistò la città, trucidando i capi della rivolta e mandando in esilio parte dei suoi abitanti. Nell’88 a.C. Ascoli fu iscritta alla Tribù Fabia, e solo nell’80 a.C. venne finalmente riconosciuta la cittadinanza romana a tutte le popolazioni italiche. Giulio Cesare nel 49 a.C. la designò capitale della regione dandole l’appellativo di Picenum. Ai tempi di Augusto, divenne la capitale della quinta regione italica, più tardi nel III secolo d.C. fu eretta a provincia autonoma con il nome di Picenum Suburcarium. Successivamente segue il destino, come altre città, con la caduta dell’impero romano.

Nell’alto medioevo subì la decadenza economica e le razzie dei barbari, tra cui quella dei Goti di Totila e dei Longobardi di Faroaldo (578).

Per due secoli fu sotto il dominio longobardo del Ducato di Spoleto, (593789), finché non passò sotto il controllo dei Franchi scesi in Italia al seguito di Carlo Magno. In questi secoli si accentuò il potere dei vescovi (i cosiddetti vescovi-conti), tra cui Corrado II che con apposito diploma concede al feudatario vescovo Bernardo I nel 1037, il diritto di Zecca.

Nel periodo la città viene trascinata in più occasioni nella più vasta lotta per il predominio in Europa tra guelfi e ghibellini.

Nel 1183 si costituisce in libero comune, conoscendo però il saccheggio e la distruzione ad opera delle armate imperiali di Federico II. Le libertà municipali sono minate dalle lotte di fazione tra le famiglie più in vista, tra cui il Signore Andrea D’Acquaviva e più tardi Ladislao I – re di Napoli, Conte Carrara, che finiscono per aprire la strada a personaggi ambiziosi come Galeotto Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato da una rivolta e in seguito a Francesco Sforza che instaura una crudele dittatura (XV secolo) che viene abbattuta nel 1482, anche se Ascoli è costretta a riconoscere la sovranità della Chiesa.

Non cessano i disordini interni tra opposte fazioni che conduce a decadi di ribellioni, massacri, razzie, alla crescita del banditismo e alla decadenza delle virtù civili.

Venne annessa alla prima Repubblica Romana e nel 1860 viene annessa al Regno d’Italia di cui seguirà d’ora in avanti tutte le vicende. Degne di nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre 1943 contro l’occupazione tedesca, che sono valse alla città la Medaglia d’Oro al Valor Militare per attività partigiana (2001).

Una parte del territorio della provincia ascolana è stato per oltre un secolo rivendicato dalla vicina e rivale Fermo, la quale ha perso il capoluogo a seguito dell’Unità d’Italia. Nel 2004, però, la provincia di Fermo è stata di nuovo deliberata, ed istituita nel 2009.

Arte e cultura

Palazzo dei Capitani del Popolo

« Ascoli Piceno è una tra le più belle piccole città d’Italia, e non ne vedo altra che le assomigli. André Gide la prediligeva… bella come alcune città della Francia del Sud, non tanto per questo o quel monumento, ma per il suo complesso, la qualità antologica, l’incanto che viene da nulla e da tutto. Bisogna avervi passeggiato, a cominciare dalla piazza del Popolo, la piazza italiana che insieme con quella di San Marco a Venezia dà più di un’impressione di sala, cinta da porticati, chiusa dalla stupenda abside di San Francesco; o costeggiando il Battistero del Duomo; o lungo le rive scoscese del Tronto; e per le strade strette, chiamate rue, dove i palazzi non si contano; e che si allargano in piazzette… Ascoli è città di torri… Si succedono molti stili, il romanico, il gotico, il rinascimentale, il barocco… con chiese dalle pareti di pietra, senza finestre; un travertino d’un grigio caldo, uniforme, senza intonaco… tutto ornato, lavorato, istoriato… e su ogni porta e finestra, vedi frutta, fogliami, cariatidi femminili, fiori, animali, stelle, o anche semplicemente proverbi e sentenze scolpite. »
(Guido Piovene, Viaggio in talia, 1957)
« Ascoli Piceno è la Firenze del Centro Italia. »
(Dionigi Tettamanzi, Cardinale e Arcivescovo Metropolita di Milano)

Ascoli Piceno è una delle città più belle e monumentali d’Italia: il suo centro storico è interamente costruito in travertino (un tipo di marmo ricavato dalle cave vicine), e ha come fulcro la suggestiva Piazza del Popolo in stile rinascimentale. La piazza accoglie i monumenti più importanti della città come il Palazzo dei Capitani con accanto lo storico Caffè Meletti, la chiesa di San Francesco con l’edicola di Lazzaro Morelli, la loggia dei Mercanti e nelle sue immediate vicinanze il Teatro Ventidio Basso. Altro fulcro cittadino è il suggestivo spazio urbano di Piazza Arringo, la più antica piazza di Ascoli, dove si eleva la Cattedrale di Sant’Emidio che ha sul fianco destro la Porta della Musa e al di sotto della navata principale la Cripta dedicata anch’essa al patrono della città, il medievale Battistero San Giovanni, il Palazzo dell’Arengo, sede dell’importante Pinacoteca Civica ed il Palazzo Vescovile. Nelle immediate vicinanze si trova anche Palazzo Bonaparte e seguendo, dalla piazza, il percorso che risale verso il Colle dell’Annunziata la Chiesa di San Gregorio Magno. Non solo piazze, ma anche suggestive strade e vicoli di impronta schiettamente medievale caratterizzano il suggestivo centro storico di Ascoli Piceno come via Pretoriana, via di Solestà, via delle Stelle, via Soderini e Corso Mazzini, la principale arteria cittadina. Tra gli altri monumenti degni di nota sono da citare: la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, in Piazza Ventidio Basso, dalla bella facciata suddivisa in riquadri, poi il Ponte Romano (o ponte di Solestà), uno dei pochi, in Italia, visitabili anche al suo interno, presso l’omonima Porta Solestà, Porta Gemina, le vicine rovine del teatro romano e la Chiesa di San Tommaso Apostolo, Porta Tufilla, la Fortezza Pia e Forte Malatesta, la chiesa di Sant’Agostino, il Palazzetto Longobardo, la Torre degli Ercolani, una delle poche torri superstiti tra le decine che compaiono nelle cronache medioevali, in ricordo delle quali, come per San Gimignano, Ascoli ha il soprannome di città delle Cento Torri. Meritevoli di essere visti sono anche i templi dedicati al Santo Patrono quali: Sant’Emidio alle Grotte e Sant’Emidio Rosso. Nelle vicinanze della città, percorrendo la Salaria in direzione Roma, c’è anche il monumentale Albero del Piccioni e nella zona di Porta Cartara il complesso, restaurato di recente, della Cartiera Papale. Suggestive e da menzionare sono le Grotte dell’Annunziata, ciclopica costruzione del periodo romano.

Il Duomo dedicato a Sant’Emidio

“Il Battesimo di Polisia” di Lazzaro Giosafatti, Cripta del Duomo

Il Battistero di San Giovanni

Affresco della deposizione nella Chiesa di San Vittore

Chiostro interno del Palazzo dei Capitani del Popolo

Forte Malatesta e Ponte di Cecco

Edicola di Lazzaro Morelli

Porta Tufilla

Fonte di Sant’Emidio

Teatro romano

Caffè Meletti

Monumenti

Chiese

  • Battistero di San Giovanni – Semplice ed austero nella sua forma di architettura sacra di gusto romanico è costruito interamente in travertino ed annoverato tra i monumenti nazionali italiani. Si trova a Piazza Arringo a fianco del prospetto principale della Cattedrale di Sant’Emidio, al suo interno ospita una vasca circolare, del V secolo, per il battesimo ad immersione ed un fonte battesimale su colonna tortile.
  • Cattedrale di Sant’Emidio – Duomo della città, si trova in Piazza Arringo ed è affiancato dal Battistero di San Giovanni, mentre al suo interno ospita la Cripta di Sant’Emidio.
  • Chiesa di San Francesco – Questa chiesa, tra i monumenti che delimitano Piazza del Popolo, è considerata una delle migliori opere italiane della transizione dallo stile romanico a quello gotico, nonché l’edificio religioso francescano più rappresentativo della regione Marche. Si eleva al centro di un complesso monumentale cui si aggiungono anche due chiostri.
  • Chiesa del Cuore Immacolato di Maria – Realizzata negli anni 50, è stata istituita come parrocchia dal vescovo Mons. Marcello Morgante nell’anno 1955. Al suo interno custodisce un prezioso crocifisso ligneo, del 1636, intagliato dal francescano Innocenzo da Petralia. Lo storico Giuseppe Fabiani racconta della grande devozione del religioso che lo aveva lavorato solo nei giorni di venerdì, a digiuno ed in ginocchio.
  • Chiesa della Madonna del Ponte – Caratteristica per la sua forma cilindrica e per le modestissime dimensioni, è considerata una tra le più piccole chiese della città. Edificata nell’anno 1689 testimonia l’antica consuetudine di costruire edicole votive in prossimità dei passaggi e degli ingressi alle città.
  • Chiesa di San Gregorio Magno – Costruita per trasformare in luogo di culto cristiano un tempio romano pagano edificato tra l’ Età tardo Repubblicana, I secolo a.C., e la prima Età Augustea, I secolo d.C.
  • Chiesa di San Tommaso Apostolo – Chiesa romanica costruita verso il 1064, insieme alla Collegiata dei Canonici Lateranensi dell’ Ordine di Sant’Agostino, per iniziativa del vescovo Bernardo II. Sorge al lato dell’omonima piazza che custodisce i resti dell’anfiteatro romano.
  • Chiesa di San Vittore – Definita anche “costantiniana basilica”, segue i canoni dello stile romanico. Sorge vicino al Forte Malatesta, il suo fianco destro era costeggiato dal percorso cittadino della Strada Consolare Salaria che raggiungeva il Ponte di Cecco.
  • Cripta di Sant’Emidio – Accoglie, nello spazio sotterraneo del Duomo di Ascoli, i resti del patrono Sant’Emidio e dei suoi discepoli custoditi all’interno del sarcofago di epoca romana, dell’età di Marco Aurelio. Fu costruita nell’XI secolo per ospitare le reliquie del santo qui trasportate, dalle catacombe di Campo Parignano, dall’allora vescovo Bernardo II.
  • Tempietto di Sant’Emidio Rosso – Piccolo edificio religioso, a pianta ottagonale che nasce come ampliamento dell’edicola, voluta dai primi cristiani ascolani, che ha custodito per secoli la “Cona de Santo Migno”: la pietra utilizzata per la decapitazione del santo, ancora oggi, conservata nel tempietto al di sotto dell’altare.
  • Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte – Questo tempio è uno dei monumenti più importanti della città e ben rappresenta l’arte barocca delle Marche. Progettato da Giuseppe Giosafatti ed ispirato allo stile di Pietro da Cortona e di Gian Lorenzo Bernini fu eretto come ex voto in onore del Santo Patrono per aver preservato la città dai danni del sisma del 1703.
  • Chiesa di Santa Maria delle Donne – Edificata all’inizio del XIII secolo al di fuori delle mura cittadine oltre Porta Romana, nella piana di San Panfilo, e costruita attaccata al convento delle suore di clausura.

Chiese Sconsacrate

  • Chiesa di San Pietro in Castello – Edificata in stile romanico si eleva su una piccola rupe che fronteggia il Ponte Romano, è considerata da Giambattista Carducci l’ “antico sacro monumento ascolano”. L’attuale edificio religioso è stato ricostruito sullo spazio delle due precedenti chiese: la prima del secolo VIII, voluta dal vescovo longobardo Auclere, e la seconda edificata nell’anno 1142.
  • Chiesa di San Salvatore di Sotto – Edificio religioso di stile romanico, dedicato a Dio Salvatore e Principe della Pace, si ipotizza che sia stato costruito sull’area di un tempio romano pagano dedicato a Marte. Sorge poco lontano dal Ponte di Cecco, sulla sommità di un poggio che la tradizione ascolana identifica col nome di Colle di Marte, alle pendici di Colle San Marco.
  • Chiesa di Santa Maria del Lago – Chiesa poligonale che sorge all’interno del complesso di Forte Malatesta voluta da fra Cola da Tursi, eremita che visse in città nel XVI secolo.
  • Chiesa di Sant’Ilario – Edificata di fronte al tempietto di Sant’Emidio alle Grotte prima dell’anno 1000 utilizzando materiali di epoca romana provenienti da altre costruzioni. Fu residenza della Congregazione dei monaci camaldolesi di Santa Croce di Fonte Avellana dal XII secolo.
  • Chiesa di San Martino Vescovo – Dedicata a San Martino di Tours fu costruita nella zona centrale della città tra i secoli XI e XII. I vari restauri conservativi ne hanno ingentilito l’aspetto arricchendolo di forme di architettura gotica.

Chiostri

  • Chiostro Maggiore di San Francesco – Costruito nell’anno 1565, per munificenza del signore ascolano Vincenzo Cataldi, si apre in un arioso spazio quadrangolare, vicino Piazza del Popolo, preceduto da un antistante portico del 1300. Nella sua area interna si scorgono il pozzo di gusto gotico, in un angolo una piccola la fontanina e sul muro del porticato la lapide ovale che ricorda le figure dei papi Niccolò IV e Sisto V, entrambi usciti dal convento della città.

Fontane

Fonte di Sant’Emidio – Opera del XVII secolo, incorniciata da una loggia esterna suddivisa in cinque arcate sormontata da una balaustra di colonnine. Il luogo lega la sua storia alla tradizione di uno dei prodigi di Sant’Emidio. Il santo non avendo a disposizione l’acqua necessaria per battezzare tutti i nuovi fedeli se la procurò battendo un sasso in questo luogo da cui fece sgorgare la sorgente che alimenta questa fonte.

Fortezze

  • Forte Malatesta – Costruzione fortificata edificata nei pressi del Ponte di Cecco, passo obbligato per chi accedeva nella città dalla zona Est. Sorge vicino alle sponde del Torrente Castellano, l’attuale fortezza è stata ricostruita sui resti di una precedente rocca per volere del signore di Rimini Galeotto Malatesta verso la metà del 1300.
  • Fortezza Pia – antica costruzione militare fortificata che si eleva nella zona più alta della città, deve il suo nome a Papa Pio IV che, nel 1560, volle farla ricostruire,

Musei cittadini

  • Cartiera Papale – Complesso architettonico che ha sempre ospitato mulini ad acqua e che ben rappresenta un esempio di archeologia industriale. Si sviluppa su più livelli edificati in diversi periodi, attualmente utilizzato come museo.
  • Galleria d’arte contemporanea Osvaldo Licini – Ospitata presso il complesso del Polo di Sant’Agostino espone al suo interno la maggiore collezione pubblica mondiale del pittore Osvaldo Licini e comprende, inoltre, dipinti di Lucio Fontana, de Pisis, Sebastian Matta, Gino Severini, Tullio Pericoli ed altri.
  • Museo della ceramica – Inaugurato nell’anno 2007, conserva al suo interno ceramiche dell’antica tradizione ascolana, dal XIV secolo fino al XX secolo, oltre una sezione dedicata alle ceramiche italiane come Castelli, Deruta, Faenza, Montelupo Fiorentino ed altre.
  • Museo dell’alto medioevo – Accoglie l’esposizione dei corredi in oro di due delle circa 260 tombe longobarde scoperte nel 1893 presso la necropoli di Castel Trosino. Presto l’allestimento sarà ospitato presso la nuova sede di Forte Malatesta.
  • Pinacoteca civica – Conserva opere pittoriche su tela e su tavola realizzate dal XIV al XX secolo. Tra gli artisti più famosi presenti: Tiziano, Guido Reni, Carlo Crivelli, Pietro Alamanno e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Di notevole pregio anche il Piviale di manifattura inglese, del XIII secolo, che il Papa ascolano Niccolò IV donò alla Cattedrale della città.
  • Museo diocesano – inaugurato nell’anno 1961 dal vescovo Marcello Morgante raccoglie pregevoli opere di arte sacra.
  • Museo archeologico statale di Ascoli Piceno

Opere d’arte e di architettura

  • Edicola di Lazzaro Morelli – Di gusto barocco, fu costruita da Lazzaro Morelli addossata ad un’abside della parete esterna della chiesa di San Francesco, nell’anno 1659, su richiesta del Governatore ascolano Gerolamo Codebò e dedicata alla Madonna di Reggio.
  • Grotte dell’Annunziata – Costruzioni monumentali realizzate tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del I secolo a.C. che testimoniano l’abitudine dell’epoca a non lasciare sguarniti di rivestimenti murarii i rilievi collinari che circondavano le città. Questa tipologia di sostruzione poteva essere utile sia per stabilizzare il terreno, evitando il degradamento del colle, e sia a consolidare la superficie sopra la vetta. L’utilizzo dell’edificio era anche quello di ricavare alloggi ed abitazioni per i soldati o per gli schiavi.
  • Loggia dei Mercanti – Opera cinquecentesca che si aggiunge alla preesistente facciata gotica della chiesa di San Francesco. Commissionata dalla ricca “Corporazione della Lana” si compone di cinque arcate, poggianti su colonne corinzie e termina con un cornicione merlato.
  • Porta della Musa – L’ingresso laterale della cattedrale di Ascoli è così poeticamente chiamato dal distico che si legge scalpellato sulla pietra immurata a fianco della porta. Situata tra la 4° e la 5° lesena è un’opera tardo rinascimentale di difficile attribuzione. Alcuni ipotizzano Carlo Crivelli, altri Giuliano da Maiano ed altri ancora Lazzaro di Francesco, ma, quasi sicuramente, è opera di un capacissimo, valente ed ignoto lapicida locale.

Palazzi

Caffè Meletti – Annoverato nell’elenco dei 150 caffè storici d’Italia è da sempre considerato il ritrovo dei personaggi più illustri della città, punto di incontro di cultura e di vita mondana. Si affaccia direttamente su Piazza del Popolo preceduto da un portico con arcate e soffitto affrescato. La vita del Caffè inizia il 18 maggio 1907, giorno della sua inaugurazione.

  • Palazzetto Longobardo – Piccolo edificio medioevale di architettura civile edificato nel XII secolo. Rappresenta un rarissimo esempio di architettura perfettamente conservata.
  • Palazzo dell’Arengo – Palazzo che risale alla fine del XII secolo, si affaccia sulla centralissima Piazza Arringo, è costituito dal Palazzo del Comune e dall’Arringo. All’interno ha sede la Pinacoteca Civica ed alcuni uffici comunali, tra cui quello del Sindaco.
  • Palazzo Bonaparte – Completamente diverso da tutti i palazzi gentilizi coevi della città rappresenta uno dei migliori esempi dell’architettura rinascimentale ascolana. Le sue mura esterne sono riccamente intessute da pietre intagliate che adornano sia le porte d’ingresso che tutte le finestre.
  • Palazzo dei Capitani del Popolo – Affacciato su Piazza del Popolo si distingue per la sua elegante torre merlata medioevale a fianco dello storico Caffè Meletti. Costruito fra il XIII ed il XIV secolo con l’accorpamento di tre piccoli edifici separati da due ruette.
  • Palazzo del Governo detto anche palazzo San Filippo, è considerato tra gli edifici di maggiori dimensioni della città. La sua maestosa facciata occupa l’intero lato est di piazza Simonetti e ospita al suo interno la sede della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale.

Piazze

  • Piazza Arringo – Questa è la piazza monumentale più antica della città, si ritiene che fosse la sede dell’antico Foro e si apre sull’antico percorso della Consolare Salaria che attraversava Ascoli. Fu centro propulsore di importanti accadimenti della vita sociale ascolana. Qui predicò San Francesco d’Assisi, nel 1215, e San Giacomo della Marca, nel 1446. Nell’anno 1335, in questa piazza, furono redatti gli Statuti del Popolo, che sostituirono gli Statuti del Comune.
  • Piazza Ventidio Basso – Ampio spazio irregolare che si apre nel centro storico, già dall’epoca romana fino al XVII secolo fu il maggiore fulcro commerciale della città. Da questa piazza, ogni anno, si avvia il corteo storico del Torneo cavalleresco della Quintana.
  • Piazza del Popolo – Di stile Rinascimentale è considerata una delle più belle e suggestive piazze d’Italia. Si apre all’incrocio del cardo e del decumano dell’impianto stradale cittadino. Il suo spazio è circoscritto dalle facciate di Palazzo dei Capitani, del Caffè Meletti e dalle leggere e gentili forme gotiche della Chiesa di San Francesco, tutto il resto del perimetro è delimitato da palazzetti rinascimentali con portici e logge.

Ponti

  • Ponte di Cecco – Costruzione di epoca romana, dell’ età repubblicana. Nella tradizione popolare si attribuisce la sua realizzazione al diavolo che, su ordine di Cecco d’Ascoli, poeta ed astrologo ascolano, lo avrebbe realizzato in una sola notte.
  • Ponte Maggiore – Le sue arcate attraversano il torrente Castellano, collegando il centro storico al quartiere di Porta Maggiore. Fu fatto saltare dai guastatori tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale. Lo ricostruì, nell’anno 1946, l’ingegnere Giuseppe Viccei.
  • Ponte Nuovo – Fu progettato e costruito negli anni tra il 1909 ed il 1911 da Umberto Pierpaoli, architetto, ed Enrico Cesari, ingegnere. Dal suo parapetto di destra si scorge il punto di confluenza di due dei tre corsi d’acqua che attraversano la città: il fiume Tronto ed il torrente Castellano.
  • Ponte Romano di Solestà – Costruito durante l’età augustea è considerato uno dei ponti più rappresentativi della tecnica e della civiltà romana poiché ha conservato integralmente le sue caratteristiche costruttive. Visitabile all’interno attraverso un corridoio d’ispezione.
  • Ponte Tufillo – Si trova nelle vicinanze dell’omonima Porta Tufilla. La sua prima costruzione si fa risalire al tempo del vescovo ascolano Alberico nell’anno 1097 e, secondo questa datazione, sarebbe stato il ponte medioevale più antico di Ascoli.

Porte cittadine

  • Porta Gemina – considerata fra le più vetuste ed importanti porte di Ascoli poiché attraverso i suoi fornici si immetteva la Via Salaria all’interno della città provenendo da Roma. Con la sua monumentalità è architettonicamente classificabile come una tipica costruzione romana del I secolo a.C.
  • Porta Solestà – Fu costruita nell’anno 1230, all’inizio del Ponte Romano, per volere di Fidemilio da Mogliano utilizzando probabilmente materiali di risulta di una preesistente porta romana. Mostra al di spora del fornice lo stemma più antico del comune di Ascoli.
  • Porta Tufilla – Fu costruita tra il 1552 ed il 1555, come testimonia l’epigrafe della linea marcapiano: “PAULO IIII PONT MAX MDLV”, dall’architetto Camillo Merli, sulle fondamenta di una più antica. La sua struttura si compone di un solo arco a tutto sesto cui è sovrapposta una pittoresca loggetta di guardia a tre luci.

Teatri

  • Teatro romano – Addossato alle pendici del Colle dell’Annunziata, è stato rinvenuto durante gli scavi condotti nell’anno 1932, e successivi del 1951 e del 1959. Presenta l’emiciclo delle gradinate esposto verso Nord, la sua costruzione risalirebbe al I secolo a.C. con successivi restauri ed ampliamenti nella prima metà del I e II secolo dopo Cristo.
  • Teatro Ventidio Basso – Opera realizzata da Ireneo Aleandri di Sanseverino tra il 1840 ed il 1846. Si mostra con la facciata neoclassica, in travertino, arricchita da un colonnato centrale in ordine ionico.

Torri

  • Torre degli Ercolani – Fu costruita tra il XII ed il XIII secolo, seguendo i canoni delle torri gentilizie, ed è considerata la più antica della città. All’epoca la torre era intesa come una trasposizione urbana del castello, luogo in cui la consorteria si asserragliava in caso di pericolo.

Strade

  • Via delle Stelle – è il vecchio camminamento che si snodava al di fuori delle mura cittadine. Intraprendere questo percorso, che inizia nei pressi di Porta Gemina e giunge fino al Ponte Romano equivale ad un’immersione a ritroso nel tempo e fruire della possibilità di ammirare un panorama quasi intatto della città ai tempi dell’Età Comunale.

Manifestazioni

  • Torneo cavalleresco della Quintana e Festa patronale
La città è per molti versi legata alle tradizioni religiose e civili ed i principali avvenimenti cittadini ruotano intorno alla festività del patrono Sant’Emidio che si celebra il 5 agosto che ha il suo culmine dopo la mezzanotte con gli splendidi fuochi d’artificio. La prima domenica di agosto si tiene la solenne sfilata storica della Quintana cui partecipano oltre 1.500 figuranti in costume e le autorità cittadine, Sindaco compreso nel ruolo di Magnifico Messere. Al termine della sfilata si tiene il torneo cavalleresco della Quintana, basato su antichi statuti del XIV secolo e che si rinnova dal 1955 senza interruzioni. Da alcuni anni è stata anche inserita la manifestazione della Quintana in notturna, si svolge la sera del secondo sabato di luglio.
  • Carnevale di Ascoli
Molto interessante, per il suo carattere goliardico e popolare, il Carnevale di Ascoli, con la partecipazione dei cittadini, sia in gruppi che in carri (domenica e martedì di carnevale).
  • Fritto misto all’italiana
Tra fine aprile ed inizio maggio si svolge una importante manifestazione gastronomica, , con la presenza di stands provenienti dalle regioni d’Italia e da molti paesi del mondo, che permette di degustare molti dei tipi di fritti italiani e non solo, tra cui la locale oliva fritta all’ascolana.
  • Premio Internazionale Città di Ascoli Piceno
Si svolge ogni anno, tra la fine di novembre ed i primi di dicembre, organizzato dall’Istituto Studi Medievali Cecco d’Ascoli. Si tratta di un premio letterario che viene assegnato ad una personalità nel campo della medievistica internazionale che si è contraddistinta per la pubblicazione di testi che contribuiscono all’indagine storica e al valore della ricerca storiografica. Tra i vincitori del premio si ricordano Elémire Zolla (1987), Ovidio Capitani (1989), Liliana Cavani (1991 per il film Francesco) e Pupi Avati (2008 per il film Magnificat del 1993). Nel 1987 la Giuria del Premio assegnò una menzione speciale allo storico francese Jacques Le Goff.
  • Notte di San Lorenzo
il 10 agosto di ogni anno si svolge la Notte di San Lorenzo. In ogni angolo del centro storico della città vi sono concerti, mostre, spettacoli teatrali, stands enogastronomici che durano fino all’alba successiva

CITTA’ ASCOLI PICENOultima modifica: 2009-01-23T15:00:09+01:00da lucchese1905
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