PALERMO CALCIO

STORIA 

La prima squadra di calcio che rappresentò la città siciliana di Palermo nacque nel 1898, costituita da una formazione mista anglo-italiana. Il primo nome della società fu Anglo Panormitan Football Club, il primo presidente Joseph Whitaker (che allora era il console inglese a Palermo), il primo allenatore era Blake e il primo campo da gioco fu lo Stadio Ranchibile.

Appena 2 anni dopo nel 1900,[1] nacque a Palermo, per volere di Majo Pagano (un giovane che aveva conosciuto il calcio in Inghilterra), un’altra squadra che avrà più fortuna e sarà riconosciuta come prima squadra: il nome era Palermo football and criket club.

Il Palermo football and cricket club disputò la sua prima partita il 30 dicembre 1900 contro una non identificata squadra amatoriale inglese perdendo 5-0. Le partite venivano quasi sempre giocate su un terreno di proprietà dei Whitaker. Il 3 aprile 1901 il club palermitano gioca contro il “Caterina Walker”, pareggiando 1-1.

Inizialmente i colori della squadra erano il rosso e il blu, solo nel 1907 scelse i celebri colori sociali rosa e nero.[2] Sul passaggio a questi colori sono sorte diverse leggende: la più diffusa racconta che il rosso e il blu stinsero in rosa e nero a causa di un candeggio sbagliato, ma il fatto che analoghe storielle circolino sulle nascita delle maglie di altri club mina la credibilità di questa versione. Più realisticamente il rosa e il nero potrebbero rappresentare il rosolio e l’amaro prodotti dalla famiglia di Joseph Whitaker, da bere rispettivamente dopo una vittoria e dopo una sconfitta. l’ipotesi più accreditata resta la lettera inviata da Giuseppe Airoldi a Giosuè Whitaker, convincendolo a cambiare i colori sociali in rosa e nero, come metafora del dolce e dell’amaro a causa dei risultati alterni.[3] I colori vennero cambiati all’alba della stagione agonistica 1907-1908.

La prima partita ufficiale venne disputata il 18 aprile 1901 contro il Messina Football Club, la partita finì 3-2 per il Palermo.[4] Dal 1905 in poi le due squadre si affrontarono nella Whitaker Challenge Cup, il Palermo vinse questo torneo una volta.

Dal 1909 al 1915 il Palermo partecipò alla Lipton Challenge Cup, una competizione annuale organizzata dal miliardario inglese Sir Thomas Lipton. Il regolamento prevedeva che si sarebbero contese il trofeo la migliore squadra siciliana e la migliore campana. Nelle sette edizioni della Lipton Cup il Palermo si qualificò sempre alla finale, dove affrontò il Naples in cinque occasioni, con un bilancio di tre vittorie e due sconfitte, e l’Internazionale Napoli nelle altre due edizioni, centrando due vittorie. I rosanero conquistarono dunque in totale la competizione cinque volte.[5] Nel marzo 1914 venne inaugurato il campo “Ranchibile” di Piazza Leoni.

Il periodo fra le due guerre

Nel 1920 la squadra, con il nome di Unione Sportiva Palermo, conquistò il primo titolo ufficiale, la Coppa Federale Siciliana, dove militavano anche le squadre di Catania e Messina. L’anno dopo partecipò per la prima volta al campionato di Prima Divisione, la massima serie di allora, e venne inserito nel campionato siciliano della lega sud. Il Palermo vinse in tre occasioni il campionato siciliano (1921-1922; 1923-1924; 1925-1926) qualificandosi alla fase finale della lega Sud. In tutte queste occasioni venne però eliminata nella fase interregionale. A seguito di una riforma dei campionati, la Prima Divisione divenne una specie di Serie B: il Palermo nel 1926-1927 dovette però ritirarsi a stagione iniziata per problemi finanziari.

Dopo la fusione con la Vigor Palermo, nel 1927-1928 il Palermo disputò la Seconda Divisione, nel 1928-1929 ritornò in Prima Divisione, divenuta però nel frattempo l’equivalente della Serie C di oggi. Per l’occasione viene creato un nuovo scudetto in stile futurista.[6][7] Fu promosso in Serie B l’anno successivo. Nella stagione 1930-1931 sfiorò la promozione in A terminando il campionato al terzo posto a soli tre punti dal Bari. Nella stagione successiva il Palermo ottenne la promozione in Serie A grazie anche ai 27 gol segnati dal suo bomber Radice.[8]

Nello stesso anno venne inaugurato lo Stadio “La Favorita” di Palermo che allora si chiamava Stadio Littorale. La prima partita nel nuovo stadio venne disputata il 24 gennaio 1932 contro l’Atalanta, il Palermo vinse la partita per 5-1.[9] Negli anni successivi il Palermo divenne una presenza stabile della massima serie, raggiungendo nel 1934-1935 il settimo posto. La stagione successiva tuttavia venne retrocesso in Serie B.

In quegli anni nella serie cadetta militavano tre squadre siciliane, il Palermo, il Messina e il Catania; fu allora che il Palermo giocò i primi derby contro gli etnei. La prima partita ufficiale tra le due squadre, nei Sedicesimi di Coppa Italia, si giocò a Catania nel 1935-1936 e finì 1-0 per la squadra di casa. Il primo derby in campionato si disputò il 1° novembre 1936 allo Stadio Littorio, finì 1-1 e fu vista da solo otto tifosi del Catania; il Palermo vinse poi la gara di ritorno per 1-0.[10]

Nel 1940 la squadra venne esclusa dal campionato per inadempienze finanziarie,[11] ricominciando dalla Serie C in seguito alla fusione con la Juventina Palermo. Nel 1942 la squadra tornò in Serie B, ma nella stagione successiva il presidente della società Beppe Agnello fu costretto a ritirare la squadra dal campionato cadetto in seguito all’invasione americana della Sicilia.[12]

Il dopoguerra e gli anni ’60

La formazione tipo nella stagione 1968-1969

Nella stagione 1947-1948 il Palermo vinse il campionato di Serie B e ritornò così in Serie A: in quella squadra militavano giocatori rimasti nel cuore dei tifosi come il cecoslovacco Čestmír Vycpálek e gli italiani Conti, Di Bella e Pavesi. Il presidente del Palermo era il Principe Raimondo Lanza di Trabia. Il Palermo arrivò 11° in A la stagione successiva, seguirono poi altre quattro stagioni concluse a metà classifica. Nel 1953-1954 subì la retrocessione in Serie B dopo degli spareggi molto discussi contro SPAL e Udinese.

Senza scoraggiarsi il Palermo diede vita a una vera rivoluzione, che coinvolse tutti i livelli, incluso il presidente. Fu assunto un nuovo allenatore, Carlo Rigotti, insieme a 14 giocatori, incluso Enzo Benedetti, che diverrà il capitano della squadra dal 1955 al 1962.[13]

Grazie a un secondo posto in B nella stagione 1955-1956 il Palermo tornò in Serie A. Il Palermo divenne negli anni successivi una squadra che alternava promozioni in A a retrocessioni in B. L’allenatore del periodo era Ettore Puricelli, la vera star era l’ex del River Plate Santiago Vernazza, idolo dei tifosi grazie a 51 gol in 115 partite. È tuttora oggi secondo nella classifica marcatori del Palermo.[14]

Negli anni ’60 militò nel Palermo il portiere Roberto Anzolin che poi venne ceduto alla Juventus con cui giocò oltre 200 partite.[15] Un altro storico giocatore che militò nel Palermo in quegli anni fu Giuseppe Furino. Negli anni ’60 la società rosanero ebbe un buon rapporto con la Juventus, che prestò ai rosanero Carlo Mattrel e Franco Causio. L’apice dei risultati sportivi arrivò nella stagione 1961-1962, i rosanero disputarono infatti un ottimo campionato arrivando a un prestigioso 8° posto. La stagione seguente il Palermo non riuscì a confermarsi e retrocedette in Serie B.

Nel 1968 la società cambiò la denominazione in Società Sportiva Calcio Palermo.

Gli anni settanta

La formazione tipo nella stagione 1969-1970

Il 4 maggio 1970 si apre una nuova pagina della storia della società palermitana: Renzo Barbera diviene il nuovo presidente del club. Famoso per la sua umanità, Barbera è ancora oggi il presidente più amato, al punto che dopo la sua morte lo Stadio della Favorita gli sarà dedicato. Ciò nonostante la sua presidenza fu avara di soddisfazioni: dopo la promozione del 1971-1972 il Palermo subì l’immediata retrocessione nel 1972-1973. Bisognerà attendere 31 anni per rivedere il sodalizio siciliano nella massima serie. Nonostante giocasse in B in quel periodo il Palermo arrivò in finale di Coppa Italia in due occasioni: nel 1973-1974 e nel 1978-1979. Specialmente la finale di Roma del 23 maggio 1974 lasciò l’amaro in bocca ai tifosi rosanero: in vantaggio fino all’ultimo minuto per 1-0 venne raggiunta all’ultimo minuto con un rigore concesso magnanimamente dall’arbitro Gonella. Il Bologna vincerà poi ai calci di rigore dopo che i tempi supplementari si erano chiusi senza ulteriori reti. Nel 1979 perse la finale di Napoli per 2-1, dopo i tempi supplementari, battuta dalla Juventus che era riuscita a pareggiare sul finale di partita il gol di Chimenti.

Gli anni ottanta: il fallimento e la rinascita

Il 7 marzo 1980 Barbera vendette il club al costruttore Gaspare Gambino.

Nel 1980-1981 la squdra scontò una penalizzazione di cinque punti in seguito allo scandalo “Totonero” che coinvolse il centrocampista del Palermo Guido Magherini, squalificato per 3 anni e mezzo.[16]

Gli anni ’80 furono un periodo molto difficile della lunga storia rosanero. Nel 1983-1984 il Palermo venne retrocesso in Serie C1: si trattò della prima retrocessione sul campo in terza serie nella storia del Palermo, e fu vissuta dalla città come un momento molto umiliante. Arrivò comunque una pronta riscossa con l’immediato ritorno in Serie B la stagione successiva. Ma il peggio doveva ancora venire: il 23 febbraio 1985 il presidente Roberto Parisi venne ucciso in un agguato mafioso.

Al termine della stagione 1985-1986 il Palermo fu radiato dalla FIGC per un debito di poco inferiore ai 500 milioni di vecchie lire, che non fu pagato dopo le dimissioni in blocco della dirigenza seguite allo scandalo “Calcioscommesse 2”. Dopo la radiazione il club scomparve per un anno. L’allora seconda squadra della città, l’Olympia, che militava nel campionato di Promozione regionale, tentò di sostituirsi al Palermo cambiando nome in Palermolympia, ma il sodalizio non entrò mai nel cuore dei tifosi.

Grazie all’appogio delle istituzioni locali, come il sindaco Leoluca Orlando, il ministro Carlo Vizzini e l’industiale Salvino Lagumina, il 7 gennaio 1987 rinacque l’Unione Sportiva Palermo, che grazie ad una deroga della Federazione venne ammesso direttamente alla Serie C2. Per festeggiare il ritorno del Palermo allo Stadio Renzo Barbera, venne giocata un’amichevole contro l’Atletico Mineiro (1-2): gli spettatori furono quasi 50.000 in uno stadio che ne poteva contenere un pò più della metà.

Subito, nel 1987-1988, venne conquistata la promozione in Serie C1.

Gli anni novanta

Nell’agosto 1990, sull’eco del recente mondiale, a Palermo giocò in amichevole la Juventus con nella sua rosa il siciliano Salvatore Schillaci: l’incasso fu di oltre 900 milioni di lire. Dopo tre stagioni di C1, il Palermo tornò in Serie B nel 1990-1991 ma l’anno dopo tornò subito in C1. Il Palermo vinse nuovamente il campionato di Serie C1 nel 1992-1993, in quella stagione venne conquistato anche l’unico trofeo ufficiale della storia del Palermo Calcio: la Coppa Italia di Serie C, vinta al quarto tentativo dopo le finali perse negli anni precedenti. Nel 1993 venne cambiata la denominazione in Unione Sportiva Città di Palermo. I rosanero restarono in Serie B per quattro stagioni consecutive, ottenendo risultati prestigiosi in Coppa Italia come la vittoria a S.Siro per 1-0 contro il Milan nel 1994-1995, o il raggiungimento dei quarti di finale nel 1995-1996.

In quegli anni, a causa delle ristrettezze finanziarie della società, la squadra era composta da moltissimi prodotti del vivaio rosanero: la squadra passata alla storia come “il Palermo dei picciotti” nella stagione 1995-1996 sfiorò la tanto agognata promozione in Serie A. Tra i giovanissimi che militavano in quel Palermo ricordiamo Gaetano Vasari, Giacomo Tedesco e Francesco Galeoto, passati poi tutti in società della serie maggiore. A guidare questo gruppo erano un capitano di lunga esperienza, Roberto Biffi, e l’allenatore palermitano Ignazio Arcoleo.[17]

Ma i miracoli non si ripetono e nel 1996-1997 il Palermo venne retrocesso in Serie C1. Nel 1997-1998 giocò uno dei suoi peggiori campionati, retrocedendo in Serie C2 dopo una drammatica e scioccante sconfitta nei play-out contro la Battipagliese: 0-1 in trasferta, 0-0 alla Favorita. Tuttavia il Palermo venne ripescato in C1, in seguito all’esclusione per problemi finanziari dell’Ischia Isolaverde: questo fu l’inizio della riscossa verso i massimi livelli del calcio italiano.[18]

Da Sensi a Zamparini

Il presidente della Roma Franco Sensi comprò il club nel 2000 e nella stagione 2000-2001 conquistò la promozione in Serie B, dopo una fuga solitaria che stava però per terminare prima del traguardo, a causa di una travolgente rimonta ad opera del Messina: decisivo risultò il cambio di allenatore a due giornate dalla fine, da Sonzogni a Sella.[18]

Dopo aver raggiunto una tranquilla salvezza in Serie B nel 2001-2002, nell’estate del 2002 Sensi vendette il Palermo a Maurizio Zamparini per 15 milioni di euro. L’ex proprietario del Venezia comprò numerosi giocatori, operando un vero travaso dal suo vecchio club.

Ultima trasferta del Palermo in serie B 2003/2004

La stagione 2002-2003 fu la prima dell’era Zamparini: il club fu inizialmente allenato da Ezio Glerean che venne però esonerato in seguito alla sconfitta per 4-2 contro l’Ancona alla prima giornata, e sostituito da Daniele Arrigoni che venne a sua volta esonerato. Fu chiamato ad allenare la squadra Nedo Sonetti che fu artefice di una grande rimonta, fermatasi solo all’ultimo atto. Il Palermo non riuscì a centrare la promozione in A per la sconfitta all’ultima giornata per 3-0 a Lecce. Il Palermo terminò quindi il campionato al quinto posto. Nonostante i buoni risultati, a fine stagione Sonetti fu sostituito dall’ex allenatore dell’Empoli Silvio Baldini.

Per la stagione 2003-2004 l’ambizioso Zamparini rinforzò la squadra comprando buoni giocatori come Luca Toni, Lamberto Zauli ed Eugenio Corini e le giovani promesse Simone Pepe, Andrea Gasbarroni e Christian Terlizzi. Nonostante fosse in testa alla classifica Baldini fu esonerato nel gennaio 2004, dopo una inaspettata sconfitta casalinga contro la Salernitana. Il Palermo, rinforzato dagli acquisti di Fabio Grosso, Antonio ed Emanuele Filippini, e Jeda, sostituì Baldini con Francesco Guidolin. I rosanero terminarono la stagione al primo posto venendo promossi in Serie A dopo 31 anni. Grandi protagonisti furono tra tutti Luca Toni (capocannoniere del torneo con 30 reti) ed Eugenio Corini, in una squadra forte che annoverava anche alcuni palermitani, tra cui il “picciotto” Gaetano Vasari e Pietro Accardi. Vasari, all’ultima giornata di campionato, si rese protagonista dell’ultima rete del Palermo in serie cadetta: nonostante il gol fosse ininfluente per il risultato, l’intero stadio esultò e il giocatore si commosse poiché con quel gol mantenne la promessa fatta al papà prima della sua morte: riportare il Palermo nella massima serie.

Gli anni d’oro del Palermo (2004-oggi)

20042005

In vista della stagione 2004-05 Zamparini rinforzò ulteriormente la squadra allestendo un organico di prim’ordine, composto da giocatori di fama e calibro già approdati in nazionale e da giovani promettenti come Andrea Barzagli, Simone Barone, Mariano González e Cristian Zaccardo, anch’essi in seguito approdati in nazionale. Grazie a questo organico la squadra si classificò 6a nel campionato di Serie A 2004-2005 e si qualificò per la prima volta nella sua storia in Coppa UEFA.

Quella stagione fu sicuramente delle più esaltanti – raramente si è vista una matricola approdare in Europa – e rischiò addirittura di finire in Champions League, sogno sfumato dopo una contestata sconfitta con la Sampdoria, maturata nel recupero per un rigore segnato da Flachi ed assegnato dall’arbitro per un fallo di mani del difensore Fabio Grosso.

2005/2006

La stagione successiva vede l’addio del tecnico Guidolin e l’arrivo al suo posto di Luigi Del Neri. Il mercato estivo fu caratterizzato soprattutto dalla dolorosa partenza del centravanti Luca Toni, ceduto alla Fiorentina per 10 milioni di euro, dopo l’improvviso desiderio del giocatore di essere ceduto e dagli arrivi di giocatori come Cristiano Lupatelli, David Di Michele, Stephen Makinwa e Giovanni Tedesco. Il team iniziò bene la nuova stagione battendo per 3-2 l’Inter e superando il primo turno di Coppa UEFA, con la doppia vittoria sull’Anorthosis Famagusta FC (2-1 e 4-0 a Cipro). Il Palermo vinse in seguito la fase a gironi in cui affrontò l’RCD Espanyol, il Lokomotiv Mosca, il Maccabi Petah Tikva ed il Brøndby IF, qualificandosi così ai sedicesimi di finale.

Nonostante le ottime prestazioni in Coppa UEFA il Palermo non riuscì a fare altrettanto bene in campionato; Del Neri venne di conseguenza esonerato nel gennaio 2006 in seguito alla sconfitta casalinga contro il Siena per 3-1 e venne sostituito da Giuseppe Papadopulo. Papadopulo debuttò con una sensazionale vittoria per 3-0 contro il Milan nel match di ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia permettendo al Palermo di qualificarsi alle semifinali per la terza volta nella sua storia; i rosanero furono poi eliminati dalla competizione in semifinale dalla AS Roma, nel corso di una partita di ritorno sfortunata e condizionata negativamente dall’arbitraggio. Il Palermo, dopo aver sconfitto ai sedicesimi i temibili cechi dello Slavia Praga, fu eliminato anche in Coppa UEFA agli ottavi dallo FC Schalke 04 (1-0 all’andata per i rosanero; 0-3 per i tedeschi in Germania al ritorno, al termine di una partita messasi male per il calcio di rigore dello 0-1 assegnato a fine primo tempo per fallo di mani del capitano Eugenio Corini, espulso nell’occasione). La stagione terminò, comunque, con un insperato ottavo posto, che garantì la presenza all’Intertoto. Ma le conseguenze dello scandalo Calciopoli fecero sì che il Palermo si qualificasse per la seconda volta consecutiva in Coppa UEFA, terminando il torneo ufficialmente al quinto posto e sfiorando la storica qualificazione in Champions League, cui invece pervenne il Chievo Verona: la società rosanero, in effetti, dopo una prima sentenza della giustizia sportiva, si era ritrovata ammessa nella più prestigiosa Coppa europea di calcio. Successivamente, una criticata sentenza di secondo grado riammise il Milan (coinvolto nello scandalo e pertanto pesantemente sanzionato in primo grado) alla Champions League, beffando proprio il Palermo (peraltro, poi, quella edizione della Champions League sarebbe stata vinta proprio dalla società milanese).

In vista della stagione 2006-07 il Palermo acquistò, tra gli altri, Aimo Diana, Mark Bresciano, Fábio Simplicio e, soprattutto, l’attaccante Amauri ma vendette il neo-Campione del mondo Fabio Grosso all’Inter.
Il Palermo iniziò benissimo il campionato ottenendo risultati di prestigio, come la vittoria per 2-1 sul campo della Lazio, e per 5-3 nel derby casalingo con il Catania, e dopo appena 3 giornate il Palermo andò per la prima volta da sola in testa alla classifica della
Serie A a punteggio pieno.

Grazie alla vittoria per 3-0 contro il Torino all’undicesima giornata il Palermo stabilì la sua miglior striscia di vittorie consecutive in serie A: 5. Giovanni Tedesco giocando la partita Palermo-Torino arrivò a quota 200 gare in serie A, con questa vittoria mantenne ancora il primo posto assieme all’Inter, permanendovi fino al 18 novembre 2006, giorno in cui, perdendo in trasferta contro il Cagliari nel corso di una gara molto sfortunata, fu superato in classifica dai nerazzurri. Nella giornata successiva i rosanero persero lo scontro diretto con l’Inter per 1-2 e vennero scavalcati, anche dalla Roma, posizionandosi terzi. Il Palermo chiuse il girone di andata al terzo posto pareggiando in seguito con il Parma ed il Siena, perdendo contro la Roma, e vincendo contro Ascoli, Livorno, e Udinese.

I rosanero iniziarono bene anche in Coppa UEFA, eliminando i pericolosi londinesi del West Ham United al primo turno. Tuttavia il Palermo venne eliminato nella fase a gironi, finendo penultimo nel girone con Celta de Vigo, Eintracht Francoforte, Fenerbahçe e Newcastle United, nonostante la vittoria sul campo dei tedeschi.
In seguito ai
gravi incidenti avvenuti il 2 febbraio 2007 durante ed al termine della partita Catania-Palermo, terminata 1-2, durante i quali morì l’Ispettore Capo della P.S. Filippo Raciti[19], tutte le competizioni organizzate sotto l’egida della FIGC (dalla Serie A alle categorie giovanili) furono sospese “fino a nuova determinazione” (Comunicato Ufficiale FIGC n°63 del 2/2/2007). Ripreso il campionato, complice l’infortunio di Amauri (rottura parziale del legamento crociato), per il Palermo iniziò una crisi di gioco e di risultati: la squadra, allora terza, procedette a passo di retrocessione, con conseguente erosione del vantaggio accumulato e accantonamento delle speranze di qualificazione alla Champions League, troppo presto data per acquisita (a fine girone di andata erano 15 i punti di vantaggio sulla quinta). La squadra siciliana, così, fu superata in classifica da Lazio e Milan, finendo al quinto posto.

Il Presidente Maurizio Zamparini esonerò l’allenatore Francesco Guidolin il 23 aprile 2007 in seguito alla sconfitta casalinga per 3-4 contro il Parma, allora terzultimo. Vennero assunti al suo posto gli allenatori Renzo Gobbo e Rosario Pergolizzi[20] che debuttarono con una vittoria per 2-1 in trasferta contro il Livorno, vittoria che mancava da 11 giornate[21], ma persero due partite consecutive, inclusa quella per 3-2 contro l’Ascoli ultimo e già retrocesso, che fecero scendere i rosanero al settimo posto e convinsero Zamparini a richiamare Guidolin sulla panchina rosanero per le ultime due giornate.[22] Grazie a due vittorie in suddette ultime due giornate, contro il Siena[23] e l’Udinese, il Palermo terminò la stagione al quinto posto qualificandosi alla Coppa UEFA 2007-2008 per la terza volta consecutiva e conquistando il record dei punti ottenuti in Serie A (58). Il ritorno di Guidolin comunque durò solo fino alla fine del campionato.[24]

2007/2008

Il 31 maggio 2007 il Presidente del Palermo Maurizio Zamparini assume come allenatore Stefano Colantuono per la stagione 2007-2008.[25] Furono comprati il centrocampista Giulio Migliaccio dall’Atalanta ed il portiere Samir Ujkani dall’Anderlecht. Contemporaneamente il capitano Eugenio Corini lascia la squadra.[26]. Furono ingaggiati anche Boško Janković[27] e Fabrizio Miccoli[28], che prese il posto di David Di Michele, ceduto al Torino, mentre il contestato centravanti Andrea Caracciolo fu trasferito in comproprietà alla Sampdoria. L’inizio di stagione è altalenante: la squadra riesce a battere i campioni d’Europa del Milan, ma si fa eliminare in casa, al primo turno di Coppa UEFA, dai modesti cechi del Mladá Boleslav, ai rigori, dopo aver vinto in trasferta la gara di andata per 1-0 (gol di Boško Janković). In seguito all’eliminazione Stefano Colantuono viene contestato da Maurizio Zamparini ed anche i tifosi non gradiscono affatto l’eliminazione dal torneo europeo.

Alberto Fontana

Il 27 novembre 2007, il giorno dopo la sconfitta del Palermo contro la Juventus a Torino per 5 a 0, il presidente Maurizio Zamparini esonera Stefano Colantuono e richiama sulla panchina siciliana Francesco Guidolin. Dopo il ritiro invernale di Siviglia, l’anno nuovo porta ai rosanero le prime delusioni: netta sconfitta a Genova con la Sampdoria per 3-0 ed eliminazione dalla Coppa Italia ad opera dell’Udinese (0-0 al Friuli, 0-1 in Sicilia con gol dei bianconeri a un minuto dalla fine). Il girone d’andata si chiude con la sconfitta casalinga contro Siena per 2-3. Nel mercato di gennaio Zamparini rinforza la squadra con Federico Balzaretti, l’albanese Edgar Çani e Luca Di Matteo; scoppia inoltre il caso de Melo, attaccante brasiliano che gioca in Francia, conteso con il Parma. Vengono ceduti al Torino il difensore Pisano e il centrocampista Diana, proprio in vista della sfida diretta con la stessa squadra, all’Olimpico, domenica 10 febbraio. Ma un doloroso addio si consuma da parte di Brienza, ceduto alla Reggina: lui stesso, con una lettera aperta sui quotidiani della città, saluta i tifosi. Franco Brienza rappresenta la storia ultima del Palermo, il giocatore che più di tutti ha vissuto da attore l’escalation della squadra rosanero dalla Serie C1 alla A, passando, con la maglia rosa, dai campi della Battipagliese e del Savoia, a San Siro o all’Olimpico di Roma. Per ironia della sorte, nella terza giornata di ritorno del campionato, il Palermo perde a Torino con i classici gol degli ex, 1 goal di Diana e 2 di Di Michele (3 a 1 il risultato finale), dopo che la squadra rosanero aveva chiuso il primo tempo in vantaggio con la 17a rete di Amauri in maglia rosanero.

A marzo, subito dopo Pasqua, dopo un’altra serie di tre sconfitte consecutive contro Inter, Parma e Genoa, Guidolin viene di nuovo esonerato, concludendo la sua quarta distinta esperienza in rosanero in pochi anni, e al suo posto viene richiamato Stefano Colantuono. Il Colantuono-bis comincia nella dolorosa trasferta di Napoli, una gara che il Palermo avrebbe potuto vincere ma che perse al 90′ con un gol di Marek Hamšík. La gara successiva fu un trionfo rosanero inaspettato contro la Juventus per 3-2 con splendida doppietta di Amauri e gol strepitoso di Mattia Cassani. Con questi risultati il Palermo riesce a chiudere all’11° posto il suo campionato, positivo solo in parte, grazie alle prestigiose vittorie contro Juventus e Milan e il pareggio al Barbera contro l’Inter.

Dopo la deludente stagione 2007-2008, il Palermo inizia una ricostruzione dalle fondamenta. Si consuma l’addio di Amauri che risponde alla chiamata della “vecchia signora” e chiude la sua bella parentesi rosanero dopo avere siglato 23 reti con la maglia del Palermo. Anche altri due giocatori “storici” hanno terminato il loro ciclo a Palermo: i campioni del mondo Barzagli e Zaccardo raggiungono, infatti, Toni nella Bundesliga, essendo stati ceduti al Wolfsburg.
Tra i nuovi acquisti spiccano Marco Amelia, secondo di Buffon in Nazionale (dal Livorno), il capitano della Nazionale Olimpica alle Olimpiadi di Pechino 2008 Antonio Nocerino (dalla Juventus) e l’ex-regista di Lazio e Fiorentina Fabio Liverani, chiamato a recuperare il ruolo di regista venuto a mancare dopo la cessione di Corini al Torino.

Ma la rivoluzione non ha colpito solo l’aspetto tecnico ma anche quello dirigenziale: Rino Foschi stesso lascia il 30 giugno 2008, alla scadenza del suo contratto, ringraziando il presidente e i tifosi (come è sua consuetudine, Foschi firma sempre e solo contratti annuali). Il suo posto come direttore sportivo viene preso da Walter Sabatini, ex dirigente della Lazio.

Un altro aspetto “rivoluzionario” è il fatto che per le stagioni 2008-2009 e 2009-2010, il Palermo ha ottenuto il diritto di far parte dell’ECA, in base ad una graduatoria stilata dalla UEFA stessa. Anche per questo motivo riceverà degli indennizzi ecomonici per ogni calciatore che sarà impegnato con la rispettiva Nazionale. Il primo risultato in questo senso si è visto all’inizio di dicembre 2008, quando la società ha ricevuto dall’UEFA 121.837 euro di rimborso.[29]

La palla passa poi al campo, che è subito beffardo: il 23 agosto la squadra viene infatti eliminata all’esordio in Coppa Italia (Terzo turno) per mano del Ravenna (1-2 il risultato), togliendo subito alla squadra rosanero il primo obiettivo stagionale.[30]

Agosto si conclude in maniera movimentata e confusa: viene dapprima tagliato, disputando solo un tempo in Coppa Italia, il neo-acquisto Túlio de Melo, sul quale l’ex ds Foschi aveva puntato per rimpiazzare Amauri; successivamente, a sorpresa, viene ceduto anche Boško Janković in prestito al Genoa; infine l’allenatore Stefano Colantuono, a seguito delle due sconfitte in Coppa Italia e nella prima giornata di campionato, viene esonerato e rimpiazzato con Davide Ballardini all’insaputa del d.s. Walter Sabatini.

L’avvio dell’allenatore ravennate, il quale ha ridato gioco e serenità alla squadra, è stato perfetto. Nelle sue prime cinque partite sulla panchina del Palermo ottiene 12 punti frutto delle quattro vittorie con Roma, Genoa, Reggina e Juventus e di una sconfitta immeritata a Napoli. Ben presto arriva però la prima “crisi” di risultati, ovvero un solo pareggio contro il Lecce dopo due sconfitte contro Catania e Fiorentina.

Segue poi una secca vittoria per 3-0 contro il Chievo Verona e da qui inizia una fase di risultati altalenanti che lasciano la squadra in zone anonime di classifica, ovvero le sconfitte contro Torino e Inter e il pareggio contro il Bologna, salvo poi tornare alla vittoria contro il Milan (3-1), battendo un’altra “big” del campionato in casa.

In questo scorcio di stagione spiccano la coppia d’attacco Miccoli-Cavani, autrice di 12 reti[31][32][33] e il dualismo Amelia-Fontana, vinto dal primo.[34][35][36] Da segnalare, infine, le ottime prestazioni dei difensori come singoli ma non ancora come reparto e l’ancora mancata registrazione del centrocampo.

Seguirà una sconfitta in terra sarda contro il Cagliari (0-1), partita con tanti errori arbitrali a sfovore dei rosanero che convincerà il presidente ad imporre il silenzio stampa alla squadra,[37][38][39] silenzio che si prolungherà anche dopo la convincente vittoria sul Siena per 2-0.[40]

L’anno solare 2008 si chiude con una sconfitta a Roma contro la Lazio (1-0): a fine gara la società romperà il silenzio stampa facendo parlare solo l’allenatore. Il 2009 si apre invece con una vittoria per 3-2 contro l’Atalanta.

PALERMO CALCIOultima modifica: 2009-01-16T14:48:30+01:00da lucchese1905
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