CATANIA CALCIO

La Storia

 

Dalla Pro Patria alla ACF Catania(1908-1946)

La prima squadra di calcio della provincia etnea venne fondata nel 1908 da Gaetano Ventimiglia e Francesco Sturzo d’Aldobrando e si chiamava Associazione Sportiva per l’Educazione Fisica Pro Patria. Nel 1910 la denominazione sociale diventò Unione Sportiva Catanese. Negli anni ’20 si iniziò con i campionati ufficiali: nel 1920 la Catanese partecipò alla Coppa Federale Siciliana, nel 1927 al Campionato Catanese (vinto nel 192829).

Nel 1929 arrivò la prima iscrizione in Seconda Divisione con il nome di Società Sportiva Catania (poi cambiato in Associazione Calcio Fascista Catania). La prima stagione in Serie B è la 1934-35: prima della seconda guerra mondiale saranno quattro le partecipazioni alla cadetteria. Con la guerra, la società si sciolse.

Il Campionato Catanese ed il trionfo
della US Catanese
Il Campionato Catanese ed il trionfo
della US Catanese

Nel 1927, Ruggero Albanese, presidente della US Catanese e già giocatore della Pro Patria Catania, ideò ed organizzò un torneo riservato alle squadre della provincia di Catania. La prima edizione (19271928) non fu assegnata. Nel 19281929 la US Catanese vinse tutte le partite e si aggidicò quindi il Campionato Catanese. Questi i risultati della squadra:

Girone B:

  • Catanese 12 punti
  • Juventus A 8
  • Savoia 7
  • Gibel Acireale 6
  • Etna 5
  • 167 Legione 0
  • Avanguardia 0

Girone finale:

  • Catanese – Juventus A 2-0
  • Catanese – Avieri Augusta 3-0
  • Catanese – Dopolavoro 2-1

Il Club Calcio Catania (1946-1983)

Nel 1946, dalla fusione di due squadre etnee, la Virtus e la Catanese, nacque un’unica società con il nome di Club Calcio Catania, il primo presidente fu Santi Manganaro-Passanisi. Dopo tre anni in Serie C, arrivò la promozione in B. Nel 1954 la squadra venne promossa per la prima volta in Serie A, con l’aiuto del portiere Antonio Seveso cresciuto nel Milan, anche se retrocesse l’anno successivo per illecito sportivo.

Tra il 1960 e il 1966 il Catania disputò sei stagioni consecutive nella massima serie, ottenendo per tre volte l’ottavo posto. Nel 1964 perde la finale della Coppa delle Alpi contro il Genoa. Nel 1960/1961 il Catania neo promosso chiuse al secondo il girone d’andata ,e rimase secondo fino alla seconda di ritorno, e la domenica dopo, al termine di una grande partita, il Catania batté per 4-3 il Milan di Giuseppe Viani. il Catania chiuderà il campionato all’8 posto. Nel 1961/62 10° posto, con la soddisfazione di battere la Juventus 2-0. Nel 1962/63 11° posto, con l’ impresa di battere l’ Inter di Helenio Herrera, che poi vincerà lo scudetto e la coppa dei campioni e in quella clamorosa di battere la Juventus a Torino per uno a zero. Nel 1963/64 8° posto permettendosi di espugnare Firenze per 2 a 0 , a Torino la Juventus e di pareggiare a Roma con il punteggio di 4-4. Intanto la nuova sede sociale fu ubicata in via Guzzardi al numero 15, prima di passare in piazza Spedini. Nel 1964/65 8° posto. In questi “anni d’ oro” diversi giocatori fecero le loro fortune e quelle del Catania. Uno su tutti il portiere Vavassori che fu scaricato dalla Juventus dopo una infausta sconfitta in amichevole della nazionale a Roma contro gli inglesi il 24 maggio del 61, dove l’ estremo difensore, entrato al posto di Buffon prese 2 gol gli ultimi 15 minuti permettendo agli inglesi di vincere 3 a 2. Si possono vantare anche tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi italo-svizzera nel ’60, ’64 e ’66 e due alla Coppa dell’ Amicizia italo-francese nel ’62 e ’63. Nel 1965/66 invece, il Catania fu penultimo e tornò in serie B. Al termine del girone d’andata Valsecchi subentrò a Di Bella. Il Catania ebbe inizialmente una bella fiammata d’orgoglio. Alla quinta di ritorno, nell’incontro al Cibali con l’Inter di Herrera, che annoverava tra le sue fila Bedin, Jair, Mazzola, Corso, Sarti e che l’anno prima avevano vinto lo scudetto, coppa campioni e coppa intercontinentale, davanti ad una folla immensa e festante, gli etnei fecero un incontro memorabile e batterono l’ Inter per uno a zero, con un goal di testa del suo più forte giocatore, Carlo Facchin. Sembrava l’inizio di una ripresa per gli etnei , ma purtroppo non fu così; i rossazzurri vinsero solo due volte nel girone di ritorno, con la Roma per uno a zero, e con il Varese per tre a zero. Quell’ anno la squadra si classificò penultima dietro il Varese retrocedendo in cadetteria, dopo sei anni di massima serie. Inoltre alla fine del campionato il Catania partecipò a due incontri internazionali nell’ambito della coppa Amicizia: con il Lens e a Grenoble nell’ambito del gemellaggio della stessa città con Catania, perdendo ambedue gli incontri in modo netto. L’espressione “clamoroso al Cibali“, coniata da Sandro Ciotti fu dovuta alla sconfitta dell’Inter a Catania nel 1961,i nerazzurri in quell’occasione persero lo scudetto.

Nel 1970-71 l’ultima stagione in Serie A prima della retrocessione dopo quasi 25 anni (1973-74) in Serie C. Angelo Massimino, il presidente che porta avanti la squadra per un ventennio, non riesce a far fare il salto di qualità alla squadra che per otto stagioni sbaraglia il campo in Serie C e disputa dei campionati di bassa classifica in Serie B.

I 40.000 dell’Olimpico (1983)

Ennio Mastalli e Aldo Cantarutti, protagonisti nella stagione 1982-83.

Nella stagione 1982-83 il Catania ottiene la sua quarta promozione in Serie A al termine di una stagione sofferta. Dopo un grande campionato il Catania concluse al terzo posto. Le prime due posizioni furono occupate rispettivamente dal Milan e dalla Lazio a quota 54 e 52 punti. Al terzo posto, invece, oltre al Catania, si classificarono anche la Cremonese e il Como a quota 45 punti. Quindi, si dovette ricorrere agli spareggi.

Per la prima partita contro il Como le stime parlano di poco meno di 20.000 catanesi allo stadio Olimpico di Roma. Per allora (e anche per oggi) quella fu una delle trasferte più numerose. L’incontro si concluse 1-0, con rete di Angelo Crialesi. La sfida tra i comaschi e i cremonesi si concluse invece senza reti.

Il grande esodo da Catania arrivò il 25 giugno 1983, in occasione del secondo spareggio, contro la Cremonese. Se lo ricordano ancora in molti. Soprattutto i giocatori, che erano molto attaccati alle maglie e, come ha ammesso il portiere-capitano Roberto Sorrentino, furono così impressionati dal seguito di pubblico che «ancora quei 40.000 dell’Olimpico me li sogno la notte». Oggi le foto e i filmati dimostrano la qualità del colpo d’occhio. Appena l’arbitro fischiò la fine della partita si scatenò il putiferio negli spalti. Migliaia di bandiere e sciarpe rossazzurre si alzarono al cielo accompagnate da fumogeni. Massimino in quel momento si sentì male per l’intensità della gioia.

Delusione e crollo (1983-2002)

Una formazione del Catania durante il campionato 1983-84.

L’impatto con la Serie A sembra essere discreto: il Catania ottiene nelle prime quattro giornate due sconfitte (un 3-1 dall’Udinese, dopo essere passato in vantaggio nella prima frazione di gioco, e un 2-1 in casa del Milan, con il decisivo gol nel finale di Alberigo Evani) e due pareggi (0-0 contro il Torino e 1-1 contro la Sampdoria di un giovanissimo Roberto Mancini), alla quinta i rossazzurri si sbloccano e vincono in casa 2 a 0 contro il Pisa con una doppietta di Aldo Cantarutti, portandosi così a metà classifica . Sarà però l’unica vittoria in campionato, infatti arriverranno in seguito solo otto pareggi e diciassette sconfitte (pesantissimi il 5-0 a Firenze ed il 6-0 a Milano contro l’Inter). A causa di quella infausta stagione, il Catania detiene il record del minor punteggio in classifica nei campionati a sedici squadre nella massima serie (12 punti conquistati in trenta giornate). Da quel momento inizia un inesorabile declino che porta la squadra nuovamente in Serie C1 nel 1987-88.

Nel 1993 il Catania Calcio rischia di scomparire: viene radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie. La battaglia legale che segue stabilisce che la società non è fallita ma deve ripartire (in ritardo) dall’Eccellenza Siciliana. Ripescati il primo anno, vittoriosi il secondo anno nel Campionato Nazionale Dilettanti dopo un bel testa a testa contro il Milazzo battuto nel girone di ritorno in casa sua dal Catania per 2-1 con le reti dell’allora calciatore Maurizio Pellegrino e Domenico “Mimmo” Crisafulli, il Catania riconquista la Serie C1 solo al termine della stagione 1998-99 ancora una volta dopo un altro lungo ed estenuante testa a testa sempre contro una compagine peloritana, i rivali del Messina. Quella fu’ una stagione di riscatto per Il Catania che riusci’ a realizzare segnature e giocate pregevoli e inusuali per la serie C, potendo contare su una grande rosa e con l’esplosione di giocatori come Umberto Brutto(nominato in quella stagione, calciatore di serie c dell’anno). Nel 2000-01 il Catania sfiora la promozione in serie B. Parte male e alla fine del girone d’andata c’è aria di crisi in città, ma l’allora presidente Gaucci acquista a gennaio il forte centravanti Alessandro Ambrosi che con 12 marcature nel solo girone di ritorno contribui a una grande rimonta che fece piazzare il Catania terzo in classifica alla fine del campionato. Si giocarono allora i Play Off. Il primo scontro vide i rossazzurri impegnati contro l’avellino, che al Partenio riusci’ a imporsi per 1-0, ma nella gara di ritorno giocata in uno stadio infuocato il team guidato da Vincenzo Guerini sconfisse i campani 2-0 con reti di Davide Cordone e Alessandro Ambrosi. La finale fu pero’ infausta per il Catania che gioco’ contro il Messina un derby che in campionato aveva vinto 4-0 all’andata e 2-0 al ritorno al Celeste di Messina. Nella finale pero’, Pareggiando all’andata 1-1( rete per il Catania sempre dell’asso Ambrosi)e perdendo a Messina per una rete a zero il Catania diede un arrivederci alla promozione in serie b. Il 17 giugno, proprio in occasione della finale di ritorno, perde la vita il tifoso del Messina Antonino Currò, colpito da un grosso petardo, del quale non è stato possibile capire la provenienza, poiché fonti volevano che a lanciarlo fossero stati tifosi del Catania ma altre, che sembravano più fondate, ritenevano che il petardo fosse scoppiato al ragazzo che tentava di lanciarlo nel settore riservato agli ospiti.

La gestione Gaucci (2002-2004)

Fu l’avvento dei Gaucci a sancire il ritorno in Serie B per i rossazzurri: patron era Luciano, presidente suo figlio Riccardo. Al secondo anno, il 9 giugno 2002, il Catania conquistò la promozione in B a Taranto, pareggiando contro la squadra locale la finale di ritorno play-off dopo la vittoria per 1-0 in casa con rete dell’attuale ala del Cagliari, Michele Fini.

Nel 2002-03 la squadra del presidente Riccardo Gaucci vive un’annata storta: malgrado abbia a disposizione una rosa molto forte (con l’ex nazionale belga Luis Oliveira), i rossazzurri giocano bene in casa e perdono puntualmente in trasferta(Fu soltato una la vittoria in trasferta quell’anno, realizzata a Cagliari, 1-2). In panchina si susseguono cambi ed esoneri senza soluzione di continuità: saranno in cinque a guidare gli etnei nel corso del campionato, la coppia Maurizio Pellegrino – Francesco Graziani, l’ex “madridista” John Benjamin Toshack, Edoardo Reja e Vincenzo Guerini. Alla fine della stagione, il Catania retrocede in Serie C1, ma poi viene riammesso in seguito ad una serie di vicissitudini giudiziarie (il Caso Catania).

Nel 2003-04 la squadra viene messa in piedi in un giorno solo dal direttore sportivo Guido Angelozzi, con i giocatori scartati dalla Serie B. Tra questi c’è anche Giuseppe Mascara, reduce da un brutto infortunio, che si rivela fondamentale. Con Gabriele Matricciani e Stefano Colantuono in panchina e con alcuni buoni giocatori tra i quali Gennaro Delvecchio e Jaroslav Sedivec, la squadra sfiora la promozione in Serie A e vive un’annata positiva. A tre giornate dal termine, i Gaucci cedono la società a Antonino Pulvirenti.

L’avvento di Pulvirenti e il ritorno in Serie A (2004-2006)

Giuseppe Mascara.

L’imprenditore catanese promette da subito la massima serie in tre anni. Alla prima stagione, nel 2004-05, l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco deve praticamente rifondare la società e il gruppo. Dall’Acireale arrivano in blocco Maurizio Anastasi, Massimo Lo Monaco, Ciro Polito, Orazio Russo ed Andrea Suriano. Poi vengono presi alcuni giocatori di rilievo per la categoria, su tutti Armando Pantanelli, Marco Ferrante e Davor Vugrinec. In panchina dalla’Acireale stesso arriva Costantini. Nonostante i grandi nomi la squadra arranca , e dopo la sconfitta casalinga con il Bari , il tecnico Costantini viene sostituito con l’esperto Nedo Sonetti , a gennaio alcuni “senatori” vengono ceduti e la squadra viene rinforzata con alcuni prestiti (Jeda, Matteo Serafini, César) e il centrocampista brasiliano Fernando Menegazzo. Il Catania riesce a scalare diverse posizioni nel girone di ritorno e cerca di salvare la stagione tentando un aggancio alla zona playoff (che sarebbe valsa automaticamente promozione in A a causa dei fallimenti del Perugia e del Torino), ma una brutta sconfitta interna con l’Empoli, alla 38esima giornata per 1-3, spegne ogni illusione rimasta. Il Catania chiude il campionato all’undicesimo posto, in compagnia di Bari ed AlbinoLeffe.

Nell’estate 2005 la svolta: viene ingaggiato il tecnico Pasquale Marino, ritorna Mascara, vengono acquistati Gionatha Spinesi, Umberto Del Core, Roberto De Zerbi, Davide Baiocco e alcuni altri giocatori fondamentali che si inseriscono nel gruppo dei reduci del campionato precedente (tra cui Armando Pantanelli, Paolo Bianco, Cristian Silvestri, Fabio Caserta e Orazio Russo). L’inizio della stagione però è decisamente altalenante, con buone vittorie (su tutte quella contro l’Atalanta, liquidata con un roboante 4-1) alternate a prestazioni mediocri. Ma dalla quindicesima giornata il Catania cambia registro, inanellando ben sei vittorie di fila rispettivamente contro Rimini, Cremonese, Verona, Modena, Pescara e Catanzaro, serie interrotta solo dal pareggio in casa dell’AlbinoLeffe. Durante il girone di ritorno il Catania riacciuffa il Mantova e lo supera anche al Massimino per 3 a 0, quando il Catania era già primo in Serie B, ci restò per 5 giornate di fila a partire dalla sesta giornata di ritorno. Così la promozione in A sembra ormai facilmente raggiungile, ma il Torino opera una prodigiosa rimonta e si porta a soli due punti dagli etnei alla trentanovesima giornata. Il Catania però non molla, batte in casa Pescara e Unione sportiva Catanzaro(sul neutro di Lecce, difronte a 11.000 sostenitori rossazzurri, (rispettivamente 3-0 e 3-1) ed il 28 maggio 2006 torna dopo un’assenza di oltre 22 anni in Serie A grazie al successo per 2-1 sull’AlbinoLeffe (Gionatha Spinesi ed Umberto Del Core siglano le reti rossazzurre), pervenuta tra le mura amiche davanti a un numero incredibile di sostenitori, entrarono più di 40.000 tifosi allo stadio Angelo Massimino quel giorno. Migliaia di catanesi festeggiano nelle piazze e nelle strade della città e della provincia l’approdo del Calcio Catania nella massima serie. La stagione del ritorno in Serie A, strana per quanto riguarda la classifica iniziale data certe penalizzazioni unitamente alla mancanza della “vecchia signora”. Record di abbonamenti per i rossazzurri con più di 16 mila tessere vendute. La società conferma in blocco la rosa della promozione, inserendo calciatori di esperienza come Stovini, Colucci, Corona e scommettendo su delle promesse quali l’ argentino Izco, il giapponese Morimoto e l’ esterno sinistro Vargas, nazionale del Peru’. L’ amministratore delegato Pietro Lo Monaco ha confermato la sue competenze in materia di rinforzi, criticati a luglio da molti, che hanno permesso di esaltarsi nel gioco del grande mister Marino, e far esaltare una squadra ed una città, protagonista di un esaltante girone di andata, con lo splendido piazzamento da champions league, che viene cronologicamente dopo altri due passi, la promozione in A e il 60° anniversario dalla fondazione, che rendono l’ anno 2006 grandioso ed unico per tutti i tifosi rossazzurri. Tutto quello raccontato fino ad ora passa in secondo piano dopo la tragedia del 2 febbraio 2007, quando allo stadio Massimino si gioca il derby tra Catania e Palermo. A causa di barbare violenze attorno al Cibali di un drappello di delinquenti, muore l’ ispettore di Polizia Filippo Raciti, che lascia moglie e due figli, con lo sconforto generale della società civile. Tutto ciò costruito in anni di sacrificio è finito in un attimo. La migliore stagione a livello tecnico è stata funestata da chi con il calcio non c’entra niente. Le conseguenze sono gravi sotto tutti gli aspetti. A livello calcistico c’è un giro di vite da parte dei vertici sportivi e del Governo, con l’ approvazione della rigida legge antiviolenza Amato – Melandri. Per il “Massimino” viene stabilita la squalifica del campo fino al 30 giugno 2007 e partite in campo neutro ed a porte chiuse. L’ immagine della città è lesa con aggiunta di un grosso danno economico per il presidente Pulvirenti. Intanto “i tifosi del Catania potranno avere accesso agli impianti sportivi su tutto il territorio nazionale dove si svolgeranno le partite casalinghe della loro squadra”; con questa sentenza il TAR di Catania annulla la squalifica dello stadio grazie ad 82 impavidi abbonati che hanno presentato ricorso, intraprendendo una vera e propria “guerra” contro il TAR laziale e dal CGA di Palermo, sollecitati dalla FIGC , che intervenendo, ha poi ripristinato la squalifica. La dirigenza, con il presidente Pulvirenti in prima linea, ha correttamente percorso la strada parallela della giustizia sportiva, per non violare la clausola compromissoria che avrebbe portato penalizzazioni in classifica, conciliando con il CONI la decisione del campo neutro per le ultime due partite casalinghe, contro Milan e Chievo, ma con le porte aperte per i tifosi. E proprio al Dall’ Ara di Bologna, il 27 maggio, vincendo contro la squadra clivense, supportato da 8 mila tifosi il Catania ottiene l’ obbiettivo stagionale della salvezza, chiudendo il campionato, dopo un disastroso girone di ritorno, al 13° posto. Salvezza storica se consideriamo che da 42 anni ciò non avveniva e soprattutto le 10 gare in campo neutro, 29 partite su 38 lontano dal Cibali e non ultimo i 14 esordienti in serie A. Le novità per la stagione 2007/08 sono il restyling dello stadio, secondo le disposizioni dell’ Osservatorio delle Manifestazioni Sportive e il cambio di sede sociale, trasferita nel luogo naturale degli uffici di via Ferrante Aporti proprio sotto la curva sud. Lavori di adeguamento quasi interamente finanziati dalla società e non dal Comune, i cui tempi burocratici e le casse in rosso, non avrebbero permesso il regolare avvio in casa del campionato. Nel ritiro di Chatillon, in Valle d’ Aosta, si riparte dal nuovo allenatore Silvio Baldini e da calciatori di esperienza come Giacomo Tedesco e Terlizzi e scommesse quali l’ uruguayano Jorge “Malaka” Martinez, calciatore più pagato della storia del Catania. Primo caso di mobbing in casa Catania: i calciatori Pantanelli, Falsini e Biso, che non rientrando nei piani della dirigenza in attesa di altre sistemazioni si allenavano con la primavera, hanno intentato una discutibile causa al Collegio Arbitrale della Lega, per essere reintegrati in prima squadra, poi archiviata. Con la pedata di mister Baldini alla prima giornata a Parma e i lavori allo stadio finiti per l’ esordio casa, si alimentano varie polemiche che la città di Catania non si può permettere. Addirittura il manto erboso, assolutamente scandaloso, completato a giochi iniziati, con altra figuraccia degli amministratori etnei. Per i tifosi, sempre impareggiabili, che hanno rinnovato la fiducia con più di 14 mila abbonamenti, le prime soddisfazioni: il buon girone d’ andata e la storica qualificazione alla semifinale di coppa Italia. A gennaio il mercato porta due difensori argentini, Alvarez e Silvestre. Il giro di boa è una costante delusione che porta a sette giornate dalla fine le “dimissioni” di Baldini, grand’ uomo ma sfortunato allenatore, che paga anche colpe di un organico non adatto alle sue idee tattiche. Al suo posto si accomoda in panchina Walter Zenga, ex portiere della Nazionale e dell’ Inter. Nonostante diversi infortuni che hanno ridimensionato una rosa già esigua, arriva la seconda salvezza consecutiva, proprio all’ ultima giornata come lo scorso anno, in un finale a dir poco coronarico, chiudendo quart’ ultimi al 17° posto. Da Assisi riparte la stagione 2008/09 con il riconfermato mister Zenga alla guida di una rosa rinforzata dagli arrivi dell’ argentino Ledesma, perno di centrocampo e dal romeno Dica, funambolico attaccante. La cessione di Vargas, per 12 milioni di euro, rappresenta un record in uscita per la società.

Gli anni in Serie A (2006-oggi)

Giuseppe Mascara e Gionatha Spinesi sul pallone per il fischio d’inizio di Catania-Atalanta 0-0, 17 settembre 2006.

La stagione 2006-07 inizia nel migliore dei modi escludendo il 7-0 con la Roma: il Catania vince molte partite e riesce a chiudere il girone di andata con 29 punti, al quarto posto. Alla terza giornata di ritorno, il 2 febbraio, il Catania affronta il Palermo e, alla fine della partita, all’esterno dello stadio iniziano degli scontri tra alcune persone a volto coperto e la polizia, che causano la morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti. A seguito di tali scontri, dopo una breve sospensione del campionato, il Calcio Catania viene punito con l’obbligo di giocare le partite casalinghe a porte chiuse ed in campo neutro. Inizia un periodo nero per la squadra che la porta, all’ultima giornata, ad avere totalizzato solo 9 punti in tutto il girone di ritorno. L’ultima giornata, il 27 maggio sul campo neutro di Bologna, il Catania affronta il Chievo in uno scontro diretto e, vincendo per 2-0, condanna i clivensi alla retrocessione in serie B (le reti sono siglate da Fausto Rossini e Mauro Minelli) e conquista la salvezza, a 42 anni di distanza dall’ultima. Al termine della stagione il tecnico Marino lascia la panchina del Catania per andare ad allenare l’Udinese: prende il suo posto Silvio Baldini. Nella stagione 2007-08, il girone d’andata si svolge discretamente bene per i rossazzurri, che chiudono all’undicesimo posto con 22 punti, +6 dalla zona retrocessione; contemporaneamente, eliminando Triestina, Milan ed Udinese, il Catania conquista la sua prima semifinale di Coppa Italia. Tuttavia, nel girone di ritorno, la squadra subisce un forte calo di rendimento, con una serie di sconfitte in trasferta e la difficoltà a fare punti anche nelle gare casalinghe. Il 1º aprile, dopo la sconfitta in casa con il Torino, diretta concorrente per la salvezza, Baldini lascia la panchina catanese, d’accordo con la dirigenza; a prendere il suo posto è Walter Zenga che esordisce nel migliore dei modi con un secco 3-0 contro il Napoli. Si salva all’ultima giornata pareggiando in casa contro la Roma, nel doppio confronto a distanza scudetto-retrocessione Parma-Inter con lo scudetto vinto da questi ultimi e la retrocessione dei parmigiani.

La stagione 2008-09 è la dodicesima in serie A per la squadra catanese. A guidarla in panchina, ancora Walter Zenga. Il Catania inizia molto bene la nuova stagione arrivando addirittura a toccare il primo posto in classifica per qualche ora alla 7° giornata, con 14 punti. I risultati arrivano quasi sempre in casa, al Massimino, e non mancano risultati di prestigio, ad esempio nel derby siciliano contro il Palermo (2-0) e contro la Roma (3-2), oltre a un pareggio fuori casa contro la Juventus (1-1). Attualmente il Catania dopo 18 giornate si trova al nono posto con 25 punti.

CATANIA CALCIOultima modifica: 2009-01-16T14:53:27+01:00da lucchese1905
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