INTER CALCIO

STORIA 

Dalle origini al secondo dopoguerra

Il Football Club Internazionale Milano nasce al ristorante “L’Orologio” la sera del 9 marzo 1908 da una costola di 43 dissidenti del presistente Milan Football and Cricket Club, il quale, in seguito al divieto di far giocare calciatori stranieri, aveva deciso di non partecipare a nessun torneo nazionale. Il nome scelto per la nuova squadra vuole simboleggiare la volontà cardine della società: dare la possibilità a giocatori non italiani di vestire questa maglia. Tuttora l’Inter si contraddistingue ogni anno per avere in rosa una folta rappresentanza straniera.

La prima Inter datata 1908

L’Inter vince il suo primo scudetto nel 1910, cui seguono delle stagioni fiacche; lo scoppio della Prima guerra mondiale interrompe ogni attività sportiva, che viene ripresa nel 1920, anno che vede l’Inter prevalere per la seconda volta. Nella stagione 1921/1922 l’Inter retrocede, ma grazie al Compromesso Colombo partecipa allo spareggio salvezza con la Libertas Firenze vincendo 1-0 e restando a pieno titolo in serie A.

Con l’arrivo del “Ventennio” l’Inter, simboleggiata in questo periodo dall’estro di Giuseppe Meazza, si trova costretta ad adeguarsi alle ragioni di partito: al PNF non piace il nome della società, troppo poco italiano e soprattutto drammaticamente uguale al nome della Terza Internazionale Comunista. Così nel 1928 l’Inter si fonde con l’Unione Sportiva Milanese e assume la denominazione di Società Sportiva Ambrosiana, poi mutata in Ambrosiana-Inter, che manterrà fino al 1945. Con questo nome vincerà tre scudetti (1930, 1938 e 1940) e la sua prima Coppa Italia, nel 1939.

Dopo la guerra ci sono vari anni a corrente alternata, come un secondo posto nel 1948/49, la stagione della tragedia di Superga, dietro al Grande Torino, per poi arrivare alle due affermazioni consecutive del 1952/53 e del 1953/54 sotto la guida di Alfredo Foni. Grandi calciatori di questo periodo sono Benito Lorenzi, Lennart Skoglund e István Nyers.

Moratti, Herrera & gli altri: la ‘Grande Inter’

Nel 1955 arriva alla presidenza Angelo Moratti. Dopo alcuni anni di assestamento, durante i quali Antonio Valentin Angelillo stabilisce il record di segnature per tornei a 18 squadre (ben 33 reti nel 1958/59), arriva all’Inter dal Barcellona il mago Helenio Herrera: nasce la Grande Inter di Giacinto Facchetti, Mario Corso, Luis Suarez e Sandro Mazzola, figlio del grande Valentino. Questa vincerà tre scudetti in quattro anni (perdendo il quarto allo spareggio contro il Bologna), tra cui quello della stella nel 1965/66, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.

Nel 1968, alla fine del ciclo, se ne vanno sia Moratti che Herrera. La presidenza passa a Ivanoe Fraizzoli, che tornerà a vincere lo scudetto nel 1970/71, con Giovanni Invernizzi in panchina e con Boninsegna capocannoniere. Nel 1978 l’Inter vince di nuovo dopo 39 anni la Coppa Italia, trionfo ripetuto nel 1982, e nel 1980 il suo dodicesimo scudetto: Bordon, Altobelli, Beccalossi e Oriali le bandiere dell’epoca.

L’era-Pellegrini, Trapattoni e i “tedeschi”

Nel 1984 diventa presidente Ernesto Pellegrini, che compra campioni come Karl Heinz Rummenigge e Vincenzo Scifo e porta a Milano l’allenatore Giovanni Trapattoni. Nel 1989 arriva un nuovo scudetto, con una squadra che firma il record di punti per il campionato a 18 squadre (58), e l’anno dopo la prima Supercoppa italiana. Nell’Inter dei record militano, tra gli altri, lo zio Giuseppe Bergomi, Aldo Serena, Nicola Berti, Lothar Matthäus. Il tedesco Jurgen Klinsmann arriverà invece l’anno dopo, dando, con Matthäus e Brehme, una matrice teutonica all’Inter di quegli anni.

Gli anni novanta portano gloria all’Inter solo in campo europeo: infatti, mentre in campionato la squadra generalmente stenta, dall’Europa arrivano tre coppe UEFA su quattro finali, di cui due contro le squadre della capitale, la Roma nel 1991 e la Lazio nel 1998.

Il ritorno di un Moratti

Intanto, nel 1995, i Moratti tornano alla guida della società, che viene acquistata da Massimo, figlio di Angelo. I risultati però non sono all’altezza degli investimenti del presidente, spesso maggiori rispetto a quelli delle altre squadre: nonostante la presenza di campioni di assoluto valore come Ronaldo, Christian Vieri e Roberto Baggio, la squadra non arriva mai oltre il secondo posto, raggiunto solo nel 1997/98 e nel 2002/03, ma subisce sconfitte umilianti come un derby con il Milan perso 6-0.

La delusione più grande arriva nel 2001/02: in panchina c’è Héctor Cúper e il sogno, dopo un campionato condotto quasi interamente in testa, si interrompe all’ultima giornata, il 5 maggio: l’Inter perde 4-2 con la Lazio e si fa superare dalla Juventus e dalla Roma; in campo internazionale l’Inter torna a riaffacciarsi con regolarità in Champions League, raggiungendo le semifinali di Champions League, dove viene eliminata in uno storico derby europeo coi “cugini” del Milan solo per le reti segnate in trasferta (0-0; 1-1).

Nuovi trionfi, Mancini e Mourinho

Torna finalmente ad una vittoria nella stagione 2004/05, con Roberto Mancini in panchina: in campionato l’Inter giunge terza, ma vince la quarta Coppa Italia contro la Roma e, pochi mesi dopo, la seconda Supercoppa italiana vincendo 0-1 a Torino contro la Juventus; perde invece nei quarti di Champions League di nuovo contro il Milan con un 0-3 a tavolino per via di un petardo.

Nella stagione successiva finisce terza, ma viene dichiarata comunque campione d’Italia d’ufficio dal Commissario straordinario della FIGC Guido Rossi a seguito del terremoto dovuto allo scandalo Calciopoli; inoltre vince di nuovo la Coppa Italia, in finale ancora contro la Roma.

La stagione 2006/07, che vede l’Inter come la principale candidata alla vittoria dopo le penalizzazioni inflitte a Juventus e Milan, si apre con la vittoria della Supercoppa Italiana e giunge al suo culmine il 22 aprile 2007, con la conquista del 15° scudetto con 5 giornate d’anticipo, un record per i campionati di Serie A che assegnano tre punti a vittoria, al termine di una stagione caratterizzata dal dominio incontrastato dei nerazzurri in campionato. Non può però festeggiare il secondo double consecutivo, poiché la Roma si aggiudica la Coppa Italia ai danni dei nerazzurri e la successiva Supercoppa italiana, battendo l’Inter nel suo stadio. La stagione del centenario si conclude comunque con un nuovo scudetto, il terzo di fila, questa volta giunto all’ultima giornata, respingendo la rimonta sempre della Roma, avversaria unica di questi anni. Il 28 agosto 2008 l’Inter vince la Supercoppa, di nuovo giocata contro la Roma, ai rigori.

Stadio

L’esterno dello Stadio Giuseppe Meazza.

L’antico campo dell’Ambrosiana-Inter è l’ancora esistente Arena Civica.

Attualmente l’Inter gioca le partite casalinghe nello Stadio Giuseppe Meazza, noto anche come San Siro, dal nome del quartiere di Milano in cui sorge.

La costruzione dello stadio iniziò nel dicembre 1925 per volere di Piero Pirelli, allora presidente rossonero, e il nuovo impianto fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre dell’anno seguente con una partita tra Inter e Milan (terminata con il risultato favorevole di 6-3 per i nerazzurri). Dal 1935 è di proprietà del Comune di Milano e nel 1980 fu intitolato a Giuseppe Meazza, ex-calciatore storico dell’Inter nonché della Nazionale italiana.

L’impianto viene usato dal 1948 insieme al Milan. Ha una capienza di 80.074 posti e viene classificato di Elite.

INTER CALCIOultima modifica: 2009-01-15T21:22:00+01:00da lucchese1905
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