COSENZA CALCIO

Il Cosenza Calcio 1914 è la maggiore società calcistica della città di Cosenza. L’attuale società è nata nel 2007.

I colori sociali sono il rosso e il blu. Numerose sono le canzoni dedicate al Cosenza, ma si può ritenere che il suo inno ufficiale sia “Lupi Alè” scritta da Gianfranco De Lio e interpretata da Tonino Lombardi, e la canzone Magico Cosenza scritta da Antonio Grazioso e cantata da Mario Gualtieri.

Lo stadio è il San Vito, sito in Via degli Stadi, che ha 24.209 posti a sedere e quindici accessi. Lo stadio, un tempo noto come “ferro di cavallo” per via della sua bizzarra forma, si presenta oggi, dopo la costruzione della Curva Nord, con la consueta forma ad arena degli stadi di calcio.

Venerdì 30 maggio 2008 viene ufficialmente formalizzato il cambio del nome da Fortitudo Cosenza a quello storico, Cosenza Calcio, abbinandovi l’originale matricola del Cosenza Calcio 1914.

Gli inizi

Vecchio logo della società

Le origini del Cosenza Calcio risalgono agli inizi del XX secolo, ma le prime notizie più o meno ufficiali relative all’attività calcistica della squadra cosentina risalgono al lontano 1914, anno in cui attestano dei documenti che risulta con certezza che la squadra silana cominciò a calcare i campi di calcio sotto il nome di Società Sportiva Fortitudo. La divisa all’epoca era verde-blu, per richiamare i colori dei boschi della Sila e dello stemma municipale. Ancora nel 2004 il Cosenza FC indosserà, come terza divisa, una maglia inquartata verde-blu.

Da li a qualche anno, il nome del sodalizio calabrese cominciò a subire una serie di trasformazioni diventando dapprima Dopolavoro FFSS Cosenza e quindi, intorno agli anni venti Calcio Cosenza. Fu in questo periodo che i colori sociali si mutarono in rossoblu,ed esattamente nel 1927,in onore del Genoa, la prima squadra calcistica italiana e vincitrice del titolo italiano di quell’anno.

L’attività della formazione cosentina era allora limitata alle sole partite amichevoli ed a qualche torneo regionale: infatti, il primo incontro documentato del Cosenza è proprio un Cosenza-Catanzaro 1-1,disputatosi sul polveroso terreno di piazza delle armi,sito nel cuore della città bruzia.

Gli anni ’30

Nel 1930, la ragione sociale cambiò ancora in Cosenza Sport Club. Fu sotto quel nome che la squadra cominciò a disputare i primi veri campionati. Si succedettero ben presto alla presidenza l’Avvocato Corigliano ed il Barone Campagna (due tra i maggiori artefici della costituzione del nuovo Cosenza) e fu in quel periodo che la squadra partecipò al campionato di IIª divisione e quindi a quello di Iª (pari alla C attuale), nell’anteguerra.

Nella stagione 1930-31, il Cosenza fu ammesso al Campionato di Prima Divisione. Vi partecipavano 12 squadre, tra cui il Savoia di Torre Annunziata, il Catania, il Messina e la Salernitana.

L’anno successivo (1931-32), il Presidente avv. Tommaso Corigliano allestì una formazione di primo piano, ingaggiando giocatori provenienti dal nord ed affidando la guida tecnica al romano Angelo Benincasa. La squadra esordì con un clamoroso 7-2 ai danni del Molfetta ed i cosentini gioirono delle prodezze dei vari Forotti, Staccione, Masi, Gallina, Perazzi, Briano e Vaj.

Il 28 ottobre 1931 fu inaugurato il Campo Sportivo “Città di Cosenza” che, dopo vari anni, assunse il nome di “Emilio Morrone”, un giovane cosentino caduto, per un incidente di gioco, durante una gara.

Nel 1932-33, sotto la guida di Balacics, la squadra rafforzata con Fenili, Pampaloni, De Martino, Mortarotti e Fiammengo, disputò un brillante campionato conquistando il terzo posto.

Dopo una stagione interlocutoria, nel 1935-36 il Cosenza fu ammesso alla disputa del torneo di Divisione Nazionale C, girone D, di nuova istituzione, insieme a Cagliari, Piombino, Pescara, Perugia, Salernitana, Catanzaro, ed altre.

Negli anni successivi la squadra fu ulteriormente potenziata, schierando un attacco mitraglia: Bertozzi, Frione I, Lodi, Corsanini e Bergonzino. In quegli anni, appena sedicenne, debuttò in prima squadra il mediano Francesco Del Morgine, un’autentica bandiera rossoblù.

A partire dalla stagione 1937-38 vi fu l’avvento del presidente, barone Carlo Campagna e dei tecnici stranieri Chrappan, Vanicksek e Hansel.

Gli anni della guerra

Nel 1942-43 la guerra era in corso e la squadra, rafforzata da molti militari (si ricordano il terzino Beolchi, la mezzala Collimedaglia, il portiere Galliani), raggiunse il terzo posto e, nel girone di ritorno, non conobbe alcuna sconfitta.

Il dopo-guerra

Nel dopoguerra, la ripresa dell’attività sportiva avvenne sul Campo Militare di Via Roma e solo dopo alcuni anni il “Città di Cosenza” tornò alla sua originaria destinazione. Nel 1945-46, allenatore Renato Vignolini, presidente il compianto Mario Morelli, il Cosenza fu promosso in serie B. Giunse così a Cosenza Attilio Demaria, ex nazionale, che rinnovò i fasti di Otto Chrappan promuovendo un’intesa attività sui giovani. Nacquero i Boys Demaria, ammessi alle finali nazionali di categoria. La composizione troppo eterogena della formazione non giovò al buon andamento della compagine, che ebbe scarsa fortuna e dopo due anni ripiombò in serie C. Tuttavia un altro giovane, Alberto Delfrati, prelevato dai rincalzi del Legnano, fu avviato alla massima divisione.

Nel 1949-50, auspice Vittorio Mosele, il Cosenza ha la grande occasione per rientrare nel calcio che conta. In un’annata improvvisata i “lupi” riuscirono a finire in testa alla classifica, alla pari con il Messina. La squadra era così composta: Gisberti, Martini, Campana, Ferrara, Manfredini, Bacillieri; Begnini, Leonetti, Musci, Zaro, Pollak.

Nello spareggio disputato a Salerno il risultato, pur dopo i tempi supplementari, fu di 1-1. Ma, nell’altro incontro, giocato a Como, i biancoscudati si affermarono per 6-1, guadagnando la cadetteria. Scoppiò la bomba del tentativo di corruzione, consumato sul campo, ai danni del portiere rossoblù Gisberti. Vi fu la denunzia e la Lega Nazionale accolse il reclamo del Cosenza ufficializzando la promozione dei silani. Ma il Messina adì la CAF e, a pochi giorni dall’inizio del campionato, a calendario già pubblicato, i giudici riformarono la prima decisione ed assegnarono la serie B al Messina.

Gli anni ’50

Cominciò, così, una lunga via crucis alla ricerca della cadetteria. La presidenza fu assunta da Biagio Lecce e, successivamente dal comm. Carlo Leonetti. L’ingaggio del centravanti alessandrino Carlo Stradella assicurò una messa di reti, ma il campionato non si vinse e l’anno successivo, per la riforma dei campionati, il Cosenza fu retrocesso in IVª Serie.

Seguirono anni bui durante i quali si avvicendarono molti allenatori: Piccaluga, Kutik, Lamberti, Andreis, Piacentini, ma i successi stentarono ad arrivare. Frattanto alla presidenza silana tornò alla ribalta il compianto Salvatore Perugini, già segretario del sodalizio rossoblù negli anni ’30. Il suo entusiasmo ed il suo attaccamento alla squadra compirono il miracolo.

Nel 1957-58 il Cosenza ottenne la vittoria del girone d’Eccellenza di IVª Serie e conquistò il titolo di Campione d’Italia, ex aequo col Mantova e lo Spezia. Nella stagione successiva (1958-59) il Cosenza fu bruciato, sul filo di lana, dal Catanzaro terminando al secondo posto e stessa sorte fu riservata nel campionato 1959-60 quando dopo un lungo dominio in vetta alla classifica, i rossoblù si arresero nelle ultime partite al Foggia.

La serie B degli anni 60 e lo Stadio San Vito

Dopo la tragica scomparsa del Presidente Perugini, ritroviamo il comm. Biagio Lecce al vertice della Società. La squadra, affidata alle cure di Julius Zsengeller, fu potenziata con alcuni giovanissimi, come il cosentino Francesco Rizzo e lo stabiese Giuseppe Gallo, che presto mobilitarano gli osservatori di tutta Italia (finendo, poi, entrambi al Milan per merito di Gipo Viani). Il campionato del Cosenza fu un’autentica cavalcata e solo il Trapani seppe tenere il passo dei lupi, cedendo in dirittura d’arrivo. Al termine della stagione 1960-61 il Cosenza è promosso in serie B.

La formazione artefice dello storico successo era la seguente: Sartori, Follador, Orlando (Trocini), Dalla Pietra (Lugli), Delfino, Federici; Gallo, Rizzo, Lenzi, Ardit, Costa (Joan).

La permanenza in cadetteria si rivelò subito difficile: un arbitraggio infelice determinò incidenti nella gara contro il Modena, con conseguente pesante squalifica del campo, che era il vecchio “Emilio Morrone”. A Zsengeller subentrò Todeschini e giunse una sofferta salvezza.

Nella stagione successiva (1962-63), la squadra fu completata con l’ingaggio di Ravera, Baston, Fontana, Marmiroli e Thermes, ma riuscì ad evitare la retrocessione solo perché il Novara venne penalizzato di 10 punti e retrocesso all’ultimo posto della classifica per illecito sportivo. La retrocessione della stagione 1963-64 segnò la fine di un ciclo e la squadra venne, quasi totalmente rifondata. Dal 1964-65 il Cosenza, che intanto è divenuto Associazione Sportiva Cosenza, gioca nel nuovo stadio “San Vito“, inaugurato il 4 ottobre 1964 in occasione di Cosenza-Pescara, terminata sul punteggio di 2-1 con reti di Ciabattari e Campanini.

Dopo 24 anni di nuovo B

Fallito l’immediato ritorno in serie B nel 1965, ad opera di una Reggina corsara, che espugnò quell’anno Cosenza in una partita decisiva ed ancora nel 1966, beffata sul traguardo dalla Salernitana, la squadra rossoblù per alcuni decenni non riuscì più a riemergere.

Seguirono alcune stagioni “anonime” nelle quali il Cosenza stazionò nelle posizioni intermedie della graduatoria e nel campionato 1969-70 la delusione degli sportivi sfociò in un grave episodio di intollerenza che vide sfortunato protagonista il signor Calì di Roma, arbitro di Cosenza-Internapoli. Lo stadio “San Vito” venne squalificato e la squadra abbandonata al suo destino.

Il Cosenza riparte da Giusto Lodi, capitano di lungo corso, autentico pilastro della formazione rossoblù, mentre presidente è Mario Guido. La crisi societaria diventa sempre più grave, il fallimento è alle porte e l’amara retrocessione in serie D della stagione 1973-74 sembra segnare l’epilogo della gloriosa storia rossoblù.

Il campionato 1974-75 inizia nel caos più assoluto. La panchina di Emilio Zanotti è precaria e instabile, ma la grande passione di un manipolo di sostenitori sapranno trasformare quel campionato in una stagione trionfale. Con l’incredibile record di 17 successi interni su altrettanti incontri disputati, il Cosenza sbaraglia la concorrenza stravincendo il campionato con 7 punti di vantaggio sull’accoppiata composta da Vittoria e Nuova Igea.

Protagonisti di quel campionato sono: Evangelista, Sdrigotti, Bompani (Pavoni), Pasquino, Iazzolino, Codognato; Rigoni, Canetti, Villa (Losio), Pantani, Vivarelli (Lualdi).

Il ritorno in serie C non sarà fortunato. Gli umori della folla non sono più gli stessi e le continue disillusioni generano l’ennesimo episodio deprecabile. Il 27 marzo 1977 in occasione dell’incontro Cosenza-Paganese, il Signor Sancini di Bologna ed i suoi collaboratori sono letteralmente linciati ed i tifosi rossoblù saranno costretti a peregrinare lontani dal “San Vito” per un anno e mezzo.

Per la riforma dei campionati, la stagione 1978-79 vede il Cosenza in serie C2. La presidenza è assunta da Osvaldo Siciliano che ha propositi di rilancio, ma il campionato sarà vinto dai “cugini” del Rende, gettando altro fango sui tifosi silani.

Nel 1979-80 Nedo Sonetti riporta il Cosenza in serie C1 lanciando “motorino” Perrotta ed inventando l’impenetrabile coppia centrale Rocco-Reggiani. La formazione titolare era la seguente:

Lattuada, Capiluongo (Tortelli), D’Astoli, Ranieri, Rocco, Reggiani; Rappa (Berardi), Missiroli (Liguori), Perrotta, Tucci, De Chiara (Labellarte).

Seguono la balorda retrocessione targata Pietro Fontana e la successiva promozione firmata da Renzo Aldi. La formazione tipo della stagione 1981-82 era la seguente: Ciaramitaro, Bagnato, Della Volpe (Tosi), Aita, Rizzo Armando, D’Astoli; Rizzo Roberto, Donetti, Crispino, Luperto, Renzetti (Palazzotto).

Il sodalizio rossoblù è al suo momento di svolta. Per iniziativa di Vincenzo Morelli e dell’assessore allo sport Mario Romano, il Cosenza viene organizzato in forma di Società per Azioni. Sulla panchina del Cosenza si susseguono i vari Mujesan, De Petrillo, Ghio e Montefusco. In questi anni si affaccia all’orizzonte Gigi Marulla, il più rappresentativo calciatore della storia del Cosenza, primatista di presenza e marcatore principe di tutti i tempi.

Vestono la maglia rossoblù calciatori dal passato glorioso e giovani promesse, ricordiamo: Silipo, Longobucco, Petrella, Morra, Tripepi, Truddaiu, Frigerio, Fucina, Aita, Lombardi, Marino e Nicolucci. L’esonero di Francesco Liguori, durante la stagione 1986-87, segna l’arrivo a Cosenza del “seminatore d’oro” Gianni Di Marzio, che legherà il suo nome in modo indelebile alla storia del Cosenza Calcio.

Dopo aver conseguito il piazzamento utile per la disputa della Coppa Italia Professionisti (1986-87), il vulcanico Gianni sarà il condottiero della straordinaria promozione in serie B, attesa per ben 24 anni. Le indimenticabili trasferte di Francavilla e di Monopoli (10.000 tifosi al seguito) sono nel cuore di ogni tifoso rossoblù. Cosenza è letteralmente impazzita: un fiume di colori rossoblù scaccia un incubo durato un quarto di secolo. “Mai più prigionieri di un sogno”: è questo il più significativo slogan di una città intera, che campeggia nella coreografia di Cosenza-Nocerina corredata da una mega fumogenata rossoblu’ e dall’urlo di 24.000 tifosi festanti.

La squadra protagonista della splendida cavalcata era la seguente: Simoni, Marino, Lombardo, Castagnini, Schio, Galeazzi, Bergamini, De Rosa, Lucchetti, Urban, Padovano. Altri calciatori che vennero utilizzati in quell’annata furuno Fantini, Giovannelli, Montrone, Giansanti, Maniero, Del Nero. La presidenza dell’Avvocato Giuseppe Carratelli,con la quale il Cosenza raggiunge il tanto atteso traguardo,lascia posto a quella di Antonio Serra e, successivamente, a Bonaventura Lamacchia.

Dal 1988 al 2003

Le ultime stagioni di serie appartengono alla storia più recente. Il Cosenza disputa con onore e dignità ben quattordici campionati di cadetteria su quindici totali (1988-2003). Le tragedie delle morti di Donato Bergamini e Massimiliano Catena scandiscono i tempi di un decennio ricco di contraddizioni. La brillante stagione di Bruno Giorgi (1988-89), conclusa al 4º posto alla pari con Reggina e Cremonese, che però per la classifica avulsa diventerà 6º posto e che non gli permetterà di disputare gli spareggi per la Serie A, s’intreccia con il drammatico spareggio salvezza di Pescara (giugno 1991), caratterizzato dal volo di Gigi Marulla a gonfiare la rete della Salernitana e dalla gioia incontenibile di circa 7.000 supporters al seguito.

Con la cavalcata di Edy Reja (1991-92), la Serie A venne persa solo all’ultima giornata a Lecce (1-0, con gol di Maini nel finale), dove i tifosi del Cosenza diedero vita ad uno dei più grandi esodi della storia del calcio, infatti erano circa 20.000 i cosentini presenti al Via del Mare di Lecce, anche grazie all’accoppiata spettacolo BiagioniCompagno che si confonde con i due campionati firmati Fausto Silipo, che hanno visto protagonisti i vari Balleri, Bia, Monza, Statuto, Coppola, Catanese e Maiellaro. E poi la penalizzazione di nove punti, superata di slancio dal Cosenza del grande Alberto Zaccheroni (1994-95), con il portiere Zunico e De Paola ad orchestrare la difesa, De Rosa a dirigere il centrocampo ed il silenzioso bomber Marco Negri, puntuale ad infilare il portiere avversario.

Ed ancora la serie B di Bortolo Mutti (1995-96) e di Lucarelli e Gioacchini. Da alcuni anni il Cosenza è guidato dal passionale Paolo Fabiano Pagliuso. Nella sfortunata stagione 1996-97, il Cosenza retrocede in Serie C negli ultimi minuti di gioco dell’ultima giornata di campionato, a Padova; a fine stagione lasciano il Cosenza due storiche “bandiere” rossoblu: Luigi Marulla e Luigi De Rosa. La retrocessione è stata prontamente riscattata dall’immediata promozione nella stagione successiva 1997-98 con una lunga cavalcata che ha visto il Cosenza sempre in testa al campionato. Ai vari Alessio, Miceli, De Rosa, Ziliani e Napolitano hanno fatto seguito i vari Margiotta, Soviero, Moscardi, Morrone, Riccio e Tatti.

Di seguito una salvezza stentata nella stagione 1998-99 pervenuta nell’ultima giornata. Eppure l’inizio di campionato, guidato sempre da Sonzogni che l’anno prima aveva stravinto il campionato di C1, aveva fatto sperare in qualcosa di grande soprattutto dopo la vittoria del San Paolo di Napoli (1-2 reti di Riccio e Tatti) e le ottime prestazioni in Coppa Italia con i futuri vice-campioni d’Italia della Lazio di Eriksson. Poi durante il torneo giunge l’esonero dello stesso Sonzogni per uno statico De Vecchi. Colpo di coda nel finale con il ritorno di Sonzogni a salvare la squadra rossoblu’. Il Cosenza disputa altri quattro campionati di serie B con alterne fortune in cui si sono avvicendati con la casacca rossoblù numerosi allenatori e calciatori importanti per la categoria. Bortolo Mutti ritorna a guidare i lupi nelle stagioni 1999-00 (salvezza tranquilla) e nel 2000-01 anno del Cosenza primo in classifica per nove settimane e mezzo, lanciato verso la serie A, sfumata nel girone di ritorno nello scontro diretto di Verona contro il Chievo di Delneri, con i lupi che a 12 minuti dal termine vincevano 1-0 (gol di Adriano Fiore) e che poi subirono la beffarda rimonta e il sorpasso dei veneti. In questi due anni comunque positivi arrivarono a Cosenza giocatori del calibro di Gianluigi Lentini, Pietro Strada, Riccardo Zampagna, Marco Giandebiaggi, Gianluca Savoldi, Cristian Silvestri, Maldonado e altri ancora. Gli ultimi due anni di cadetteria dei Lupi vedono alternarsi sulla panchina Gigi De Rosa ex calciatore rossoblù anni ’80 e ’90, Emiliano Mondonico, Sala e Salvioni e ad una salvezza conquistata ad Empoli nell’ultima giornata di campionato nel 2002 dal tecnico De Rosa caratterizzata anche dai derby con la Reggina e il Crotone; segue l’anno nero del calcio cosentino (2003) con la vergognosa cancellazione a fine torneo di serie B da tutti i campionati professionistici dopo quasi 90 anni di storia. Nell’ultimo anno di B il pubblico cosentino ammirò al San Vito molti degli attuali calciatori del campionato di serie A e serie B (Federico Agliardi, Marius Stankevicius, Maurizio Lanzaro, Giacomo Tedesco, Mark Edusei, Stefano Morrone e Filippo Antonelli).

La serie D ed il nuovo Cosenza

Campionato 2003/04

Nell’estate del 2003 a seguito delle decisioni di COVISOC e FIGC il Cosenza Calcio 1914, squadra storica della città di Cosenza, non viene iscritto al Campionato di serie C1. L’allora Sindaco della Città di Cosenza Eva Catizone dà vita ad un progetto di rinascita del calcio. Tutta la Città nel tentativo di superare lo shock della cancellazione della squadra storica si stringe attorno all’iniziativa. Il 5 agosto 2003 nasce così il Cosenza Football Club, con soli due soci, lo stesso Sindaco Eva Catizone e l’Assessore allo sport del Comune di Cosenza Vincenzo Gallo. La nuova società si presenta come degno erede dello storico Cosenza Calcio 1914, resistono le maglie rossoblu, sul nuovo logo societario trovano posto il glorioso Lupo della Sila ed i sette colli di Cosenza (stilizzati), logo disegnato dall’ultrà Dino Grazioso. L’8 agosto 2003 la nuova società si iscrive al campionato di Eccellenza Calabrese assumendo la denominazione Associazione Sportiva Football Club. Presidente, nel ruolo di traghettatore, è lo stesso sindaco Eva Catizone affiancata dai vicepresidenti Francesco Sesso e Maria Carusi, consiglieri Dino Grazioso e Massimo Valentini. L’11 agosto 2003 rilevando in extremis il titolo sportivo del Castrovillari Calcio, società con problemi economici che non sarebbe riuscita a completare il campionato, la società riesce ad iscriversi al Campionato Nazionale di Serie D. La nuova squadra si presenta ai nastri di partenza con in panchina Gregorio Mauro (fratello del più celebre Massimo Mauro), l’esperto Direttore Sportivo Marcello Pitino, una rosa di giocatori giovani ed esperti tra i quali spicca la figura di Gigi Lentini e 1.688 spettatori abbonati. La stagione inizia con il “derby” con la Rossanese, giocata davanti a dodicimila spettatori. La squadra parte male, il primo a farne le spese (6 ottobre 2003) è l’allenatore Gregorio Mauro, per tutta la stagione si sussegue un valzer di allenatori, siederanno infatti sulla panchina del Cosenza: Mario Russo, Stefano e Luca Sanderra e infine una bandiera storica del Cosenza Calcio: Gigi Marulla. Dal punto di vista societario la situazione non è delle migliori. Dopo varie “manifestazioni di interesse”, nell’ottobre 2003, la società viene acquisita da una cordata di imprenditori dello Jonio, capeggiati dal costruttore Bruno. Poco dopo la presidenza viene assunta dall’ingegnere Stella ma dopo alcuni mesi di cattiva amministrazione gli subentrano tre giovani imprenditori cosentini (Algieri, Falbo e Cannella) che portano a termine il campionato. La squadra, nelle mani di Gigi Marulla gioca un ottimo finale di stagione e chiude il campionato piazzandosi a ridosso della zona play-off.

Campionato 2004/05

Il secondo campionato di serie D, stagione sportiva 2004/05, è caratterizzato dall’incertezza dovuta alla presenza nello stesso girone della squadra storica; il Cosenza Calcio 1914 Spa, che nel frattempo, dopo una lunga serie di ricorsi nei vari tribunali riesce ad ottenere la riaffiliazione alla FIGC con il glorioso nome grazie all’Avvocato Carratelli,già noto ai tifosi per la riconquista della Serie B nel 1987 sotto la sua presidenza,mentre gli Avvocati Lubrano ottennero solo l’iscrizione alla serie D. La tifoseria si spacca e sceglie in parte di sostenere il Cosenza Calcio 1914, altri invece il Cosenza Football Club (poi divenuta Fortitudo Cosenza). Molti, invece, preferiscono prendersi un anno sabbatico in attesa di tempi migliori, in pochi continuano a sostenere la nuova squadra, il San Vito domenicalmente è tristemente vuoto. La panchina del Cosenza Calcio 1914 viene affidata alla storica “bandiera” Luigi De Rosa, allenatore artefice della miracolosa salvezza dei “lupi” in Serie B nella stagione 2001/2002, ma dopo le sue dimissioni, dovute a problemi societari, viene chiamato Luigi Marulla. Sulla sponda Cosenza Fc si alternano in panchina prima Giuseppe Sannino, poi Giacomo Modica (ex allievo di Zeman). Il punto più basso della storia del calcio cosentino si ha durante la stracittadina in cui la tifoseria torna compatta allo stadio per dire no ad un umiliante falso “derby”. In quest’annata triste, passano “inutilmente” da Cosenza un’infinità di calciatori e di dirigenti vari. Le due squadre disputano un campionato molto deludente e chiudono il proprio cammino a metà classifica.

Campionato 2005/06

Nell’estate 2005 viene dichiarato il fallimento del Cosenza Calcio 1914 Spa che non potrà iscriversi al campionato e la Fortitudo Cosenza cambia denominazione in As Cosenza Calcio Spa, conosciuta anche per buona parte del campionato dai media sempre come Cosenza Football Club. Gaetano Intrieri lancia la sua sfida, allestendo una squadra in grado di vincere il campionato di serie D girone I. Giungeranno a Cosenza calciatori di categoria come Tony Lio, Leonardo Vanzetto, Umberto Scorrano, Donatello Marcosano, Vincenzo Cosa, Ousmane Pape Senè, Angelo Cimadomo, Ugo Maglione e Ermanno Cordua, più qualche under promettente come Ciro Cozzolino, Emanuele Di Girolamo, Giuseppe Domicoli, Domenico Tocci, Giuseppe Sanso, Francesco Ambrosecchia, Emilio Dierna e Giacomo Di Donato. La nuova squadra, affidata al neo tecnico Gigi Marulla, viene accolta con entusiasmo dalla tifoseria organizzata. Dopo la cessione del bomber Vincenzo Cosa alla Nuorese, avvenuta a dicembre, Intrieri lo sostituisce adeguatamente con l’ingaggio di Cosimo Sarli autore di 15 reti. Durante la stagione oltre al sopracitato Cosa, andranno via pure Cimadomo, Cordua, Cozzolino e Domicoli, prontamente rimpiazzati da Maurizio Prete, Claudio Gallicchio, Filippo Tiscione ed Emanuele Morelli. Venne sostituito anche il giovane portiere Simone Bruni con uno più affidabile ed esperto come Andrea Panico.

Dopo una partenza negativa, con due sconfitte a tavolino contro Viribus Unitis ed Ebolitana, la squadra ottenne i primi successi, ma la sconfitta casalinga contro la Rossanese avvenuta sul finire del girone di andata, costò cara a Marulla che venne sostituito dal suo secondo Giacomo Zunico il quale riuscì a risollevare le sorti della squadra con un’incredibile serie di risultati utili (16), tra l’altro senza subire gol per un lunghissimo periodo.

Il Cosenza arriverà ai play-off, ma perderà la partita più importante sul campo della Vibonese, condannandosi ad un altro anno di dilettantismo.

Campionato 2006/07

 

La stagione 2006/07, nonostante le premesse positive, verrà ricordata come una stagione tribolata e piena di insidie. Inizialmente gran parte della rosa del precedente campionato viene riconfermata dal presidente, Gaetano Intrieri. Riconfermato anche il tecnico, Giacomo Zunico affiancato da un nuovo direttore sportivo Fabrizio Maglia. La situazione cambia repentinamente dopo la fine del ritiro precampionato quando molti giocatori tra i quali Sparacio, Cirillo e Belmonte abbandonano la squadra non ricevendo adeguate garanzie economiche dalla società. Il presidente Intrieri, contestato dalla tifoseria, nel mese di ottobre 2006 cede la società a Mario Nucaro che però non riuscirà a risollevare le sorti della società divorata dai debiti e da altre situazioni poco chiare. Sul campo la squadra guidata dal tecnico Pino Rigoli, dopo l’esonero di Zunico ottiene il quarto posto riuscendo tra mille difficoltà a raggiungere i play-off dai quali uscirà alla prima partita contro il Siracusa. La sconfitta in terra aretusea per 3-1 chiude tutti i discorsi sul ripescaggio. La società AS Cosenza Calcio non si iscriverà al campionato di Serie D 2007/08.

La Fortitudo Cosenza e la rinascita

Campionato 2007/08

 

Formazione 2007-2008

Giocatori in festa per la vittoria del girone

L’AS Cosenza Calcio non si iscrive al campionato di serie D 2007/08. Al suo posto, ai nastri di partenza, ci sarà la Fortitudo Cosenza, neonata società che nasce dal Rende che, mantenendo lo stesso organico, cambia denominazione e colori sociali e si trasferisce al di là del torrente Campagnano. Il Cosenza, guidato da un emergente tecnico come Mimmo Toscano conduce gran parte del campionato in testa alla classifica, grazie ad un organico che vanta, oltre ad alcune vecchie glorie come Parisi e Altomare, anche alcuni nuovi “pilastri” come Roberto Occhiuzzi, Ivan Moschella e il bomber Vincenzo Cosa (tornato in rossoblù dopo due stagioni e capocannoniere del girone con 19 reti). A questi si aggiungono l’esperto attaccante Alessandro Ambrosi (con un lungo passato in B e in C/1), il portiere Stefano Ambrosi (fratello dell’attaccante) e soprattutto un parco “giocatori under” di grandi prospettive come Alessandro Bernardi, Domenico Danti e Francesco De Rose. A due giornate dalla fine del campionato il Cosenza ha 6 punti di vantaggio sul Bacoli Sibilla. Con lo scontro diretto al San Vito, proprio alla penultima giornata (33esima di campionato, il 27 aprile 2008 di fronte a 18.000 spettatori) dal quale esce vittorioso con il punteggio di 2-0 (ottenuto grazie alla doppietta di Bernardi), il Cosenza torna nel calcio professionistico dopo 5 anni costellati da numerose delusioni e caratterizzati dal fallimento di due società. La stagione è trionfante sotto tutti i punti di vista, con il Cosenza che durante l’anno trova ampio spazio attraverso i media nazionali che mettono in risalto le gesta della squadra di Toscano per i risultati maturati sul campo, per il numero impressionate di vittorie e per i vari record raggiunti nell’arco di questa annata: infatti su 34 incontri disputati sono 80 i punti totalizzati in campionato, punteggio che supera tutte le altre squadre degli 8 gironi di serie D e tutte quelle professionistiche, ad esclusione dell’Inter che tuttavia chiude a 85 punti avendo disputato 4 partite in più rispetto al Cosenza (sono 38 le giornate di serie A).

Campionato 2008/2009

Formazione 2008-2009

Stagione 2009-2010

Con il ritorno nel campionato di Prima divisione (ex C/1) dopo 6 anni trascorsi nei campionati minori, la società opera sul mercato facendo una vera e propria rivoluzione. Della squadra che ha vinto meritatamente il torneo di Seconda divisione rimane ben poco. Ad esclusione di 5 elementi vanno via tutti. Vengono infatti confermati soltanto il difensore Luca Chianello e i centrocampisti Francesco De Rose, Alessandro Bernardi, Francesco Mortelliti e Domenico Danti. Confermato anche il tecnico delle ultime due promozioni, ovvero Mimmo Toscano, alla sua terza esperienza da allenatore dei “Lupi”. Per allestire una squadra competitiva si spera sempre nell’ingresso in società di forze fresche, tra i nomi papabili torna d’attualità quello di Pagliuso che però alla fine non sposerà la causa rossoblù. Sarà invece l’imprenditore Giuseppe Carnevale ad entrare in società nel ruolo di presidente. Tuttavia la dirigenza inizialmente non dispone di un grosso budget economico, anche perché deve far fronte ad alcuni problemi con il fisco che riguardano la vecchia società del Rende Calcio. Così il diggì Massimiliano Mirabelli è costretto a portare in riva al Crati diversi giovani, alcuni dei quali in prestito. Tra i nuovi arrivati c’è anche quello dell’esperto difensore centrale Porchia prelevato dal Grosseto e con un curriculum di tutto rispetto. Nel frattempo la squadra inizia il ritiro a Spoleto, sede che ospitò il Cosenza anche nelle due precedenti stagioni. I risultati delle amichevoli precampionato non sono entusiasmanti, la squadra tra l’altro va ancora completata e la dirigenza continua a sondare il mercato in cerca di rinforzi. La nuova stagione però è alle porte, il 2 agosto c’è già la prima partita di Coppa Italia (Tim). Il Cosenza affronta il fortissimo Taranto allo Iacovone e un po’ a sorpresa torna dalla Puglia con una bella vittoria (3-1). Dopo la rete iniziale dei padroni di casa firmata da Innocenti, la squadra di Toscano risponde con i gol di Porchia, Caccavallo e Danti che permettono al Cosenza di passare il turno e di affrontare sette giorni dopo (ancora in trasferta) il Grosseto, squadra di serie B. La gara termina 3-2 per i toscani (per i “Lupi” a segno Mortelliti e Ceccarelli) e il Cosenza viene eliminato nonostante la buona prova fornita. Nel mezzo l’amichevole casalinga contro il Crotone persa 2-1 dopo il provvisorio vantaggio del solito Mortelliti. In vista del campionato la società torna sul mercato per completare il rafforzamento dell’organico. Viene ingaggiato un portiere esperto (Andrea Pinzan, dal Grosseto) complice un grave infortunio occorso a Gabrieli ma anche perché gli altri due “pipelet” in rosa (Ameltonis e Galeano) sono dei giovanissimi che non offrono garanzie adeguate per poterli schierare da titolari in un campionato importante come la Prima divisione.

Il 23 agosto 2009 inizia il campionato. Alla prima giornata i rossoblu pareggiano (1-1) a Ferrara contro la Spal. Alla rete di Arma giunta a 10′ dal termine, risponde due minuti dopo Tiziano Maggiolini con un gol da cineteca. Dopo questa ottima prestazione, arrivano nuovi tasselli a rinforzare la rosa del trainer Mimmo Toscano che avrà a sua disposizione anche i centrocampisti Salvatore Giardina (dal Portogruaro), Valerio Virga e Massimiliano Marsili (entrambi giunti in prestito dalla Roma) e l’attaccante Raffaele Biancolino, un veterano della categoria.

L’esordio casalingo vede il Cosenza farsi imporre un altro pareggio (1-1) dal neopromosso Pescina. Alla rete dell’attaccante Fabio Ceccarelli rispondono gli abruzzesi con una beffarda punizione deviata dalla barriera rossoblu che non lascia scampo a Pinzan. Durante il match si infortuna seriamente il difensore Di Bari e la società è costretta a tornare ancora sul mercato dove ingaggia l’esperto Stefano Fanucci. Alla terza giornata arriva finalmente il primo successo. Il Cosenza torna vittorioso (2-1) dalla trasferta di Giulianova grazie ai gol di Bernardi e Caccavallo, che permettono ai “Lupi” di posizionarsi nei quartieri alti della classifica. La società capisce che la squadra può fare un campionato ambizioso e che basterebbe poco per renderla competitiva al pari di squadre come Pescara, Taranto e Verona. Così dopo poche ore dal successo in Abruzzo, ingaggia addirittura Stefano Fiore, che torna così a vestire la maglia della squadra che lo aveva lanciato da giovanissimo. Toscano ora si ritrova a disposizione 30 giocatori in rosa, un’abbondanza che lo mette nelle condizioni di poter affrontare un campionato importante. L’arrivo di Fiore accende ancor di più l’entusiasmo dei tifosi che nel frattempo si preparano ad assistere alla sfida del San Vito contro il favorito Verona. L’ex centrocampista della Nazionale, tuttavia, pur avendo una buona condizione fisica, non riuscirà a prendere parte alla gara con i veneti poiché durante un allenamento settimanale si infortuna. Di fronte a 9.000 spettatori il Cosenza ottiene contro il Verona un buon pareggio (0-0), ma 7 giorni dopo subisce il primo ko in campionato sul campo dell’Andria. Ma il rammarico per i rossoblu è grande se si pensa alle numerose occasioni sprecate, alle due traverse colpite e allo svarione difensivo di Porchia che consente all’attaccante pugliese Maccan di battere Pinzan. La tifoseria, intanto, attende la prima vittoria al San Vito, ma anche contro il Lanciano continua la “pareggite” interna, con il Cosenza che non riesce a schiodare lo 0-0 iniziale complice una bruttissima gara giocata. La serie negativa continua a Reggio Emilia dove il Cosenza incassa una pesantissima sconfitta dalla Reggiana (5-2). Dopo questa gara, arrivano le prime contestazioni da parte della tifoseria, mentre la panchina del tecnico Toscano inizia a traballare. Ma il riscatto è dietro l’angolo, il Cosenza prima batte 7-0 la Berretti del Sorrento nella Coppa Italia di Lega Pro, e poi al San Vito trafigge con un sonoro 4-0 il Foggia grazie alla doppietta di Scotto e alle reti di Porchia e Biancolino. È il primo successo casalingo in campionato che restituisce ossigeno alla classifica dei “Lupi”. Il momento propizio continua a Potenza dove nel posticipo del lunedì il Cosenza vince 2-0 grazie ad una doppietta di Raffaele Biancolino che permette alla squadra di Toscano di salire a 13 punti in classifica, in piena zona playoff. Tutto questo in attesa del debutto in campo di Stefano Fiore, che avviene 7 giorni dopo nel pareggio casalingo (al veleno) contro il Real Marcianise. La gara termina 1-1, con i campani protagonisti di un incredibile ostruzionismo che fa innervosire i rossoblu i quali a 15′ dal termine si fanno addirittura beffare da un gol di Manco, per poi salvarsi al 95′ grazie ad un gol di Danti. Per tutta la gara sono vani gli assalti dei “lupi” alla porta di Fumagalli, il pareggio tuttavia è accolto con gli applausi dal pubblico del San Vito. Dopo il passaggio del turno di Coppa Italia di Lega Pro (superata al San Vito la Juve Stabia per 1-0), arriva in campionato un altro pari (1-1) sul campo della Cavese. Terminata la prima frazione di gioco sotto di un gol, il Cosenza riesce a pareggiare in avvio di ripresa con un gran tiro da fuori area di Stefano Fiore, appena subentrato dalla panchina. Ma i rimpianti per i rossoblu sono tanti: nell’ultima mezzora, in superiorità numerica, la squadra di Toscano sciupa infatti diverse occasioni da gol.

La serie positiva continua in casa contro la capolista Pescara, giunta al San Vito imbattuta. Il Cosenza, con una grande prova, riesce a vincere 2-1 grazie alle reti di Danti e di Fiore. Solo al 96′ giunge la rete della bandiera per gli ospiti. Segue un pari (1-1) in Coppa Italia sul campo dell’Arezzo (De Pascalis risponde alla rete dei locali con un gran tiro da fuori area) e una brutta sconfitta (2-0) a Rimini in campionato, complice anche l’espulsione inflitta a De Rose dopo appena 6 minuti di gara. In casa però il Cosenza fa valere la “legge” del San Vito: la Ternana, giunta in Calabria da capolista, viene piegata da un rigore trasformato da Biancolino il quale permette ai “Lupi” di posizionarsi al quinto posto in classifica. È ancora amara però la successiva trasferta in Romagna, dove il Cosenza viene battuto in maniera rocambolesca dal Ravenna per 3-1. Infatti, i rossoblu sprecano sullo 0-0 un rigore con Biancolino, e poi subiscono la rete dei padroni di casa. Danti coglie un doppio palo e in contropiede arriva la seconda marcatura dei romagnoli. Sul 3-0, arriva nella ripresa la spettacolare (ma inutile) rete di Biancolino. Se però fuori casa il Cosenza sbanda, al San Vito non ce n’è per nessuno. Infatti la squadra di Toscano torna al successo contro il Portogruaro (altra squadra nei ripiani alti della classifica) ottenendo un prezioso 3-2 grazie ai gol di Maggiolini, Biancolino e Danti, mentre tre giorni dopo supera, sempre tra le mura amiche, il Taranto per 2-0 nella partita di Coppa Italia di Lega Pro (a segno La Canna e Caccavallo) accedendo così alla semifinale della competizione. La squadra pugliese è anche l’ultima avversaria del Cosenza nel girone di andata. La gara allo stadio Iacovone sembra mettersi bene per i “Lupi” che vanno in vantaggio con Bernardi. Prima dell’intervallo Biancolino ha la possibilità di chiudere il match, ma l’attaccante silano sbaglia ancora una volta il tiro dal dischetto calciando oltre la traversa. Nella ripresa il Taranto riesce a rimontare aggiudicandosi la partita con il risultato di 2-1 (complice anche l’espulsione del solito Biancolino e un grave errore del portiere Pinzan). Al giro di boa il Cosenza chiude con 24 punti a metà classifica (ma a soli 3 punti dalla zona playoff).

Il ritorno inizia con una nuova affermazione casalinga. Al San Vito la Spal viene battuta per 3-1 grazie ai gol di Fanucci, Bernardi e Fiore (che lo dedica a sua figlia Cloe nata pochi giorni prima). Il Cosenza torna così al quinto posto prima della pausa festiva. Nel frattempo la società inizia a muoversi sul mercato e opera uno scambio di portieri con il Brindisi: così Pinzan va in Puglia e Petrocco giunge in riva al Crati. Va via anche il difensore Nastasi (all’Olbia). Il 2010 inizia nel migliore dei modi per i “Lupi”: un gol di Di Bari e una doppietta del talentuso Danti permettono al Cosenza di tornare vittorioso dalla trasferta di Avezzano contro il Pescina. Viene così sfatato il tabù trasferta, e tra l’altro il successo consente alla squadra di Toscano di ridurre di quattro lunghezze le distanze dalla capolista Verona. In città si inizia a sognare la terza promozione consecutiva, ma poco dopo la tifoseria è costretta a tornare con i piedi per terra. Infatti, nelle successive due partite, il Cosenza incappa in due brutte sconfitte contro Giulianova e Verona. Il San Vito viene violato per la prima volta in campionato dal fanalino di coda Giulianova, che si impone con un rocambolesco 4-3. E pensare che per i “Lupi” la gara sembrava mettersi in discesa dopo l’eurogol di Porchia realizzato su calcio piazzato in avvio di partita. Poi l’espulsione di Di Bari ha complicato i piani dei rossoblù che si sono visti prima raggiungere e poi superare dagli abruzzesi. Inutili i gol di De Pascalis (2-3) e di Fiore (3-4). Sette giorni dopo, invece, arriva il ko contro il Verona, ma anche in terra veneta il Cosenza segna per primo con un gol di Virga andando al riposo in vantaggio. Nella ripresa poi la capolista gialloblu riesce a rimontare portando a casa un prezioso 2-1. Al Bentegodi si segnala anche il debutto in campionato del giovane portiere Ugo Gabrieli che subentra a Giancarlo Petrocco infortunatosi durante il match. Dopo queste due sconfitte si registrano ulteriori movimenti di mercato: il Cosenza preleva dal Crotone il difensore Gennaro Scognamiglio, mentre cede Piro alla Pro Vasto, Mortelliti al Brindisi e Ceccarelli al Foggia che si aggiungono a quella dell’attaccante Caccavallo passato al Pescina qualche giorno prima. Tra i giocatori più richiesti, invece, c’è il talentuoso Danti sul quale hanno messo gli occhi diverse squadre di serie A come Inter, Roma, Genoa e Chievo, ma alla fine lo ingaggia il Siena, altro club della massima serie, che però decide di lasciare il calciatore in Calabria fino al termine della stagione.

Il mercato si chiude senza ulteriori colpi in entrata. Nel frattempo la squadra non riesce ad andare oltre un pareggio casalingo (1-1) contro l’Andria. Dopo il vantaggio iniziale di Virga, la formazione pugliese pareggia nella ripresa con Chiaretti e in superiorità numerica (espulso Scognamiglio) fallisce addirittura un rigore. Il riscatto per i “Lupi” però è dietro l’angolo. Si rivela ancora una volta terra fortunata l’Abruzzo dove i rossoblu battono per 1-0 il Lanciano grazie ad un gol di Biancolino. In precedenza il Cosenza aveva sbagliato un penalty con Fiore. La vittoria consente alla squadra di Toscano di tornare al quinto posto in classifica in condominio con il Portogruaro a quota 34 punti. Ma una volta tornato al San Vito il Cosenza non riesce ad andare oltre un pareggio (1-1) contro la Reggiana. La gara, trasmessa in diretta da Raisport+, si sblocca subito grazie ad un eurogol del solito Biancolino, gli ospiti però ottengono il pari poco dopo con una punizione bomba di Stefani. Il risultato finale però premia i rossoblu che evitano addirittura la sconfitta grazie ad un paio di interventi prodigiosi del pipelet Gabrieli (subentrato a Petrocco infortunatosi durante il primo tempo). A fine gara si registra l’amarezza del tecnico Toscano “contestato” per delle scelte tecniche non proprio azzeccate.

La panchina dell’allenatore rossoblu viene addirittura messa in discussione (circolano voci di un possibile ingaggio di Ezio Glerean), per cui sarà fondamentale la successiva tappa di Foggia dove però i lupi si riscattano alla grande andando a cogliere un successo storico, il primo in assoluto nella storia del Cosenza Calcio. Sotto di un gol alla fine del primo tempo, gli uomini di Toscano nella ripresa riescono a ribaltare il punteggio sul 3-1 grazie ai gol di Danti (che interrompe un digiuno di reti che allo Zaccheria durava da mezzo secolo), Biancolino e ancora Danti. È un successo che consente al Cosenza di agganciare il terzo posto in classifica seppur in condominio con altre tre squadre (Reggiana, Pescara e Ternana). In settimana il Cosenza, affronta con le seconde linee la semifinale di Coppa Italia con i rossoblu che vengono sconfitti in rimonta a Gubbio per 2-1 (per i lupi provvisorio vantaggio di Gigi Scotto).

Ma in campionato, ancora una volta quando capita l’occasione ghiotta per spiccare definitivamente il volo, arriva inaspettatamente una nuova sconfitta. Stavolta a passare è addirittura il fanalino di coda Potenza che espugna il San Vito con un secco 2-0. Durante i minuti finali della partita scoppia la dura contestazione dei tifosi cosentini al grido di “venduti venduti”, con gli stessi calciatori rossoblu che a fine gara si presentano in blocco in sala stampa, in una conferenza, nella quale si difendono dalle pesanti accuse rivoltegli dal pubblico. Il momento è delicato, la squadra e la società avvertono la tensione che si vive in città e quindi decidono di andare in ritiro presso la Borghesiana di Roma per preparare in tutta tranquillità la prossima trasferta di Marcianise. Il momento “nero” però continua anche in Campania dove il Cosenza contro il Real Marcianise (ultimo in classifica) evita in pieno recupero una nuova sconfitta. La gara termina 1-1, con i lupi che sotto di un gol alla fine del primo tempo, rischiano il colpo del ko grazie ad un rigore che il bravissimo Gabrieli para. Poi come nella gara di andata, arriva al 97′ l’insperato pareggio di Maggiolini su calcio piazzato. In classifica il Cosenza è ancora a ridosso della zona playoff che dista di una sola lunghezza e la stessa situazione si avrà dopo il deludente pareggio interno (0-0) contro la Cavese, con Fiore che si fa respingere un rigore in avvio di partita. Il tabù San Vito viene interrotto grazie al successo in Coppa Italia contro il Gubbio, gara che termina 2-0 (gol di Chianello e Scognamiglio) e che permette al Cosenza di accedere alla finalissima contro il Lumezzane.

Nel frattempo a fine marzo si registrano importanti novità nei quadri dirigenziali: il presidente Carnevale diventa il maggiore azionista rilevando dall’Amministratore Delegato Chianello il 73% delle quote societarie, mentre Luca Pagliuso viene assunto come nuovo General Manager. Dopo la sosta, il Cosenza crolla a Pescara contro una squadra in piena corsa per la promozione diretta. Dopo aver sciupato diverse occasioni da gol, i Lupi incassano nel secondo tempo un rigore per un ingenuo fallo del difensore Chianello, che inoltre riceve la seconda ammonizione e viene espulso. In 10 uomini il Cosenza subisce altri 2 gol e solo nel finale riduce le distanze (3-1) grazie al solito Biancolino. I playoff sono ancora a portata di mano (solo 2 punti), ma la società decide di esonerare il tecnico Toscano. Al suo posto arriva Ezio Glerean che però deve fare i conti con il malumore dei tifosi che non hanno gradito l’esonero dell’allenatore delle due promozioni consecutive. E in campionato le cose non migliorano, anzi, vanno addirittura peggio. Il Cosenza, infatti, viene sconfitto 3-0 tra le mura amiche dal Rimini e tre giorni dopo crolla a Lumezzane nella finale di andata di Coppa Italia perdendo con un sonoro 4-1. E le polemiche in città diventano più aspre.

Nella giornata seguente, tuttavia, arriva il primo pareggio dell’era Glerean. Il Cosenza esce indenne da Terni (0-0) portando a casa un punticino che lo lascia ancora aggrappato al treno playoff. Ma è solo un’illusione perché 7 giorni dopo arriva un altro passo falso: contro il Ravenna i rossoblu evitano un nuovo ko interno, riuscendo a rimontare nella ripresa il doppio svantaggio, concludendo il match sul 2-2 (gol di Danti e De Pascalis). Nel ritorno della finale di Coppa Italia, i Lupi, sempre al San Vito non riescono ad andare oltre un pareggio (1-1) contro il Lumezzane, con quest’ultimi che quindi si aggiudicano il trofeo. Segue poi un prezioso pareggio in casa della capolista Portogruaro (1-1, con gol rossoblu di La Canna) che sancisce con una giornata di anticipo la matematica salvezza dei Lupi, per poi chiudere il campionato con una amara sconfitta casalinga (1-0) contro il già salvo Taranto. Con 43 punti totalizzati, il Cosenza chiude al dodicesimo posto e soprattutto senza aver mai vinto in campionato una partita casalinga da quando è iniziato il 2010.

COSENZA CALCIOultima modifica: 2011-01-24T15:30:00+00:00da lucchese1905
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