FOGGIA CALCIO


SITO UFFICIALE

STORIA

Il club fu costituito come Foggia Calcio nel 1920.

FOGGIA.gifNel 1933 vinse il campionato dei dilettanti. Risale al 1957/58 la fusione tra il Foggia e il Foggia Incedit. Nel 1961/62 la squadra venne affidata dal presidente Domenico Rosa Rosa industriale del legno, e all’allenatore Oronzo Pugliese, che centrò subito la promozione in B.

Storica fu la stagione 1963-64, in cui il Foggia di Rosa Rosa e Oronzo Pugliese riuscì a conquistare, per la prima volta, la Serie A. Dal 1964-65, il Foggia riuscì a disputare 3 campionati consecutivi nella massima serie, centrando il 31 gennaio 1965, sempre con l’allenatore Pugliese, una storica vittoria contro l’Inter di Helenio Herrera per 3-2. La stagione è coronata dalla convocazione in azzurro di Micelli e Nocera che giocheranno contro il Galles. L’Italia vince 4-1 e Nocera non si farà sfuggire l’occasione per segnare un gol. A fine campionato Pugliese lascia, va alla Roma. Al suo posto arriva Egizio Rubino, ed il Foggia, pur con qualche difficoltà in più, centra la seconda salvezza della sua storia. L’anno successivo, però, il Foggia retrocede. Il torneo è da dimenticare. Il Foggia parte male, dopo 10 giornate ha collezionato solo tre punti subendo 24 gol. Rubino viene mandato a casa, al suo posto arriva Bonizzoni. La squadra sembra riprendersi ma non riesce ad evitare la retrocessione. Al termine del campionato lascia anche il Presidente. Don Mimì Rosa Rosa se ne va, in punta di piedi, dopo aver regalato a Foggia ed ai tifosi foggiani un periodo strepitoso. Retrocesso al termine del campionato 1966-67, risalì in massima serie nel 1970-71, con l’allenatore Tommaso Maestrelli, che nel 1973-74 avrebbe vinto lo scudetto con la Lazio. In squadra c’era anche Luigi Del Neri. Retrocesso subito e risalì in Serie A nel 1973-74, per poi andare incontro ad una nuova retrocessione, con 6 punti di penalizzazione per presunta corruzione della terna arbitrale per la partita Foggia-Milan di quella stagione. L’allenatore era Lauro Toneatto. Negli anni ’70 il Foggia partecipò ad altri 2 campionati di Serie A, nel 1976-77 e nel 1977-78, anno in cui retrocesse in Serie B.

La storica vittoria contro la Grande Inter

31 gennaio 1965, una data ed una città che rimarranno nella mente dei tifosi del Foggia: la vittoria contro l’Inter Euromondiale, allora la squadra più forte del mondo. Tutti nella ripresa i gol. Il Foggia va in vantaggio con Lazzotti, poi raddoppia con Nocera. L’Inter allora si risveglia, accorcia le distanze con Peirò, quindi pareggia ad un quarto d’ora dalla fine con Suarez. Al 78’ Nocera segna il gol del definitivo vantaggio: 3-2, come pronosticato precedentemente da Padre Pio ai nerazzurri durante la visita di quest’ultimi al santuario di San Giovanni Rotondo. Di quella gara se ne parla ancora oggi.

Dal Foggia dei miracoli al fallimento

Nel 1989, con l’ingaggio dell’allenatore ceco Zdeněk Zeman, si aprì il periodo di massimo splendore per la società. Il calcio aggressivo e divertente dell’allenatore boemo era basato sul modulo tattico 4-3-3 a zona: squadra corta, pressing, tattica del fuorigioco e movimento frenetico sia dei giocatori che della palla. Dopo il ritorno in Serie A, nella stagione 1991-92 il Foggia dei Miracoli dimostrò di essere competitivo con qualunque avversario e fu apprezzato dalla stampa anche perché in grado di offrire spettacolo. Fu coniato il termine Zemanlandia per indicare la realtà costruita da Zeman. Anche dopo la cessione di molti calciatori di notevole qualità (tra cui gli attaccanti che costituivano un valido trio, Giuseppe Signori, Francesco Baiano e Roberto Rambaudi), sostituiti da giovani talenti, il Foggia concluse altri due campionati di Serie A nella zona centrale della classifica. Il passaggio di Zeman alla Lazio segnò la fine di Zemanlandia, nata dal felice connubio tra le idee innovative dell’allenatore, la spregiudicatezza del presidente Pasquale Casillo ed il fine intuito del direttore sportivo Giuseppe Pavone.

Doppia retrocessione e promozione in C1

Con la fine di questa era ebbe il periodo buio del Foggia Calcio 1920, che culminò con le retrocessioni consecutive in C1 nel 1998 e in C2 nel 1999. Dopo quattro anni nell’ultima serie professionistica, nella stagione 2002-03 il Foggia Calcio del tecnico Pasquale Marino e dei “gioielli” Roberto De Zerbi e Michele Pazienza ritrovò l’assetto vincente e pervenne in modo spumeggiante alla promozione in C1. Dopo la stagione 2003-04, terminata a metà classifica ma carica di buoni propositi per quella seguente, il Foggia Calcio fallì per cause economiche, perdendo il tecnico Marino e tutti i suoi giocatori migliori. La notizia gettò nello sconforto i tifosi, ma Giuseppe Coccimiglio prese in mano le redini della società e diede fiducia all’ambiente: la nuova società assunse il nome storico della squadra, Unione Sportiva Foggia, e fu in grado di mantenere la categoria di appartenenza. Dopo aver concluso altre due stagioni a metà classifica,cambiando cinque allenatori,Coccimiglio attirò su di sé le critiche dell’ambiente non pagando più gli stipendi, situazione che creò instabilità. Dopo una complessa trattativa la società passò nelle mani di una compagine di imprenditori locali presieduti da Tullio Capobianco.

Stagione 2006/2007

Nella stagione 2006-07 il nuovo allenatore Stefano Cuoghi, proveniente della Salernitana, condusse a Foggia molti giocatori granata che con lui, nella stagione precedente, avevano sfiorato la promozione in B dando non poco filo da torcere al favorito Genoa.Durante la partita contro la Salernitana,all’Arechi,scoppia una rissa,tra Novelli e Cuoghi,entrambi furono squalificati per 5 giornate,insieme a Francesco Mancini,Vincenzo Marruocco e Emanuele Chiaretti. L’esperienza di Cuoghi durò fino al suo esonero del 21 gennaio 2007,dopo che non faceva risultati utili da 6 giornate,fu annunciato dal presidente Tullio Capobianco al termine di una conferenza stampa. Dal 23 gennaio il nuovo allenatore fu Salvo Fulvio D’Adderio, che nella stagione precedente aveva allenato i cugini del Manfredonia e che scrisse una pagina importantissima nella storia della società, portandoo il Foggia alla prima vittoria della Coppa Italia di Serie C dopo un cammino entusiasmante, terminato cin il 3-1 casalingo inflitto in finale al Cuneo dil 25 aprile 2007. La squadra si aggiudicò anche la Supercoppa di lega serie C1 e concluse il campionato di Serie C1 B in quarta posizione a 59 punti, qualificandosi per i play-off. Nella semifinale contro la Cavese vinse l’andata per 5-2 in casa e perse per 3-1 a Cava dei Tirreni, ma grazie al gol di Salvatore Mastronunzio segnato all’ultimo minuto il Foggia ebbe accesso alla finale dei play-off. Nella finale di andata prevalse con il risultato di 1-0 contro l’Avellino, mentre nel ritorno disputato al Partenio fu sconfitto per 3-0. I pugliesi disputarono comunque un’ottima gara, cadendo solo a un minuto dalla fine dell’incontro, quando subirono il gol del 19enne Rivaldo. Nei tempi supplementari due calci di rigore realizzati da Felice Evacuo e Raffaele Biancolino sancirono la promozione dell’Avellino. In seguito a quella partita l’allenatore Salvo Fulvio D’Adderio fu sollevato dall’incarico e sostituito da Salvatore Campilongo (che con la Cavese aveva ottenuto la promozione in C1 e l’accesso ai play-off per la Serie B di cui sopra).

Stagione 2007/2008

La stagione comincia male per i satanelli, che alla prima giornata pareggiano tra le mura amiche con il Legnano, poi nella seconda perdono a Sassuolo 4-2. Alla terza giornata arriva la prima vittoria; dopo una partita difficile il Foggia batte il Lecco. Alla quarta giornata il cammino dei rossoneri si fa sempre più difficile. Il Foggia, infatti, ottiene solo un punto in tre partite, contro la Pro Sesto, la Pro Patria e la capolista Cittadella. Nella settima giornata il Foggia va a fare un punto a Venezia e, dopo questo pareggio, vince due partite consecutive battendo la Paganese ed il Verona, ultimo in classifica. Nella decima giornata il Foggia torna a perdere fuori casa a Cava de’ Tirreni, mentre nell’undicesima pareggia e nella dodicesima perde a Foligno. Nel derby con il Manfredonia, in occasione del quale c’è stata molta affluenza allo Zaccheria, il Foggia fa poker e vince 4-0. Nelle ultime quattro partite del girone di andata il Foggia pareggia due volte, perde una volta e vince una volta. Il girone di andata si chiude a venti punti, a 5 punti dalla zona salvezza. Nel girone di ritorno il Foggia sorprende tutti; infatti, in cinque giornate fa dieci punti, ma anche dopo queste belle prestazioni il tecnico Campilongo viene esonerato ed al suo posto siede Giuseppe Galderisi, che recupera vertiginosamente 19 punti in otto giornate, stabilendosi al 6° posto. Nelle 3 giornate successive si stabilisce nella zona play off. All’ultima giornata il Foggia pareggia 0-0 con la Ternana (a cui serviva, a sua volta, un punto per la matematica salvezza) in trasferta guadagnando, così, il 5° posto e rendendo inutile il 6-4 del Padova con la Cavese. A questo punto il Foggia affronta, il 18 maggio, la Cremonese allo Zaccheria per disputare la semifinale play off di andata. Nel pre-partita si aspettano circa 900 tifosi ospiti provenienti da Cremona. C’è una grande affluenza allo stadio, che ha capienza ridotta a 7500 spettatori. La partita termina in parità, con un sonoro 0-0. Nel pre-partita del ritorno il Foggia batte la seconda squadra di Ravenna, allo Stadio Bruno Benelli, per 6-2 prima di confrontarsi nuovamente con la Cremonese, che allo Stadio Giovanni Zini riesce a pareggiare per 1-1. Il Foggia, pur pareggiando in trasferta, viene eliminato per la migliore posizione in classifica della squadra di Cremona.

Stagione 2008/2009

Nel precampionato per il Foggia si intravedono molti problemi, prima per il tecnico, poi per lo stadio ed infine per la squadra.Il 5 giugno Giuseppe Galderisi lascia la panchina del Foggia,per sedersi su quella del Pescara. Intanto dopo essersi messi d’accordo per la ‘questione stadio’,l’ingegnere ha deciso di fare aumentare la capienza dello Zaccheria a 17.996 posti a sedere.Il 16 giugno 2008 si è deciso di far giocare il Foggia in coppa italia professionisti. Nella stessa settimana Fusco ha scelto come nuovo allenatore Raffaele Novelli, che nella precedente stagione ha allenato i cugini del S.S.Manfredonia. Molti giocatori abbandonano per fine contratto il Foggia, tra cui Nicola Mora (Grosseto), Giovan Battista Ignoffo (Benevento), Fabio Giordano (Cittadella) e Cristian Biancone (Sorrento). Altri vengono ceduti, come Ivan Tisci (Paganese), Nunzio Di Roberto (Frosinone), Antonio Esposito, (Paganese), David Mounard (Gallipoli). Il primo acquisto effettuato dalla dirigenza rossonera è il ritorno, dopo un solo anno, di Fabio Pecchia, che diventa un pò la chioccia del gruppo, assieme all’acquisto delle comproprietà di Umberto Del Core e Mario Jimenez Salgado. A completare la rosa dei confermati ci sono Nicolas Suarez Bremec (Ascoli), Lorenzo Burzigotti (Sudtirol-Alto Adige), Luigi Pezzella (Sorrento), Davide Colomba (Bologna), Carlo Raffaele Trezzi (Pro Patria), Francesco Mirko Velardi (Pescara), Domenico Germinale (Cittadella), Italo Mattioli (Legnano), Antonio Piccolo (Piacenza) e Gennaro Troianiello (Ternana).

L’esordio ufficiale però è amaro: nel primo turno di TIM Cup il Foggia perde il derby con i corregionali del Barletta per 0 a 2 (reti di Romano e Zotti entrambi su punizione): il tecnico Novelli sarà già contestato mentre scoppia il caso Zappino. Il portiere italo-brasiliano si fa espellere verso la fine del primo tempo. Alla fine beccherà ben cinque giornate di squalifica. Novelli lo catechizza ma l’estremo difensore non accetta la tirata di orecchie e viene messo fuori rosa in attesa di essere ceduto.

Intanto il Foggia nella prima giornata batte con difficoltà il Potenza di Chierico grazie ad una botta da fuori area di Troianiello sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Ma sette giorni dopo a Vasto contro il favorito Pescara perde di misura grazie ad una rete messa a segno da Bazzani abile a sfruttare uno svarione della difesa foggiana. Alla terza giornata i satanelli piegano di misura la Cavese grazie alla prima rete in campionato del cileno Salgado che segna di testa su calcio d’angolo con la complicità della difesa metelliana e del portiere, ex di turno, Marruocco.Il Foggia non si smentisce, così alla quarta giornata si perde in quel di Foligno per uno a zero, ma con lo stesso punteggio ci si rifà sette giorni dopo, in casa con la Juve Stabia grazie ad un rigore di Del Core nel finale e pareggia a Pistoia con il risultato di 1-1. La Domenica successiva invece vince contro la capolista Gallipoli grazie ad un gol di Umberto Del Core che si fa perdonare il rigore sbagliato alcuni minuti prima.

Il Foggia è a tre punti dal Gallipoli e sei dall’ Arezzo capolista. Dopo la bella prestazione con il Gallipoli,i rossoneri liquidano il Sorrento 3-1. Poi ancora una brutta prova a Caserta contro il Real Marcianise (1-0), e vittoria interna contro la capolista Arezzo, con un 2-1, con gol di Del Core e Mancino. La domenica successiva va a pareggiare a Perugia (1-1): dopo il vantaggio iniziale degli Umbri con Mazzeo, replica 8 minuti più tardi Del Core con una strepitosa rovesciata.

La giornata dopo il Foggia interrompe la striscia di vittorie consecutive in casa a 6 con il pareggio interno con il Benevento per 1-1. Il Benevento va subito in vantaggio (2° minuto) su un cross dalla destra, la difesa foggiana lascia solissimi davanti alla porta 3 giocatori del Benevento e poi sbaglia Bremec poiché non è uscito a prendere la palla vagante in area piccola. Da allora il Benevento inizia un catenaccio che pedurerà fino al pareggio del Foggia, al 23° della ripresa su calcio di rigore di Salgado, il quale se lo è procurato lui stesso dopo una penetrazione in area di rigore e poi fermato irregolarmente dal portiere avversario. Da qui fino alla fine il risultato non cambierà e il Foggia sarà 4° in classifica.

La partita dopo sarà il derby con il Taranto e proprio a Taranto il Foggia strappa 1 punto dopo aver dominato. Il Taranto va in vantaggio e così finisce il primo tempo. Nel secondo il Foggia rimonta e si porta sull’1-1 grazie ad un tiro da fuori di un ottimo Germinale, dopo di nuovo il Taranto in vantaggio fino al 95° quando a 5 secondi dalla fine del recupero il Foggia trova il pareggio ancora con Germinale. Dopo questo derby il Foggia aspetta la Paganese, forte della sua imbattibilità allo Zaccheria, che ferma nuovamente la squadra rossonera. La settimana successiva il Foggia viene umiliato a Lanciano per 5-2. Intanto la squadra dauna si qualifica alle semifinali di coppa Italia di Lega Pro. Nonostante lo “sciopero del tifo”, il Foggia vince 2-1 contro la Ternana e ritorna prepotentemente in zona play-off, grazie ad una doppietta del “Pescador” Salgado ma la settimana successiva torna a perdere a Crotone per 1-0.

Stagione 2009/2010

Il 7 luglio 2009 viene affidato l’incarico di allenatore ad Antonio Porta e di vice-allenatore a Fabio Pecchia, che dopo aver ottenuto risultati disastrosi vengono esonerati dopo la sconfitta nel derby con l’Andria. Al loro posto assume l’incarico Guido Ugolotti, che rifonda il gruppo nel mercato di riparazione e riesce a compiere la scalata degli ultimi posti mancando per un pelo la salvezza diretta. La squadra riesce comunque a salvarsi ai play-out contro il Pescina, grazie ad un gol dell’argentino Franco Caraccio negli ultimi minuti di una partita che ha sollevato non più di un dubbio sul suo regolare svolgimento (il match è stato segnato da un clima di alta tensione culminato con una minacciosa invasione di campo da parte dei tifosi locali). Al termine del campionato la dirigenza annuncia il suo disimpegno dalla gestione societaria, mentre l’ex-presidente degli anni d’oro Pasquale Casillo annuncia la sua volontà di tornare alla guida del club con una cordata di imprenditori. Intanto si fa avanti L’Energesco, società laziale per le energie rinnovabili, che però si rivela soltanto una società in cerca di facile pubblicità. Dopo di questo, Casillo fa una nuova offerta per la società (la prima era decaduta) mentre l’amministratore unico Francavilla iscrive la squadra al campionato dopo il ricorso alla Covisoc.

Stagione 2010/2011: Il ritorno di Zemanlandia

Il 14 luglio 2010 verrà ricordato dai tifosi rossoneri come il ritorno di don Pasquale Casillo con il suo gruppo, capeggiato dal figlio Gennaro, alla guida del Foggia (la carica di presidente onorario è affidata a Matteo Biancofiore), che riporterà Zdeněk Zeman in panchina e Giuseppe Pavone come Direttore Sportivo.

ROSA TITOLARI 2010-2011

PORTIERI: Ivanov, Santarelli;

DIFENSORI: Caccetta, Candrina, Iozzia, Regini, Rigione, Romagnoli, Tomi, Torta;

CENTROCAMPISTI: Burrai, Kone, Laribi, Palermo, Salamon, Thioye;

ATTACCANTI: Agodirin, Agostinone, Cortese, Insigne, Sau, Varga.

FOGGIA CALCIOultima modifica: 2011-01-04T21:55:00+00:00da lucchese1905
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