NOCERINA CALCIO

phpThumb_generated_thumbnailjpg (1).jpgSTORIA

L’Associazione Giovanile Nocerina nasce il primo febbraio del 1910 per iniziativa di Carlo Cattapani. Si tratta di un sodalizio che si impegna nel tessuto sociale più che nel pallone (teatro, podismo, ciclismo). Il primo incontro con il giuoco del calcio avviene solo l’anno successivo, in un’amichevole al Piazza D’Armi (comunque il primo campo di calcio regolare della provincia), contro una formazione della vicina Pagani (Pagani F.B.C.). I nocerini vincono per 1 a 0.

Se la squadra fosse stata subito rossonera non è dato saperlo. Ma i giornali riportano una vittoria dei “rosso e neri” di Nocera (2 a 0) nella successiva sfida a Nola.

Si va avanti per amichevoli fino al 1921. Da registrare, nel 1919, il primo derby con la neonata Salernitana: 2 a 1 per i rossoneri (“con assist del pubblico per il gol decisivo” secondo i giornali di Salerno; “punto validissimo” secondo invece le cronache dei padroni di casa).

NOCERINA 2010 L’ANNO DEL CENTENARIO

I primi campionati

Nel 1921 nasce a Roma la Federazione Calcio Sud Italia. La Nocerina vi si affilia subito chiedendo l’ammissione alla I Divisione che verrà negata. Servirà uno spareggio con la U.S. Cavese. L’andata si gioca a Nocera e si conclude 3-1 per i padroni di casa. Il tumultuoso ritorno termina 2-2 con rete del 3-2 annullata ai padroni di casa dopo l’invasione di campo degli ospiti. La Nocerina sarebbe ammessa alla I Divisione ma ne viene allontanata “per non aver disputato, l’anno precedente, il campionato di Promozione”. L’anno successivo è ancora spareggio e avversaria ancora la Cavese. Pareggio a Nocera e pareggio a Cava (dove le due tifoserie se le danno di santa ragione per tutti i novanta minuti). L’incontro, anche sospeso per 8′ dall’arbitro Reicklin per invasione di campo, termina a reti inviolate. Sarà un nuovo spareggio a decidere la vincente. Ma a Bagnoli la Nocerina, a causa di un rifiuto nella concessione dei giocatori da parte del Distretto militare, non si presenta e rimedia la sconfitta a tavolino per 2 a 0.

Le prime soddisfazioni per gli appassionati arrivano solo nel campionato di II Divisione 1923-24: la Nocerina, infatti, lo vince. I rossoneri sono un rullo compressore e possono vantare anche il record di imbattibilità del portiere Ugo Bartoli, che mantiene inviolata la sua porta per 1029 minuti. La squadra si laurea: “Campione del girone B di II Divisione”, accedendo al torneo per acquisire il titolo di Campione di II Divisione. Nella stagione 1927-28 i rossoneri sono ancora in II Divisione. La squadra porterà a termine una onorevole salvezza. È l’anno della prima associazione della squadra al simbolo dei molossi.

Da segnalare le prime partite ufficiali tra Nocerina e Salernitana: le gare termineranno con due pareggi. Nella stagione 1928-29 i rossoneri, curiosamente soprannominati orsacchiotti, disputano un campionato esaltante. Arrivano vittorie a Castellammare e sulla Salernitana (di fronte a 3000 spettatori!). Alla fine del girone di andata i rossoneri sono secondi dietro il Vomero. Storica la vittoria nella partita di ritorno con lo Stabia, nella quale i rossoneri consacreranno il molosso a loro simbolo. La Nocerina, battendo anche i napoletani del Vomero, si laurea “Campione di Prima Divisione Campana”, consacrandosi come seconda squadra della regione (dopo il Napoli) e guadagnando l’accesso alle finali promozione, la vittoria delle quali spetterà però al Gargallo.

La stagione 1929-30 è quella che vede la Nocerina guidata dal mito: Ernest Erbstein. Le avversarie si chiamano Palermo, Ternana, Messina, Cagliari. E i molossi ottengono un onorevolissimo quarto posto (dopo essere stati a lungo in lizza per la promozione). Indimenticabile il 3-2 a Salerno contro i granata. La stagione trionfale, però, è dispendiosa e la Nocerina deve accontentarsi di campionati in tono minore, fino a scomparire per qualche anno.

Il secondo dopoguerra: C e B prima del tracollo

Sono anni di rinascita per la squadra che, dopo aver vinto il campionato di I Divisione nel 1945, approda alla serie C, il primo anno guidata dall’allenatore/giocatore Giuseppe Ostromann. L’anno successivo la squadra del presidente Spinelli vince il campionato. La stagione è la 1946-47, allenatore/giocatore è Remo Galli (ex Torino). La formazione di Galli si guadagna l’accesso al girone finale, dove si classifica a pari punti coi pugliesi di Monopoli. Serve uno spareggio: al Motovelodromo Appio, seguiti da circa 2000 appassiontati, De Fazio, Montagner, Ferrarese, Cipriani, D’Acunto, Busidoni, Marchionni, Palma, Longhi, Galli e D’Avino regalano ai nocerini la serie B. All’epoca la serie cadetta era divisa in gironi. I molossi sono iscritti al girone C. Dopo quell’anno la riforma avrebbe previsto un girone unico.

La Scafatese fa compagnia ai cugini di Nocera in B. I rossoneri partono alla grande (ad un certo punto della stagione sono terzi) ma vengono ridimensionati da una serie di sconfitte. Fatale quella col Palermo che vale la retrocessione (nonostante il 12° posto conquistato). Si riparte dalla serie C, ma l’avventura in terza serie dura solo due anni. Ai molossi tocca ripartire dai campionati minori.

In Promozione trovano per la prima volta gli azzurrostellati di Pagani. L’esilio dura fino al ripescaggio in serie D dell’annata 1952-53. Due anni di quarta serie ed è nuova retrocessione. I molossi vivono stagioni altalenanti (promozioni e retrocessioni) fino alla trionfale stagione 1961-62. in società si riaffaccia Spinelli e vi si affiancano i grandi industriali della città: Di Florio e Buscetto. In questi anni muovono i primi passi tra i rossoneri giocatori che avranno anche una discrteta carrriera, come Angelo Mammì.

Campioni d’Italia dilettanti e promozione in serie C

La formazione di De Caprio è un rullo compressore che centra record su record: partite utili consecutive (30), vittorie consecutive (8), punti (53, oggi sarebbero stati 77 in 30 partite). Foglia con 23 reti e Tortora con 22 formano la coppia di bomber principi della storia rossonera. La vittoria del campionato permette ai rossoneri di accedere agli spareggi per l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia. I molossi vincono il proprio girone.

Dopo i quarti e la semifinale accedono alla finalissima col Porto Sant’Elpidio. Da Nocera 4000 persone si muovono, con ogni mezzo, alla volta della capitale. I molossi vanno sul due a zero. La partita sembra terminata, ma la determinazione degli avversari porta il risultato sul 2 a 2 finale. Sono necessari i supplementari. Un guizzo di Tortora regala il titolo ai molossi.

La militanza in serie D è lunga e proficua. I molossi vanno spesso vicini alla promozione. La raggiungono solo nella stagione 1972-73. Un avvenimento curioso riguarda la stagione 1967-68: dopo una sconfitta interna, spavaldo l’allenatore Raimondi afferma: “Ci rifaremo a Policoro”, ultima in classifica. La Nocerina riportò, invece, una sonora sconfitta e ancora oggi in città quella frase si usa come proverbio per indicare un’azione dall’esito tutt’altro che scontato.

Gli anni di serie D vedono l’arrivo di pedine importanti nella storia rossonera. Su tutti una bandiera: Giancarlo Mattucci. L’attaccante pescarese si cucirà addosso la maglia della Nocerina. Detentore del record di marcature (42 in 197 presenze), recentemente intervistato ha dichiarato che non sarebbe dispiaciuto se qualcun altro battesse il suo record, sarebbe anzi fiero che un molosso battesse un altro molosso. Oltre a Mattucci fa il suo esordio il recordman di presenze in maglia rossonera: Roberto Chiancone. Il giocatore salernitano indosserà la maglia rossonera per ben 263 volte.

Ma la figura più carismatica che vede la luce in questi anni è Antonio Orsini, uno di quei personaggi alla Romeo Anconetani, all’Antonio Sibilia, all’Angelo Massimino, alla Costantino Rozzi, che fanno solo bene al calcio italiano. Sarà il presidentissimo della prossima promozione in B.

I campionati scorrono esaltanti, ma sfortunati, fino alla stagione 1972-’73, quando la squadra del nobile presidente, il marchese Luigi Villani, vince il campionato e ritorna in serie C. Di Mascio, Padovano, Esposito S., Di Costanzo, Boncori, Bavota, Sgambato, Portelli, Devastato, Fiorillo e Scarano, guidati da Di Costanzo prima, e Manzetti poi, conquistano la storica promozione giocando sempre in trasferta, a causa dei lavori di rifacimento del Piazza D’Armi, che diventerà poi il San Francesco d’Assisi.

La promozione arriva nello stadio di Barra dove la Nocerina è seguita da 8000 tifosi impazziti.

La serie C

Dopo 22 anni di assenza, la Nocerina, nella stagione 1973-74, fa il suo ritorno nel campionato di semiprofessionisti di serie C. La guida della società è sempre nelle mani del marchese Villani; la squadra viene affidata al giovane Lino De Petrillo.

La squadra recita il ruolo di matricola terribile. Infila una serie di 19 risultati utili consecutivi che la portano a ridosso delle prime posizioni. La partita casalinga col Pescara è attesa come uno scontro promozione. Tuttavia il pareggio spegne le speranze dei rossoneri che, perduto lo storico obiettivo, si rilassano, infilando una serie di sconfitte che varrà loro, comunque, il terzo posto finale.

La stagione 1974-75 non è delle migliori. I rossoneri sono costretti a giocarsi la salvezza solo all’ultima giornata.

Per il campionato 1976-77 la dirigenza costruisce una formazione ambiziosa. In panchina torna Rino Santin. Arriva Stanislao Bozzi, l’attaccante più amato di sempre nella storia della Nocerina. Bozzi è l’attaccante perfetto: segna di destro, di sinistro, di testa, in rovesciata, su punizione. Il feeling col pubblico di Nocera si crea sin dalla sua prima uscita in rossonero. Suo il gol con cui, alla prima giornata, i molossi regolano il Cosenza.

Tuttavia il campionato che doveva essere di vertice vede la salvezza dei rossoneri per un solo punto. Per la stagione 1977-78 l’allenatore è il giovane semisconosciuto Bruno Giorgi. L’obiettivo dei molossi è raggiungere un ottimo piazzamento nella classifica generale che gli consenta di accedere alla C1 per la riforma dei campionati evitando quindi la C2. Arrivano affermazioni importanti in tutti i sentitissimi derby (Pagani, Cava, Salerno). La Nocerina va alla grande e a Brindisi, nella penultima giornata, la squadra è seguita da oltre 4000 tifosi e s’impone per 4 a 1.

Nocerina e Catania chiudono il campionato a 52 punti. Per determinare l’unica promossa sarà necessario uno spareggio. La data è il 18 giugno 1978, la città Catanzaro. Al Militare giungono cinquemila nocerini e dodicimila catanesi. I molossi scendono in campo con: Pelosin, Cornaro, Pigozzi, Grava, Calcagni, Bozzi, Porcari, Spada, Chiancone, Caruso e Garlini. Al sesto minuto i siciliani di Massimino sono in vantaggio con Bortot. I rossoneri non si scompongono e guadagnano un rigore al 31′ del primo tempo. Il signor Benedetti di Roma non ha dubbi nel concedere la massima punizione. Sul dischetto va Bozzi, che sigla l’1 a 1. Nella ripresa il Catania, formato da campioni, ma dall’età media elevata, cala. La Nocerina ne approfitta con Spada che al sessantesimo sigla il gol promozione.

Al triplice fischio la gioia incontenibile dei tifosi molossi si mischia alla rabbia dei catanesi. Spuntano anche i coltelli. Se la città di Catanzaro non si fosse schierata dalla parte dei nocerini (meno della metà rispetto ai siciliani), chissà cosa sarebbe successo. Moltissimi tifosi di Nocera trovano rifugio nei portoni calabresi. Da questa situazione ha origine il gemellaggio tra le tifoserie di Nocerina e Catanzaro. Alla fine si conterà anche un accoltellamento. A Nocera, invece, la situazione è euforica. Immaginabile la festa, che dura per diversi giorni. I rossoneri sono di nuovo in B dopo trent’anni.

La serie B

La stagione 1978-79 vede i rossoneri impegnati in un campionato di livello tale che il “San Francesco” si dimostra piccolo. Per questo motivo il comune appalta a tempo di record dei lavori che ne portano la capienza a 15.000 spettatori. Si comincia, così, dalla Coppa Italia. La Nocerina è associata al girone di Fiorentina, Monza, Taranto e Juventus. Giocare praticamente contro la Nazionale rappresentò un evento per la Nocera dell’epoca. I molossi devono recarsi in casa della più titolata società italiana.

La società rossonera si presentò in Piemonte al gran completo. Già all’aeroporto la dirigenza poté fare la conoscenza con lo “stile juve”, essendo accolti, in segno di benvenuto, da una rappresentanza del club bianconero. Il presidentissimo Orsini, insospettito da quell’inusuale incontro, si rivolse al suo vice preoccupato: “Non è che questi si vogliono comprare la partita?”.

Al Comunale di Torino (oggi Olimpico), contro quella che per nove undicesimi era stata la Nazionale di Enzo Bearzot in Argentina, la Nocerina andò in vantaggio al 10’ del primo tempo, e un inusuale boato scosse la città attaccata alle radioline. Ma il sogno durò poco: due minuti dopo Bettega siglò il gol del pareggio. Tardelli e Benetti fissarono il risultato finale sul 3 a 1.

L’annata in B fu dolce amara per la tifoseria rossonera. Ad un buon inizio sotto la guida di Giorgi, l’allenatore della promozione, seguì un periodo di appannamento che portò al terzultimo posto finale con 35 punti davanti a Rimini e Varese, a 6 punti dalla salvezza, con conseguente retrocessione. Eppure le soddisfazioni non mancarono, sotto forma di vittorie prestigiose (Brescia, Sampdoria, Genoa, Bari, Cesena). Ma, complice l’insufficiente rendimento in trasferta (nessuna vittoria, 8 pareggi e 11 sconfitte) non bastano. L’esonero di Giorgi e l’arrivo dell’esordiente Bruno Mazzia non da i frutti sperati, e così i rossoneri retrocedono.

La società, inoltre, è alle prese con seri problemi economici.

Su e giù dalla C1

Per la stagione 1980-81 la Nocerina inizia un nuovo corso. Drammaticamente storica la sera del pareggio casalingo con la Cavese, futura vincitrice del torneo: domenica 23 novembre 1980, alle ore 19:33, una scossa sismica di un minuto e trenta secondi scuote mezza Italia meridionale. Alla conta dei punti si sostituisce una tristissima conta dei morti. Gli stadi accolgono gli sfollati. Si torna a giocare dopo molto tempo. A Nocera il clima è irreale. Alcuni calciatori, ancora impauriti, sono rimasti a casa.

La stagione 1981-82 vede il ritorno alla Nocerina di Giacomino De Caprio. che affida la panchina a Lamberto Leonardi. La squadra stupisce, ma l’Arezzo di Angelillo ha una marcia in più. Luttuosa la trasferta di Livorno. In Toscana i molossi sono seguiti da oltre tremila tifosi. Ma cinque di questi, Gennaro Corvino, Giuseppe Salvati, Vincenzo settembre, Antonio Vaccaro e Matteo Fiorillo, non torneranno mai più a casa. I cinque ragazzi sono di Castel San Giorgio. Tutto il paese cade in un profondo lutto. All’ingresso dello stadio viene posta una targa in marmo a loro perenne memoria. Alla tragedia umana, segue quella calcistica: la penultima giornata vede i molossi impegnati a Ponticelli contro il Campania del dentista Morra Greco. Il Campobasso è impegnato a Casarano. A Ponticelli la Nocerina va in vantaggio di due gol. In campo piove di tutto. I tifosi di casa non ci stanno e invadono il campo. La partita viene sospesa. I giocatori tornano in campo, ma pensano che si giochi solo pro forma. Il Campania perviene al pareggio. Ma per i dirigenti rossoneri la vittoria a tavolino è scontata. A Casarano, intanto, il pulmann degli ospiti taglia la strada all’Ape Piaggio di un contadino. Il fattore, infuriato, scaglia una pietra contro l’autobus dei molisani. Viene colpito il giocatore Maestripieri. Anche la società molisana inoltra reclamo. Il campionato si conclude. Campobasso e Nocerina sono seconde a 55 punti. Tutti si aspettano lo spareggio. Ma il 2 giugno la lega rende noto di aver accettato il reclamo del Campobasso e respinto quello della Nocerina. Campobasso 56 Nocerina 55. I molisani sono promossi in B.

A Nocera si scatena l’inferno: i tifosi rossoneri chiudono le scuole, bloccano treni e autostrada. Per le strade i cassonetti sono divelti e dati alle fiamme. Ne fa le spese anche il giro d’Italia di ciclismo, che viene bloccato (da allora e per diversi anni non sarebbe passato più dalle nostre parti). Giornali e televisioni sbattono gli avvenimenti in prima pagina, ma è tutto inutile. I molisani (la bestia nera), sono in B, i molossi rimangono in C1.

La Nocerina edizione 1982-83 riparte ancora dalla C1. I molossi sono inseriti nella Coppa Italia maggiore con la Fiorentina di Antognoni, la Cavese, il Bologna, il Pisa e proprio il Campobasso. La Nocerina termina ultima in campionato. Arriva, per la prima volta nella sua storia, la C2. Le fa compagnia la Reggina. Curiosamente la storia di queste due compagini rimarrà legata per le prossime tre stagioni, quando verranno promosse e retrocesse insieme altre tre volte consecutive. Infatti, l’anno successivo, la squadra guidata da Giuseppe Caramanno, conquista subito il ritorno in terza serie. Storica la gara con il Palermo del 10 marzo 1985. I rossoneri passano in vantaggio. Sembrano poter gestire agevolmente l’incontro. Nella ripresa reclamano un rigore, ma l’arbitro non lo concede. Pochi minuti dopo regala, invece, un penalty ai rosanero. La recinzione dei distinti traballa ma non cede. Un cordone di polizia assicura il regolare svolgimento della gara, ma il capitano dei siciliani si dice impaurito e non ritorna sul terreno di gioco. Arriva lo 0-2 a tavolino e la squalifica del campo. Per la società e la squadra è una mazzata. Orsini, già in passato protagonista di alcuni tira e molla, lascia, definitivamente, dopo quasi vent’anni. La società è rilevata da Pasquale Genovese. A fine annata, per la Nocerina, arriva la seconda retrocessione in C2. La segue, ancora una volta, la Reggina. L’anno dopo nuova vittoria di campionato. I molossi, guidati da Ezio Volpi, arrivano, stavolta, davanti ai calabresi.

Per la C1 1986-87 i soldi sono pochi. E quando bisogna fare la squadra con pochissimi soldi serve De Caprio. Il buon Giacomino i calciatori li porta. Tre ragazzini di quell’anno saranno, a breve, protagonisti sui campi di serie A. Il difensore Aldo Firicano (col Genoa); De Agostini (Napoli) e, su tutti, Angelo “sodatino” Di Livio (tornante di Juventus, Fiorentina, nonché della Nazionale). La Nocerina disputa un torneo più che dignitoso. Il decimo posto finale vale la qualificazione alla Coppa Italia maggiore.

In estate arriva la doccia fredda della messa in mora della società. I gioielli della Nocerina si svincolano a parametro zero. L’iscrizione al campionato di C1 1987-88 è rischio. Si rifà vivo Orsini con l’intento di salvare la squadra. Il sindaco Franco D’Angelo si fa promotore di una raccolta di fondi popolare. La risposta della città è commovente: in pochi giorni si raggiunge la cifra di un miliardo di lire, si tassano anche i terremotati. Della colletta si interessano anche giornali italiani e stranieri. La città si aggrappa alla sua squadra di calcio. I trionfi del Napoli non distraggono il pubblico molosso che si sente legato alla Nocerina più che ad ogni altra squadra. La città “del miracolo” (come sarà definita), compie l’impresa. Segue un campionato difficile. La squadra è affidata a Vincenzo Montefusco. Le magie di Musella servono a poco. La Nocerina sfodera anche prestazioni di rilievo. Il portiere Oddi riesce addirittura a siglare una doppietta insaccando due rigori contro il Cagliari. Ma nelle ultime giornate i molossi collezionano solo due vittorie. Troppo poco. La salvezza passa attraverso lo spareggio di Cosenza. Avversario di turno è ancora il Catania. Dieci anni dopo Catanzaro, siculi e campani sono di nuovo di fronte. Ma stavolta chi perde retrocede. Ed è la Nocerina a perdere. Alla retrocessione non segue la C2 ma il fallimento.

Il fallimento

Il Post fallimento è il periodo più nero della storia calcistica della Nocerina. I molossi, acquistando il titolo del Nocera Superiore, ripartono dalla promozione. Vincono il campionato, ma la permanenza nell’Interregionale è stentata. Si parla in città dell’acquisto del titolo del Campania Puteolana di Morra Greco, ma non se ne fa nulla. I rossoneri retrocedono in Eccellenza, dove rimangono due anni.

La stagione del rilancio è la 1992-’93. La Nocerina si aggiudica il campionato dopo uno spareggio al San Paolo di Napoli dove è seguita da 12000 tifosi in delirio. Un gol di Sauro Magni piega il Grottaminarda. L’anno dopo nel CND torna in panchina Lamberto Leonardi, che conquista il secondo posto dietro la corazzata Benevento. Il piazzamento vale il ripescaggio in C2.


Il ritorno in serie C

La stagione 1994-95 è trionfale. La vittorianell’esordio di Trani incorona il nuovo idolo Emanuele Cancellato. Alla quinta giornata al San Francesco si presenta l’Albanova di Casal di Principe, Sebastiano Siviglia sigla, sul finire, il suo primo gol da professionista. La prima sconfitta determina l’esonero di Santosuosso (settima giornata a Frosinone). Al trainer agropolese subentrò un allenatore semisconosciuto, che debuttò in C a Vasto la domenica successiva: Luigi Del Neri. La scommessa fu vincente.

L’ultima partita, col Formia, fu una festa di sport, davanti a quindicimila tifosi in visibilio per la terza promozione consecutiva, qualcosa di incredibile.

L’anno successivo, e dopo sette anni di assenza, i rossoneri sono di nuovo in C1. La stagione 1995-96 si apre con una novità in società: la presidenza è affidata all’avvocato partenopeo Francesco Maglione. Alla guida della squadra è confermato Del Neri. I gol di Battaglia (soprannominato Lorenzo il Magnifico) e di Delle Donne trascinano la squadra ai Play-off, che i molossi vanno a giocarsi contro l’Ascoli. Un esodo di quattromila cuori rossoneri invade la curva Nord dello stadio marchigiano.

Ma il risultato è sfavorevole ai nocerini. Mirabelli trafigge Bruno su rigore. Poco dopo l’indimenticabile Gambino di Barletta, nega un penalty ai rossoneri. Gambino espelle Pagliaccetti prima e De Ruggiero poi, e Battaglia negli spogliatoi). Al ritorno il San Francesco è infuocato. Il sogno della finale si infrange sulle traverse colpite da Limetti e Di Corcia. 0 a 0 e la Nocerina è fuori.

Rocambolesca è invece, la salvezza ottenuta ai play out contro il Sora l’anno seguente. Una stagione quella 1996-97 che comunque passerà alla storia per l’esaltante cammino nella Coppa Italia. Dopo aver eliminato a sorpresa Piacenza e Perugia, i molossi mettono in crisi i campioni d’Italia e d’Europa della Juventus.

Gli Ottavi di Finale di Coppa Italia: Molossi contro Zebre

Lo stadio designato per l’evento è il Partenio di Avellino, affollato da 30.000 spettatori (record di pubblico e d’incasso di tutti i tempi nella storia rossonera). La Nocerina blocca la Juve di Christian Vieri e Marcello Lippi sullo zero a zero. Gennaro Iezzo è straordinario nel levare dalla porta il possibile e l’impossibile. Al Delle Alpi, di mercoledì pomeriggio, gremito quasi da una maggioranza di tifosi nocerini (almeno 900) si gioca il ritorno. Alla fine del primo tempo furono, come da tradizione, i rossoneri a portarsi in vantaggio. Marchegiani batte Peruzzi con un beffardo pallonetto da fuori area. Ma il sogno dura poco. Sul finire della prima frazione di gioco Montero pareggia i conti. Nel secondo tempo l’autogoal di Di Rocco su tiro di Del Piero regala la qualificazione ai bianconeri.

Nello stesso anno i rossoneri, eliminando Acireale, Livorno e Ancona, raggiunsero la finale di Coppa Italia di serie C. Avversario di turno il Como di un giovane Gianluca Zambrotta. Al San Francesco i lombardi furono sconfitti per due reti a zero. Le premesse per portare a casa il prestigioso trofeo c’erano tutte. Ma nella gara di ritorno Como ribalta il risulato e porta a casa la Coppa.

In campionato la squadra è costretta ai play-out. L’avversario di turno è il Sora. La Nocerina si presenta in un gremitissimo Sferracavallo di Sora. I bianconeri locali si portano in vantaggio di due gol, ma un rigore di Zian aggiusta la partita. Si torna a Nocera. Il San Francesco è una bolgia infernale circondata da gironi di forze dell’ordine. Gli ospiti vanno in vantaggio. Cala il gelo sullo stadio. Nasce una piccola invasione subito sedata. Alla ripresa la Nocerina è più determinata. Pareggia subito con un euro gol di Gigi Molino. Poi è Fabrizio Fabris a ribadire in rete una respinta corta del portiere ciociaro. Lo stadio esplode, ma non è finita. Il Sora colpisce un palo a Iezzo battuto: “L’ho deviata con gli occhi” dichiarerà il numero uno a fine partita. Ancora un 2 a 1 e la Nocerina è salva.

L’anno successivo inizia l’era Gambardella. La stagione 1997-98 comincia con l’arrivo in panchina del tecnico Gianni Simonelli. Ex della Salernitana, il tecnico di Saviano non ha mai potuto esprimere al meglio le sue capacità. La Nocerina parte bene e trascinata dai gol di Emilio Belmonte, si ritrova, quasi a sorpresa, nei play off. La regular season è dominata dalla corazzata Cosenza, e dall’imbattibile Ternana di Del Neri.

Gualdo-Nocerina: il nostro “4 a 3”

L’andata della semifinale degli spareggi promozione si gioca in casa contro il Gualdo. Un secco 2 a 0 fa da preludio alla gara di ritorno. Al comunale di Gualdo Tadino la Nocerina può permettersi di perdere con un gol di scarto. La partita comincia e scorre tranquilla fino al vantaggio locale. Nella ripresa il pareggio di De Palma manda il visibilio il pubblico rossonero. Ma è nel finale che la gara si anima. Il Gualdo passa al 77’ con Di Venanzio, è 2 a 1. Il forcing finale degli umbri porta al 92’ il 3-1 per la squadra locale, Di Venanzio firma la doppietta. Criscuolo, sanguigno portiere rossonero, corre a centrocampo: l’arbitro gli chiede: “Cosa vuole?”, lui risponde “Non lo so” e torna tra i pali. La Nocerina sarebbe fuori. Lo sconforto è grande, alcuni tifosi escono dal piccole comunale, altri, a casa, spengono la televisione (per motivi di ordine pubblico la gara è trasmessa in diretta su RaiTre). Ma quelli rimasti sugli spalti sono ripagati al 93’ dal gol in semirovesciata di Di Rocco (famoso, in realtà, più per i suoi autogol). I tifosi a Gualdo e quelli in città esplodono. I televisori si riaccendono, chi era uscito dallo stadio rientra di corsa in festa. La Nocerina ha il suo “4-3”, ma, soprattutto, è in finale.

La domenica successiva il Conero di Ancona ospita la finalissima. Avversaria è la corazzata Ternana degli ex Del Neri e Fabris. Battere la squadra meno battuta del campionato si rivela difficile, e sono proprio gli umbri a passare con Arcadio nel corso del primo supplementare. Il sogno si infrange. La delusione è forte, ma la Nocerina ci riprova.

Nel 1998-99 la Nocerina va nuovamente vicina ai play-off, ma li perde per un punto.

L’anno seguente si riparte con la panchina affidata all’ex bandiera rossonera Roberto Chiancone (sostituito per poche domeniche da Bruno Giordano), ma il campionato è anonimo.

Il campionato 2000-01 è uno dei peggiori della storia recente. Si punta, più che altro, a conservare la categoria. L’allenatore Villa fa un buon lavoro, ma viene esonerato. Al suo posto arriva lo sconosciuto Donato Anzivino, ex terzino dell’Ascoli, ma la musica non cambia.

La Nocerina chiude il campionato al 15° posto ed è costretta a giocarsi la permanenza in C1 nei play out contro la Viterbese. Anche Anzivino viene esonerato. Al suo posto è promosso sul campo il tecnico della formazione Beretti Gaetano Zeoli ma il doppio confronto premia i laziali e condanna la Nocerina alla C2. La ricorrenza dei 90 anni di storia dei molossi, ricordata con uno speciale annullo postale, viene festeggiata nel modo peggiore possibile.

Si dovrà ricominciare, quindi, dalla C2. La squadra viene affidata all’esperto Piero Cucchi con l’obiettivo dichiarato di vincere il campionato. Ma la sorpresa è dietro l’angolo. Il fallimento e l’esclusione dai campionato professionistici del Savoia e della Juve Stabia, dovute alle inadempienze del presidente Pane, riapre alla Nocerina le porte di quella C1 che pochi mesi prima era stata persa sul campo. Ma la squadra annaspa sul fondo della classifica e a nulla valgono i continui cambi in panchina che vedono succedersi Cucchi, Dellisanti, ancora Cucchi e in ultimo Pietro Paolo Virdis. La Nocerina chiude il campionato al 16° posto ed è costretta suo malgrado a giocarsi nuovamente la C1 alla lotteria dei play out. Cambia l’avversario di turno che questa volta è il Benevento, ma non cambia il risultato: per il secondo anno consecutivo la Nocerina retrocede in C2, questa volta per davvero.

La C2 e la retrocessione

Da allora la Nocerina annaspa in C2. Solo nel primo anno fu allestita una squadra interessante. Affidata ad Eziolino Capuano (poi sostituito da Buffoni), la squadra arrivò fino ai Play-off. Ma perse la decisiva gara casalinga col Catanzaro, nonostante in squadra nomi del calibro di Leandro Lazzaro, Daniele Balli, Emiliano Bigica, Onofrio Barone.

Gambardella lascia e cominciano forti difficoltà economiche. Una cordata di imprenditori locali tira la Nocerina per i capelli dal fallimento. La squadra, affidata a Pasquale Ussia si salva con tranquillità: con i gol di Roberto Magliocco e le imprese difensive firmate Olorunleke. L’anno successivo la squadra deve salvarsi ai Play-out, in un interminabile doppio match con la matricola Morro D’Oro. In panchina siede Fabrizio Fabris che riesce nell’impresa di salvare i molossi sia da giocatore che da allenatore.

La stagione 2005-06 vede la salvezza diretta dei molossi solo grazie alla penalizzazione cui va incontro il Potenza, condannato agli spareggi salvezza in luogo dei molossi. I rossoneri, ventotto anni dopo Bozzi, tornano a vantare un capocannoniere in serie C, si tratta di Fabio Mazzeo autore di 17 reti (un solo rigore), che col partner Renato Greco crea un’affiatatissima coppia gol.

L’estate 2006 vede affacciarsi sulla scena dirigenziale nocerina la famiglia De Marinis, che rileva le quote della società, esibendo un programma ambizioso. Purtroppo però la squadra, dopo un esaltante avvio, si perde nell’anonimato e lotta per la salvezza ai play-out contro il Melfi. La prima gara, allo Stadio San Francesco d’Assisi, termina 0-0 con la Nocerina che gioca tuttavia una discreta partita. Da segnalare le 17 reti di Nicola Falomi (18 con quella del ritorno dei Play-Out a Melfi). Al ritorno, la squadra rosso-nera perde per 2 a 1 a Melfi ed è condannata così alla retrocessione in Serie D.

La stagione 2007/2008

Un’azione di Cosenza vs Nocerina, 2-4

La squadra si ritrova così in Serie D/i ed ingaggia un nuovo allenatore: Silvio Paolucci (Ex Nuovo Campobasso). Il mister, dopo una serie di risultati non entusiasmanti presenta le dimissioni. Medesima sorte per il direttore sportivo Niccolò Ferrante, anch’egli dimissionario. La squadra viene affidata al vice Alessandro Erra (11^ Giornata), che con 19 risultati utili consecutivi (da segnalare la vittoria per 2-4 contro la capolista Fortitudo Cosenza al San Vito di Cosenza) si è aggiudicato l’accesso ai play-off.

La stagione seguente (2008/2009) parte con ambizioni di primato. Tuttavia dissidi interni allo spogliatoio portano all’allontanamento di Pasquale Ussia, tornato ad allenare la squadra e dimissionario dopo sole cinque giornate (quattro vittorie e una sconfitta). La squadra viene affidata a Franco Giugno, ma il trainer cosentino non arriva neanche alla fine del girone di andata. Gli subentra, provvisoriamente, il trainer della Juniores, il nocerino Matteo Pastore, ex calciatore della Nocerina. Per lui due giornate e sei punti conquistati prima del nuovo cambio: stavolta è Pino Rigoli a guidare i molossi. Ma anche questo tecnico durerà poche giornate. La squadra torna a Matteo Pastore che, nonostante tutte le vicissitudini passate, non riesce a raggiungere il Brindisi, ma conquista un preziosissimo secondo posto che vale una posizione di privilegio nei Play Off. Nella post season di girone i molossi battono Ischia e Pianura. Accedono ai play off Nazionali con 3 gironi di 3 squadre ciascuno dove, per differenza reti, si qualificano su Gavorrano e Salò. In semifinale battono il Sapri, vincitrice della Coppa Italia dilettanti, e nella finale nazionale, che si disputa a Rieti, a porte chiuse, si impongono sul Città di Vico Equense, vincendo, quindi, i play off nazionali e guadagnando l’ammissione (non il ripescaggio) alla Lega Pro Seconda Divisione (ex serie C2) al posto della rinunciataria Biellese.

Il ripescaggio in Prima Divisione

Il fallimento di numerose società calcistiche di Lega Pro, ha spalancato le porte a numerosi ripescaggi in Prima e in seconda Divisione, così dopo le fidejussioni e le garanzie, la Nocerina otterrà il si della Lega e grazie al ripescaggio disputerà il campionato di Lega Pro Prima Divisione 2010-2011 dopo 8 anni di assenza.

 

Momenti fra Lucchese e Nocerina nel campionato 2009-2010

 

               

NOCERINA CALCIOultima modifica: 2010-11-01T13:05:00+01:00da lucchese1905
Reposta per primo quest’articolo