CITTA’ BENEVENTO

Fondazione

La fondazione di Benevento risale a tempi remoti. Una leggenda narra che Benevento debba le sue origini all’eroe greco Diomede,sbarcato in Italia dopo la distruzione ed l’incendio di Troia e secondo Procopio di Cesarea avrebbe anche ospitato l’incontro tra Diomede ed Enea . Una moneta del IV secolo a.C., attribuita alla città e recante impresso l’emblema del cavallo e la scritta Malies, avvalorerebbe la tesi dell’origine greca, in quanto il cavallo era il simbolo particolare di Diomede. In realtà, la fondazione si dovrebbe agli Osci, passando successivamente ai Sanniti. Inoltre, la parola Malies (o Malocis), nome probabilmente osco o sannita, sarebbe all’origine del primo nome della città che era Maloenton, da cui quello latino di Maleventum o Maluentum. Del periodo pre-romano la città offre ceramiche e bronzi del secolo VIII e VII.

I Romani

Per la prima volta nella storia romana nel 314 a.C., Maleventum, definita a proposito della prima guerra sannitica quale fiorente centro del Sannio Meridionale. Nei suoi pressi, le legioni di Papirio Cursore e di Bibulco sconfissero, nel corso della seconda guerra sannitica, le truppe sannitiche.

Nelle vicinanze della città, nel 297 a.C., il console romano Publio Decio Mure, avrebbe sconfitto durante la terza guerra sannitica gli Apuli, impedendo in tal modo il ricongiungimento con i Sanniti.

Nel 275 a.C., i Romani vinsero Pirro, venuto in Italia con i suoi elefanti: questo fatto si dimostrò fondamentale per lo sviluppo della città.
Per assicurarsi il possesso di Benevento, vennero dedotti nel 268 a.C.
il primo stanziamento di coloni romani con diritto latino.
A quest’epoca risale il nome di Beneventum, mutuato da Maleventum, considerato di cattivo augurio.

Durante la seconda guerra punica, vennero combattute due battaglie decisive: nel 214 a.C. il generale cartaginese Annone fu sconfitto da T. Gracco; nel 210 a.C., il campo di Annone venne assalito e preso dal console Q. Fulvio.

Nel 209 a.C. fu una delle diciotto colonie latine a somministrare contingenti di uomini e denaro per continuare la guerra.

L’importanza della città crebbe con la realizzaione della via Traiana, nuovo traccaito della via Appia.

Nell’86 a.C., i Romani la elevarono al rango di municipium.
Verso la fine della Repubblica, Benevento viene descritta come una delle città più floride del Meridione.
Augusto, nel 42 a.C., vi deduce una nuova colonia, mentre da Nerone viene dedotta una terza colonia, che prende il nome di Concordia, come è documentato anche nelle iscrizioni del regno di Settimio Severo
: Colonia Julia Augusta Concordia Felix.
Adriano poi la unì alla Campania.

Benevento trasse particolari benefici dall’essere situata su una importante arteria di comunicazione quale era al tempo la via Appia.
Vi confluivano la vecchia via Latina e la via Egnazia
.
Traiano
la scelse quale punto di partenza per la via che prese il suo nome.
Fu così che per tutto il III e IV secolo d.C.
la città prosperò in modo particolare, arricchendosi di numerosi e splendidi monumenti.
In quel periodo fu la città più popolosa del Meridione dopo Capua.

Medioevo

Sede vescovile a partire dal IV-V secolo, fu quasi interamente distrutta da un terribile terremoto nel 369 d.C., segnando il suo lento ed inesorabile declino, favorito anche dalla crisi dell’Impero romano d’Occidente.

Nel 410 d.C., subì l’invasione dei Visigoti e nel 455 quella dei Vandali. Poco tempo dopo, si verificò la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Nel 490 d.C. fu presa dai Goti, nel 536 o 537 liberata da Belisario e nel 545 conquistata e saccheggiata da Totila.

Nel 571 i Longobardi vi fondorono il ducato di cui Zottone fu il primo duca fino al 591. L’ultimo fu Arechi II, genero di re Desiderio, dal 778 al 787. Protetto dalla sua grandezza, dalla situazione appartata e dalle difficoltà di portarvi e sostenervi guerra, il ducato si mantiene incolume davanti alla minaccia dei Franchi e lo stesso Carlo Magno è costretto ad arrestarsi ai suoi confini. Nell’840, dopo la morte violenta di Sicardo, il dominio fu diviso nei due principati di Benevento e Salerno e nella contea di Capua. Seguì la serie dei principi indipendenti di Benevento da Radalgisio a Landolfo VI. Nel 969, papa Giovanni XIII innalzò Benevento a Chiesa metropolitana. Il principato finì nel 1053 con la battaglia di Civitate e la presa di Benevento da parte di Riccardo I di Aversa e Roberto il Guiscardo. Nel 1077, Enrico III la cedette alla Chiesa.

Fu per qualche anno in mano ai Normanni (1078 – 1081), rimanendo poi per secoli un’enclave pontificia nel Regno di Napoli, governata da rettori papali, pur fra alterne vicende: vi furono infatti tentativi di conquistarla da parte di Federico II e Manfredi di Svevia, che qui rimase ucciso in una battaglia contro Carlo d’Angiò. Fu sottratta alla Chiesa durante le lotte tra Angioini e Aragonesi.

Età moderna

Nel 1458, papa Callisto III, alla vigilia della sua morte, crea il nipote Pedro Luís duca di Benevento, infeudazione illusoria, in quanto la città è saldamente tenuta da re Ferrante.

Alessandro VI, per non essere da meno, confermando a Federico d’Aragona l’investitura del regno di Napoli, nel 1497 l’ottiene per il figlio Giovanni, già duca di Gandia, principe di Tricarico, conte di Garinola e di Claromonte, nonché Gonfaloniere della Chiesa. Benevento fu poi turbata dalle lotte intestine sorte tra la fazioni di Castello e quella della Fragola (Fravola), concluse con la pace del 1530.

Nel Seicento, però, pestilenzie, carestie e terremoti annientarono gli sforzi compiuti e impoverirono sempre più la città. Benevento ritrova serenità sotto il papa, salvo un breve assedio operato dagli spagnoli dal 4 settembre al 28 settembre 1633.

Nel 1688 fu distrutta da un terremoto. Si salvò dalle rovine del suo palazzo il cardinale arcivescovo Orsini, il futuro Benedetto XIII, che non solo ricostruì la città, ma ne incrementò tutte le attività. Nel 1702, Benevento fu però squassata da un nuovo cataclisma e il Pastore non desisté dalla sua opera, tanto da essere celebrato come Alter Conditor Urbis (“nuovo fondatore della città”).

Con l’arrivo in Italia di Napoleone Bonaparte nel 1798, Benevento fu dapprima occupata da Ferdinando IV di Borbone. In seguito, Napoleone la fece sede di un nuovo principato, retto dal Talleyrand (1806). Tornata alla Chiesa con la Restaurazione, nel 1860 i garibaldini di Salvatore Rampone la sottrassero al dominio pontificio, e fu così annessa al nascente Regno d’Italia.

Dopo l’unità d’Italia

Cominciava così una nuova vita per la vetusta città, che riprendeva nel Mezzogiorno d’Italia la sua funzione, sviluppandosi notevolmente nel suo complesso urbano ed abbellendosi di edifici interessanti e di bei monumenti, progredendo nell’agricoltura, specie nella coltivazione dei tabacchi e dei cereali, nelle famose industrie dolciarie, meccaniche, dei liquori, del legno, dei laterizi, nei suoi floridi commerci, nelle istituzioni assistenziali e culturali.

Né tale fervore poteva essere spento dall’immane distruzione del secondo conflitto mondiale, allorché la cittadinanza diede tale prova di coraggio e di abnegazione, da meritare la Medaglia d’Oro al Valor Civile (15 giugno 1967). La città fu bombardata dagli Alleati nel 1943: duemila abitanti morirono e oltre la metà della città rimase distrutta.

Ingenti danni furono poi causati da un’alluvione nel 1949. Da allora ad oggi Benevento si è notevolmente espansa, ed è tuttora oggetto di grandi interventi di riqualificazione.

La città

Centro storico

Piazza Roma

Il centro storico di Benevento si trova su un’altura fra il corso dei fiumi Calore e Sabato, digradante verso la loro confluenza, ad ovest. È attraversato da un asse viario principale costituito dal Corso Dante e dallo spazioso Corso Garibaldi, sul quale si aprono alcune piazze (Cardinal Pacca, Duomo, Orsini, Roma, Matteotti). Nel punto più alto si trova il castello, la Rocca dei Rettori.

Nei due corsi confluisce un’irregolare rete di vicoli, nella quale sono distinguibili alcuni rioni storici, fra cui i medievali Piano di Corte e Triggio, situati rispettivamente all’estremo nordorientale e sudoccidentale. I longobardi eressero una cinta muraria che includeva tutta la zona, della quale oggi rimangono oggi solo alcuni tratti. L’acropoli di Benevento conserva una cospicua quantità di monumenti, di cui i principali sono posti su Corso Garibaldi.

Quartiere Mellusi-Atlantici

Uno scorcio del viale Atlantici

La zona nuova del centro cittadino sorge ad est del centro storico, continuando la salita della stessa collina. Lo attraversano due lunghi viali alberati: Viale Antonio Mellusi, costruito nel dopoguerra, e Viale Atlantici, prosecuzione ideale di Corso Garibaldi, completato nel 1932 su progetto dell’ingegnere Gennaro De Rienzo e dedicato ai “Trasvolatori Atlantici”.

All’inizio dei due lunghi viali si trovano, ripettivamente: la grande Piazza Risorgimento, in cui si trova la sede della Banca d’Italia e si tiene il mercato della frutta; e Piazza IV Novembre, su cui si apre l’ingresso della rinomata Villa Comunale.

Il quartiere è costituito principalmente da palazzi, ingentiliti da molto verde. Risalendo Viale Atlantici si trovano la sede della Soprintendenza ai Beni Archeologici (nell’ex convento di San Felice), il Seminario Arcivescovile, la Scuola Allievi Carabinieri. Circa a metà del viale, sulla destra vi è un crocefisso posto nel XIX secolo[3].

Nel quartiere si trova inoltre il Teatro-Auditorium Nicola Calandra. I viali Mellusi ed Atlantici ad est si ricongiungono portando ad un un piazzale sopraelevato, dove si trova il Convento dei Cappuccini.

Pacevecchia

Villa dei Papi

Proseguendo lungo l’altura seguendo Via delle Puglie, si incontra la zona residenziale di Pacevecchia. Qui si trova l’ospedale cittadino, il Gaetano Rummo. La contrada presenta graziose villette e fabbricati di nuova costruzione, e si sviluppa attorno al magnifico parco di Villa dei Papi, residenza del vescovo Orsini. A Pacevecchia si trova lo stadio in cui gioca il Rugby Benevento.

La contrada prende il nome dalla pace che fu qui firmata dalle fazioni cittadine nel 1530, dopo quasi un secolo di avversità. Visto il contributo fornito dal padre cappuccino Lodovico da Napoli per la sottoscrizione dell’accordo, il Comune volle ringraziare i frati permettendo loro di costruire un convento. La costruzione originaria sorse in una collocazione diversa da quella odierna: distrutta da un terremoto, fu sostituita dalla villa dell’Orsini.

Rione Ferrovia

Il ponte Vanvitelli; a sinistra il lungocalore Manfredi di Svevia

Il Rione Ferrovia si trova a nord del fiume Calore; il principale collegamento con il centro è costituito dal Ponte Vanvitelli. Subito dopo il ponte si incontra piazza Leonida Bissolati da cui a sinistra si aprono via Valfortore (già Francesco Paga), che conduce ale vie di collegamento con i Comuni del Fortore, e il Lungocalore Manfredi di Svevia (ove si ritiene che un tempo sorgesse la chiesa di San Marciano, già diruta nel XVIII secolo, nella quale papa Adriano IV diede a re Guglielmo I di Sicilia l’investitura di Duca di Puglia e di Sicilia, come si legge nelle cronache).

Il rione è attraversato dal viale Principe di Napoli, che porta dal ponte alla stazione ferroviaria (da cui il nome). Lungo il suo corso si trovano la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e l’Ospedale Sacro Cuore di Gesù, tenuto dall’ordine religioso dei Fatebenefratelli.

L’abitato non si protrae molto profondamente nelle traverse che partono dal viale: ad est del rione si trova la zona industriale di Pezzapiana. Nel Rione hanno inoltre sede le due principali industrie dolciarie della città: le Fabbriche Riunite Torrone di Benevento e la Strega Alberti (di fronte alla stazione).

Poco dietro la stazione si trova la rotonda dei Pentri, al centro della quale è stato eretto un monumento a Padre Pio.

Porta Rufina

La galleria di Piazza Commestibili

La collina del centro storico presenta una forte pendenza verso sud, ai piedi della quale vi è la zona di Porta Rufina, detta così da un ingresso della città andato distrutto. Il collegamento con la zona alta avviene principalmente tramite Piazza Orsini e Via delle Puglie, lungo la quale si trova la Facoltà di Scienze Economiche dell’Università. Nel rione si apre piazza Commestibili, sede del mercato alimentare fino ad inizio Novecento, dalla fine del 2007 adibita a galleria commerciale. Vi è inoltre l’ufficio postale centrale della città.

Rione Libertà

Il ponte Santa Maria degli Angeli, attraversando il fiume Sabato, conduce da via Porta Rufina su via Napoli, fiancheggiata a destra da un lungo prato alberato e a sinistra da una serie di negozi posti in piccole costruzioni isolate, le quali peraltro hanno suscitato numerose critiche perché ritenute antiestetiche. Oltre, sui due lati si estende il quartiere più abitato della città, il popolare Rione Libertà, intitolato alla liberazione nazionale nella seconda guerra mondiale, detto anche «le palazzine».

Il Centro Servizi Amministrativi della Provincia

Del rione è rappresentativa soprattutto la parte ad ovest di via Napoli: costruita nel secondo dopoguerra in base ai principi del Razionalismo italiano, presenta strade ortogonali, in cui si aprono vasti spiazzi liberi. Molti dei palazzi per abitazioni, dall’aspetto sobrio e massiccio, sono in cattive condizioni. Fra di essi si trova la chiesa di San Modesto.

Le zone ad est di via Napoli presentano una topografia meno regolare, poiché i palazzi non sono stati costruiti secondo un piano unico. Qui si trova un’altra chiesa moderna, dedicata alla Madonna Addolorata. Il settore nord-est assume in genere un altro nome, Santa Colomba. Vi si trovano il moderno Centro Servizi Amministrativi della Provincia di Benevento, lo stadio Santa Colomba, e fra i due, alcune scuole secondarie superiori. Attorno allo stadio si svolge, il sabato, il più grande mercato cittadino.

Procedendo verso sud, via Napoli si allaccia sulla SS7 Appia, salendo sull’altura della contrada San Vito.

Monumenti

Arco di Traiano

Arco di Traiano

È non solo il massimo monumento della città, ma uno dei migliori esemplari dell’arte traianea ed il più insigne arco onorario romano. Ha un solo fornice. Fu eretto, come attesta l’iscrizione ripetuta sull’attico delle due fronti, dal senato e dal popolo romano nel 114 all’inizio della nuova via Traiana, per ricordare ed esaltare il governo dell’optimus princeps, e terminato nel 117. I piloni sono decorati con bassorilievi; in particolare la faccia dei piloni rivolta verso la città presenta scene di pace, l’altra scene militari. L’Arco fu inserito nel medioevo nella cinta di mura della città, della quale costituì la Porta Aurea.

Ponte Leproso

Ponte Leproso

Il Ponte Leproso era l’attraversamento sul fiume Sabato tramite il quale la via Appia arrivava in città. Restaurato sotto Settimio Severo e Marco Aurelio Antonino, fu più volte rimaneggiato nel corso dei secoli. Allo stato attuale ha quattro arcate. Chiamato originariamente Ponte Marmoreo, deve probabilmente il nome attuale ad un vicino lebbrosario del Medioevo. Nelle sue vicinanze sorge l’antico cimitero di Santa Clementina.

Teatro romano

Teatro romano

Il nuovo prevalere, sulla severa arte traianea, delle correnti elleniche promosse da Adriano trovò in Benevento il suo documento aulico nel grandioso Teatro, dalla scena che si stagliava preziosa di marmi policromi verso il virgiliano Taburno, dalla cavea candida e luminosa, dagli atri scintillanti di mosaici e di stucchi. Fu costruito sotto l’imperatore Adriano (inaugurato nel 126) ed ingrandito da Caracalla tra il 200 e 210. Realizzato in opus latericium, ricorda il Teatro di Marcello di Roma. Misura 90 metri di diametro e può contenere circa 10.000 spettatori. Si è perso gran parte del rivestimento marmoreo; sono giunti fino a noi la cavea, la scena, il primo e parte del secondo dei tre ordini di arcate.

Chiesa di Santa Sofia

Piazza Matteotti con la chiesa di Santa Sofia

La chiesa di Santa Sofia è un edificio longobardo che risale circa al 760, di piccole proporzioni: si può circoscrivere con una circonferenza di diametro 23,50 m. Si tratta di una delle chiese più importanti della Langobardia Minor giunta fino ai giorni nostri, notevole soprattutto per la sua originalissima pianta stellare e la disposizione anomala dei pilastri e delle colonne (un esagono circondato da un decagono).

Fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 1688 e ricostruita in forme barocche per volere dell’allora cardinale Orsini di Benevento (poi divenuto papa Benedetto XIII). Le forme originarie furono nascoste, e furono riscoperte solo con il discusso restauro del 1951.

La chiesa è parte di un più ampio complesso monumentale di cui fanno parte l’ex monastero, ora sede del Museo del Sannio, il campanile settecentesco e la fontana al centro della piazza, che si affaccia sul Corso Garibaldi.

Rocca dei Rettori

La Rocca dei Rettori

Il castello di Benevento, meglio conosciuto come Rocca dei Rettori, si trova nel punto più elevato della città, a dominare le valli dei fiumi Sabato e Calore, e le due importanti e antiche via Appia e via Traiana. Il sito era già stato utilizzato dai Sanniti, che vi avevano costruito una serie di terrazzi difensivi, e dai Romani, che vi costruirono un edificio termale (Castellum aquae), i cui resti possono ancora essere visti nel giardino del castello. I benedettini vi ebbero un monastero. La Rocca ricevette il nome attuale nel Medioevo, quando divenne sede dei governatori per conto del papa, i Rettori.

Il castello è di fatto costituito da due edifici distinti: il Torrione, costruito dai Longobardi a partire dall’871, e il Palazzo dei Governatori, costruito dai papi a partire dal 1320.

Duomo

La facciata del Duomo

Sorto nel 780, fu ampliato nel XII secolo: a quell’epoca risale la facciata in stile romanico pisano, a tre portali, sormontate da un ordine di arcate e da una loggia. Il massiccio campanile in stile gotico è invece del 1280. Nel XVIII secolo il Duomo fu ulteriormente arricchito. Fu quasi completamente distrutto durante i bombardamenti alleati del 1943: ne rimasero soltanto il campanile, la facciata e la Cripta con i suoi affreschi, nonché la porta di bronzo del XII secolo, la Janua Major, composta da 72 formelle con bassorilievi (citata tra l’altro nel film Hannibal con Anthony Hopkins), recentemente restaurata. Il Duomo attuale, ricostruito nel dopoguerra, ha 5 navate. Sono in corso lavori di ripristino dell’aspetto antecedente la distruzione del 1943.

CITTA’ BENEVENTOultima modifica: 2010-10-26T16:25:00+00:00da lucchese1905
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