TIFOSI PISA

tifoseria-in-curva-nord-2.jpgQueste poche righe hanno l’obiettivo di far capire che cosa è la Curva Nord, cosa è stata e cosa vuol dire farne parte. Non sarà un elenco di gruppi ultras che si sono susseguiti in Curva, ma cercheremo di trasmettere le sensazioni e le emozioni che si provano a far parte di una Curva. Inizieremo a parlare della Nord da quando la conosciamo noi, rimandando al libro dei Rangers (“Siamo pisani, batteteci le mani…”) tutte le notizie antecedenti al 1990. Sappiamo benissimo, avendola vissuta per più di 15 anni, che la Curva di oggi non è quella di ieri e non sarà quella di domani; in modo particolare, dagli anni Novanta ad ora, molto è cambiato, come del resto in tutto il panorama ultras, sia a livello di mentalità che di leve generazionali. Come gruppo Svitati abbiamo fatto il nostro ingresso in Curva Nord in punta di piedi; nel 1990 eravamo tutti ragazzi giovanissimi e, seppur con lo stesso grande amore per il Pisa e per Pisa, vedevamo la Curva Nord come qualcosa di diverso rispetto al semplice fare il tifo per i colori nerazzurri. Non serviva solo amare la squadra e tifare, occorreva seguire delle regole non scritte, basate sul rispetto, coerenza e mentalità. A quel tempo l’influenza di Romeo Anconetani sulla Curva Nord era enorme, dalle sovvenzioni per le trasferte agli aiuti in caso di difficoltà “giudiziarie”. Romeo non era solo il presidente di una squadra di calcio, era un grande uomo: despota e prepotente, ma con un grande cuore e attento ai problemi che sorgevano intorno al Pisa a 360°, dalla squadra ai suoi tifosi. Talvolta però quell’arroganza andava contro con il nostro orgoglio. Infatti, proprio in quell’anno, si formò quello che doveva essere il primo grande coordinamento all’interno della Curva Nord, il Comitato Orgoglio Pisano (COP), che nasceva in contrapposizione al Centro di Coordimento Pisa Clubs e soprattutto in contrapposizione all’egemonia di Romeo sui gruppi di tifosi.

Appena nati, ci trovammo subito a dover scegliere se fare parte del Coordimento, oppure aderire al COP; non facemmo quasi in tempo a propendere per la seconda opzione, che il sogno COP era già tramontato. Per noi, però, aveva voluto dire fare una scelta tra continuare ad essere tifosi normali o accettare quel codice non scritto degli ultras della Curva Nord. In quell’anno i gruppi più importanti erano senza dubbio i Fighters ed i Rangers, nati ad un anno di distanza l’uno dall’altro, i primi nel 1978 e i secondi nel 1979. Altri gruppi molto attivi erano anche gli Sconvolts, nati nel 1984 e gli Wanderers, nati nel 1985. Il 1990 era l’ultimo anno di Serie A e la Curva era sempre stracolma di gente e molti gruppetti contribuivano a colorare la Nord: Kapovolti, Dr. Martens, Fedayn e Armata. Queste realtà, all’apparenza poco significative, riempivano però la Curva, oltre che di colori nerazzurri, anche di persone significative per la realtà ultras pisana. Il nostro ingresso in Curva fu difficile: sembravamo troppo giovani per poter far parte della realtà ultras in maniera autonoma; molte erano le cose da imparare e tanti gli errori da commettere, ma la vita di Curva ci insegnava anche alcuni principi validi nella vita di tutti i giorni. Le prime riunioni di Curva a cui abbiamo partecipato ci vedevano da una parte, in silenzio, ad ascoltare i più vecchi, coloro che avevano più esperienza e coloro che avevano già molte trasferte sulle spalle. La prima regola che abbiamo imparato è il rispetto. In Curva Nord chi era più vecchio o aveva più militanza aveva la stima di tutti. I gruppi storici (o i più attivi) dovevano avere il proprio spazio per attaccare gli striscioni. La balaustra andava guadagnata; non si osava nemmeno avvicinarsi se non sicuri di esserne all’altezza, mentre oggi le cose si sono leggermente ammorbidite.
Con questo spirito arrivammo al 1994, l’anno del fallimento del glorioso Sporting. Dopo Salerno pensavamo (come molti) che il calcio a Pisa fosse finito e che della Curva Nord non rimanesse niente. L’anno dell’Eccellenza fu molto duro e segnò un radicale cambiamento a livello di tifoseria: Wanderers e Fighters si sciolsero e gran parte degli Sconvolts si allontanarono dalle sorti nerazzurri; anche i gruppi satelliti scomparvero. Noi eravamo nel pieno della nostra voglia di essere ultras, con qualche anno di belle esperienze alle spalle e con una voglia di continuare a far parte della Curva Nord. I Rangers tennero duro nel sostenere la squadra anche con risultati non positivi e anche noi non perdemmo la nostra passione per Pisa e per questa realtà ultras. Dagli anni difficili emerse però lo zoccolo duro che ben presto, aiutato dai risultati della squadra, rifondò la Curva Nord nel vero senso della parola. Nel 1995 nacquero gli Eagles che, insieme a noi, aiutavano Rangers e Sconvolts a guidare la Curva. Dall’esilio forzato in Gradinata (a causa di lavori di ristrutturazione dello stadio) ritornammo in Curva a disputare la Serie C2, che voleva dire anche derby con il Livorno dopo tantissimi anni. Tornarono in gran spolvero gli Sconvolts e i giovani si riavvicinarono al Pisa. Le riunioni venivano fatte sempre in posti diversi: dai centri sociali ai bar alle sedi dei gruppi. A volte eravamo in tanti, a volte pochissimi per gruppo. In quella stagione (96/97) ci fu il derby con il Livorno e la Curva Nord realizzò forse la più bella coreografia mai fatta. L’aiuto fu dato da tutti: dal cucire il duomo a preparare le bandierine; ogni gruppo aveva il suo compito anche se, fino all’ultimo, la coreografia era conosciuta solo da pochi e il segreto conservato nelle bocche dei pochi fortunati.
Nel 1998 la Nord sembrò veramente finita: dopo gli incidenti con il Pontedera, metà della gente di Curva era stata colpita da diffide o arresti. E invece no. L’anno seguente gli Sconvolts trovarono un cambiamento generazionale molto valido, i Rangers tennero duro e noi eravamo sempre lì, con la stessa voglia di prima. Il 1999 lo ricordiamo purtroppo per la morte di Maurizio Alberti, un ragazzo dei Rangers e della Curva Nord con il quale ogni domenica, nel pullman di ritorno da ogni trasferta, condividevamo goie e dolori per il Pisa. Dalla sua scomparsa, in ogni stadio, viene sempre appeso lo striscione “Mau Ovunque”; abbiamo inoltre iniziato una dura battaglia per far emergere la verità sulla morte di Mau e sulle inefficienze dei soccorsi allo stadio.
Dopo l’ultima promozione (quella in C1), sono iniziati gli anni delle contestazioni, passati a lottare con ognuna delle tre Presidenze che si sono alternata alla guida della società in questi ultimi 7 mediocri anni di terza serie. Nessuno come Romeo è riuscito ancora a farci tornare nel calcio che conta, per un motivo o per un altro. Siamo nel presente. Il Pisa, in questo periodo, ci ha regalato pochissime e sporadiche gioie, passando da alcuni campionati di vertice ad alcune salvezze miracolose. La Curva Nord ha seguito un percorso più o meno parallelo e altalenante, con trasferte di oltre 10.000 persone nel momento più esaltante (la finale Play-Off persa a Bergamo), ma anche con trasferte fatte con un unico pullman (uno per tutta la Curva). Anche le riunioni di Curva di questi anni hanno seguito le sorti del Pisa: a volte sono state presenti 50 persone, a volte si sono svolte riunioni anche in 4. Tuttavia la presenza dei gruppi e l’apporto canoro non è mai mancato accanto alla squadra, su ogni campo d’Italia e anche nelle amichevoli più assurde. Nel recente passato i gruppi della Nord sono sempre sempre gli stessi. Nel 2000 sono nati i Kapovolti, che riprendono solo il nome del vecchio gruppo e qualche anno dopo si sono riformati gli Wanderers. Ultimamente sono molto attivi anche i ragazzi di Pontasserchio.
 In questi anni la Curva non è stata solo Pisa, ma ha cercato anche di impegnarsi socialmente: progetti in Chapas, Uganda, Palestina e iniziative locali. Come gruppi della Nord abbiamo spesso portato avanti la battaglia contro lo strapotere del calcio moderno e contro i problemi che da anni affliggono il mondo ultras. La direzione rimane comunque sempre quella di trasmettere ai più giovani quei principi che abbiamo imparato in questi anni di militanza: il rispetto, la coerenza sulle scelte, l’amicizia, l’amore per il Pisa e l’amore per Pisa.
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L’ultimo periodo 

La tifoseria pisana, con 3100 abbonati, è attualmente la più numerosa come pubblico di tutta la Serie D. Fino al 2009 è stata la seconda in Serie B come numero di abbonamenti con 7.505 tessere, e la quarta squadra di Serie B come media-spettatori allo stadio con 9.698 persone circa.

La Curva Nord Maurizio Alberti, dedicata ad un tifoso pisano morto in una trasferta a La Spezia a causa del ritardo nei soccorsi, ospita i gruppi ultras più importanti: gli Svitati, i Wanderers, gliSconvolts, i Rangers e i Kapovolti, oltre ai gruppi della periferia tra i quali “Pontasserchio” e “Sant’Anna”. La curva pisana è sostanzialmente politicizzata con estremismi di sinistra; il gruppo ultrà storico più importante, i Rangers, nati nel 1979, hanno come simbolo la celebre effigie di Che Guevara.

Gran parte della tifoseria organizzata ha rapporti di gemellaggio con le tifoserie del Viareggio e della Carrarese. Vecchia amicizia e simpatia si aveva o si ha con la tifoseria del Genoa e della Reggiana.

Le rivalità campanilistiche secolari di origine medievale si rispecchiano poi anche nei più sentiti odii calcistici, anche se comunque oggi è la politica a giocare un ruolo fondamentale. La rivalità più sentita in assoluto è quella con i “cugini” del Livorno. Nonostante questo alcune frange della tifoseria pisana ricordano che in realtà il loro vero derby è quello con l’odiatissima Fiorentina. Accese rivalità si hanno con le tifoserie organizzate dello Spezia, Lucchese, Napoli, Hellas Verona e con la tifoseria della Massese.

Rivalità con il Pisa Sporting Club 

A Pisa, attualmente, esiste un’altra “realtà” calcistica oltre l’A.C. Pisa 1909: è il Pisa Sporting Club, ripartito nel 1996 dalla 3a categoria toscana con il vecchio nome della società di Romeo Anconetani, ora militante in Eccellenza Toscana. La società ha sede a Pisa in via Antonio Pisano detto Pisanello n° 25, mentre il campo da gioco è lo Stadio Bui di San Giuliano Terme, in provincia diPisa. La squadra è oggi allenata da Stefano Garuti, ex giocatore del Pisa Sporting Club di Romeo Anconetani. I colori sono i tradizionali nero-azzurri, con le maglie praticamente simili a quelle dell’A.C. Pisa 1909.

TIFOSI PISAultima modifica: 2010-10-11T11:05:00+00:00da lucchese1905
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