PRO VASTO CALCIO

LA STORIA DELLA PRO VASTO

Il Football Club Pro Vasto è una società calcistica di Vasto che attualmente milita in Serie D. Venne fondata nel 1902. Gioca le sue partite casalinghe nel glorioso Stadio Aragona, impianto capace di ospitare circa 5.500 spettatori.

Dalla Fondazione alla 2a Guerra Mondiale

Il calcio a Vasto nasce nel lontano 1902 attraverso alcuni studenti della Regia Scuola Tecnica “Gabriele Rossetti”. Dalla confusa e scarna memorialistica d’inizio Novecento, maggiori notizie si hanno nel Maggio 1911 quando per iniziativa di un pastore evangelico inglese ed un discreto numero di appassionati (Michele Trivelli, Antonio Cieri, Giuseppe Peluzzo, Salvatore Celano, Cesario Valentini, Giuseppe Natarelli, etc) venne fondata la “Società Sportiva Umberto I” con sede sociali in via del Lago, nelle vicinanze della scomparsa chiesa di S.Pietro. La squadra inizio’ l’attività disputando alcuni incontri amichevoli (Ortona, Roseto, San Vito) e con piccoli campionati provinciali.

1914: la stella azzurra

Nel frattempo anche la “Stella Azzurra” allesti’ una squadra calcistica, con divisa biancorossa. Si hanno in merito notizie di una amichevole in campo avversario con il “Teramo Gran Sasso”, finita con il punteggio di 0-2 nel maggio 1914. Lo scoppio della 1a Guerra Mondiale, che portò via voglia di divertimento e vite umane, costrinse logicamente le due piccole società vastesi ad interrompere ogni attività agonistica. Alla fine della grande guerra venne fondata la “Società Sportiva Histonium” che dopo qualche amichevole di collaudo partecipo’ ad un pioneristico torneo calcistico a Pescara con calciatori tutti rigorosamente vastesi. Il 4 Luglio 1922 l’ Histonium fece fusione con la “Forza e Coraggio”, altra società sportiva locale dando vita alla “Unione Sportiva Vastese” con sede sociale in Via Barbarotta e con presidente il Sig. Giuseppe Galante. La prima Partita della U.S Vastese risale al 30 settembre 1922 contro la Virtus Lanciano con il risultato di 2-0 per i locali adriatici. Nel 1923 venne organizzato a Pescara un mini torneo che all’epoca costituiva un vero e proprio campionato locale ed in cui parteciparono: U.S. Vastese, Carsoli, Avezzano, Pratola Peligna, Scafa, Lanciano, Sulmona e Chieti. La U.S. Vastese dopo aver battuto l’US Chieti con un rotondo 6-1 venne eliminata in semifinale dall’ Avezzano con il risultato di 2-3. Il 12 febbraio 1925 partecipo’ al primo campionato regionale abruzzese di calcio. Alla fine dell’estate del 1930, dopo cinque anni di stasi calcistica, forti di undici decisamente competitivo partecipò alla prestigiosa coppa Bottari, organizzata dalla società teatina Pippo Massangioli.

1934: Vastese-Foggia 3-3, gol su rigore di Marino Artese

Conclusa l’esperienza di coppa, la società dell’ U.S. Vastese tornò nel limbo degli incontri amichevoli, nonostante potessero contare su giocatori di discreto livello, il tutto a causa dei pochi mezzi economici a disposizione in quel periodo e soprattutto a causa della mancanza di un campo, l’Aragona, ancora sprovvisto di recinzioni e spogliatoi. Si ricordano alcuni risultati in partite amichevoli quali vittorie contro il lanciano (5-0,6-2,2-1), contro il Manfredonia (2-0), contro il Termoli (4-0,5-1,3-1), contro il Molfetta (2-1); pareggi contro il Pescara II, Chieti, Foggia e Sambenedettese. Sconfitte contro il Lanciano (1-8), Hellas Verona (1-2) e Manfredonia (2-4). Nel pieno del Ventennio fascista la società sportiva cambio nome in “Istonio”. A fine anni 30 seguì un periodo oscuro per il calcio cittadino fatto di poche e negative prestazioni, preludio al secondo conflitto mondiale. C’erano in quei tempi ben altri problemi.

Il dopo guerra

Con il cessare del 2°conflitto mondiale, la ripresa dell’attività sportiva si registrò nel 1944-45 con la Società Sportiva Vastese, sotto la presidenza dell’Avv. Silvio Ciccarone.

1944/1945: Un’azione di attacco della Pro Vasto.

Si allestì subito una squadra molto competitiva con giocatori di Serie A e B (tra cui Arcati III e Spinola ex Milan, Romagnoli ex Pescara e Vittorio Coccia ex campione d’Italia con l’Ambrosiana Inter) e con la partecipazione al campionato misto abruzzese composto da 13 squadre. In quella stagione, la prima del dopo-guerra, si piazza quarta. L’anno successivo, 1945/46, la dirigenza riesce ad iscrivere la squadra nel campionato di serie C-centro/sud dove militerà per tre anni consecutivi attraverso anche salvezze tranquille con unici fatti salienti i derby infuocati contro Chieti, Giulianova, Sulmona e Teramo. Allenatori più rappresentativi in quel periodo furono Walter Crociani, Giuseppe Cavanna (ex portiere del Napoli) ed Gyorgy Orth (ex nazionale ungherese). La crescita delle società sportive costrinse la Lega Calcio a modificare la struttura dei campionati e nel 1948-49 la Vastese venne iscritta nel campionato di Interregionale a causa della riduzione dei gironi.

Dopo aver militato per alcuni anni in Interregionale e dopo una mancata promozione in serie C a favore della Fermana, la S.S. Vastese retrocede due volte consecutive a causa di problemi societari: nel campionato 1950-51 in Promozione Abruzzese e nel 1951/52, nell’ultima giornata sul campo del Termoli in 1° categoria (con l’allenatore ex Roma Rodolfo Volk in panchina). Nel 1952-53 cambia nome: assume il nome di “A.C. Pro Vasto”. Nel 1953/1954 con la modifica della denominazione sociale e con nuova linfa da parte di alcuni nuovi dirigenti locali (Ettore De Simone, etc) la Pro Vasto riesce subito a tornare in Promozione Abruzzese (torneo caratterizzato da una sola sconfitta) e dopo 4 anni tra alti e bassi, nella stagione 1957/58 dopo un avvio decisamente mediocre si centra la meritata promozione in Serie D con 14 risultati utili consecutivi (12 vittorie) nel solo girone di ritorno, con Vincenzo Mileno capocannoniere (21 gol) e sotto la guida dell’allenatore-giocatore Orlandi.Seguiranno in serie D successivamente quattro campionati sotto le presidenze di Giuseppe D’Ugo e Nicola Ferrara appena sufficienti a causa della mancanza di fondi, campionati caratterizzati solo da salvezze anticipate o da derby accesi contro Giulianova e Teramo. Da ricordare in quel periodo la presenza del bomber F. Ascatigno nella stagione 1960/1961 che realizzò 16 reti in 32 partite, diventando di conseguenza il nuovo idolo degli sportivi locali.

Gli Anni 60

1960/1961: Pro Vasto – Maceratese 2-3.

I primi due campionati del nuovo decennio si aprirono con due salvezze in serie D, salvezze faticose a causa anche di gironi molto competivi sotto l’aspetto tecnico. Da segnalare nel 1961/62 uno storico derby vinto all’ Aragona contro l’avezzano per 2-1, match ricordato per i toni molti accesi espressi sia in campo che fuori. Nel 1962-63 il Pro Vasto retrocede in Promozione Abruzzese nel match contro i marchigiani della Maceratese, dopo aver disputato un bruttissimo campionato. Unica nota positiva è la presenza emergente del giovane Tonino Lo Vecchio, il calciatore che con la maglia vastese ha realizzato dopo 13 stagioni il più alto numero di gol con la casacca biancorossa: 128 in ben 387 partite ufficiali.

1961/1962: Pro Vasto-Avezzano 2-1 .

Sotto le presidenze di Giuseppe Bottari prima e Federico De Mutiis poi seguiranno quattro annate sfortunate ma anche di rilancio societario: nel 1963/64 caratterizzata da una stagione impalpabile e con fatti extrasportivi che lasciarono il segno all’interno del sodalizio biancorosso; nel 1964/65 si affacciò all’interno del sodalizio calcistico biancorosso l’avv. Federico De Mutiis, una figura la cui passione e competenza gioveranno non poco all’attività calcistica vastese negli anni seguenti. La compagine biancorossa si piazzò 2a in quel campionato, per un solo punto, al secondo posto alle spalle della Rosetana, nonostante le lunghe squalifiche di Lo Vecchio e del trainer locale Di Santo; nel 1965/66 la Pro Vasto vinse il proprio girone ma nello spareggio con l’Avezzano, nella terza gara disputata allo Stadio Adriatico di Pescara, subì una inaspettata sconfitta che consentì ai marsicani di festeggiare la promozione; nel 1966/67 finalmente si ottenne la serie D grazie al lancio della monetina nello spareggio sempre all’Adriatico di Pescara contro il Termoli. Fu questo anche l’anno del raggiungimento della Pro Vasto alle semifinali nazionali di Coppa Italia Dilettanti allo stadio Flaminio di Roma. Di quella squadra bisogna ricordare sicuramente i vari Amodio, Lo vecchio, Della Penna, Fanesi, Monteferrante, De Filippis, Romoli, Ercolano. Finalmente e con molto sofferenza la Pro Vasto nel 1967/68 tornò a partecipare un campionato di serie D mostrando comunque la volontà di non fermarsi.

1968/69: la rosa che tornò in serie C .

La società infatti rinunciò all’allenatore Di Santo ed ingaggiò per vincere il campionato Feliciano Orazi, tecnico estroverso che divise subito la tifoseria locale. L’aragona per la prima volta si vestì con un manto erboso e balzò subito agli occhi una nuova organizzazione societaria, più seria e completa sotto vari aspetti. Si concluse il torneo al 4°posto. Ma il duo Orazi – F.De Mutiis pretendeva di più, voleva il ritorno in serie C. E cosi fu, già nella stagione seguente. L’annata 1968/69 diede vita ad una cavalcata trionfale verso i professionisti, con 17 vittorie e 13 pareggi nell’infuocato girone abruzzese-pugliese. Da ricordare i giocatori tra i quali Di Mascio, Taverna, Trozzi, Maio, Mileno, Colizza, Romoli, Lo Vecchio, Amodio, Di Paolo, De Filippis F., Ferrari che diedero vita ad un campionato davvero esaltante sotto vari punti di vista.


Gli Anni 70

Il ritorno del Pro Vasto nel calcio professionistico fu salutato con gioia da tutto l’ambiente sportivo regionale abruzzese. Nel corso degli anni seguenti vennero scritte memorabili pagine di sport cittadine, con sfide contro squadre meridionali con bacini ben più ampi, tra le quali Lecce, Bari, Reggina, Caserta, Salerno, Messina, Pisa, Modena, Livorno. Alla guida tecnica per la stagione 1969/70 fu confermato sempre F.Orazi che modellò la squadra con alcuni nuovi arrivi di categoria. Il debutto ufficiale avvenne il 14 settembre 1969 a Napoli contro l’ Internapoli con una sconfitta tonda per 2-0.

1969/70: Pro Vasto-Chieti 1-0, il rigore di Taverna.

Ma dalla domenica successiva una serie di risultanti entusiasmanti portarono il Pro Vasto alla fine del girone d’andata al secondo posto a 3 punti dalla Casertana poi vincitrice del torneo. Ma nel girone di ritorno, a causa di un vistoso calo fisico, la squadra perse posizioni e si salvò solamente in casa all’ultima giornata. Da segnalare in questa stagione la vittoria nel derby casalingo contro il Chieti davanti a 7000 spettatori con gol di Taverna.

1970/71: Pro Vasto-Messina 1-0, gol di Lo Vecchio.

L’anno dopo (1970/71) il dott. Enzo Savelli prese in mano la società e porto’ in panchina Amos Mariani (ex nazionale italiana) poi successivamente sostituito da Giammarco. Nonostante ciò anche quell’anno il Pro Vasto si salvo’ all’ultima giornata a Torre Annunziata (Savoia) in una caldissima domenica di giugno. Nel 3° anno consecutivo in serie C a girone unico (1971/72), sotto la guida di Tony Giammarinaro, venne allestita una formazione competitiva (vennero ingaggiati Lamia Caputo, Tancredi, Bonetti) che non solo ottenne un quinto posto di altissimo spessore tecnico ma diede numerose soddisfazioni, tra le quali le vittorie nel derby esterno contro il Pescara (gol di Lo Vecchio) e quello casalingo contro il Chieti.

Nel 4° anno consecutivo di serie C a girone unico (1972/73) la presidenza passò a Giuseppe Baiocco che, con l’aiuto del tecnico Pietro Castignani, con grande dignità portò a fine stagione il Pro Vasto ad un tranquilla posizione di centroclassifica. Vennero inoltre valorizzati giovani tra i quali Savastio, A.De Filippis e Donato Anzivino. Nella 5a stagione consecutiva in serie C (1973/74), caratterizzata da un rimpasto nell’organico tecnico, il Pro Vasto ottenne una tranquilla salvezza anticipata nonostante una piccola crisi societaria.

1974/75: Modena-Pro Vasto, sospesa per nebbia sullo 0-0

Anzivino e Castellini ottennero la convocazione nella Nazionale di serie C. Al sesto anno di fila nei professionisti (1974/75) sotto la guida dirigenziale del presidente Giuseppe Baiocco e quella tecnica di Renzo Uzzecchini, il Pro Vasto si presentò al via con la grossa novità del girone centrale: squadre di rilievo nazionale come Empoli, Pisa, Modena, Livorno fecero da contorno ad una bellissima stagione culminata con un onorevole 6 posto in classifica generale. La stagione seguente (1975/76 – la 7a consecutiva tra i professionisti) vide il via con il Comm.Giuseppe Soria al timone dirigenziale e il ritorno nell’infernale raggruppamento meridionale. Tuttavia il campionato si concluse per i colori biancorossi con una salvezza dignitosa comunque conquistata sul campo.

1977/78: la retrocessione in C2, la fine di un ciclo.

L’annata 1976/1977 (l’8a consecutiva in serie C a girone unico) portò in dono le dimissioni del Comm.Soria dalla presidenza del sodalizio, l’esonero del trainer Pivatelli a favore di Pasinato e Lenzi a metà stagione e la presenza di giocatori di buon livello quali Ludwig e Zamparo. Il Provasto cadde in una forte crisi societaria ma il miracolo sportivo avvenne , riuscendo ad ottenere un’insperata salvezza all’ultima giornata per differenza reti a spese dell’Alcamo. Tuttavia nel sodalizio biancorosso la crisi dirigenziale non venne sanata e l’anno successivo (1977/1978 e 9° anno consecutivo in serie C a girone unico) portò ad una retrocessione a quel punto davvero inevitabile. A causa della riforma dei campionati per la stagione 1978/79 venne inserita nel campionato di C2 ma a causa dei debiti sulle spalle venne allestita una squadra modesta con il chiaro obbiettivo di mantenere almeno la categoria. Ma così non fu e all’ultima giornata, dopo la sconfitta interna con la diretta concorrente Gallipoli che suscitò non pochi malumori, si chiuse un ciclo d’oro e mai dimenticato durato quasi 15 anni iniziato dall’avvento dell’Avv.De Mutiis (1964-1979).

Gli Anni 80

1979/80: A Nocera Inf. il Pro Vasto perde lo spareggio per tornare in C contro il Martina.

Dopo i fasti della Serie C e l’inevitabile retrocessione in D, per la stagione 1979/80 fu difficile effettuare anche l’iscrizione in serie D. Nonostante tutto grazie al nuovo presidente Pino Jubatti e il ritorno del mister F.Orazi si sfiorò l’immediato ritorno tra i professionisti. Il sogno svanì miseramente a Nocera Inferiore contro il Martina Franca in un amaro spareggio perso dopo la lotteria dei rigori per 4-3 davanti a centinaia di vastesi che invasero il centro campano. Al termine della stagione 1980/81 la squadra biancorossa si salvò tranquillamente ma lo spettro del primo fallimento era dietro l’angolo. La prima squadra cittadina divenne la Società Sportiva Incoronata e ripartì dalla promozione Abruzzese. Con Renzo Rossi come trainer perse subito lo spareggio nel 1981/82 ad Atri contro l’Angizia Luco davanti a 1200 supporters biancorossi. L’anno seguente ci fu il cambio di denominazione sociale in Associazione Calcio Vasto 82 ma la storia non cambiò. Una maledizione sembrava aver colpito la squadra biancorossa. Questa volta, sempre con Renzo Rossi allenatore, a Pineto all’ultima giornata sfumò la vittoria del campionato regionale. Con il morale a terra nel 1983/84, con Giovanni Bolognese nuovo presidente e Pietro Castignani allenatore tecnico la squadra adriatica riuscì a risalire la china ottenendo una bella vittoria finale che le consentì di tornare in un campionato più consono alla propria storia, ovvero la serie D. L’annata 1984/85, nonostante la presenza di molti errori, si concluse all’ultima giornata con una salvezza batticuore sul campo del già retrocesso Avezzano. A contribuire a quella salvezza aiutarono i gol di Vincenzo Fiorillo che da lì in poi, per varie stagioni, scrisse pagine importanti con la casacca biancorossa con ben 78 marcature ufficiali. Anche l’annata successiva si concluse, con Mimì Lamia Caputo trainer e Sig. Giovanni Bolognese presidente, con una salvezza anticipata ed un anonimo 6° posto finale in serie D. La stagione 1986/87 nata sotto gli auspici di un rilancio nel calcio che conta e con l’acquisizione della società da parte di Mario Tenaglia, per una serie di incredibili errori, fu caratterizzata da una clamorosa ed inaspettata retrocessione in Promozione Regionele Abruzzese. Taverna prima e Bertuccioli poi furono gli allenatori di quella disfatta.

1987/88: foto della curva vastese durante Vastese – Termoli.

A quel punto la delusione era tanta, troppa. Ma l’ingresso di G.Tumini, giovane imprenditore vastese affiancato da una cordata locale, portò immediatamente dei risultati sportivi degni di nota. La nuova denominazione sociale in Vastese Calcio e il campionato 1987/1988 vinto in volata all’ultima giornata sul Termoli (sconfitto clamorosamente ad Altino con autorete del terzino Rinaldi) ricrearono entusiasmo in una piazza da troppo tempo abituata ad ingoiare bocconi amari. Il ritorno in serie D quindi si materializzò al primo anno con il trainer Renzo Rossi. L’anno successivo, stagione 1988/89, la Vastese guidata dal bomber Scotini diede vita ad un affascinante duello con una forza emergente nel panorama calcistico nazionale: il Castel di Sangro del costruttore Gabriele Gravina. Sempre sotto la guida di Renzo Rossi, infatti, per un punto l’undici biancorosso fallì la seconda promozione consecutiva piazzandosi al secondo posto con 50 punti alle spalle della formazione sangrina.

1989/90: foto della curva vastese nel giorno del ritorno in C contro la Santegidiese.

Si giunse così alla stagione 1989/90, una stagione segnata da voglia di rivalsa da parte di tutto la staff biancorosso dopo l’epilogo non fruttuoso dell’anno precedente. Il presidente Tumini affidò la squadra ad un tecnico emergente, Aldo Ammazzalorso prelevandolo dal Pineto. Aggiunse ad una rosa già valida tra cui spiccavano De Santis, Gaeta, Paolucci, Vecchiotti e Castorani elementi di sicuro valore quali Naso, Frioni, Giancamilli, Di giulio, Marcone ed Acanfora. Il tutto miscelato con alcuni promettenti giovani locali. La compagine biancorossa con un girone di andata a ritmi elevatissimi ed una sequenza di pareggi nel girone di ritorno diede vita ad una cavalcata trionfale riconquistando quella serie C che mancava da 10 anni. Da segnalare l’attaccante Scotini capocannoniere per il secondo anno consecutivo con 18 reti.

Gli anni 90

Con la società ben ricompattata la Vastese quindi riesce a riagguantare la Serie C2. L’anno del rientro tra i professionisti, 1990/91, è caratterizzato dal ritorno in panchina di Tony Giammarinaro, vecchia conoscenza del calcio vastese, che portò, con notevoli spese in riva all’adriatico, tra gli altri, giocatori del calibro di Russo, Tortora, Genovasi, Negri, Vantaggiato, De Felice e Valenzano a cui si affiancarono i già presenti Vecchiotti, Scotini e Castorani. La squadra vincitrice del campionato precedente venne quindi in parte smantellata. Il campionato si concluse con un onorevole piazzamento (4a) dietro al Chieti ed alla Sambenedettese. Sempre nel 1991 venne venduto per 600 milioni Mario Lemme, giovane promessa locale, al Parma di Tanzi. Nel maggio 1991 Tumini lasciò la presidenza per motivi personali ed alla guida tecnica per il campionato 1991/1992 venne chiamato Ambrogio Pelagalli (ex giocatore del Milan) che venne sostituito a metà stagione ancora una volta da Tony Giammarinaro. Giocatori di rilevo in quella annata furono gli acquisti di Artibani, Pedroni e Domenico Giacommarro dalla Hellas Verona. Il Campionato si chiuse con la formazione biancorossa a metà classifica. Notizia positiva fu, però, l’entrata in società a fine stagione, per dare nuova linfa alle casse sociali, di un imprenditore pescarese mai dimenticato a Vasto: Comm. Dante Marramiero. Nel campionato seguente, 1992/93, la famiglia Marramiero decide di puntare sui giovani ed affida la conduzione tecnica ad un allenatore emergente: Gianni De Biasi. Il piazzamento finale al 6° posto fu la conferma dell’ottimo lavoro portato avanti con ragazzi allora sconosciuti quali Malaccari, Manganiello, Lunardon, Simeoni e Sarracino a cui si aggiunsero elementi più esperti già presenti in rosa quali Picasso, Castorani, Giacomarro, Pino De Filippis e Russo.

Nel 1993/1994 la dirigenza vastese ancora nelle mani della famiglia Marramiero nonostante la morte del commendatore puntò ancora sui giovani e chiamò alla conduzione tecnica un altro tecnico emergente: Sandro Salvioni. Dopo un girone di andata pessimo (9 punti nel girone di andata), i ragazzi di Salvioni iniziarono una grande rimonta (25 punti nel girone di ritorno) con un gioco spumeggiante che balzò agli occhi anche delle cronache sportive nazionali. Nonostante ciò la serie C svanì all’ultima giornata davanti a 4800 persone nel derby casalingo fraticida con l’Avezzano (0-1, gol di Orocini). La squadra, nonostante la retrocessione, uscì dal campo con lo stadio in piedi che applaudiva. La spuntò la squadra marsicana ma, in virtù di un ripescaggio, la Vastese venne riammessa nel campionato di C2 nell’annata 1994/95. La famiglia Marramiero passò la mano ad un immobiliarista romano sconosciuto in zona: Armando Scopelliti. L’imprenditore portò alla guida tecnica Mauro Giacomini (esonerato a favore di Pino Petrelli a metà stagione) e giocatori di indubbio valore tecnico quali Cesaretti, Fermanelli, Gabriele, Mosca a cui di aggiunsero elementi del posto tra i quali Naccarella, Menna V. e Ventrella. Bel campionato finito con un lusinghiero 6° posto e con play off svaniti per qualche punto, nonostante anche qualche scandalo extracalcistico. Ma lo spettro era dietro l’angolo ed a sorpresa il secondo fallimento si concretizzò. Dopo due anni di inferno senza calcio (con un logico disinteresse generale la prima squadra cittadina veniva considerata il Vasto Marina in Promozione Regionale Abruzzese) si giunse, dopo anche una partita virtuale all’Aragona davanti a 1500 persone senza squadra avversaria per sollecitare le autorità competenti, all’inizio della stagione 1997/1998 con il cambio tanto atteso di nome ed il ritorno all’antico: Pro Vasto.

Sotto la guida tecnica dell’ ex giocatore dell’ Ascoli D.Anzinvino, il Pro Vasto conseguì’ una vittoria storica in termini numerici e di record in Promozione Abruzzese a spese dell’Angolana, trascinata dal trio Luongo, D.Ruscitti, F.Nepa. L’anno successivo in Eccellenza Abruzzese sempre con Anzivino trainer, 1998/99, fu il bis: trionfo del campionato regionale a spese del Celano sempre grazie ai gol dell’attaccante F.Nepa e del centrocampista D.Ruscitti. Da ricordare la vittoria davanti a 600 vastesi proprio a Celano per 1-3. Il Pro Vasto dunque nel giro di due anni era tornato subito in serie D. Ma la gioia durò relativamente poco. Al primo anno di interregionale la squadra, sempre guidata da Anzivino ma con una società estremamente latitante, arrivò quartultima nel difficile girone pugliese grazie anche dei punti di penalizzazione causati dal tesseramento errato di F.Nepa di ritorno dall’esperienza per alcuni mesi a Chieti nei professionisti. Un altro duro colpo ed un’altra dura retrocessione dunque: una svolta societaria era necessaria.

Gli anni duemila

2000/01: la curva vastese a Montereale festeggia la vittoria del campionato di eccellenza regionale.

La svolta societaria attesa diventò realtà: il notaio Camillo Litterio subentrò come nuovo presidente nel 2000/01 e raccolse la squadra in eccellenza regionale abruzzese. Venne immediatamente allestita una squadra di categoria superiore per vincere il campionato con giocatori quali Gabriele, V.Menna, Di Tommaso, D’Eustacchio, Cicchini, Antonaci, Di Pietro ed il giapponese Nakai. Come allenatore venne chiamato Vivarini e come ds l’ex portiere vastese Pino De Filipps. E dopo qualche difficoltà iniziale che portarono all’inevitabile licenziamento del tecnico a favore di D.Giacomarro il Pro Vasto vinse il campionato a spese di una coriacea Val di Sangro, trascinata a sua volta dai gol del bomber Giannico. La vittoria finale sul campo del Montereale davanti a 750 persone, il massimo che quel campo poteva contenere, fu il coronamento di una stagione sempre vissuta in cima alla classifica.

2002/03: la curva vastese a Tolentino dopo il momentaneo pareggio di Cordua.

L’anno successivo, 2001/2002, in serie D fu una semplice stagione di transizione con una salvezza arrivata solamente all’ultima giornata sul campo del Gladiator (vincitore del torneo) grazie al risultato di 2-2. Stagione mediocre dunque, rappresentata dal cambio di 3 allenatori: Giacomarro, Castiello e Lomonaco (allenatore-giocatore). Il notaio Litterio, sempre con al fianco il d.s. Pino De Filippis, la stagione seguente rilanciò tutte le aspettative: venne chiamato dal Grottaglie per la stagione 2002/03 il tecnico pugliese Pettinicchio. Si cerca di aprire un ciclo con giocatori conosciuti al tecnico quali Mascioli, Gallo, Miglietta, Sansonetti. La pro Vasto venne inserita nel girone laziale-marchigiano. La fiducia nei confronti di squadra e tecnico è palpabile ma è destinata a sciogliersi come neve al sole. L’avvio è disastroso e la Pro Vasto sprofonda in piena zona play out ed alla decima giornata, dopo l’ennesima sconfitta a San Sepolcro (autorete dell’attaccante Sansonetti), c’e’ il cambio di allenatore: viene ingaggiato Vincenzo Cosco (ex jolly difensivo della Vastese) che portò in dono nuovi giocatori di categoria (Cordua, Manco, Marcucci, Caliano, Antic, Gioffrè, Sibilli) e nuovo entusiasmo. La squadra inizia subito con il passo giusto e nonostante la possibilità di poter vincere il campionato persa con la Rosetana in casa in diretta Tv, raggiunge i play off a tre che possono valere l’ipotetico ripescaggio. La prima partita all’Aragona contro il Monterotondo davanti a 3000 persone finisce 3-1. Ai biancorossi serve almeno un pareggio a Tolentino. L’attesa è tanta e partono per il piccolo centro marchigiano 750 biancorossi. Ma il risultano di 2-1 a favore dei cremisi (gol di Monti, Cordua, Ciabattoni) condannano i biancorossi a rimandare la festa. L’anno successivo, 2003/04, nasce chiaramente tra la delusione per l’esito del campionato precedente e nuove speranze. Vengono confermati l’allenatore Cosco, il D.S. De Filippis e buona parte dell’ossatura della squadra che per un soffio ha mancato la serie C. Vengono ceduti Caliano, Marcucci, Sibilli e vengono acquistati M.Lemme, R.Innocenti e Daleno che si vanno ad aggiungere ad altri elementi di categoria già presenti in rosa, quali Antic, Gioffrè e Cordua.

2003/04: la curva vastese in occasione della finale play off contro il Bojano.

La squadra inizia un duello serrato con il Manfredonia per la vittoria del campionato. I risultati non si fanno attendere ma la squadra, complice una panchina troppo corta, non riesce a tenere il passo della squadra pugliese e si piazza seconda. I play off vinti in semifinale contro l’Isola Liri (1-1;1-0) ed in finale contro il Bojano davanti a 4500 persone (1-2;1-1) consentono ai biancorossi abruzzesi di mettersi in posizione di rilievo in vista di un ipotetico ripescaggio, in attesa di buone notizie. Buone notizie che arrivano in un pomeriggio afoso di fine estate. Il pro Vasto, nonostante una partita già disputata in serie D contro il Venafro con la juniores ed in virtù di una serie di fallimenti di altri club, il 6 settembre 2004 torna in serie C. La festa chiaramente è appena cominciata. Il ritorno tra i professionisti nella stagione 2004/05 vede una svolta societaria: al fianco del notaio C.Litterio si affiancano il presidente del Teramo Romano Malavolta (che garantirà la fideiussione bancaria necessaria all’iscrizione) e G.Fiorini (ex bandiera della Lazio). Come direttore sportivo viene ingaggiato l’esperto Luca Evangelisti e come direttore generale Maurizio Natali. L’allenatore, dopo un ripensamento di Cadregari, sarà l’esperto Fausto Silipo. Vengono ingaggiati giocatori di categoria e spessore: Bochu, Marziano, Di Meo, Parente, Maury, Braca, Bonomi, Marconato, Campanile affiancati da qualche giovane interessante quali Cazzola e Bruno. La squadra, dopo un avvio difficoltoso, ottiene una serie di risultati utili che la portano a ridosso delle prime posizioni ad inizio girone di ritorno. Ma nonostante ciò la parte finale del girone di ritorno vedrà la squadra calare ed ottenere a fine anno semplicemente la salvezza. Ma ciò che preoccupa è la situazione societaria, anche a causa della morte di G.Fiorini e delle dimissioni sia di Malavolta che di Litterio.

2005/06: Pro Vasto – Marcianise 2-2, i play off raggiunti all’ultimo minuto.

La società nella stagione 2005/06, tra mille difficoltà, viene ceduta ad imprenditore locali: Crisci, Moscato e Natale. Come d.s. viene confermato Natali e come allenatore c’è il ritorno di Anzivino poi sostituito da Pierini. La squadra ottiene un lusinghiero 4° posto con 55 punti a pari merito con il Rende, preceduta solo dal Gallipoli e dal Taranto, venendo trascinata da gol spesso decisivi di D.Morante. Tutto ciò vale l’accesso ai play off per accedere in C1. Ma la speranza si infrange a Rende (1-1;1-0) e il rammarico è tutto per un rigore sbagliato sullo 0-0 nella gara di ritorno da Esposito. La sensazione è quella di esser andati veramente vicino a qualcosa di importante. Per l’anno successivo 2006/07, forse convinti di poter ripetere lo stesso campionato al vertice, viene ingaggiato l’allenatore Puccica ma la squadra, infarcita di giovani, stenta giocando male.

Naviga da subito nei bassifondi della classifica e il trainer viene allontanato a metà girone di ritorno a favore di S.Trillini. All’ultima giornata riesce clamorosamente ad agguantare gli spareggi play out contro il Celano. All’andata a Vasto finisce 1-1.

2006/07: a Celano la Pro Vasto retrocede all’ultimo minuto.

L’ambiente biancorosso crede nel miracolo ma a Celano si consumerà una delle pagine più nere della storia vastese. La squadra deve assolutamente vincere in virtù di un miglior piazzamento dei marsicani in regular season e si porta in vantaggio al 90° con Mignogna (1-2). Ma la beffa nello sport è dietro l’angolo e 3 minuti più tardi (93°) la squadra marsicana trova il pareggio all’ultimo assalto (2-2) con Morgante. Per i circa 650 vastesi al seguito è una delusione eterna.La retrocessione in serie D si materializza. La stagione 2007/08, tra i dilettanti con la collaborazione tecnica di D.Genovese e con l’avvicendamento di ben 3 allenatori (Bivi, Ferretti e Baiocco), vedrà la squadra biancorossa conquistare la salvezza solamente all’ultima giornata attraverso il pareggio interno con il Venafro. La stagione, molto deludente, vedrà come notizie liete solamente l’esplosione del bomber Pazzi e la valorizzazione di alcuni giovani locali. La stagione 2008/09 vedrà la rocambolesca vittoria del Girone F del campionato di Serie D; dopo un avvio stentato la squadra biancorossa compie una lunga serie di vittorie e risultati positivi che la porta ad un testa a testa con i marchiggiani del Fano.

Grazie ad un gran recupero ad una giornata dalla fine il vantaggio della Pro Vasto è di 1 punto e la squadra da affrontare è Tolentino, squadra ormai già condannata ai Play-out, incredibilmente sono proprio i marchiggiani a passare in vantaggio nella prima frazione di gioco; nel secondo tempo la squadra biancorossa giunge al momentaneo pareggio grazie ad un rigore di Bonfiglio; dopo aver saputo della contemporanea vittoria del Fano che avrebbe dato a quest’ultimi la vittoria del campionato e la conseguente promozione, la Pro Vasto si getta a capofitto in attacco e solo al 94° minuto di gioco arriva il gol grazie al gol su calcio di rigore di Bonfiglio che fa esplodere la tifoseria bianco-rossa..

Campionato 2009-2010 la Pro Vasto disputa il campionato di Seconda Divisione Girone B

I Tifosi

Ranger Vasto – Info dal loro sito ufficiale http://www.rangersvasto82.it/
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Questa è l’unica, vera, inconfutabile storia dei RANGERS VASTO! Nati per caso, per rabbia e per passione. Cresciuti nel nome di una fede provata da mille delusioni. Vivi e vegeti in virtù di una trasmissione genetica immortale, i RANGERS VASTO non scompariranno mai perché hanno già scritto memorabili ed incancellabili pagine di storia. Resterà per sempre un marchio indelebile, un simbolo della nuova cultura ultras che unisce generazioni e città da un capo all’altro dell’Italia. Con le sue dissonanze, le sue fazioni invise e le sue contraddizioni. Mai come oggi il popolo ultras d’Italia è stato tanto unito, e i RANGERS VASTO ci sono! Ai raduni nazionali, presenti! In ogni campo dove lotta il Pro Vasto, ci sono! E’ una storia nata nell’84 come organizzazione, ma trova le sue radici nell’82, sulle ceneri dei vecchi Fedelissimi dissoltisi dopo la retrocessione in serie D, il fallimento della A.C. Pro Vasto e lo spareggio perso ad Atri contro il Luco dei Marsi al 120° minuto con un tiro di Luigi D’Alessandro da 25 metri. Una palla calciata dalla disperazione e dalla stanchezza totale, perché di fronte non aveva più nessuno e poteva tranquillamente avanzare. Spiego questo particolare per rendere più chiaro il concetto di “maledizione” piombato sui colori biancorossi, che non poteva far resistere oltre la generazione di Piero “Furia”. E noi la ricordiamo perché hanno scritto anche loro memorabili pagine di storia su tutti i campi “veramente infuocati” della serie C (unica) dell’epoca. Fu allora che il sottoscritto, insieme a Davide, Ugo, Ernani, Nino, Pierpaolo, Dario, Massimo, Tiziano e “Stallone” raccogliemmo l’eredità dando vita a quella che con il tempo sarebbe diventata la leggenda dei RANGERS VASTO. Ma perché RANGERS? Semplicemente perché ci piaceva ed era lo stesso nome che giganteggiava nella nord dell’Adriatico di Pescara e con i suoi tifosi su tutti i campi di A e di B. La prima fumogenata, riuscita malissimo, la facemmo nel dicembre dell’82 contro il Guardiagrele. Tornammo a casa un po’ tutti con le giacche bruciate, perché non erano fumogeni, ma una specie di razzi… La prima coreografia degna andò in scena nella festa per la promozione in serie D nell’84 contro l’Ortona. All’inizio occupammo le gradinate della curva San Michele, situate esattamente all’altezza dei distinti sud attuali. Scegliemmo quel settore perché gli spalti disegnavano una vera traiettoria di curva e poi anche perché si trovavano a ridosso del campetto dove si svolgeva il riscaldamento pre-partita. Per le squadre avversarie un’atmosfera davvero poco promettente… Ben presto, infatti, le forze dell’ordine ci invitarono (?) a spostarci in curva Tobruk, anche invocati dai tifosi più anziani che da sempre occupavano quel posto anchè perché in età avanzata e poco propensi al caos. Era finalmente derby, e derby per noi significa Chieti e Lanciano, niente altro! In campo non ne vincevamo uno, in nome di quella maledizione che non ci ha mai abbandonato, ma sugli spalti, almeno adesso a distanza di oltre vent’anni, i nostri cari amici potrebbero ammettere… All’Angelini e al 5 Pini noi non eravamo meno di 500, loro quasi mai hanno superato le 300 unità all’Aragona. Noi riconosciamo che in quanto ad organizzazione, ma solo in quello, i chietini sono forse i migliori d’Abruzzo. Quattro gatti, ma siamesi… Noi ci siamo fatti spesso fregare dalla frustrazione di non avere una società solida, con tutte le conseguenze che la lacuna comporta. Ma chi, in Italia, può dire di aver cambiato sette volte nome in 25 anni e non aver mai ammainato bandiera? Chi ha portato 5.000 spettatori allo stadio in promozione? Solo Vasto, solo Vasto! E a limite qualche città pugliese e campana di 70, 80 mila abitanti… Chi ha organizzato la partita virtuale con tutte le componenti di una partita vera, ma senza le squadre? Noi e solo noi, ed eravamo più di mille. Sul finire degli anni ‘80 abbiamo vissuto un periodo stupendo ed in tre anni siamo saliti dalla promozione alla C/2, grazie alla presidenza di Gabriele Tumini, e ci saremmo riusciti in due se il Castel di Sangro non avesse comprato le ultime dieci partite!!! Eppure un solo punto ci divise alla fine! Invademmo il Patini dettando legge. Punizione inventata e gollonzo di Capoccia su respinta molle di Castignani. I RANGERS guidavano la curva, rinforzata da altri gruppi ultras nati nel frattempo. A Sant’Egidio alla Vibrata una palla calciata da Andrea De Felice fu ricacciata un metro dentro la porta! L’arbitro era uno a caso: De Santis di Tivoli… L’Italia li conosce quando diventano famosi, ma noi in provincia li conosciamo bene già da tempo! Intanto nel corso degli anni il gruppo storico ha perso dei pezzi, ma le nuove leve sono all’altezza: Amerigo, Roberto, Marco, Francesco e gli altri fino a Maurizio, Cristian, Giorgio, Simone, Nicolino e Piergiorgio. E qui mi fermo con i nomi perché si crea una specie di coktail, del tifo acqua e olio, con altri gruppi, e non si capisce più molto. Ma lo zoccolo duro dei RANGERS resiste e non molla, ergendosi a principale gruppo organizzatore del tifo e delle trasferte. Cinque anni di serie C, dal fantastico colpo d’occhio della promozione contro la Santegidiese, all’amaro 19 giugno della retrocessione nello scontro diretto contro l’ Avezzano. Oltre 5.000 spettatori in entrambe le occasioni ed un tifo di un altro pianeta. Contro i marsicani accadde qualcosa di unico nella storia del calcio. Il secondo tempo iniziò con venti minuti di ritardo perché in campo piovve di tutto, ma l’arbitro, il sig. Branzoni di Pavia, capì l’amarezza e comprese i limiti dello sfogo. Morale della favola: solo due milioni di multa e al termine i giocatori dell’Avezzano, invece di festeggiare con i loro tifosi, si fermarono sotto la D’Avalos ad applaudirci lanciando le loro magliette!!! In quegli anni furono numerose le trasferte importanti: dai derbies con Lanciano, Chieti, Francavilla, Teramo e L’Aquila, a quelle di Cecina, Rimini, Fano, Forlì, Gubbio e a quelle dell’ultimo anno. La Vastese fu infatti ripescata con l’avvento alla presidenza dell’imprenditore romano Armando Scopelliti. Un anno paradossale: dai play-off sfiorati e negati nello scontro diretto col Benevento dal sig. Capozzi di Vicenza, all’ennesimo fallimento. Indimenticabile la trasferta di Matera alla prima giornata, solo chi c’era può dire cosa accadde! Con la scomparsa della Vastese due anni di empasse con il Vasto Marina unica squadra della città. Poi la lenta ripresa, fatta di alti e bassi, ma di fatto una sola conferma costante: lo striscione dei RANGERS VASTO appare ininterrottamente, senza alcuna defezione, dal 1997 ad oggi! Nel corso degli anni sono stati molti i momenti in cui i RANGERS VASTO sono giunti ad un passo dallo scioglimento, ma alla fine ha sempre prevalso il buon senso ed il motivo ispiratore della leggenda dei RANGERS: la maglia biancorossa! A margine mi preme sottolineare con rabbia ed orgoglio una verità che nessuno può permettersi di mettere in discussione, come qualche volta ho sentito. Se oggi la squadra si chiama F.C. Pro Vasto è perché fu fortemente voluto, come condizione primaria, dal sottoscritto e da Nicola , Luigi , Agostino e Nino, nel corso della prima riunione per la ricostituzione della nuova società, nello studio del geom. Cesario Pomponio. Chi dice in giro che il merito è dell’ex sindaco di Vasto Tagliente è niente più che un bugiardo nel migliore dei casi. Anche questo è ORGOGLIO RANGERS!
Il Cobra
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Gli altri tifosi

Il primo gruppo di tifosi fu quello dei “Fedelissimi”, gruppo che si è sciolto dopo la retrocessione in serie D e il fallimento dell’A.C. Pro Vasto. Nel 1982 nasce un altro nucleo di tifosi, i “Rangers Vasto”. Nel 2004, dopo la promozione in C2, si è formata la “Gioventù Biancorossa Vasto”, nucleo che si è sciolto nel 2007 dopo la retrocessione in Serie D. Il 21 ottobre 2007 i Rangers Vasto si sono autosospesi in polemica con il presidente Domenico Crisci.[1] Il 26 aprile 2009, dopo 18 mesi, i Rangers Vasto terminano la loro autosospensione.


Amicizie

  • Pescara
  • Isola Liri

Rivalità

  • Chieti
  • Virtus Lanciano
  • Termoli
  • Avezzano
  • Manfredonia
  • L’Aquila
  • Fano

PRO VASTO CALCIOultima modifica: 2010-02-28T20:30:00+00:00da lucchese1905
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