MONTEVARCHI

LA STORIA DEL MONTEVARCHI CALCIO

…Se il carattere degli uomini si vede nei duri momenti, in quel frangente fu possibile ammirare la determinazione dei dirigenti aquilotti e di tutti gli sportivi. Tutta la tifoseria locale si stringe intorno alla squadra, la sorregge, la incoraggia seguendo in massa i loro beniamini, con pullman, treni speciali, carovane interminabili di auto: Orbetello, Empoli e Pisa si trasformarono in altrettanti autentici “Brilli Peri”, perchè il montevarchino è così: quando si muove, si muove per bene.
Gli uomini di Babacci (Balleri) cpmpiono, con tre sonanti vittorie, il miracolo dell’aggancio con la Pistoiese. Nella partita di spareggio a Firenze, i rossoblù impostano la gara sulla loro fortissima difesa, permettendo una certa supremazia territoriale agli arancioni di Pistoia, e giocando la carta del contropiede. A due minuti dal termine, Martinello raccoglie la palla sulla linea laterale, si invola sulla fascia e crossa rapidamente al centro dove si proietta Scarpa che di sinistro investe il pallone scaraventandolo in rete. E’ un gol che vale un campionato! e quale campionato! Uno dei più drammatici ed entusiasmanti disputato da una compagine aquilotta…

 

 

I TIFOSI

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La città di Montevarchi

Il comune di Montevarchi si trova nel Valdarno superiore, sulla riva sinistra dell’Arno. Il territorio comprende il fondovalle, dove si trova il capoluogo, e una parte delle colline che si trovano fra l’Arno e il Chianti senese.
In una di queste colline, dove attualmente si trova un convento dei Cappuccini, si ergeva, in epoca precedente il Mille, il castello di Montevarchi, uno dei tanti presenti nella zona, fra gli altri Galatrona, Caposelvi, Cennina.Stemma di Montevarchi
I castelli, per la loro natura di struttura militare difensiva, sorgevano in luoghi non facilmente raggiungibili e quindi non si prestavano per lo svolgimento di attività commerciali. I commercianti e gli abitanti dei castelli si incontravano, allora, in luoghi deputati al mercato, chiamati “mercatali”, che si trovavano nei pressi delle vie di comunicazione, non lontani dai castelli stessi.
Intorno al mercatale del castello di Montevarchi si aggregò il centro abitato che poi prese il nome del castello stesso, nel XII secolo.

Il castello ebbe fra i suoi signori i conti Guidi fino al 1273, anno in cui passò definitivamente a Firenze.
Successivamente, come luogo di confine fra i territori di Arezzo e Firenze subì attacchi e devastazioni, soprattutto nel 1287 quando vi si rifugiarono alcuni guelfi aretini e i loro concittadini ghibellini vennero ad assalirli.
Nel 1338 fu dotata di una cinta muraria e ebbe una sua autonomia amministrativa.

Politicamente seguì le vicissitudini dello stato toscano formatosi intorno a Firenze. In tutto questo periodo restò un fiorente mercato di prodotti agricoli, seguendo la sua prima vocazione, ma divenne anche centro manifatturiero, specializzato nella produzione di seta e di lana. In età granducale, quando vennero definiti i confini della provincia di Arezzo, entrò a farne parte.

Dopo l’unità d’Italia ebbe un enorme sviluppo industriale, insieme ai comuni circostanti,Pianta di Montevarchi dovuto alla disponibilità di energia ricavata dalla combustione di lignite estratta da giacimenti presenti nella zona. Montevarchi divenne un distretto per la produzione di cappelli ed altri prodotti in feltro.
Malgrado la disponibilità di energia non sia più un vantaggio competitivo e l’utilizzo del copricapo non abbia più la diffusione che aveva nel 1930, l’attività industriale legata alla moda resta tuttora una delle principali attività economiche della città.

Arte e Cultura

A Montevarchi sono nati, fra gli altri,lo storico Isidoro Del Lungo, lo scultore Francesco Mochi. Viene considerato montevarchino anche l’umanista Benedetto Varchi, per i legami familiari e affettivi che ha avuto con la città. Ha sede in città, presso lo storico Chiostro di Cennano recentemente restaurato,Chiostro di Cennano l’Accademia Valdarnese del Poggio, con una importante Biblioteca storica ed il Museo Paleontologico, all’interno del quale è conservato uno scheletro integro di Elephas meridionalis. Nel centro storico della città si trovano anche il Museo d’Arte Sacra della Collegiata di San Lorenzo, che possiede tra l’altro un Scultura Andrea Della Robbiatempietto opera di Andrea della Robbia, ed il Museo Ernesto Galeffi, dedicato ad un artista montevarchino del ‘900. Nei dintorni si trova il parco d’arte Bum-Bum-Ga di Carmelo Librizzi. la città è caratteristica anche per la pianta ellittica della zona del centro.

Postato da Il Re

 

MONTEVARCHIultima modifica: 2009-03-22T21:10:00+00:00da lucchese1905
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