PONTEVECCHIO CALCIO

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 Sito ufficiale: http://www.aspontevecchio.com/

Cosmi ex allenatore del Pontevecchio

Tratto dal libro “AS Ponte Vecchio i nostri primi 50 anni”
Per gentile concessione dell’autore AURELIO DOZZINI

La gente del “Ponte” aspettava soltanto che la guerra finisse per poter ricominciare a vivere senza l’incubo che per tanti anni l’aveva costretta in ridotte condizioni di libertà. Prima il fascismo, poi il secondo conflitto mondiale, con il loro carico di disgrazie, avevano lasciato ben poco spazio alla voglia di divertirsi; per troppe volte il paese era stato colpito dai bombardamenti aerei; mine e cannonate avevano completato l’opera di distruzione. Il ponte sul Tevere, le caratteristiche logge, la chiesa parrocchiale, insomma il nucleo originale del paese, vennero irrimediabilmente danneggiati.

P1012209.jpgMa, finalmente quel tempo di pace tanto agognato arrivò: il 7 maggio 1945 la Germania dichiarò la resa senza condizioni. Ed il desiderio di ripartire, di ricostruire, di svagarsi dimenticando le passate tragedie si manifestò con grande entusiasmo anche tra la popolazione di Ponte San Giovanni.

E fu proprio alla fine di quel mese, per l’esattezza il 31 maggio 1945, che un gruppo di giovani ponteggiani decise di dar vita ad una associazione sportiva destinata a divenire successivamente una vera e propria istituzione per il paese: l’Associazione Sportiva “Ponte Vecchio”, in onore e memoria del vecchio ponte romano sul Tevere distrutto dalle bombe. Tra i soci fondatori possiamo ricordare: Giovanni Bacchi, Alviero Barberini, Alceste Biagetti, Olinto Bianchi, Alfiero Bellini “Meazza”, Antonio Castellini, Dante Cecchini, Antonio Cosmi “Paietta”, Sandro Falcinelli, Oreste Fiorentini, Gerardo Fiorini, Elvio e Aldo Gardi, Antonio Guarducci, Luigi Messini, Mario Minciarelli, Ugo Nottiani, Giuseppe Palazzetti, Aldo Paris, Antonio Prisco, Concezio Rossi, Giocondo Santoni, Antonio Severi, Luigi Vitalesta. Primo impegno della neonata società fu quello di ricostruire, sulle rovine del preesistente “campo delle buche” un nuovo centro di aggregazione per tutti coloro che fossero interessati a praticare sports; il campo delle buche (parte dell’attuale parcheggio del Lido Tevere) era così detto perché prima fungeva da discarica per le famiglie del vicinato che vi scavavano buche e vi seppellivano i pochi rifiuti che allora si producevano. La società chiese ed ottenne dall’amministrazione comunale e dalla Congregazione di Carità la concessione in uso del terreno in questione e dell’area attigua lungo il fiume, per costruirci un campo di calcio. E quindi quel piccolo fazzoletto di terra, ulteriormente degradato dai bombardamenti, divenne il “posto” di lavoro di quei magnifici dirigenti che con sforzi immani ed impensabile dedizione, trasformarono un campo di guerra in un campo di calcio. P1012208.jpg

La partita di inaugurazione ebbe luogo nel 1946: Ponte Vecchio – Borgo XX Giugno 3-2, da segnalare una doppietta di Pippi, agile attaccante ponteggiano.

Ma la Ponte Vecchio nacque col Ciclismo, sport dominante dell’epoca, quando Bartali e Coppi, Guerra e Binda infiammavano i cuori dell’Italia sportiva. Una maglia a strisce rosse e verdi ed uno stemma circolare al centro raffigurante il vecchio ponte, ecco cosa indossavano Learco Santoni, Andrea Prisco, Silvio Guerciolini, Santorre Menconi, Remo Sabatini, i primi atleti della Ponte Vecchio. Ottennero grandi risultati, alcuni parteciparono a Giro D’Italia e Tour de France, Remo Sabatini divenne Campione Italiano Indipendenti nel 1951, e grazie a quell’impresa, tuttoggi possiamo fregiarci della banda tricolore accanto al nostro stemma.

Nel frattempo la società ebbe l’intuizione di sfruttare lo spazio adiacente il campo sportivo lungo la riva del fiume Tevere; lo valorizzarono trasformandolo in una spiaggia attrezzata con cabine, ombrelloni e mosconi, e realizzarono una “piattaforma” per poter ballare. La piattaforma, in seguito denominata “Lido Tevere” divenne un luogo frequentatissimo sia come spiaggia che come punto di svago per tutti e divenne ben presto il punto di riferimento della maggior parte dei giovani. Il Lido Tevere divenne talmente famoso che vi si esibirono tutti i gruppi emergenti degli anni 60 e 70 tra cui i Pooh, i Camaleonti, l’Equipe 84, Lucio Dalla, i Nomadi ecc…Tra i dirigenti che gestirono quel grande successo ricordiamo: Peppino Rosi, Falcinelli, Armando Bartolini, Fernando Bottaccioli, Gettulio Severi, Carlo Bambagioni, Franco Santucci, Rino Palmerini, Silvano Corbucci, Giancarlo Pacini, Giordano Giorgetti. Gli introiti del Lido Tevere erano la prima fonte di sostentamento per tutta l’attività sportiva della Società………..Nel 1980 si festeggia il 35° della Società e il Presidente è ancora il Commendatore Bernardino Bastioni. E’ chiaro che ogni figura di Presidente si staglia per una gamma di caratteristiche che connotano la vita della Società durante il suo operato. Quello di Bastioni è contrassegnato da due importantissime operazioni nelle quali fu coadiuvato e stimolato anche da quello che in futuro avrebbe ereditato il suo patrimonio sportivo e sociale (Mariano Fondacci): la trasformazione della Società in S.r.l. e la tanto agognata fusione con la A. C. Ponte S. Giovanni.
Queste due importanti trasformazioni, sono infatti di preludio allo scambio di consegne tra il Presidente Bastioni e l’altro Ponteggiano “doc”, il Geometra Mariano Fondacci, che si avrà nel 1984 all’indomani della citata fusione.
Al Presidente uscente viene conferita la presidenza onoraria della Società quale riconoscimento particolare per l’impegno profuso e i risultati conseguiti.
La nuova presidenza sarà lunga e ricca di avvenimenti caratterizzanti in maniera determinante la storia della Società.
Per ricordare tutto quello che è stato il Presidente Fondacci, occorrerebbe un intero libro e non poche righe come invece siamo costretti a fare.
E’ opinione ormai generale che, al di là delle sue indiscusse capacità manageriali, Fondacci sia stato il principale artefice di tutte le conquiste, sportive e no, di questi ultimi dieci anni.
Precedentemente alla sua elezione, egli, precorrendo i tempi, è il principale sostenitore della trasformazione dell’A.S. in S.r.l. (fatto questo che consentirà alla Società di collocarsi ai vertici del dilettantismo umbro).
Sempre nello stesso periodo, insieme al Presidente Bastioni e ad altri colleghi, caldeggia e porta a compimento la fusione con il Ponte S.Giovanni (fatto determinante nella storia della Società e di tutto il paese); è sempre di quegli anni (stagione ’83/’84) un grande risultato sportivo del settore calcio: la prima squadra che milita nel campionato di Prima Categoria vince tutto quello che c’è da vincere (campionato, coppa e titolo di campione umbro) ed inizia così la sua avventura nel campionato di Promozione Regionale. Inoltre nei primi anni di presidenza è protagonista nella grande avventura in Coppa Italia che ci porta alla vittoria finale, sebbene a tavolino, nel settore dilettantistico. All’epoca la Società è impegnata anche su altri fronti e fra tutte le questioni, quella riguardante il Lido stava diventando centrale.
Storica fu la decisione di chiudere definitivamente l'”Olinto Bianchi”, come più tardi quella di sacrificare un campo da tennis per potenziare questa struttura che tanto importante era e sempre sarà per la nostra Società.
Non va poi dimenticata la grande ascesa della pallacanestro nonostante la mancanza di spazi idonei. Anche in questo caso ritroviamo Fondacci a lottare con l’Amministrazione Comunale per la costruzione del Palazzetto dello Sport, la cui realizzazione risolverà non solo i problemi della Ponte Vecchio, ma di tutte quelle Società che nel frattempo erano cresciute all’interno del nostro quartiere. Grande fu la soddisfazione quando ad inaugurare questa nuova struttura fu proprio una compagine della nostra Società – la squadra di Basket femminile – che per la prima volta nella nostra storia vi avrebbe disputato anche il campionato di serie “D” nazionale. Altre affermazioni in campo nazionale, sia con il basket che con il calcio si sarebbero verificate. Ma siamo quasi alla fine degli anni Ottanta (1988) quando, in Società, si ha l’ingresso di un altro importantissimo sport – il nuoto – che contribuirà prepotentemente e da subito a dar lustro ai colori rosso verde. Ed eccoci agli anni Novanta con l’entusiasmante vittoria del campionato di calcio di Eccellenza e la conseguente conquista della serie “D” Nazionale. Infine l’ultimo gioiello: l’ampliamento e la definitiva sistemazione dell’impianto di Via degli Ornari. Fondacci prima contribuisce in maniera determinante alla realizzazione del progetto e poi fa tutto il possibile affinché l’Amministrazione Comunale finanzi i lavori. Dopo tutto questo, in occasione dei festeggiamenti del 50°, successivi alla sua decisione di non ricandidarsi, lo troviamo gradito ospite insieme agli altri presidenti del passato…………..

LA ROSA


PORTIERI:
LONGETTI JACOPO 1988 – Sansepolcro
FARABBI MARCO 1991 – Sett.Giov.
DIFENSORI:
BATTAGLINI ANDREA 1989 – Confermato
CECCARELLI RICCARDO 1987 – Confermato
FATONE RICCARDO 1976 – Confermato
RICCI DANIELE 1982 – Confermato
SCHIATTELLI GIACOMO 1989 – C.Castello
CENTROCAMPISTI:
ARCIONI PAOLO 1983- Confermato
BARTOCCINI SAMUELE 1986 – Confermato
PELLICCIA MARCO 1978 – Città di Castello
BRUNORI GIULIO 1990 – Confermato
CAVADENTI GIUSEPPE 1988 – Narnese
CECCHINI MATTIA 1988 – Confermato
MARTINETTI SIMONE 1970 – Confermato
ATTACCANTI:
FALCINELLI DIEGO 1991 – Sett.Giov.
PIRILLO ALESSIO 1988 – Sansovino
GAGGIA EGIDIO 1991 – Sett.Giov.
MAGIONAMI SIMONE 1986 – Confermato
MARRI MARCO 1983 – Confermato

ALLENATORE:
MATRECANO SALVATORE

PREPARATORE ATLETICO:
PROF.STEFANELLI ROBERTO

PREPARATORE PORTIERI:
PROF.ANNIBALDI RICCARDO

MASSAGGIATORE FISIOTERAPISTA:
MENCARONI ROLANDO

STAFF MEDICO:
DOTT. PAPA VALTER
DOTT. CECCARELLI MARIO
DOTT. CORDELLINI MARINO
DOTT. FAGIOLI PAOLO

ULTIMA PARTITA

15 Febbraio 2009
PONTEVECCHIO-RIETI 2-1
Marri (rig.), Magionami

LA CITTA’

Ponte San Giovanni è una frazione del comune di Perugia (PG).

È la sede della VIII circoscrizione del Comune di Perugia, che conta circa 13.296 abitanti distribuiti su una superficie di 18 km². Dagli anni ’70 in poi ha avuto un forte aumento demografico, che lo ha portato ad essere uno dei più popolosi quartieri della città, con una elevata percentuale di abitanti stranieri immigrati.

Geograficamente situato al limite sud-est del territorio di Perugia (circa 7 km dal centro cittadino), a circa 180 m s.l.m., il fiume Tevere ne traccia il confine con il limitrofo comune di Torgiano. Il territorio è suddiviso in una parte pianeggiante, attorno all’alveo fluviale, ed in una parte collinare, a segnare i primi contrafforti del colle di Perugia.

Recentemente, specie nell’ambito trasportistico, sembra essere invalsa l’abitudine di abbreviare il nome della frazione con l’acronimo PSG. [1] Gli abitanti sono indicati con il nome di ponteggiani.


La più consistente traccia di insediamento storico risale al periodo etrusco: da annoverare la tomba ipogea di Arunte Volumnio (Arnth Veltimna Aules, in etrusco) situata nella Necropoli del Palazzone (VIV secolo a.C.), vasta area archeologica che presenta un gran numero di tombe sotterranee ed un museo che raccoglie urne ed altre vestigia reperite in loco. La zona di Ponte San Giovanni rappresentava, infatti, il punto di contatto lungo il fiume Tevere tra i territori degli Etruschi (a nord) e degli Umbri (a sud).

Durante il periodo romano la zona era nota a livello termale, mentre intorno all’anno 1000 viene fondata la prima parrocchia cristiana, con il nome di Plebs Sancti Joannis Baptistae in Campo (con questo nome è citata in un diploma del Barbarossa nell’anno 1163).

Il Ponte Vecchio, così come appariva prima che venisse distrutto durante un bombardamento.

Durante la guerra tra Perugia e Assisi, San Francesco fu fatto prigioniero a Ponte San Giovanni nel 1202 .

L’insediamento collinare viene ben presto affiancato, a partire dalla metà del XV secolo, da un insediamento in pianura, vicino al ponte sul fiume Tevere, dotato di una parrocchia autonoma (San Bartolomeo); da questo si svilupperà l’attuale nucleo del paese. Col nome di Ponte San Gianni, il paese comincia ad essere presente nei documenti ufficiali del Comune di Perugia, dapprima, e dello Stato della Chiesa, poi.

Il primigenio borgo rurale ha subito, nella seconda metà del 1800, un forte sviluppo grazie alla costruzione della ferrovia. La stazione di Ponte San Giovanni è diventata, fin da subito, un nodo del trasporto su rotaia di tutta l’Umbria.

Nel giugno 1944, durante la II guerra mondiale, i bombardamenti alleati distrussero a più riprese gran parte delle costruzioni del paese, alcune anche di notevole interesse storico e logistico: tra di esse, il basso-medievale Ponte Vecchio (ponte sul fiume Tevere, a gobba d’asino, ricostruito nell’anno 2000 con diversi materiali e architettura), le antiche logge, la vecchia chiesa di S. Bartolomeo, la stazione ferroviaria ottocentesca.

Per un paio di anni un ponte Bailey (ponte bellico a montaggio e smontaggio rapido che prende il nome dell’inventore) sostituì il distrutto ponte vecchio: oggi, alcune parti di tale costruzione metallica sono ancora osservabili a Casalina, frazione di Deruta, dove il ponte fu usato fino al 1999 per l’attraversamento del fiume Tevere (poi sostituito da un moderno ponte in cemento).

Economia

Lo stabilimento dismesso del Pastificio Ponte.

Lo sviluppo demografico è andato di pari passo con lo sviluppo delle attività industriali, commerciali e, più recentemente, dei servizi. Industrialmente, Ponte S. Giovanni si è sviluppato attorno al molino/pastificio, situato sulla sponda destra del Tevere, nel quartiere Pontevecchio, e costruito dai Bonaca nel 1874. A partire dai primi del ‘900, il pastificio Ponte ha ampliato la sua notorietà, ed il marchio della pasta Ponte è diventato conosciuto a livello nazionale. A seguito di un disastroso incendio (12 giugno 1990), il pastificio ha dismesso la sua tradizionale produzione: il marchio ‘Pasta Ponte’, ormai scomparso, è oggi di proprietà del gruppo Agnesi-Colussi. A parziale compensazione di questa perdita, lo sviluppo della zona industriale del Molinaccio ha consentito l’allontanamento della condizione di quartiere-dormitorio. Tra le principali attività industriali, di risonanza regionale, annoveriamo la centrale del latte della città di Perugia, il mattatoio comunale, la lavanderia industriale Schultz, l’industria chimica SACI, l’industria di surgelati Pronto Green, e un centro di stoccaggio dell’ex-pastificio Ponte.

Dagli anni ’30 fino agli anni ’70, la sala da ballo e discoteca “Lido Tevere” è stata una delle più note nel comprensorio perugino; situata nel quartiere Pontevecchio, fungeva da vero e propria spiaggia sull’invaso generato dalle chiuse del Tevere.

Anche l’agricoltura è sviluppata, e alcune aziende locali riforniscono il mercato ortofrutticolo del comprensorio perugino. Proprio in tal senso il mercato ortofrutticolo generale della città di Perugia sarà spostato verso la zona industriale di Ponte San Giovanni.

Il settore terziario è andato sviluppandosi nell’ultimo decennio, con la presenza di un ingente numero di uffici e banche. Gran parte dello sviluppo economico/industriale è dovuto al fatto che il paese è cresciuto attorno al nodo viario/ferroviario della città di Perugia: la superstrada E45 (OrteRavenna) si incrocia con il raccordo autostradale PerugiaBettolle e con la superstrada Perugia-Spoleto. Inoltre, la stazione ferroviaria serve la linea nazionale Foligno-Terontola e la linea regionale FCU (TerniSansepolcro). Dal punto di vista delle attività commerciali, Ponte San Giovanni ospita il centro commerciale più grande dell’Umbria.

Monumenti e luoghi d’interesse

La chiesa di San Bartolomeo, con il nuovo campanile.

  • Casetta Piceller (XIX secolo), a fianco della superstrada E45 tra Ponte San Giovanni e Collestrada. L’antiquario Piceller inglobò una edicola medievale preesistente in questa ‘casina’, utilizzando uno stile quattrocentesco;
  • Chiesa di San Giovanni Battista in Pieve di Campo (metà ‘700), in stile barocco;
  • Cappella di Sant’Anna (inizio XIII secolo), sulla strada per Ponte Valleceppi;
  • Chiesa del Palazzone (1694), con una interessante facciata pre-barocca, lungo la strada per Piscille;
  • Chiesa del Tufo (1608) e Cappella del Bassettone (1625), situate all’inizio della salita di San Girolamo, la strada più breve che congiunge Ponte S. Giovanni all’acropoli di Perugia;
  • Nuova chiesa di S. Bartolomeo (anni ’60), con un campanile (1991) in calcestruzzo e acciaio corten (acciaio ossidato);
  • Chiuse sul fiume Tevere (2006), originariamente di epoca medievale, ora ristrutturate e trasformate in vere e proprie dighe per la produzione di energia idroelettrica;
  • Fonte storica di Pieve di Campo: la tradizione vuole che san Francesco la utilizzò quando venne condotto prigioniero a Perugia o, comunque, quando percorreva la strada tra Assisi e Perugia. Le virtù dell’acqua che sgorgava dalla fonte erano ben note alla popolazione del circondario, fin quando (circa 1990) l’urbanizzazione della collina di Monte Vile non ne causò l’inquinamento;
  • Ipogeo dei Volumni, nella località detta del Palazzone, una necropoli etrusca;

Il nuovo Ponte Vecchio, costruito accanto ai piloni di quello precedente (ora scomparsi).

  • Nuovo Ponte Vecchio (giugno 2000), costruito in legno strutturale e cemento, in prossimità del vecchio ponte sul Tevere;
  • Parco Bellini, i giardini pubblici, con una fontana multivasca in stile moderno, rappresentante i quattro centri abitati della circoscrizione: Pieve di campo, Balanzano, Collestrada e Ponte San Giovanni;
  • Ansa degli Ornari, pregevole area fluviale del Tevere nel tratto verso Ponte Valleceppi. Affiancata da una piccola area umida, è popolata da diverse specie di uccelli;
  • Macchia Baldeschi, collina ricoperta da un fitto bosco di alti alberi secolari.

Cultura

Una rievocazione storica degli usi e costumi degli antichi etruschi

A Ponte San Giovanni si trova la Biblionet, la biblioteca multimediale comunale di Perugia, ed alcune associazioni dedite alla diffusione della cultura musicale e teatrale.

Alcune importanti manifestazioni sono legate al nome del paese. Il Settembre Ponteggiano ha rappresentato in passato una delle prime sagre annuali che venivano svolte nell’intero comprensorio perugino: dopo aver raggiunto il massimo splendore verso la fine degli anni ’70, ora non si svolge più con regolarità e, comunque, non con lo stesso nome. Da ricordare anche, sempre di settembre, la manifestazione Velimna: gli etruschi del fiume, una sorta di appuntamento culturale e gastronomico che vuole ricordare le radici etrusche dell’insediamento, testimoniate dalla presenza dell’Ipogeo dei Volumni e della Necropoli del Palazzone. La festa è arricchita da una sfilata storica in costume e da una cena “alla etrusca” sul Ponte Vecchio.

Una manifestazione nata recentemente è SAREMO AL C’ENTRO, un concorso artistico e musicale che richiama, generalmente a giugno, un centinaio di giovani musicisti da tutta la regione.

Personalità legate a Ponte San Giovanni

  • Serse Cosmi (1958), già allenatore di Perugia Calcio, Genoa, Udinese e attualmente impegnato con il Brescia, è nato e cresciuto a Ponte San Giovanni e qui ha iniziato la carriera di allenatore nella Pontevecchio; egli è anche soprannominato l’uomo del Fiume, per il fatto di aver vissuto in una casa prospiciente il Tevere.
  • Filippo Timi (1974), attore e scrittore italiano di teatro e cinema, è nato e cresciuto a Ponte San Giovanni, dov’è anche in parte ambientato il libro Tutt’al più muoio.
  • Alessandro Venanzi (1839-1916), decoratore di interni, tra le sue opere il teatro comunale di Cagli

 UNA NEVICATA A PONTE SAN GIOVANNI

Postato da Il Re

  

PONTEVECCHIO CALCIOultima modifica: 2009-02-15T21:45:00+00:00da lucchese1905
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