SAMBENEDETTESE CALCIO

STORIA 

Il 4 aprile 1923 dalla fusione di Fortitudo, Serenissima, Forza e Coraggio, tre squadre calcistiche di San Benedetto del Tronto, nasce la U.S. Sambenedettese, con i colori verde e bianco. La squadra però non partecipa a nessun campionato FIGC non disponendo di un campo di gioco; nel 1926 viene inaugurato il campo di piazza San Giovanni Battista, detto “la trappoletta”, e la Samb si iscrive al campionato di Terza Divisione Marche. Il presidente è Ludovico Giovannetti; dopo pochi mesi c’è una scissione per liti interne e alcuni calciatori si trasferiscono a un’altra società, il Torrione. Nel 1928 compaiono i colori attuali, rosso e blu, che sono anche i colori dello stemma cittadino; tra i calciatori spicca il bomber Tommaso Marchegiani, detto Massì e il portiere Pietro Cosignani. Tre anni dopo viene inaugurato il campo polisportivo “Littorio”, l’attuale “F.lli Ballarin”; nel 1944 viene intitolato a “Massì” Marchegiani, morto in un bombardamento durante la guerra, e infine nel 1949 ai fratelli Ballarin, calciatori del grande Torino, vittime della tragedia di Superga. Nella stagione 1946-47 sfiorò le fasi finali per andare in serie B, ma perse il proprio girone per un punto a favore della Maceratese. L’anno dopo ci fu una riforma dei campionati che portò molte squadre a retrocedere in serie D, tra cui l’Ascoli Calcio; la Sambenedettese arrivò seconda, ancora una volta dietro alla Maceratese e venne iscritta alla serie C di lusso dell’anno successivo.
La Samb, milita ininterrottamente tra la
Serie B e Terza Serie, dal 1945-46 fino al 1993-94, fatta eccezione per la stagione 1990-91.

Il dopoguerra e la Serie B (I fase)

Il campionato di Serie C a girone unico 1955-56 vede la promozione in Serie B, della Samb, che totalizza 44 punti a pari merito col Venezia, la Samb come al solito mantiene il campo imbattuto, e con le 61 reti all’attivo, risulterà anche il miglior attacco del torneo. Il presidente è Domenico Roncarolo (sua l’idea di chiedere aiuto finanziario ai pescatori locali), l’allenatore Bruno Biagini, il capitano Alberto Astraceli. Nei sette campionati cadetti del primo ciclo (1956/1963), la Sambenedettese affronta squadre blasonate come il Torino, Napoli, Lazio, Bari, Alessandria, Triestina, Genoa e Palermo. L’esordio della Samb in Serie B 1956-57, il 16 settembre del 1956 a Bari, iniziò con una sconfitta in terra pugliese l’avventura della squadra adriatica, 2 a 0 il risultato di quella prima partita storica di una squadra sempre più simbolo di un’intera comunità.
Il primo successo di rilievo, la Samb lo ottiene nel campionato di
Serie B 1958-59, riesce a battere per 2-1 l’Atalanta, la forte squadra bergamasca si piazza al 1° posto in classifica e dopo un solo anno tra i cadetti, torna in Serie A, dove aveva sempre militato dopo la guerra.

Nel campionato di Serie B 1959-60, c’è il grande Torino dei 4 scudetti consecutivi vinti nel dopoguerra, e per il Toro è una novità assoluta la Serie B, la Samb tra le mura amiche ottiene un pareggio a reti bianche contro il Torino, ed esce indenne nella storica partita di ritorno 1-1, squadra granata che conquista a fine stagione la promozione in Serie A.
In
Coppa Italia il 25 gennaio del 1961, la Samb gioca anche contro la Juventus neo Campione d’Italia della stagione 1959-60, un evento storico per tutta la regione e il vicino Abruzzo.
L’incontro è valido per l’accesso ai quarti di finale, il “Ballarin” è tutto esaurito. Ci sono anche il fuoriclasse, l’asso argentino
Omar Sivori che è apparso in gran forma pur abusando delle sue doti di giocoliere e l’inglese John Charles.

Nel campionato cadetto del 1960-61, la Samb è capace anche di far sognare tutti i suoi sostenitori per il grande traguardo della Serie A. La sorprendente Sambenedettese che lotta per la promozione, staziona tra il primo posto in classifica e appena a ridosso delle prime, chiudendo il girone di andata al 6° posto a soli quattro punti dalla vetta occupata dal Mantova e a soli due punti dalle seconde, Monza e Palermo. Ma alla fine la Samb si piazzerà al 7° posto.
Diversi calciatori messisi in evidenza con la Samb approdano in serie A:
Sattolo al Torino, Menichelli alla Juventus, Garbuglia alla Lazio, Lorenzini al Bologna, Matteucci all’Inter.
Nel tratto di fascia costiera, da
Venezia a Bari, è difficile trovare una cittadina che, come San Benedetto del Tronto, sia legata a tradizioni sportive che si tramandano da lunga data e che hanno permesso di raggiungere mete sempre più elevate. Sin dall’anno della fondazione, nel lontano 1923, la Sambenedettese è stata sempre seguita come una comune creatura, con passione e spesso con orgoglio da tutti i concittadini, e non solo ma anche da moltissimi tifosi marchigiani e abruzzesi. E’ stata fin dai primi albori una Società dove ha sempre spirato aria salubre, densa di concordia costruttiva, con una saggia amministrazione, guidata da uomini esperti e capaci. In 37 anni i sostenitori della Sambenedettese hanno ammirato la loro squadra passare da promozione in promozione, fino a raggiungere il più ambito traguardo della Serie B, senza mai vederla ritornare in un girone inferiore. Nessuna retrocessione è venuta ad intralciare il progressivo cammino della Sambenedettese, e questo è un particolare poco comune che inorgoglisce.

Nella stagione sportiva di Serie B 1961-62 la Samb, che contro squadre di rango riesce sempre a trovare il suo estro migliore, questa volta però sbalordisce tutti. Dopo aver mortificato la Lazio, il Napoli, il Verona ed il Brescia, alla invidiabile collana di successi, mancava di aggiungere la perla più fulgida: quella che rispondeva al nome del Genoa battuto per 2-1. La vittoria più significativa è anch’essa venuta e sinceramente la squadra adriatica nell’accomiatarsi dal suo pubblico non poteva offrire uno spettacolo più degno, contro la prima della classe.

Tra il 1963 e il 1974 la Sambenedettese milita ininterrottamente in Serie C nei gironi B e C. In questi anni è rimasta sempre nelle prime posizioni tendendo a risalire in Serie B, dove per tanti anni aveva difeso i colori sociali gareggiando nelle principali città, come unica rappresentante dell’Italia centrale.
Nel 1965, nel corso di un derby con l’
Ascoli, l’attaccante della Samb Alfiero Caposciutti (che curiosamente era stato acquistato dalla Fiorentina come portiere) è protagonista di un involontario scontro di gioco che costa la vita al portiere dell’Ascoli Roberto Strulli. Nel torneo 1965-66 tra le file della Samb c’è un giovanissimo Franco Causio, che poco dopo approderà alla Juventus di cui sarà una bandiera e che vincerà i mondiali del 1982. In questi anni inizia la tradizione dei grandi portieri della Samb: approdano in A Roberto Tancredi (alla Juventus), Sulfaro (alla Lazio), Migliorini (alla Ternana).

La Serie B (II fase)

Nel campionato 1973-74 la Samb è promossa per la seconda volta in Serie B, ottenendo 22 vittorie e con 9 punti di distacco dal Rimini secondo classificato. Il presidente della promozione Nicola D’Isidori è affiancato dagli storici vice presidenti Alberto Ciabattoni,Giuseppe Valeri e Floriano Bollettini (questi concluderanno il ciclo nell’1988-89, ancora in serie B), dopo poche giornate di campionato, il Geom. D’Isidori, sarà sostituito dall’Ing. Arduino Caioni che resterà presidente per tutto il periodo della Serie B (II fase), fino alla successiva retrocessione in C1 nella stagione ’79-’80. Quella stagione si concluderà tra mille polemiche tra la Sambenedettese e la F.I.G.C. per presunti torti arbitrali. L’allenatore della promozione è Marino Bergamasco, già collaboratore di Nereo Rocco al Milan e nel Torino. Quelli con Bergamasco in panchina sono stati gli anni più belli, in totale guiderà la Samb per sei campionati (in periodi diversi). Il secondo ciclo in Serie B dura fino al 1980: i giocatori più importanti sono il bomber pugliese Francesco Chimenti (in seguito allenatore della Samb nel 94-95 e nel 2005-06) e tutto il reparto offensivo, il tridente che era formato da Chimenti-Simonato-Basilico, e il centrocampo stile Olanda composto da Ripa, Castronaro e Valà.
Nel primo campionato di
Serie B 1974-75 la Samb coglie una storica vittoria a Genova contro il Genoa per 3-2 con gol di Simonato, Castronaro e Chimenti. In questo campionato, la Samb batte anche il forte Verona per 1 a 0, la rete vincente è di Chimenti, gli scaligeri a fine stagione approdano in Serie A, dopo aver vinto gli spareggi con il Catanzaro.

Nel 1975 in Coppa Italia al “Ballarin” è di scena la Juventus, neo campione d’Italia, storico il pareggio della Samb 2-2, doppietta di Fabio Capello, per i rosso-blù andarono a segno il bomber Chimenti e Simonato. La squadra adriatica, nel campionato di Serie B 1975-76 batte il forte Genoa, l’arbitro Gonnella assegna un’eccepibile calcio di rigore alla Samb, si incarica della battuta il bomber Chimenti, che realizza il penalty e il “Ballarin” è una bolgia, i grifoni a fine stagione conquistano la promozione in Serie A. Tra le file della Samb, negli anni successivi, militano Franco Colomba, e Francesco Guidolin.

Nel campionato 1977-78 la Samb sfiora la promozione in Serie A, sfumata nello 0-0 interno contro la Sampdoria: allenatore è Marino Bergamasco, appena ritornato in rossoblù.
In
Coppa Italia nel 1977, i rosso-blù espugnano il “Bentegodi” di Verona, con un clamoroso 3-5, squadra scaligera che militava in Serie A 1977-78. L’anno dopo l’allenatore è Nicola Tribuiani, sostituito da Lauro Toneatto. Nel campionato 1979-80 torna in panchina Bergamasco per sostituire Pietro Maroso, ma la Samb retrocede in Serie C1: in rosa ci sono Stefano Tacconi (poi alla Juventus) e Antonio Sabato.

La Serie B (III fase)

Durante il campionato 1980-81 il presidente Arduino Caioni passa il testimone a Ferruccio Zoboletti, reggiano di nascita ma sambenedettese d’adozione. L’allenatore è l’emergente Nedo Sonetti che conquista l’immediata promozione in serie B: tra i protagonisti, il giovane portiere Walter Zenga in prestito dall’Inter e Luigi Cagni. La Samb conquista 44 punti, a pari merito con la Cavese; l’ultima partita di campionato contro il Matera vede però una tragedia allo stadio Ballarin: scoppia un incendio in curva sud, la curva dei tifosi di casa, che provoca decine di feriti e in cui perdono la vita Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri; la partita però si gioca lo stesso, e termina 0-0. Si decide così di progettare un nuovo stadio, più adatto alle moderne norme di sicurezza e con una capienza adeguata all’imminente serie B e a una futuribile serie A (ancora non arrivata).

Il campionato di Serie B 1981-82 si chiude all’8° posto, sempre sotto la guida di Nedo Sonetti. I rosso-blù in questa stagione, conquistano una prestigiosa vittoria 0-1 a Genova, in quel di “Marassi” contro la Sampdoria promossa in Serie A, goal di Gigi Cagni; al ritorno invece la squadra blucerchiata riesce a pareggiare per 2-2, Samb in doppio vantaggio con Garbuglia, poi la Sampdoria riesce a riaddrizzare l’incontro, grazie alle reti di Scanziani e Guerrini.
Il campionato
1982-83 si apre con un inedito Milan-Samb (il Milan aveva appena subito la seconda retrocessione in B) che si conclude sul 2-2 (ai rossoneri Verza e Pasinato rispondono Caccia e Rossinelli); anche nel girone di ritorno la Samb bloccherà il Milan, stavolta sull’1-1, cosa che fa della Samb l’unica squadra insieme alla Cavese a non avere mai perso in campionato coi rossoneri). Sempre in questa stagione, la Samb riesce a pareggiare per 1 a 1, allo stadio “Olimpico” contro la Lazio, che insieme al Milan e al Catania sarà promosso in Serie A, le reti di Giordano su rigore e il pareggio di Perrotta.
Nel
1983-84 Nedo Sonetti abbandona la Samb che è allenata da Roberto Clagluna: da segnalare la vittoria in Coppa Italia contro l’Inter con doppietta del bomber Paolo Alberto Faccini. Dopo un campionato difficile la salvezza giunge alla penultima giornata, con il pareggio casalingo contro la Pistoiese, viceversa con quel risultato condannata alla Serie C1. Alcune immagini di quell’incontro, compresa la festa dei tifosi rossoblù per la salvezza, furono poi riutilizzate per il film cult L’allenatore nel pallone. Il campionato 1984-85 è l’ultimo disputato al “Ballarin”: tra le file dei rossoblù Stefano Borgonovo, Tiziano Manfrin, Maccoppi, Turrini, Di Fabio; il capitano è sempre Gigi Cagni.

Il 13 agosto 1985 vede l’inaugurazione del nuovo stadio “Riviera delle Palme” con l’amichevole Samb-Milan; l’impianto, che riceve premi per l’architettura, può ospitare oltre 20.000 spettatori (attualmente la capienza è stata ridotta a 15.000 in seguito alle nuove norme di sicurezza), ma la struttura ad anelli (analogamente al “Meazza” di Milano) ne permette l’ampliamento (non ce n’è stato, per ora, bisogno visto il mancato approdo in serie A). Nel campionato 1985-86 c’è l’ultimo derby con l’Ascoli, col quale le strade si divideranno: la sfida è stata sempre segnata da una grande rivalità. I rosso-blù in questo campionato, espugnano il campo del Brescia che in casa aveva subito una sola sconfitta, la rete vincente è di Manfrin 0-1, nello stupendo girone di andata, quando la Samb veleggiava tra le prime della classe, il Brescia a fine stagione conquista la promozione in Serie A.
Nel campionato
1986-87 la Samb si salva all’ultima giornata vincendo a Bari per 4-3: allenatore è ancora Clagluna, in rosa c’è Franco Selvaggi, proveniente dall’Inter. È l’ultima stagione alla Samb per Gigi Cagni, che detiene il record di presenze in Serie B, 496. Nel 1987-88 l’allenatore è Angelo Domenghini, che conquista l’ennesima salvezza; nel 1988-89 lascia dopo 4 giornate a Enzo Riccomini, che non riesce ad evitare la retrocessione in Serie C1: in rosa ci sono Marcato, Valoti e il portiere Bonaiuti.

1989-1994: caduta, risalita e fine

Il campionato 1989-90 vede la seconda retrocessione consecutiva della Samb, stavolta in Serie C2, categoria mai affrontata prima. Nel 1990-91 la presidenza passa all’imprenditore trevigiano Antonio Venturato; l’allenatore è Giorgio Rumignani. La Samb arriva seconda dietro il Chieti e ottiene così il ritorno in Serie C1. Seguono tre stagioni di C1 tra alti e bassi: tra i giocatori ci sono Moreno Solfrini, Pasqualino Minuti, Gennaro Grillo, Ottavio Palladini, Giuseppe Manari, Tiziano De Patre, i portieri Stefano Visi e Antonio Chimenti.

Nel 1991-92 la Samb vince la Coppa Italia di serie C battendo in finale il Siena. La stagione 1992-93 (in cui per la prima volta la Samb è inserita nel girone A), vede l’alternarsi in panchina di Claudio Tobia, Zibì Boniek e l’esordiente Ivo Iaconi che centra la salvezza.

Le difficoltà economiche della società emergono in tutta la loro drammaticità e l’iscrizione al Campionato di serie C 1993-94 avviene a pochi minuti dalla scadenza grazie alla fideiussione prestata dall’allora neo Sindaco Paolo Perazzoli e dagli imprenditori locali Giancarlo Amante, Nazzareno Torquati e Francesco Ascolani. L’allenatore è Diego Di Feliciantonio, coadiuvato da Ivo Iaconi, e la squadra, nonostante non percepisca lo stipendio, si batte per i primi posti in classifica. Grazie al Sindaco Perazzoli ed al gruppo di imprenditori che hanno con lui firmato la fideiussione vengono garantiti alcuni stipendi ma inopinatamente il Presidente Venturato rompe con gli stessi ogni rapporto ed il campionato partito bene finisce comunque con la salvezza della squadra. Al momento di iscrivere la squadra al Campionato 1994/95 la Lega Calcio, in forza della situazione di bilancio disastrata, decide la non iscrizione e la retrocessione nel Campionato di Eccellenza Marche. Il Presidente Venturato dapprima iscrive la squadra al Campionato di Eccellenza, poi scompare mettendo in serio pericolo anche lo svolgimento di questo torneo.

1994-2001: tra i dilettanti

Un gruppo di imprenditori locali, dietro l’impulso del Sindaco di San Benedetto del Tronto Paolo Perazzoli, dà vita alla Sportinvest SpA con presidente Nazzareno Torquati e riesce a vincere il Campionato di Eccellenza Marche 1994-95; il commissario della squadra è Raniero Iacoponi, l’allenatore è Francesco Chimenti, che dispone di una buona squadra capitanata da Stefano Colantuono. A seguito della dichiarazione di fallimento della Sambenedettese SpA si forma l’A.S. Sambenedettese Calcio, con presidente Raniero Iacoponi, che a pochi giorni dall’inizio del campionato, grazie all’impegno di Nazzareno Torquati, Giancarlo Amante e Emilio Scartozzi, che si accollano debiti pregressi della vecchia società, ne acquisisce il titolo sportivo. Questo ritardo non consente una preparazione ottimale e il campionato 1995-96, il primo nel CND (campionato nazionale dilettanti), vede una faticosa salvezza della Samb ottenuta anche grazie agli sforzi del neopresidente Rocco Sannicandro e dell’allenatore Bruno Piccioni. Il campionato 1996/97 inizia con i migliori auspici e viene condotto sempre al vertice della classifica, ma nel finale del campionato la Samb viene raggiunta e superata dall’ Astrea; nel novembre 1996 l’AS Sambenedettese Calcio si trasforma in Sambenedettese Calcio srl con presidente Giancarlo Amante e vice Nazzareno Torquati e Emilio Scartozzi. La società nell’agosto 1997 organizza un grande evento sportivo internazionale, ospitando presso il Riviera delle Palme la partita amichevole precampionato Juventus-Bayern Monaco, con oltre ventitremila spettatori paganti. L’anno seguente altre amichevoli estive di lusso: Milan-Celta Vigo ed ancora Juventus, stavolta contro l’Espanyol. Nelle annate 1997-98, 1998-99 e 1999-00 la Samb, sotto la presidenza di Giancarlo Amante prima e dei fratelli Caucci poi, disputa campionati deludenti, non riuscendo mai ad aggiudicarsi la prima posizione, l’unica utile per la promozione in C2. Tra gli allenatori, Aldo Ammazzalorso, Massimo Silva, Ruggero Cannito. Nell’estate 2000 la svolta: la Sambenedettese viene acquistata da Luciano Gaucci, già proprietario di Perugia e Viterbese (appena ceduta) e neoacquirente anche del Catania. Dopo un’iniziale crisi di risultati la squadra è affidata all’allenatore Giovanni Mei e vince il campionato di serie D 2000-01 con grande vantaggio; tra i giocatori il bomber Fabrizio Fermanelli, lo stopper Stefano Colantuono, il portiere Stefano Visi (questi ultimi due ritorni).

2001-oggi: cercando il ritorno in B

Il campionato di serie C2 girone B 2001-02 non è facile per la Samb: si alternano in panchina Mei, Paolo Beruatto, Enrico Nicolini e infine Stefano Colantuono, che smette di giocare accomodandosi in panchina. Quando accetta l’incarico la Samb è in bassa classifica a 9 giornate dal termine, ma con una serie di 9 vittorie consecutive riesce ad agguantare il 5° posto, l’ultimo utile per i playoff. La Samb passa la semifinale col Rimini e poi la finale col Brescello (il ritorno si gioca nel campo neutro di Parma), conquistando la promozione in Serie C1. Tra i giocatori l’attaccante Andrea Soncin, il fantasista Antonio “Totò” Criniti, il centrocampista Gennaro Del Vecchio.

Colantuono (che non ha ancora il patentino di seconda categoria ed è affiancato da Matricciani) rimane alla guida della Samb nel campionato di Serie C1 girone B 2002-03: la squadra viene rinforzata dal direttore sportivo Guido Angelozzi e dopo alcuni alti e bassi raggiunge il 5° posto utile per il playoff. In semifinale la Samb incontra il favorito Pescara: i rossoblu vincono in casa per 1-0 con gol di Teodorani ma sono sconfitti in Abruzzo per 2-0 (doppietta di Cecchini).

Il campionato di Serie C1 girone B 2003-04 vede il progressivo defilarsi di Luciano Gaucci: la gestione della società è affidata al figlio Alessandro, impegnato però anche nel Perugia. Il nuovo allenatore è Sauro Trillini, alla prima esperienza tra i professionisti, che ottiene risultati altalenanti. A gennaio vengono ceduti alle altre squadre “di famiglia” gli attaccanti Francesco Zerbini (al Perugia) e Gabriele Scandurra (al Catania :) , autori di 10 gol a testa in metà campionato; arriva però il bomber Costantino Borneo dalla Vis Pesaro, anche lui autore di 10 gol, che si laureerà poi capocannoniere. La Samb (con Trillini sostituito nel frattempo da Salvatore Vullo) si piazza al 7° posto mancando i playoff e Gaucci, contestato dai tifosi, decide di passare la mano (inoltre si è visto rifiutare dal Comune di San Benedetto del Tronto il progetto per la gestione dello stadio “Riviera delle Palme”).

Le trattative si protraggono per tutta l’estate senza esito fino al 29 agosto 2004: la società passa alla cordata capeggiata dall’abruzzese Umberto Mastellarini e dal procuratore Vincenzo D’Ippolito. La rosa, che era composta da appena 5 giocatori dopo le cessioni estive, viene fatta in sole 24 ore (il 31 agosto è l’ultimo giorno della sessione estiva di mercato). L’allenatore del campionato di Serie C1 girone B 2004-05 è l’esordiente Davide Ballardini, proveniente dalle giovanili del Parma; tra i giocatori i giovani sudamericani Nicolas Amodio e Mariano Bogliacino, il difensore Michele Canini e il centrocampista Luca Cigarini, protagonisti di un ottimo campionato, così come l’attaccante Marco Martini trasformato da ala a punta. A gennaio arrivano poi l’esperto portiere Francesco Mancini (in A con Foggia e Napoli) e il trequartista Julio Cesar Leon (ex Reggina e Fiorentina). La Samb si classifica inaspettatamente al 4° posto centrando così i playoff. La semifinale la vede opposta al favorito Napoli: in casa è 1-1 con pareggio napoletano negli istanti finali, al “San Paolo” la Samb perde 2-0.

L’estate 2005 è ancora travagliata: esce dalla società D’Ippolito, Mastellarini cerca nuovi acquirenti senza successo; il nuovo allenatore Ortega, scelto da D’Ippolito, si dimette e viene ingaggiato Giuseppe “Nanu” Galderisi con Giuseppe Dossena direttore sportivo. La società è in difficoltà economiche e la rosa viene indebolita rispetto all’anno passato; la squadra inizia bene il campionato di Serie C1 girone A 2005-06 ma poi entra in crisi e Galderisi viene sostituito da Luciano Zecchini, ex allenatore del Teramo che non migliora le cose. A dicembre Mastellarini e il socio Paterna (proprietario anche del Pescara) raggiungono l’accordo per la cessione della società con il romano Alberto Soldini, in cui è compresa la cessione del bomber Martini al Pescara. A gennaio Soldini cambia lo staff: nuovo allenatore è Giuseppe Giannini, il suo vice è Roberto Pruzzo, il direttore sportivo è Carlo Colacioppo; il mercato vede la partenza di 13 giocatori e l’arrivo di altri 15. Ma la Samb infila una serie negativa senza vittorie da ottobre a febbraio precipitando al penultimo posto. Esonerati anche Giannini, Pruzzo e Colacioppo, la squadra viene affidata alla bandiera rossoblù Francesco Chimenti (quinto allenatore della stagione). Ma non c’è pace nemmeno per lui: infatti a seguito delle promesse non mantenute dal presidente Soldini, l’allenatore Francesco Chimenti, il direttore tecnico Remo Croci, l’allenatore in seconda Luigi Voltattorni e il responsabile della comunicazione Emidio Lattanzi si dimettono dopo una settimana. La Samb si ritrova senza allenatore e senza stipendi; ciononostante, con la guida prima dei giocatori Colonnello e Zanetti e poi degli allenatori delle giovanili Voltattorni e Zaini la squadra ottiene buoni risultati (bella in particolare la vittoria con il Genoa per 2-1). Ma a fine regular season viene decretato il prevedibile fallimento e in seguito a numerosi deferimenti la Samb ottiene 4 punti di penalizzazione che la condannano ai playout contro il Lumezzane. In panchina torna Francesco Chimenti: all’andata i lombardi vincono in casa 3-1, ma al ritorno una grande prestazione dei giocatori della Samb, sospinti dai tifosi rossoblù, ribalta il risultato con un sonante 4-0. La Samb è salva. E a giugno arriva anche la salvezza fuori dal campo: l’asta fallimentare assegna la società ai fratelli Tormenti, titolari della Navigo.it, che ripianano i debiti sportivi e iscrivono la Samb al campionato di C1 2006/07.

La stagione 2006/07 vede in panchina Alessandro Calori e nello staff il ritorno di Claudio Molinari e l’arrivo di Giuseppe Pavone come direttore sportivo. Alessandro Calori viene però sollevato dall’incarico dopo 5 giornate (un solo punto per lui e Samb all’ultimo posto solitario). La società affida al “bomber” Francesco Chimenti, idolo della tifoseria locale, il compito di guidare la squadra nella vittoriosa partita contro il San Marino, in attesa del nuovo allenatore Guido Ugolotti, a cui viene affidato l’incarico di risalire la china della classifica. La “scommessa” è vincente e sotto la gestione Ugolotti la Samb mostra un ottimo gioco, tanto da risalire rapidamente la china della classifica cogliendo belle vittorie anche contro le prime della classe (Ravenna, Avellino, Juve Stabia). Il campionato viene chiuso all’ottavo posto, raggiungendo largamente l’obiettivo stagionale della salvezza. Tra i giocatori che si mettono in mostra spiccano Morante (18 gol), Desideri (“pescato” in serie D e acquistato dal Bari al termine della stagione), e i tanti giovani scelti da Pavone: gli attaccanti Olivieri e Carlini, i centrocampisti Loviso e Iovine, il difensore Zammuto e il portiere Consigli.

L’estate 2007 scorre tranquilla per la prima volta dopo molti anni: la società non ha debiti e già nel ritiro di luglio-agosto la squadra è definita. Molinari e Pavone lasciano la Samb, il nuovo ds è Maurizio Natali. A fine agosto viene ceduto il bomber Daniele Morante al Verona; tornano dopo anni i “sambenedettesi” Stefano Visi e Ottavio Palladini. Della squadra dell’anno passato rimangono solo Fabio Tinazzi, Michele Santoni, Davide Giorgino e Nikola Olivieri oltre ai giovani Tulli e Forò; confermato anche l’allenatore Guido Ugolotti. Tra le nuove “scommesse” spiccano Davis Curiale, Michael Cia e Danilo Soddimo. Anche il campionato 2007/08, però, inizia negativamente: la squadra segna poco, gioca male e ottiene solo 8 punti in 12 giornate. Il 4-0 contro il Gallipoli è fatale a Guido Ugolotti che viene esonerato e sostituito da Enrico Piccioni; viene nominato come nuovo ds Enzo Nucifora, con il compito di rinforzare la squadra a gennaio (cede Olivieri al Pescara e acquista tra gli altri Leandro Vitiello e Luis Maria Alfageme). Pochi giorni prima di Natale, alla vigilia di Samb-Taranto, Piccioni viene arrestato dalla Guardia di Finanza e tradotto nel carcere ascolano di Marino del Tronto, con l’accusa di bancarotta documentale relativa al fallimento della Vis Pesaro, di cui era stato dirigente due anni prima; viene scarcerato dopo Capodanno dal Tribunale del Riesame di Ancona e torna subito ad allenare la Sambenedettese. La Samb migliora notevolmente nel gioco sotto la gestione Piccioni e in particolare in casa il rendimento è ottimo, ma in trasferta continua a ottenere sconfitte; in seguito all’ennesimo risultato negativo, il 17 marzo, Piccioni viene esonerato e torna in panchina Guido Ugolotti.[1] Il ritorno è positivo e con tre vittorie consecutive la Samb esce dalla zona play-out per la prima volta dall’inizio del campionato. I rossoblù conquistano poi la salvezza diretta dopo la maxi-penalizzazione inflitta al Lanciano, intanto fallito, che finisce ai play-out e poi retrocede.

Per la stagione 2008-09 l’allenatore Ugolotti e il ds Nucifora non vengono riconfermati e tornano al lavoro Piccioni e Natali, con l’obiettivo di una stagione senza sofferenze.

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