CATANZARO CALCIO

Storia

 

Le origini

Il Catanzaro nella stagione 1929/30

Venne fondata nel 1929 con il nome di Unione Sportiva Catanzarese, nello stesso anno rinominata Unione Sportiva Fascista Catanzarese, che a sua volta nacque dalla fusione di due squadre cittadine, la “Scalfaro” e la “Braccini”, avvenuta nel 1927.

Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale ottenne la denominazione di U.S. Catanzaro. Sin dalla fondazione adottò i colori e il simbolo della città.

Il vecchio stemma della U.S. Catanzaro, utilizzato dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1958 divenne presidente Nicola Ceravolo, grazie al quale l’U.S. Catanzaro raggiunse i maggiori successi.

Un anno importante fu il 1959, al termine della stagione di C girone B 1958-59 il Catanzaro viene promosso in serie B per la terza volta. Il campionato lo vide vincere 17 volte, pareggiare 13 e perdere solo in quattro occasioni, 56 i goal fatti e solo 15 i subiti con capocannoniere giallorosso Giovanni Fanello e Gennaro Rambone entrambi con 15 reti, da ricordare tra le tante partite un 7-0 rifilato in casa contro l’Aquila e un’ancora più sonoro 10-0 con cui il Catanzaro sconfisse, sempre in casa, il Siracusa, in quel momento primo in classifica.

La squadra del Catanzaro che centrò la promozione in serie B nel 1959

Avvincenti anche i derby regionali contro la Reggina , 2-0 al Militare e 2-1 in trasferta e contro il Cosenza,1-1 in casa e 0-0 al S.Vito, con quest’ultima che arrivò seconda con un solo punto di svantaggio, sfumando la promozione.Da ricordare come nel campionato di B 1959-60 il Catanzaro partecipò alla Coppa delle Alpi, competizione ormai scomparsa che si disputava tra squadre italiane e svizzere, vincendo 5-1 in casa e pareggiando 0-0 in trasferta contro il S.Gallo , e contribuendo alla conquista del trofeo da parte dell’Italia, si tratta del primo confronto internazionale da parte del Catanzaro.

La finalissima di Coppa Italia contro la Fiorentina

Nella stagione 1965-66 la squadra allenata da Dino Ballacci arrivò a contendersi la Coppa Italia 1965/66 con la Fiorentina. Data da non dimenticare il 19 maggio del 1966. Ecco come il Catanzaro arrivò a disputare la finale: si cominciò il 29 agosto del 1965 con il primo turno che vide il Catanzaro giocare in casa contro il Messina, altra squadra di B, vincendo 2-0 con doppietta di Bui. Il secondo turno giocato in novembre lo vide vincente al “San Paolo” contro il Napoli 1-0, rete sempre di Bui; il terzo turno il Catanzaro affrontò un’altra squadra di serie A, la Lazio,vincendo per 3-1, con Bonfada-Tribuzio e Bui i marcatori, impresa maggiore se si pensa che si giocò in campo neutro a Cosenza per la squalifica del “Militare”.

Il Catanzaro che conquistò l’accesso alla finale della Coppa Italia nel 1966

Ai quarti di Finale, si giocò il 6 di gennaio contro il Torino, e il Catanzaro vinse ai rigori per 4-1, dopo aver impattato 0-0 nei tempi regolamentari e supplementari. In semifinale il Catanzaro si trovò ad affrontare la proibitiva trasferta contro la Juventus, ma contro ogni pronostico espugnò il comunale di Torino per 2-1, con doppietta di Tribuzio.

biglietto d’ingresso per la finalissima di Coppa Italia del 1966

Alla fine solo i viola della Fiorentina in Finale (arbitro Sbardella di Roma), fermarono la grande impresa dei giallorossi: andarono in vantaggio con Hamrin, e raddoppiarono, dopo il pari di Marchioro, con un rigore di Bertini nei tempi supplementari. Da ricordare anche che Gianni Bui con 18 reti risultò capocannoniere per la stagione di B 1965-66 vincendo il premio Caltex Sportman

La prima storica promozione in serie A

Una formazione del Catanzaro stagione 1970/71 che conquistò la prima promozione in Serie A

La prima pagina del Corriere dello Sport, 28 Giugno 1971

Il grande sogno della Serie A si avverò il 27 giugno 1971, quando al S.Paolo di Napoli si giocò la terza ed ultima giornata del mini-torneo tra le tre squadre arrivate appaiate a 47 punti, tra cui dovevano uscire solo due da promuovere in serie A. In precedenza l’Atalanta aveva vinto 2-0 a tavolino contro il Bari, e per 1-0 contro i giallorossi a Bologna, non rimaneva che questo spareggio tra Catanzaro e Bari: chi vinceva era paradiso, chi perdeva restava in B. Al 35’ del secondo tempo ci pensò Angelo Mammì ad insaccare nella porta dei galletti pugliesi portando le Aquile nella massima serie.

Il gol di Angelo Mammì che sancì la prima promozione in serie A nello spareggio a Napoli contro il Bari nel 1971

Alla fine della stagione 1970-71,si giunse agli spareggi dopo aver vinto 17 gare e aver tenuto il migliore rendimento nel girone di ritorno in B.

L’anno successivo, il 1971-72, il primo di una calabrese in serie A, il Catanzaro pagò lo scotto dell’inesperienza e un po’ di sfortuna non gli permisero l’impresa della permanenza per un solo punto. Si vinse solo tre volte, ma la prima vittoria-storica in serie A è contro la Juventus in casa per 1-0, sempre con Mammì che insaccò i bianconeri a pochi minuti dalla fine. La Juventus a fine campionato sarà “campione d’Italia “.

Una formazione del primo torneo di Serie A disputato dal Catanzaro, stagione 1971/72.

Il Gol di Mammì alla Juventus nel 1972 che sancì la prima vittoria in serie A delle Aquile

Si partecipò anche al Torneo anglo-italiano contro Stoke city e Carlisle United, e nel giugno del 72 si volò negli Stati Uniti per una tournée che vede il Catanzaro vincente contro il Toronto e sconfitto dal Santos di Pelè (al Madison Square Garden di New York) e contro gli argentini dell’Huracan a Boston.

La prima pagina del Corriere dello Sport Stadio nel Gennaio 1972 dopo la vittoria del Catanzaro contro la Juventus.

Il 26 giugno 1975 è un’altra data da ricordare per il popolo giallorosso, l’epilogo la inserisce nei ricordi più tristi, ma lo spareggio di Terni restò comunque un’altra tappa memorabile del cammino delle aquile. Alla fine della stagione 1974-75 il Catanzaro si ritrovò appaiato al terzo posto con il Verona, entrambi 45 punti, per i giallorossi frutto di 13 vittorie, 19 pari e 6 sconfitte. Al “ Libero Liberati “ decise al 25’ del primo tempo una rete di Mazzanti, per il Catanzaro fu una grossa delusione resa più amara per la morte del tifoso Carlo Maria Talarico avvenuta per un grave incidente accorso ad un pulmann proveniente da Catanzaro. Fu comunque il primo anno di Massimo Palanca che totalizzò solo 4 reti , ma che si fece sentire l’anno dopo, il 1975-76, con 11 reti che permisero al Catanzaro di conquistare la seconda promozione della sua storia in serie A, arrivando primo in classifica appaiato a 45 punti con Genoa e Foggia, frutto di sedici vittorie, 13 pari e nove sconfitte.

Il Catanzaro classificatosi al 1° posto insieme a Genoa e Foggia nel campionato 1975/76.

Memorabile l’ultima giornata che si giocò a Reggio Emilia davanti ad un pubblico interamente giallorosso: al 67’ Palanca apre le marcature, a quattro minuti dalla fine la doccia fredda del pari della Reggiana, che lo condannava ad un altro spareggio per la promozione, ma al 90’ ci pensava Gianni Improta a proiettare le Aquile nella massima serie.

Il secondo campionato nella massima serie, 1976-77 non andò certo meglio della prima apparizione, si fecero sempre 21 punti che classificano il Catanzaro nuovamente al 15° posto a cinque punti dalla salvezza, ( 7 vittorie 7 pari e ben 16 sconfitte), da ricordare comunque la vittoria in campo neutro a Catania con il Milan per 1-0 (Sperotto ) e la giornata successiva la vittoria, sempre per 1-0, all’Olimpico di Roma contro la Lazio, con un’autorete al 13’ di Pulici, che valse la prima vittoria fuori casa in serie A.

Il Catanzaro della stagione 1976/77, seconda in serie A.

In ottobre per la seconda volta , dopo l’esperienza della prima serie A, il Catanzaro tornò in America per la sua seconda Tournee, si giocò a Toronto contro il locale Club Italia, ed a New York contro la squadra argentina dell’Huracan .

L’epopea giallorossa: 1977-1983 gli anni della Gloria

Nel 1977-78 dopo un solo anno in serie B Il Catanzaro centrò la terza promozione in otto stagioni, e la seconda in tre anni, nella massima serie, questa volta per restarci, riuscendo a centrare la prima permanenza. I giallorossi arrivarono secondi con 44 punti insieme all’Avellino, primo lo stratosferico Ascoli dei record, frutto di 16 vittorie 12 pari e 10 sconfitte. Capocannoniere del torneo con 18 reti in 32 gare disputate “ piedino d’oro “ al secolo Massimo Palanca, bene fece anche Renzo Rossi che centrò la rete per ben 10 volte. L’anno successivo, 1978-79 il Catanzaro centrò il 9° posto con 28 punti, a quattro dalla zona retrocessione, realizzando 6 vittorie, 16 pari e solo 8 sconfitte.

Il Catanzaro del 1978/79 che centrò la prima salvezza in serie A, classificandosi nono.

Da non dimenticare i due successi esterni, 2-0 ai danni dell’Atalanta ed il mitico 3-1 all’Olimpico contro la Roma con tripletta di Palanca, che a fine campionato finirà con 10 reti all’attivo , di cui ben sei distribuite tra Roma e Lazio.

Palanca fu anche, con otto reti, capocannoniere della Coppa Italia 1978/79, dove il Catanzaro raggiunse la Semifinale con la Juventus ( 1-1 in casa, 2-4 a Torino ), dopo aver vinto il girone ( tre vittorie ed un pari a S. Siro con il Milan che vincerà lo scudetto ) e superando il Cagliari nei quarti (2-2 al S.Elia, 1-0 al Comunale ).

La stagione 1979-80, secondo campionato consecutivo, quarto in assoluto, delle Aquile in serie A, non cominciò nei migliore dei modi e sin dal principio costrinse il Catanzaro a lottare nella parte bassa della classifica, alla fine della stagione con 5 vittorie, 14 pari e 11 sconfitte venne retrocesso, ma nel frattempo giunse lo scandalo calcio scommesse, con il cosiddetto totonero, ed il Catanzaro venne ripescato al pari dell’Udinese, al posto del Milan e della Lazio.

Una formazione del Catanzaro nella stagione di serie A 1979/80

Fu la prima stagione di Adriano Merlo come presidente dell’ U S Catanzaro, dopo ventuno anni consecutivi di presidenza Ceravolo, con un bilancio ineguagliabile di 17 stagioni in serie B e tre in serie A, quattro promozioni, di cui tre nel massimo campionato e una finale ed una semifinale di Coppa Italia.

Massimo Palanca all’atto di calciare un corner: una delle specialità che lo hanno reso celebre

Nel 1980-81 ci fu la terza apparizione consecutiva in serie A e salvezza senza troppo penare con un ragguardevole 7° posto a 29 punti insieme col Bologna, migliore prestazione fino ad allora, con 6 vittorie , di cui due fuori ad Ascoli ( 2-1) ed a Pistoia ( 1-0 ), 17 pari e solo 7 sconfitte, a quattro punti dalla zona calda.

Una formazione del Catanzaro che si classificò settimo in serie A nel 1980/81

Alla quinta giornata di campionato il Catanzaro, dopo Brescia – Catanzaro terminata 1-1, per la prima ed unica volta nella sua storia, si tolse la soddisfazione di essere primo in classifica in serie A. Il Corriere dello Sport di Lunedì 20 Ottobre nell’articolo dedicato alla partita in questione, scriveva: <<Un quartetto al comando, c’è anche il Catanzaro. Trionfa la provincia calcistica, rappresentata dalla sua squadra miracolo. Per sedici minuti il Catanzaro ha sognato ad occhi aperti: era solo in testa. La curva sud, palesata di giallorosso era tutta fremiti. La gente adesso sta lasciando Brescia, calano le prime ombre della sera, la festa continua sono caroselli allegri. Il Catanzaro e’ in testa assieme a Fiorentina, Inter e Roma. Senza quel dannato autogol, senza il pareggio bresciano, sarebbe stato primato in solitudine.>>

Massimo Palanca fu con 13 reti secondo nella classifica dei cannonieri alle spalle del romanista Pruzzo, e a fine stagione fu venduto al Napoli per una cifra considerevole.

L’anno dei mondiali di Spagna regalò al Catanzaro il quarto torneo consecutivo nella massima serie, stagione 1981-82 ricordata da tutti come la migliore della storia giallorossa: ceduto Palanca, arrivò un giovane di belle speranze che rispondeva al nome di Edy Bivi, che non pagò il noviziato e con 12 reti eguagliò il mitico “ O’rey “ classificandosi al secondo posto in graduatoria cannonieri. Fu anche l’anno dell’arrivo del primo straniero, il rumeno Viorel Nastase , ma principalmente fu l’anno del secondo consecutivo 7° posto finale ad un solo punto da una storica qualificazione in Coppa Uefa, dei 28 punti conquistati con 9 vittorie 10 pari e 11 sconfitte, delle meravigliose vittorie fuori casa a Torino contro i granata ed a S.Siro contro il Milan, regolarizzato anche in casa con un secco 3-0. Senza contare il raggiungimento, per la terza volta nella sua storia, della semifinale Coppa Italia 1981/82, contro l’Inter. A Milano l’andata terminò 2-1 per i nerazzurri, il ritorno del 10 Aprile al Comunale fu appassionante. Dinanzi ad uno stadio gremito, Edy Bivi al 2′ di giocoportò subito in vantaggio il Catanzaro. La rete galvanizzò i giallorossi, ma al 50′ l’ Inter pareggiò con un rigore di Beccalossi. Borghi al 66′ siglò il 2-1 per le Aquile e si andò ai tempi supplementari.

Al 97′ Altobelli, su indecisione della difesa siglò il 2-2, ma Cascione al 104′ raccolse una corta respinta di Bordon e riaprì i giochi per la qualificazione. Il secondo tempo supplementare vide il Catanzaro all’arrembaggio nel tentativo disperato di siglare il gol qualificazione, ma un palo colpito da Sabato spense definitivamente i sogni. Finì 3-2 per il Catanzaro ma grazie ai gol segnati in trasferta passò l’Inter.

Il Catanzaro della stagione 1981/82 che si classificò settimo

Da ricordare la prima partecipazione al Torneo mondiale giovanile di Viareggio e la presenza di ben quattro giocatori ( Celestini –Mauro -Borghi e Bivi ) nella nazionale Under 21, tutti e quattro in campo contemporaneamente nella gara dell’europeo giocata a Catanzaro. Certamente un anno molto speciale, che si concluse con l’ultima giornata che vide il Catanzaro arbitro della sfida tra Juventus e Fiorentina per la conquista dello scudetto: alla fine la spuntarono i bianconeri con un rigore contestatissimo siglato da Brady.

Il quinto campionato consecutivo, settimo in assoluto, disputato nel 1983 , chiuse un’epoca gloriosa per la società giallorossa, che dal 1959 in poi aveva conosciuto soltanto i grandi palcoscenici della serie A e B, con l’occhio molto attento, forse troppo al bilancio, fece si che si cedettero i pezzi migliori, rimpiazzati non sempre al meglio, scommettendo su una linea giovane che però non diede gli stessi risultati dell’anno precedente, il migliore per rendimento. Il 1982/83 fu la peggiore delle Aquile nella massima serie, con un deludentissimo ultimo posto in classifica, con soli 13 punti e tanti record negativi assoluti battuti, che fortunatamente altre squadre dopo hanno peggiorato.

Una formazione del Catanzaro nell’ultima serie A, stagione 1982/1983

Le Aquile vinsero solo 2 volte ed entrambe in casa, pareggiando 9 gare e perdendone ben 19, più delle due ultime due stagioni messe insieme. Edy Bivi, pezzo pregiato l’anno precedente non fece che sole tre reti, per riscattarsi l’anno dopo con 14 in serie B, che non evitarono, però, nonostante un finale di campionato decente, la retrocessione del Catanzaro addirittura in serie C.

Gli anni ’80: l’altalena tra serie B e C e la serie A sfumata per un punto

In sole tre stagioni il Catanzaro si ritrovò dal 7° posto in serie A, alla serie C . La gestione Merlo, dopo il lungo mandato Ceravolo, aveva fallito e fece ritornare indietro la città e la Calabria di un quarto di secolo. Il cambiamento arrivò con l’acquisizione del sodalizio giallorosso del “vulcanico” Pino Albano, che rivoluzionò tutto e mise la squadra nelle mani dell’esperto G.B. Fabbri: fu un campionato vincente, il 1984-85, che vide i giallorossi promossi con 45 punti ( 17 vittorie, 11 pari, 6 perse ) a pari punti con il Palermo.

Il Catanzaro della stagione 1984/85 che centrò la promozione in serie B

Le Aquile cominciarono benissimo vincendo le prime quattro gare e proseguirono sempre ad alti livelli, con le bellissime vittorie contro il Cosenza per 4-1 in dieci uomini, per 4-0 contro il Barletta, per 4-2 contro la Reggina, per 4-2 contro il Messina, e con l’ultima in casa per 4-0 contro l’Akragas, che consegnò la B con una giornata di anticipo. I giallorossi in quella stagione furono una macchina da goal, 54 le reti totali con Pino Lorenzo, mattatore con le sue famose rovesciate , che ne realizzò ben 18, risultando capocannoniere del girone, per essere poi venduto alla Sampdoria per la cifra record di 4 miliardi. Da segnalare inoltre, la vittoria per 2-1 in Coppa Italia contro l’Udinese di Zico.

Dopo un solo anno di cadetteria, con Albano che affidò per alcune giornate la squadra allo slavo Todor Veselinovic, si ritornò nella stagione 1986-87, nel girone B della serie C 1: la partenza non fu per niente entusiasmante, solo due punti nelle prime quattro giornate, ma la validità della squadra si vide nel proseguo del campionato, che si venne vinto con 45 punti, uno in più della rivelazione Barletta, con 18 gare vinte, 9 pari e 7 sconfitte. Grandioso fu l’apporto del bomber Massimo Palanca, che ritornò in giallorosso dopo due anni passati in quarta serie: i suoi 17 centri gli fecero vincere la classifica cannonieri del girone. Decisivo ai fini della vittoria del torneo fu il girone di ritorno ,dove il Catanzaro perse una sola volta, con le ultime 11 gare in serie positiva ( 7 vittorie e 4 pari ), e con l’ultima giornata giocata in casa contro la terza forza del torneo, la Casertana, regolata con un perentorio 5-2 ( realizzando la tredicesima vittoria in casa consecutiva ), con due reti di Palanca alla sua quarta doppietta stagionale.

Il Catanzaro della stagione 86/87 culminata con la promozione in serie B

La più importante di queste venne realizzata al S.Vito di Cosenza, dove il Catanzaro fece suo il derby per 3-1 davanti a 20.000 sostenitori rossoblu, reti realizzate al 65’ e al 68’, dopo che ”piedino d’oro” Palanca era entrato in sostituzione di Chiarella al 63’ accolto da fischi e frasi ingiuriose .

Massimo Palanca, giocatore simbolo del Catanzaro

L’anno dopo,il 1987-88,il Catanzaro sfiorò la serie A per un solo punto, quando in precedenza i 46 punti realizzati ( 14 vittorie, 18 pari e solo 6 sconfitte ) avevano significato di solito promozione.

Il Catanzaro del 1987/1988 che mancò la promozione in Serie A per un solo punto

Il Catanzaro batte il Padova per 3-0 e si porta ad un passo dalla serie A. Due settimane dopo il pareggio di Monelli in pieno recupero di Catanzaro – Lazio vanificherà tutto.

Da ricordare le 5 vittorie esterne dei giallorossi guidati da Vincenzo Guerini e i pari “sospetti” a Bologna ( 2-2 del Bologna con massaggiatore dei giallorossi in campo a prestare soccorso ad un calciatore)a cui fanno seguito quelli con la Cremonese in casa e a Udine dove in entrambe le gare viene annullato un gol ai giallorossi. Si giunse dunque al pomeriggio di Catanzaro – Lazio. I giallorossi, in vantaggio, vennero raggiunti sull’1-1 a recupero inoltrato,e fu un pareggio che di fatto sancì la mancata promozione del Catanzaro e la promozione della Lazio. Infatti, il Catanzaro vinse di rabbia 4 delle restanti gare su 5, ma non bastarono proprio per quel punto: fatale fu la sconfitta in trasferta contro un’altra delle pretendenti alla promozione, il Lecce. A fine torneo, in virtù di quel pareggio insperato avvenuto in pieno recupero, la Lazio totalizzò 47 punti, 4° posto e promozione, il Catanzaro si fermò a 46.

L’inutile spareggio e gli anni bui

È opinione comune che l’epopea del Catanzaro, almeno fino ad ora, si sia interrotta con la mancata promozione in serie A del 1988. Dopo una salvezza stentata l’anno successivo, i giallorossi subirono la retrocessione in serie C1 nella stagione 1989/1990. La stagione 1990-91 non andò meglio. Continui cambi di allenatore (prima Sala, poi Brignani, ancora Sala e in ultimo Rambone) trascinarono la squadra in fondo alla classifica. Sul finire del campionato i calabresi reagirono e strapparono l’accesso allo spareggio con il Nola; la partita si giocò a Lecce, nello stadio Via del Mare. Furono i napoletani con una rete di Concina, che spiazzò De Toffol, a passare in vantaggio. Ma il Catanzaro, sostenuto da ben seimila tifosi, si rilanciò e pareggiò con un Coppola e successivamente centrò il colpo vincente con il molisano Paolo Mollica che di testa realizzò la rete della vittoria e della salvezza. Le immagini televisive mostrarono le lacrime del tecnico Rambone riuscito a portare a compimento un’impresa ritenuta da molti impossibile.

Ma la gioia durò poco,la CAF inflisse al Catanzaro 3 punti di penalità per un tentativo di corruzione presumibilmente eseguito da persone con chiaro accento calabrese. Tale tentativo fu eseguito nei confronti dei giocatori della Ternana (ed ex-giallorossi) Gori, Chiarella e Carlo Caramelli, prima dell’incontro di andata che si giocò al Liberati terminato 2-2. La Commissione Disciplinare aveva assolto il Catanzaro, non fece lo stesso la CAF e per la prima volta nella loro storia i giallorossi precipitarono in Serie C2. L’episodio, tra l’altro, ruppe la grande amicizia che negli anni precedenti si era imbastita tra Ternana e Catanzaro, sia tra le società, sia tra le tifoserie.

Dal 1991 al 2003 il Catanzaro militò nei campionati di Serie C2, per dodici stagioni consecutive, alcune delle quali totalmente anonime. Quando invece i giallorossi furono vicini alla tanto sospirata promozione che li liberasse dall’inferno della serie C2, crollarono psicologicamente in maniera inspiegabile. Drammatiche,infatti, furono le sconfitte patite in casa, nelle finalissime di ritorno Playoff rispettivamente nel 2000-01 contro il Sora per 1-3 (quando il Catanzaro vinceva per 1-0 a 3 minuti dal 90′) dinanzi a ben 18.000 spettatori, e nel 2002-03 per 0-2 contro l’Acireale, addirittura davanti ad un pubblico di quasi 22.000 spettatori. In entrambi i casi sarebbe bastato un pareggio per conquistare la promozione.

La ripresa e la nuova retrocessione

Nell’agosto del 2003, la squadra ottenne ugualmente la promozione in Serie C1 frutto di un ripescaggio in seguito all’annullamento delle retrocessioni della Serie B.

L’anno seguente si classificò prima in Serie C1/B, riuscendo a centrare dunque la promozione in Serie B dopo ben 14 anni. Per l’ultima giornata, che sancì la promozione, Chieti – Catanzaro venne spostata in campo neutro ad Ascoli per permettere l’afflusso di ben 16.000 tifosi catanzaresi giunti nel capoluogo marchigiano da ogni parte d’Italia. La partita venne vinta per 2-1 grazie alla reti di Toledo e di Giorgio Corona,ribattezzato dai tifosi delle Aquile Re Giorgio, uno dei principali artefici della promozione con ben 19 reti realizzate.

In quell’anno, la società fu inizialmente indagata per la vicenda di calcio scommesse dell’estate 2004: essa però si dimostrò estranea ai fatti dopo i vari gradi di Giustizia Sportivia.

La stagione 2004/2005, quella del tanto atteso ritorno in serie B dopo 14 anni, cominciò con grandi auspici per i tifosi giallorossi. Grazie all’ingresso di ingenti liquidità nelle casse della società(alla dirigenza si erano aggiunti due nuovi soci, Antonino Princi e Saverio Procopio), si diede vita ad una campagna acquisti dispendiosa, con l’ingaggio di affermati calciatori del calibro di Julio Cesar Leon, Fabrizio Cammarata, Emanuele Manitta, Mauro Bonomi, Antonio Nocerino, Davide Micillo, Sergio Campolo, Gianluca Grava, e, soprattutto, Benito Carbone. L’annata fu decisamente sfortunata e, soprattutto a causa di questioni societarie, lo spogliatoio ne risentì moltissimo e non bastarono tre allenatori(oltre a Braglia anche Luigi Cagni e Bruno Bolchi) per evitare la retrocessione in C1. La squadra chiuse mestamente all’ultimo posto , ottenendo però un ripescaggio per la stagione successiva.

Anche nella stagione seguente 2005/2006, il Catanzaro disputò un campionato negativo: nonostante una piccola ripresa nel girone di ritorno, il 6 maggio 2006 la sconfitta interna contro l’Atalanta sancì la matematica retrocessione in Serie C1 per la compagine guidata da Franco Cittadino.

La fondazione della nuova società Football Club Catanzaro

La sera del 10 luglio 2006 le agenzie di stampa lanciarono questa notizia: Dopo 77 anni l’Unione sportiva Catanzaro calcio scompare dal panorama sportivo italiano. Non hanno avuto esito i tentativi di evitare in extremis la mancata iscrizione della squadra al campionato di serie C1, dove la società era retrocessa al termine dello scorso campionato di B, grazie alla scellerata gestione di Poggi, Parente, Ierace che verranno ricordati come i colpevoli di questa fine. L’unica speranza resta quella di fare ricorso al “lodo Petrucci”, che garantisce l’iscrizione della squadra nella categoria inferiore, in questo caso la serie C2.

Il tanto decantato progetto quinquennale di Claudio Parente e Massimo Poggi, partito nel Febbraio 2003, si chiuse in tre anni e mezzo con l’esclusione dell’Unione Sportiva Catanzaro S.P.A. dai campionati professionistici.

Nelle settimane successive, venne fondata una nuova società F.C. Catanzaro S.p.A., il cui presidente era Giancarlo Pittelli, avvocato e parlamentare di Forza Italia, che venne iscritta nel campionato C2 girone C che solo pochi anni fa si sperava lasciato per sempre.

La prima stagione della nuova società non fu esaltante, a causa dell’affrettata preparazione estiva in seguito alla creazione della nuova società, con la squadra che chiuse al 9° posto in classifica.

Dopo il flop del primo campionato targato FC, il Catanzaro del presidente Giancarlo Pittelli ripartì dal passato, annunciando come responsabili dell’area tecnica due vecchie conoscenze del calcio giallorosso. Tornano Pasquale Logiudice, come direttore sportivo, e Gianni Improta, come direttore generale. Una vecchia conoscenza fu pure l’allenatore: Fausto Silipo, che lasciò la Nazionale italiana di beach soccer per tornare nella sua città natale. Fausto Silipo venne però esonerato dopo 5 giornate ed al suo posto venne promosso il suo allenatore in seconda Franco Cittadino, a sua volta sostituito nel Gennaio 2008 da Agatino Cuttone.La squadra al termine del campionato ottenne una salvezza stentata, evitando alla penultima giornata l’incubo dei play out.

Attualmente la società guidata dal nuovo presidente Pasquale Bove e dal socio di minoranza nonché ex presidente della società Giuseppe Soluri occupa la terza posizione in calssifica con 33 punti a 4 punti dai campioni d’inverno del Cosenza. Da notare la serie positiva dell’Fc Catanzaro che non perde dal 09 mazro 2008 in quel di Monopoli, ancora imbattuto dunque nella stagione in corso. Il sodalizio giallorosso registra infatti ben 24 risultati utili consecutivi frutto di 11 vittorie e 13 pareggi maturati dal 16 marzo 2008 al 21 dicembre 2008

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